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L'Europa di oggi esibisce delle forti tendenze di estrema destra ai
massimi livelli del potere politico. Nelle recenti elezioni
presidenziali in Austria, il Partito della Libertà di estrema destra è
arrivato primo ottenendo il 36% dei voti, prima che il suo candidato
Norbert Hofer
venisse sconfitto con difficoltà al secondo turno dall'ex leader dei
Verdi
Alexander Van der Bellen.
In Finlandia, Polonia ed Ungheria l'estrema destra partecipa già al
governo, mentre in Olanda e Francia attualmente è nei sondaggi la forza
politica di testa. Altri paesi che stanno sperimentando un'ondata
elettorale dell'estrema destra comprendono la Danimarca, la Svizzera, il
Regno Unito e l'Italia. Tendenze ugualmente preoccupanti, sebbene con
l'aroma di una tragicommedia di
Hollywood, si manifestano dall'altra parte dell'Atlantico.
Certamente, oltre la sfera della politica elettorale le cose sono
molto più complesse. Alla base delle società occidentali, si sta
svolgendo una feroce battaglia tra le dinamiche di destra e le parti
vibranti della società, con in prima linea i movimenti sociali radicali.
In questo contesto, diventa chiaro che l'ascesa dell'estrema destra è
dialetticamente correlata con il progetto neoliberale dell'elite
dominante d'Europa.
Di neoliberali e cannibali
L'estrema destra contemporanea ha cause moderne, caratteristiche
nuove ed ampia popolarità, che significa che i paragoni storici con i
movimenti fascisti e nazisti del passato sono utili soltanto in parte.
Complessivamente, l'estrema destra emerge come un effetto secondario
delle esternalità economiche negative della globalizzazione capitalista.
Ampie popolazioni vedono l'estrema destra come un modo di rifugio
politico contro la corsa verso il fondo della società, provocata
dall'accresciuta competizione in un'economia globalizzata.
L'ascesa della destra estrema corrisponde anche alla
destabilizzazione delle strutture sociali da parte dei mercati
finanziari, cominciando dagli stati e dalle imprese e raggiungendo in
basso dal principio alla fine le comunità e le famiglie. Attraverso il
ritorno nostalgico ad una immaginaria comunità o nazione, la proposta
dell'estrema destra offre sostanza coesiva per delle società in
disintegrazione, qualcosa che è mancante dalle istituzioni impersonali
dei mercati finanziari e della debole comunità del denaro.
La proposta pseudo-comunitaria della destra gode di una
significativa popolarità tra diversi gruppi sociali, incluse le classi
medie europee, che hanno subito un'estesa alienazione ed
individualizzazione da parte delle forze di mercato e che sono state
gradualmente spogliate dei legami sociali del loro passato. Quindi, dove
la guerra neoliberale di tutti contro tutti ha costretto le società ad
una forma di cannibalismo, l'estrema destra promette un ritorno alla
comunità. Naturalmente, il problema è che nella comunità fascista il
cannibalismo non cessa ma diventa integrato verticalmente.
La svolta delle masse verso l'estrema destra è uno sviluppo
favorevole per le classi dominanti. Le ideologie di estrema destra sono
basate su una semplicistica visione del mondo manichea amico-nemico, che
rende estremamente facili da manipolare le menti dei seguaci. Le
ideologie di ultra-destra sono quindi già sfruttate dalle elite europee
per incanalare le frustrazioni sociali sulle esternalità negative della
dominazione neoliberale contro svariati capri espiatori, principalmente
i gruppi sociali più vulnerabili e le "classi pericolose".
Nel Medioevo, la Chiesa era la fonte principale di dominazione e
tormento, tuttavia alla fine venivano messe al rogo le "streghe".
Secondo i dualismi di oggi dell'estrema destra, coloro che detengono il
potere sociale possono sfuggire facilmente alla rabbia sociale per la
disuguaglianza fomentando la paura verso la diversità sociale. La
proposta politica dell'estrema destra è inoltre un'opportunità unica per
aiutare le elite a rilegittimare le istituzioni politiche nazionali
mentre lascia intatte le cause all'origine dell'attuale
delegittimazione.
In passato, i dominatori romani placavano i partecipanti in grandi
sconvolgimenti sociali dando spettacoli al loro popolo. Oggigiorno, le
forze politiche possono perseverare con i progetto neoliberale
attraverso il pugno di ferro di stati nazione e, allo stesso tempo,
ritardare temporaneamente il rapido ritmo al quale le istituzioni
rappresentative si decompongono investendo aggressivamente in ideologie
nazionaliste e xenofobe.
Vi presento i miei tecnocrati
La proposta progressista per superare la crisi del capitalismo
globale comporta un certo costo per gli individui, poiché richiede la
mobilitazione e la partecipazione personale nella costruzione di
relazioni sociali alternative dal basso verso l'alto. Tale proposta
contesta le relazioni dominanti del capitalismo neoliberale. Al
contrario, la proposta politica dell'estrema destra funziona in
interrelazione complementare con il progetto neoliberale. Questo la
rende applicabile a livelli sociali micro e macro senza il bisogno di
sovvertire le gerarchie costituite e contrapporsi alle forze sociali
dominanti.
Mentre nella visione neoliberale del mondo la relazione tra
l'individuo e la società è confinata all'istituzione impersonale dei
mercati finanziari, nella deviazione dell'ultradestra questa connessione
è completata ideologicamente dal sentimento di una comunità immaginata e
di un comune destino. In altre parole, la proposta dell'estrema destra
fornisce un sentimento di pseudo-appartenenza senza infliggere nessun
costo personale ed un'identità basata sulla semplicistica dicotomia
amico-nemico, che rende più facile l'auto-navigazione in una realtà
sociale complessa e contraddittoria. Allo stesso tempo, il suo cieco
affidamento a rigide gerarchie ed un rapporto completamente mediato con
la politica rende la delega assoluta della politica a rappresentanti e
tecnocrati, come incontrato nelle meta-democrazie liberali, un fenomeno
apparentemente naturale.
Ultimo ma non meno importante, l'occultamento delle disuguaglianze
e delle contraddizioni sociali sotto l'astrazione della nazione esonera
la persona da ogni tendenza di entrare in conflitto con rapporti che si
avvicinano alla dominazione o allo sfruttamento e, invece, li maschera e
legittima come alleati agli interessi degli oppressi. Per riassumere,
nella variazione totalitaria di destra del neoliberalismo, l'individuo
deve ancora attenersi
—
senza segni di resistenza
—
alle sanzioni
del mercato e delle gerarchie sociali, ma ora con il carico
addizionale di dovere pretendere di non essere un "ebreo".
La popolarità della proposta per la società dell'estrema destra non
cade dal cielo. In realtà, è coltivata dai modelli e dalle visioni del
mondo comportamentali dominanti e fomentata dalle devastazioni sociali
prodotte dal progetto neoliberale. Nelle società europee governate da
elite neoliberali, i cittadini sono esposti ed educati su base
giornaliera alla trasformazione degli esseri umani in mezzi per fini
alieni. Questa condizione è il substrato ideale per familiarizzare con
la conversione del nazismo degli esseri umani in mezzi verso i fini
nazionalisti di campi di concentramento e guerre.
La strumentale logica costi-benefici del neoliberalismo, attraverso
la quale tutte le contraddizioni sociali possono presumibilmente essere
ridotte a questioni tecnocratiche pseudo-oggettiviste, diventa una
potente arma di legittimazione nelle mani dell'estrema destra per la
gestione degli altri come uomo sacro. L'indifferenza ipocrita del
neoliberalismo verso le asimmetrie del potere sociale generate dal
capitale e dai mercati finanziari
— e
la loro spiegazione come il pinnacolo della
libertà umana
—
legittima la glorificazione della gerarchia e della dominazione,
che costituiscono le fondamenta del totalitarismo.
Rendere la democrazia storia
Lo spostamento all'estrema destra preserva il presente e, non
dimeno, porta nuovi elementi nel sistema di potere dominante. A livello
macro-sociale, il progetto dell'estrema destra lascia intatto il modello
economico neoliberale al cuore dello stato nazione. Tuttavia, la sua
novità più importante è la confutazione delle fondamentali conquiste
democratiche; una tendenza chiave nella fase attuale del capitalismo ed
il Santo Graal del consolidamento sociale neoliberale.
Nelle relazioni esterne con i mercati globalizzati, l'estrema
destra investe in un protezionismo pragmatico e nella competizione
globale con qualunque mezzo. Quindi l'estrema destra celebra ed
intensifica certi aspetti della globalizzazione capitalista
(competizione tra economie nazionali, intensificazione dello
sfruttamento del lavoro e della distruzione ecologica, transizione verso
regimi non democratici), mentre allo stesso tempo costituisce un
pericolo chiaro e presente per altri aspetti della globalizzazione
capitalista, perché possiede un'intrinseca tendenza all'autodistruzione
delle società sulle quali prevale.
A livello micro-sociale, la tendenza di ultra-destra investe gli
elementi più oscuri della natura umana, come la paura, l'odio ed il
desiderio di guerra. Tenendo presente che ogni tipo di società umana è
basata essenzialmente sulla collaborazione, che l'imposizione violenta
di tendenze dall'alto verso il basso che distruggono tale collaborazione
e rimpiazzano l'ultima con odio e guerra porta alla disintegrazione
sociale.
Tuttavia, la variazione di estrema destra della globalizzazione
capitalista non tende alla guerra soltanto all'interno ma anche tra
società. L'ortodossia della competizione neoliberale tra stati nazione
non è confinata a mezzi pacifici. Invece, la guerra tra nazioni diventa
la continuazione con altri mezzi dell'antagonismo economico.
Inevitabilmente, questo fatto mette in pericolo il funzionamento
armonioso dei mercati. Quindi, la variazione di estrema destra è sempre
una scelta per il sistema di potere dominante, sebbene l'ultimo rifugio
per la risoluzione delle sue crisi e per la conservazione della
riproduzione sociale dominata dal capitale attraverso cicli di
distruzione creativa.
L'interfaccia neoliberale/fascista
Con l'eccezione del partito Alba Dorata in Grecia, oggi in Europa
l'estrema destra non costruisce le stesse strutture come quelle del
periodo tra le due guerre nella sua ricerca di impadronirsi dello stato;
non vi è nessun massiccio gruppo paramilitare di
Sturmabteilung
che
combatte i gruppi che vi si oppongono per conquistare le strade.
In realtà, le tattiche dell'estrema destra di oggi aderiscono
principalmente alla politica elettorale.
La ragione di questo sembra essere la stessa ragione per la quale
la sinistra contemporanea finora non è riuscita a ricostruire i massicci
movimenti dei lavoratori del passato. Pare che la frammentazione dei
rapporti individuali con ogni tipo di collettività sociale sia qui per
rimanere. Di questo fenomeno di frammentazione la sinistra,
che è riprodotta sulla costruzione di rapporti alternativi alla base
sociale, non si può occupare facilmente.
Al contrario, per l'estrema destra è sufficiente coltivare e
legittimare delle mentalità di delegazione allo scopo di superare i suoi
problemi organizzativi. Dopo tutto, come capì Hitler dopo la Notte dei
lunghi coltelli, il nucleo intrinsecamente totalitario dello stato è
molto più razionalizzato, una volta preso il potere, che i gruppi di
truppe d'assalto. Quindi ed in contrasto con le forze sociali
progressiste, la proposta di potere dell'estrema destra è immediatamente
applicabile ed in gran parte compatibile con lo status quo attuale,
poiché essa costituisce semplicemente un gonfiamento delle esistenti
tendenze neoliberali verso il cannibalismo sociale ed il totalitarismo.
I generatori dell'egemonia fascista
Non appena diventa egemonica e persino prima di prendere il potere,
ogni forza politica viene riflessa ai centri del potere decisionale
politico. Prima che l'estrema destra salga al potere al centro
dell'Europa, la sua egemonia riverbera già nella traiettoria che ha
intrapreso la UE attraverso decisioni di orientamento puramente di
estrema destra. Tali politiche reazionarie al vertice delle istituzioni
europee sono il risultato della dialettica tra l'estrema destra e le
forze dominanti del neoliberalismo. La deviazione di estrema destra dal
neoliberalismo è compatibile con la continuazione dell'attuale processo
di globalizzazione, anche se intensifica drammaticamente questo
processo. Verso la guerra.
Tuttavia, vi è una contro-proposta progressista, che è basata sulla
solidarietà, la cooperazione e la democrazia tra i popoli e sulla
costruzione di un tipo alternativo di comunità internazionale. Mentre i
governi di estrema destra oggigiorno si scontrano dovunque senza
conflitti o confronti significativi con le preesistenti forze o
strutture di potere, i governi di sinistra, al contrario, se salgono al
governo, vengono rapidamente assorbite dal potere strutturale del
capitale finanziario globale.
Anche se l'estrema destra è già salita al potere in quasi metà
dell'Europa,
Wolfgang Schäuble
non ha mai detto ai suoi stati fascisti eletti di recente in Europa
Centrale ed Orientale che "vi scuoieremo come lepri e sventoleremo la
vostra pelle a
Podemos”,
come è stato riferito che abbia comunicato al partito di sinistra Syriza
quando il secondo è sto eletto in Grecia.
Fascismo e nazismo non sono dei corpi estranei alla civiltà
occidentale. Al contrario, sono i figli delle tendenze autoritarie ed
antidemocratiche al cuore dell'Illuminismo europeo. Il presente stato
delle cose internazionale non offre nessun terreno per forze di
solidarietà e cooperazione. Tuttavia accoglie i nemici dell'umanità, le
forze della distruzione e della guerra.
Dalla prospettiva dei movimenti sociali radicali, stiamo
combattendo da venti anni, giorno per giorno, nella lotta per costruire
delle società di libertà all'interno e contro il potere del capitale.
Comunque, oggi è molto più che ovvio a tutti noi che dobbiamo
trascendere il nostro livello attuale di organizzazione verso il livello
transnazionale. L'interconnettersi dei movimenti sociali europei è un
progetto che già si costruisce attraverso piattaforme di convergenza,
che combinano entrambe l'azione politica diretta e gli obbiettivi
politici a lungo termine.
Come nelle generazioni di militanti prima di noi, ricade sulle
nostre spalle frantumare il capitalismo e le sue deviazioni di estrema
destra contemporanee attraverso il coordinamento internazionalista. Come
disse una volta Gramsci, ora è il tempo dei mostri. Il nostro compito è
di inclinare la bilancia a favore dell'umanità e di cambiare il corso
della storia.
Antonis Broumas
Antonios Broumas
è un legale della tecnologia, ricercatore sociale e militante in
movimenti che promuovono l'autonomia sociale ed i beni comuni. Le sue
principali aree di interesse, ricerca e scritti si concentrano
sull'interazione tra diritto, tecnologia e società. Attualmente Antonis
lavora al suo PhD riguardante l'interazione tra beni comuni
intellettuali e diritto all'Università di
Westminster
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