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Europa neoliberale ed estrema destra: due facce della stessa moneta

2 giugno 2016

Il successo della proposta psuedo-comunitaria dell'estrema destra è dialetticamente

collegata con il cannibalesco progetto neoliberale dell'elite dominante d'Europa.

Antonis Broumas

 

L'Europa di oggi esibisce delle forti tendenze di estrema destra ai massimi livelli del potere politico. Nelle recenti elezioni presidenziali in Austria, il Partito della Libertà di estrema destra è arrivato primo ottenendo il 36% dei voti, prima che il suo candidato Norbert Hofer venisse sconfitto con difficoltà al secondo turno dall'ex leader dei Verdi Alexander Van der Bellen.

In Finlandia, Polonia ed Ungheria l'estrema destra partecipa già al governo, mentre in Olanda e Francia attualmente è nei sondaggi la forza politica di testa. Altri paesi che stanno sperimentando un'ondata elettorale dell'estrema destra comprendono la Danimarca, la Svizzera, il Regno Unito e l'Italia. Tendenze ugualmente preoccupanti, sebbene con l'aroma di una tragicommedia di Hollywood, si manifestano dall'altra parte dell'Atlantico.

Certamente, oltre la sfera della politica elettorale le cose sono molto più complesse. Alla base delle società occidentali, si sta svolgendo una feroce battaglia tra le dinamiche di destra e le parti vibranti della società, con in prima linea i movimenti sociali radicali. In questo contesto, diventa chiaro che l'ascesa dell'estrema destra è dialetticamente correlata con il progetto neoliberale dell'elite dominante d'Europa.

Di neoliberali e cannibali

L'estrema destra contemporanea ha cause moderne, caratteristiche nuove ed ampia popolarità, che significa che i paragoni storici con i movimenti fascisti e nazisti del passato sono utili soltanto in parte. Complessivamente, l'estrema destra emerge come un effetto secondario delle esternalità economiche negative della globalizzazione capitalista. Ampie popolazioni vedono l'estrema destra come un modo di rifugio politico contro la corsa verso il fondo della società, provocata dall'accresciuta competizione in un'economia globalizzata.

L'ascesa della destra estrema corrisponde anche alla destabilizzazione delle strutture sociali da parte dei mercati finanziari, cominciando dagli stati e dalle imprese e raggiungendo in basso dal principio alla fine le comunità e le famiglie. Attraverso il ritorno nostalgico ad una immaginaria comunità o nazione, la proposta dell'estrema destra offre sostanza coesiva per delle società in disintegrazione, qualcosa che è mancante dalle istituzioni impersonali dei mercati finanziari e della debole comunità del denaro.

La proposta pseudo-comunitaria della destra gode di una significativa popolarità tra diversi gruppi sociali, incluse le classi medie europee, che hanno subito un'estesa alienazione ed individualizzazione da parte delle forze di mercato e che sono state gradualmente spogliate dei legami sociali del loro passato. Quindi, dove la guerra neoliberale di tutti contro tutti ha costretto le società ad una forma di cannibalismo, l'estrema destra promette un ritorno alla comunità. Naturalmente, il problema è che nella comunità fascista il cannibalismo non cessa ma diventa integrato verticalmente.

La svolta delle masse verso l'estrema destra è uno sviluppo favorevole per le classi dominanti. Le ideologie di estrema destra sono basate su una semplicistica visione del mondo manichea amico-nemico, che rende estremamente facili da manipolare le menti dei seguaci. Le ideologie di ultra-destra sono quindi già sfruttate dalle elite europee per incanalare le frustrazioni sociali sulle esternalità negative della dominazione neoliberale contro svariati capri espiatori, principalmente i gruppi sociali più vulnerabili e le "classi pericolose".

Nel Medioevo, la Chiesa era la fonte principale di dominazione e tormento, tuttavia alla fine venivano messe al rogo le "streghe". Secondo i dualismi di oggi dell'estrema destra, coloro che detengono il potere sociale possono sfuggire facilmente alla rabbia sociale per la disuguaglianza fomentando la paura verso la diversità sociale. La proposta politica dell'estrema destra è inoltre un'opportunità unica per aiutare le elite a rilegittimare le istituzioni politiche nazionali mentre lascia intatte le cause all'origine dell'attuale delegittimazione.

In passato, i dominatori romani placavano i partecipanti in grandi sconvolgimenti sociali dando spettacoli al loro popolo. Oggigiorno, le forze politiche possono perseverare con i progetto neoliberale attraverso il pugno di ferro di stati nazione e, allo stesso tempo, ritardare temporaneamente il rapido ritmo al quale le istituzioni rappresentative si decompongono investendo aggressivamente in ideologie nazionaliste e xenofobe.

Vi presento i miei tecnocrati

La proposta progressista per superare la crisi del capitalismo globale comporta un certo costo per gli individui, poiché richiede la mobilitazione e la partecipazione personale nella costruzione di relazioni sociali alternative dal basso verso l'alto. Tale proposta contesta le relazioni dominanti del capitalismo neoliberale. Al contrario, la proposta politica dell'estrema destra funziona in interrelazione complementare con il progetto neoliberale. Questo la rende applicabile a livelli sociali micro e macro senza il bisogno di sovvertire le gerarchie costituite e contrapporsi alle forze sociali dominanti.

Mentre nella visione neoliberale del mondo la relazione tra l'individuo e la società è confinata all'istituzione impersonale dei mercati finanziari, nella deviazione dell'ultradestra questa connessione è completata ideologicamente dal sentimento di una comunità immaginata e di un comune destino. In altre parole, la proposta dell'estrema destra fornisce un sentimento di pseudo-appartenenza senza infliggere nessun costo personale ed un'identità basata sulla semplicistica dicotomia amico-nemico, che rende più facile l'auto-navigazione in una realtà sociale complessa e contraddittoria. Allo stesso tempo, il suo cieco affidamento a rigide gerarchie ed un rapporto completamente mediato con la politica rende la delega assoluta della politica a rappresentanti e tecnocrati, come incontrato nelle meta-democrazie liberali, un fenomeno apparentemente naturale.

Ultimo ma non meno importante, l'occultamento delle disuguaglianze e delle contraddizioni sociali sotto l'astrazione della nazione esonera la persona da ogni tendenza di entrare in conflitto con rapporti che si avvicinano alla dominazione o allo sfruttamento e, invece, li maschera e legittima come alleati agli interessi degli oppressi. Per riassumere, nella variazione totalitaria di destra del neoliberalismo, l'individuo deve ancora attenersi senza segni di resistenza alle sanzioni del mercato e delle gerarchie sociali, ma ora con il carico addizionale di dovere pretendere di non essere un "ebreo".

La popolarità della proposta per la società dell'estrema destra non cade dal cielo. In realtà, è coltivata dai modelli e dalle visioni del mondo comportamentali dominanti e fomentata dalle devastazioni sociali prodotte dal progetto neoliberale. Nelle società europee governate da elite neoliberali, i cittadini sono esposti ed educati su base giornaliera alla trasformazione degli esseri umani in mezzi per fini alieni. Questa condizione è il substrato ideale per familiarizzare con la conversione del nazismo degli esseri umani in mezzi verso i fini nazionalisti di campi di concentramento e guerre.

La strumentale logica costi-benefici del neoliberalismo, attraverso la quale tutte le contraddizioni sociali possono presumibilmente essere ridotte a questioni tecnocratiche pseudo-oggettiviste, diventa una potente arma di legittimazione nelle mani dell'estrema destra per la gestione degli altri come uomo sacro. L'indifferenza ipocrita del neoliberalismo verso le asimmetrie del potere sociale generate dal capitale e dai mercati finanziari e la loro spiegazione come il pinnacolo della libertà umana legittima la glorificazione della gerarchia e della  dominazione, che costituiscono le fondamenta del totalitarismo.

Rendere la democrazia storia

Lo spostamento all'estrema destra preserva il presente e, non dimeno, porta nuovi elementi nel sistema di potere dominante. A livello macro-sociale, il progetto dell'estrema destra lascia intatto il modello economico neoliberale al cuore dello stato nazione. Tuttavia, la sua novità più importante è la confutazione delle fondamentali conquiste democratiche; una tendenza chiave nella fase attuale del capitalismo ed il Santo Graal del consolidamento sociale neoliberale.

Nelle relazioni esterne con i mercati globalizzati, l'estrema destra investe in un protezionismo pragmatico e nella competizione globale con qualunque mezzo. Quindi l'estrema destra celebra ed intensifica certi aspetti della globalizzazione capitalista (competizione tra economie nazionali, intensificazione dello sfruttamento del lavoro e della distruzione ecologica, transizione verso regimi non democratici), mentre allo stesso tempo costituisce un pericolo chiaro e presente per altri aspetti della globalizzazione capitalista, perché possiede un'intrinseca tendenza all'autodistruzione delle società sulle quali prevale.

A livello micro-sociale, la tendenza di ultra-destra investe gli elementi più oscuri della natura umana, come la paura, l'odio ed il desiderio di guerra. Tenendo presente che ogni tipo di società umana è basata essenzialmente sulla collaborazione, che l'imposizione violenta di tendenze dall'alto verso il basso che distruggono tale collaborazione e rimpiazzano l'ultima con odio e guerra porta alla disintegrazione sociale.

Tuttavia, la variazione di estrema destra della globalizzazione capitalista non tende alla guerra soltanto all'interno ma anche tra società. L'ortodossia della competizione neoliberale tra stati nazione non è confinata a mezzi pacifici. Invece, la guerra tra nazioni diventa la continuazione con altri mezzi dell'antagonismo economico. Inevitabilmente, questo fatto mette in pericolo il funzionamento armonioso dei mercati. Quindi, la variazione di estrema destra è sempre una scelta per il sistema di potere dominante, sebbene l'ultimo rifugio per la risoluzione delle sue crisi e per la conservazione della riproduzione sociale dominata dal capitale attraverso cicli di distruzione creativa.

L'interfaccia neoliberale/fascista

Con l'eccezione del partito Alba Dorata in Grecia, oggi in Europa l'estrema destra non costruisce le stesse strutture come quelle del periodo tra le due guerre nella sua ricerca di impadronirsi dello stato; non vi è nessun massiccio gruppo paramilitare di Sturmabteilung che combatte i gruppi che vi si oppongono per conquistare le strade. In realtà, le tattiche dell'estrema destra di oggi aderiscono principalmente alla politica elettorale.

La ragione di questo sembra essere la stessa ragione per la quale la sinistra contemporanea finora non è riuscita a ricostruire i massicci movimenti dei lavoratori del passato. Pare che la frammentazione dei rapporti individuali con ogni tipo di collettività sociale sia qui per rimanere. Di questo fenomeno di frammentazione la sinistra, che è riprodotta sulla costruzione di rapporti alternativi alla base sociale, non si può occupare facilmente.

Al contrario, per l'estrema destra è sufficiente coltivare e legittimare delle mentalità di delegazione allo scopo di superare i suoi problemi organizzativi. Dopo tutto, come capì Hitler dopo la Notte dei lunghi coltelli, il nucleo intrinsecamente totalitario dello stato è molto più razionalizzato, una volta preso il potere, che i gruppi di truppe d'assalto. Quindi ed in contrasto con le forze sociali progressiste, la proposta di potere dell'estrema destra è immediatamente applicabile ed in gran parte compatibile con lo status quo attuale, poiché essa costituisce semplicemente un gonfiamento delle esistenti tendenze neoliberali verso il cannibalismo sociale ed il totalitarismo.

I generatori dell'egemonia fascista

Non appena diventa egemonica e persino prima di prendere il potere, ogni forza politica viene riflessa ai centri del potere decisionale politico. Prima che l'estrema destra salga al potere al centro dell'Europa, la sua egemonia riverbera già nella traiettoria che ha intrapreso la UE attraverso decisioni di orientamento puramente di estrema destra. Tali politiche reazionarie al vertice delle istituzioni europee sono il risultato della dialettica tra l'estrema destra e le forze dominanti del neoliberalismo. La deviazione di estrema destra dal neoliberalismo è compatibile con la continuazione dell'attuale processo di globalizzazione, anche se intensifica drammaticamente questo processo. Verso la guerra.

Tuttavia, vi è una contro-proposta progressista, che è basata sulla solidarietà, la cooperazione e la democrazia tra i popoli e sulla costruzione di un tipo alternativo di comunità internazionale. Mentre i governi di estrema destra oggigiorno si scontrano dovunque senza conflitti o confronti significativi con le preesistenti forze o strutture di potere, i governi di sinistra, al contrario, se salgono al governo, vengono rapidamente assorbite dal potere strutturale del capitale finanziario globale.

Anche se l'estrema destra è già salita al potere in quasi metà dell'Europa, Wolfgang Schäuble non ha mai detto ai suoi stati fascisti eletti di recente in Europa Centrale ed Orientale che "vi scuoieremo come lepri e sventoleremo la vostra pelle a Podemos”, come è stato riferito che abbia comunicato al partito di sinistra Syriza quando il secondo è sto eletto in Grecia.

Fascismo e nazismo non sono dei corpi estranei alla civiltà occidentale. Al contrario, sono i figli delle tendenze autoritarie ed antidemocratiche al cuore dell'Illuminismo europeo. Il presente stato delle cose internazionale non offre nessun terreno per forze di solidarietà e cooperazione. Tuttavia accoglie i nemici dell'umanità, le forze della distruzione e della guerra.

Dalla prospettiva dei movimenti sociali radicali, stiamo combattendo da venti anni, giorno per giorno, nella lotta per costruire delle società di libertà all'interno e contro il potere del capitale. Comunque, oggi è molto più che ovvio a tutti noi che dobbiamo trascendere il nostro livello attuale di organizzazione verso il livello transnazionale. L'interconnettersi dei movimenti sociali europei è un progetto che già si costruisce attraverso piattaforme di convergenza, che combinano entrambe l'azione politica diretta e gli obbiettivi politici a lungo termine.

Come nelle generazioni di militanti prima di noi, ricade sulle nostre spalle frantumare il capitalismo e le sue deviazioni di estrema destra contemporanee attraverso il coordinamento internazionalista. Come disse una volta Gramsci, ora è il tempo dei mostri. Il nostro compito è di inclinare la bilancia a favore dell'umanità e di cambiare il corso della storia.

Antonis Broumas

Antonios Broumas è un legale della tecnologia, ricercatore sociale e militante in movimenti che promuovono l'autonomia sociale ed i beni comuni. Le sue principali aree di interesse, ricerca e scritti si concentrano sull'interazione tra diritto, tecnologia e società. Attualmente Antonis lavora al suo PhD riguardante l'interazione tra beni comuni intellettuali e diritto all'Università di Westminster .