6 giugno 2008
La NATO, il Kosovo, l'Afghanistan ed il Pakistan
Cosa fa la NATO in Afghanistan?
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Cosa fa la NATO in Afghanistan? Quali sono i veri scopi dell'intervento della NATO nella regione? Queste sono le questioni alle quali intendo rivolgermi in questo articolo. Per comprendere ciò che sta avvenendo in Afghanistan si deve risalire all'attacco delle forze NATO alla Jugoslavia nel febbraio del 1999. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica e del Patto di Varsavia, la NATO ha perduto la sua ragion di esistere dato che l'Europa occidentale e gli Stati Uniti non erano più minacciati da un invasione dall'Europa orientale. Di conseguenza la NATO aveva la scelta tra sciogliersi oppure sviluppare una nuova ragione per la propria esistenza. Ciò ha dato agli Stati Uniti l'opportunità di rimodellare la NATO in maniere che servirebbero i loro interessi imperiali. E' molto importante ricordare che i suoi documenti di fondazione dicono chiaramente che la NATO era un'organizzazione difensiva, che sarebbe entrata in azione soltanto quando uno dei suoi stati membri fosse stato attaccato. Il primo passo nella strategia degli USA di cambiare la natura della NATO è stato l'attacco alla Jugoslavia con il pretesto di impedire la pulizia etnica. Chiaramente la Jugoslavia non aveva attaccato uno stato membro della NATO escludente quindi una risposta dalla NATO. Qualsiasi cosa si possa dire del Kosovo, era stato internazionalmente riconosciuto come una parte integrale della Jugoslavia (ed è ancora internazionalmente riconosciuto come parte integrale della Serbia) e la Jugoslavia non ha attaccato e neppure minacciato uno stato membro della NATO. Come era chiaro dall'inizio della crisi del Kosovo negli anni '90 ed è stato confermato alle celebrazioni per il 50° anniversario della NATO a Washington nell'aprile del 1999, uno degli scopi degli Stati Uniti nell'attaccare al quel tempo la Jugoslavia con il pretesto di impedire la pulizia etnica in Kosovo era di presentare agli stati europei un fatto compiuto come un esempio del futuro ruolo della NATO come un'organizzazione offensiva il cui scopo era di agire come poliziotto del mondo, o più giustamente delinquente, nella difesa di percepiti interessi degli Stati Uniti. Era chiaro che gli USA erano determinati a provocare una guerra con la Jugoslavia ed il suo successivo bombardamento. Come è stato realizzato ciò? Uno dei passi finali nella strategia americana nell'attaccare uno stato sovrano, la Jugoslavia, che non aveva attaccato nessuno stato membro della NATO, sono stati i proposti Accordi di Rambouillet, 23 febbraio 1999. Questi dimostrano chiaramente che gli americani non avevano nessuna intenzione di perseguire un accordo di pace sul problema del Kosovo e che intendevano spingere Milosevic in una situazione che non poteva accettare. Nelle parole di Lamberto Dini, l'allora Ministro degli Esteri italiano, gli Accordi di Rambouillet furono deliberatamente concepiti per "umiliare i serbi" di modo che non potessero accettarli. Qui riporto alcuni dei punti peggiori dei proposti Accordi di Rambouillet, Appendice B: Status della Forza di implementazione militare multinazionale: 3. Le parti riconoscono la necessità di rapide procedure di partenza e di ingresso per il personale della NATO. Tale personale sarà esente dai regolamenti per il passaporto ed il visto e dai requisiti di registrazione applicabili agli stranieri. A tutti i punti di entrata ed uscita per/da la FRY (Repubblica Federale di Jugoslavia, F.H.), al personale NATO sarà permesso di entrare/uscire dalla FRY mostrando una carta di identificazione nazionale. Il personale NATO porterà identificazione che potrebbe venir loro richiesta di esibire per le autorità nella FRY, ma a operazioni, addestramento e movimenti non sarà permesso che vengano impediti o ritardati da tali richieste. -- 6. a. La NATO sarà immune da ogni procedimento legale, o civile o amministrativo o penale. b. Il personale NATO, sotto tutte le circostanze ed in tutti i momenti, sarà immune dalle parti, giurisdizione riguardo ad ogni reato civile, amministrativo, penale o disciplinare (sic) che potrebbe essere commesso da questi nella FRY. Le parti assisteranno gli stati partecipanti all'operazione nell'esercizio della loro giurisdizione sui loro cittadini. -- 7. Il personale NATO sarà immune da ogni forma di arresto, indagine o detenzione da parte delle autorità della FRY. Il personale NATO incorrettamente arrestato o detenuto sarà immediatamente consegnato alle autorità della NATO. 8. Il personale NATO godrà, assieme ai propri veicoli, vascelli, aeroplani ed equipaggiamento, di passaggio libero ed illimitato e di accesso senza impedimenti attraverso la FRY compresi l'associato spazio aereo e le acque territoriali. Questo includerà, ma non sarà limitato a, il diritto di bivacco, manovre (sic), biglietto d'alloggio ed utilizzo di qualsiasi area o struttura come richiesto per appoggio, addestramento ed operazioni. 9. La NATO sarà esente da dazi, tasse ed altre spese ed ispezioni e regolamenti doganali inclusi fornire inventari o altra documentazione doganale di routine, per il personale, i veicoli, i vascelli, gli aeroplani, l'equipaggiamento, i rifornimenti e le vettovaglie che entrino, escano o transitino nel territorio della FRY in appoggio dell'Operazione. ---- 15. Le parti riconoscono che l'utilizzo dei canali di comunicazione è necessario per l'Operazione. Alla NATO sarà permesso operare i propri servizi postali interni. Le parti, su semplice richiesta, garantiranno tutti i servizi di telecomunicazione, compresi i servizi di trasmissione, necessari per l'Operazione, come determinato dalla NATO. Ciò includerà il diritto di utilizzare tali mezzi e servizi come richiesto per assicurare la completa capacità di comunicare ed il diritto di utilizzare per questo scopo tutto lo spettro elettromagnetico, libero da costi. Nell'implementare questo diritto, la NATO farà ogni ragionevole tentativo per coordinare e tenere in considerazione le necessità e le esigenze delle autorità competenti nella FRY. --- 17. La NATO ed il personale della NATO saranno immuni da pretese di qualsiasi sorta che sorgano dalle attività in conformità all'operazione; comunque, la NATO prenderà in considerazione i reclami a titolo di favore. --- 21. Nell'eseguire la sua autorità in base a questo Capitolo, la NATO è autorizzata a detenere individui e, il più velocemente possibile, consegnarli ai funzionari competenti. Ho qui offerto solamente alcuni degli articoli dell'infame Appendice. Gli altri sono dello stesso genere. Vale la pena di leggere l'intera appendice. Vi sono alcuni dei privilegi di cui godono per esempio le truppe USA in Italia. (I nuovi accordi segreti che vengono proposti tra il governo USA ed il fantoccio Maliki in Iraq vanno molto oltre). Era chiaro che gli Accordi di Rambouillet erano degli attacchi alla sovranità della Jugoslavia e che la NATO voleva prendere completamente il controllo della Jugoslavia. Le condizioni suddette erano ovviamente del tutto inaccettabili per uno stato sovrano ed era chiaro che queste condizioni erano fissate in modo tale che Milosevic non potesse accettarle e che potesse iniziare il bombardamento della Serbia. Infatti, questo è esattamente quello che è avvenuto. Dovrebbe essere chiaro che di questo vi sono prove abbondanti, che qui non posso riportare senza rendere questo articolo troppo lungo, che l'attacco alla Jugoslavia non aveva assolutamente nulla a che fare con l'impedire la pulizia etnica e tutto a che fare con il punire uno stato che non accettava i diktat USA e che è stato un passo cruciale verso il reinventare il ruolo della NATO. I lettori attenti in Pakistan noteranno le misteriose similarità tra i proposti Accordi di Rambouillet del 1999 precedenti il bombardamento NATO di 78 giorni della Jugoslavia e quello che Shirin Mazari, un analista della difesa pakistano ed ex capo dell'Istituto di Studi Strategici di Islamabad (ISSI), ha rivelato come una serie di richieste che recentemente gli USA hanno fatto al governo del Pakistan (The News 8 marzo 2008). Sebbene non si può mai essere certi, spero che il governo Musharraf a quel tempo e l'attuale governo abbiano respinto queste richieste che negano la sovranità pakistana. Mi domando se la nuova amministrazione "democratica" abbia ceduto alle pressioni degli USA per rimuovere la Sig.ra Mazari dalla sua posizione di capo dell'ISSI data la sua opposizione alla presenza della NATO in Afghanistan ed alla sua critica della politica USA nella regione. E' rilevante mettere in evidenza che, sebbene il parlamento serbo avesse acconsentito ad un accordo il giorno prima che iniziassero i bombardamenti, questo fu deliberatamente ignorato. E' anche significativo il fatto che l'accordo finale che sanzionava il ritiro jugoslavo dal Kosovo dopo 78 giorni di bombardamenti ottenne molto meno di quello che veniva spinto negli Accordi di Rambouillet. Così quale era l'intenzione dei bombardamenti se è stato soddisfacente molto meno? Era chiaro allora ed è più chiaro oggi che l'idea principale era mutare la natura della NATO come parte di una più ampia strategia per dominare il Mediterraneo orientale e le vie del petrolio dall'Asia centrale. Lo scopo di reinventare il ruolo della NATO in un braccio aggressivo della politica estera USA è stato raggiunto alla riunione di Washington. La nascita della nuova NATO è stata confermata dalle seguenti parole dei 19 capi di stato e di governo il 24 aprile 1999: Questa nuova alleanza sarà più grande, più abile e più flessibile, impegnata nella difesa collettiva e capace di intraprendere nuove missioni, tra le quali vi è l'impegno attivo nella gestione delle crisi, comprese le operazioni di risposta alle crisi. (Comunicato del Summit di Washington, 24/4/1999) La creatura appena nata è il frutto di un'operazione di ingegneria genetica: da un'alleanza che, sulla base dell'Articolo 5 del Trattato del 4 aprile 1949, autorizzava i suoi paesi membri ad assistere (anche con la forza delle armi) ogni stato membro che era attaccato nell'area del Nord Atlantico, è stata trasformata in un'alleanza che, sulla base del nuovo "concetto strategico", impegna i paesi membri a condurre anche operazioni al di fuori del territorio dell'Alleanza (operazioni non Articolo 5). Questo è stato sottolineato diverse volte nel documento "Il concetto strategico dell'Alleanza" approvato dai capi di stato e di governo il 24 aprile 1999. Per esempio, nell'Articolo 31 esso afferma La NATO cercherà, in cooperazione con altre organizzazioni, di impedire il conflitto, oppure, se dovesse presentarsi una crisi, contribuire alla sua efficace gestione, compatibile con il diritto internazionale, incluso attraverso la possibilità di condurre operazioni di risposta alle crisi non Articolo 5. (Il concetto strategico dell'Alleanza, 24/4/1999; Iniziativa potenziale di difesa, 24/4/1999) Rimuovete la foglia di fico del rispetto del diritto internazionale ed avete qui le vere intenzioni della NATO, condurre operazioni in tutto il mondo a piacimento. Per rimuovere qualsiasi dubbio sulle intenzioni della NATO, il Presidente Clinton ha chiarito, durante la conferenza stampa del 24 aprile 1999, che gli alleati nord atlantici hanno riaffermato la loro sollecitudine ad affrontare, in circostanze appropriate, i conflitti regionali oltre il territorio dei membri della NATO. (Trascrizione: Clinton dichiara che la NATO può intervenire oltre i suoi confini, 24/4/1999) Alla domanda su quale fosse l'area geografica nella quale la NATO era pronta ad intervenire, "il Presidente si è rifiutato di specificare a quale distanza la NATO avesse intenzione di proiettare la propria forza, affermando che non era una questione di geografia". In altre parole, la NATO intendeva proiettare la sua forza militare oltre i suoi confini non soltanto in Europa, ma anche in altre regioni, come il Medio Oriente, l'Africa e l'Oceano Indiano. La NATO si dava il diritto di intervenire ovunque nel mondo ogni volta che avverte che i suoi interessi sono minacciati, senza consultare le Nazioni Unite. Guidata dal maggiore e più pericoloso stato canaglia, gli Stati Uniti, la NATO è stata messa all'opera per diventare la più grave minaccia alla pace in tutto il mondo. Uno degli spettacoli sorprendenti e disgustosi da osservare in Europa in quei giorni era che queste cosiddette democrazie accettavano la nuova NATO senza discussione in nessuno dei parlamenti europei. E' come se la lealtà alla NATO (che in realtà significa obbedienza ai diktat degli USA) sia stata posta al di sopra di tutte le altre considerazioni di sovranità nazionale e di democrazia. Il Primo Ministro italiano Massimo D’Alema, un ex comunista, affermò che l'Italia doveva andare in guerra a causa dei suoi impegni e della lealtà verso la NATO. Forse dimenticava che il principio di obbedire agli ordini mentre si commettono atti contro l'umanità non è stato accettato come una circostanza attenuante al processo di Norimberga. Di questi tempi vale la pena ricordare, quando si tende ad incolpare Bush e la sua banda di tutte le aggressive politiche imperialiste degli USA, che tutto quanto precede ha avuto luogo sotto l'ingiustamente ammirato Clinton ed il suo Segretario di Stato, Madeleine Albright, famosa per il suo commento che la morte di 500.000 bambini iracheni come conseguenza dell'embargo di allora all'Iraq era un prezzo giustificato da pagare per rimuovere Saddam. Tendiamo a dimenticare che tutti i presidenti USA hanno seguito tali politiche. Come era ovvio Bush e la sua banda hanno accettato con tutto il cuore il nuovo ruolo della NATO. Infatti questo è stato nuovamente enfatizzato nella recente riunione dei capi di stato della NATO in Romania dove Bush ha affermato esplicitamente che il ruolo della NATO era quello di un "corpo di spedizione globale". Queste sono terribili parole che sono di cattivo augurio per il futuro del mondo. Naturalmente la Jugoslavia non poteva e non accettò le richieste fatte con gli Accordi di Rambouillet e fu perciò sottoposta a feroci bombardamenti. Il bombardamento della Serbia ha sancito l'uscita della NATO dall'area di operazioni ed è stato il preludio al coinvolgimento della NATO in Afghanistan come serva degli USA. Per cominciare la NATO non si sarebbe mai dovuta trovare ed è un bene vedere che molti paesi europei sono restii a mandare le truppe là a morire. Quello che sta accadendo in Afghanistan è tragico con centinaia di innocenti che muoiono a causa dei bombardamenti indiscriminati delle forze USA e NATO e per i bombardamenti di rappresaglia dei talibani e della resistenza ma una cosa è chiara e questa è che la NATO perderà la guerra in Afghanistan. Ciò è bene perché, spero, che porterà la NATO a ripensare il proprio ruolo nel mondo post guerra fredda e forse, se siamo fortunati, in futuro possa anche essere sciolta. Una vittoria della NATO in Afghanistan sarebbe disastrosa per la regione e per il mondo. La incoraggerà nel suo ruolo indicato da Bush di una "alleanza di spedizione" globale. Al summit della NATO a Bucarest in aprile Bush ha detto della NATO: "Ora è una alleanza di spedizione che invia le sue forze in tutto il mondo per aiutare a difendere un futuro di libertà e di pace per milioni di persone". In altre parole per interferire in ed invadere altri paesi poveri del sud con il pretesto del nuovo fardello dell'uomo bianco: promuovere la libertà e la pace. I popoli di Iraq ed Afghanistan ne hanno abbastanza di queste cosiddette libertà e pace. E' perciò necessario che in Afghanistan la NATO perda. Un ritiro totale delle truppe straniere dall'Afghanistan seguito da un accordo negoziato tra le forze afgane è là l'unica soluzione. Vi sono quelli che dicono che il ritiro delle forze della NATO porterà al caos, ad altri morti ed alla ritalibanizzazione dell'Afghanistan. Ma la verità è che la presenza di truppe straniere è là uno dei principali fattori della violenza. Che altro caos e distruzione possono esservi in Afghanistan? Tutti gli scopi reclamizzati degli USA e della NATO sono esauriti. Non vi è là nessuna democrazia, Karzai è un fantoccio degli USA, i signori della guerra sono al potere ed il livello di insicurezza aumenta, le autobombe stanno diventando la norma. I Pashtun, come altri popoli, non tollerano mai l'occupazione straniera del loro suolo e mi pare chiaro che i talibani abbiano mobilitato il sentimento nazionale dei Pashtun nel combattere le truppe straniere. In seguito al fallimento della NATO nello sconfiggere gli insorti afgani, gli USA incolpano il Pakistan di fornire santuario e campi di addestramento per i talibani ed al Qaeda nella regione di confine del Pakistan. Ma abbiamo sentito questo prima. Quando non possono controllare l'insurrezione in Iraq incolpano l'Iran o la Siria di fornire armi ed addestramento agli insorti iracheni. Ma vi è una storia persino più vecchia. Quelli con la memoria lunga ricorderanno che quando gli USA non poterono sconfiggere i rivoluzionari vietnamiti dicevano che vi erano campi di addestramento e santuari nei confinanti Laos e Cambogia. Si ricorda il feroce bombardamento della Cambogia dal 1969 al 1973. Non aiutò gli USA a sconfiggere i nazionalisti vietnamiti ma portò a più di 100.000 morti cambogiani da aggiungere ai 3 milioni di vietnamiti uccisi durante la guerra. Adesso bombardano i cosiddetti al Qaeda e talibani in Waziristan su discutibili "perseguibili informazioni" nelle quali centinaia di innocenti vengono uccisi e questo senza una parola di protesta, se non connivenza, da parte dei nostri rappresentanti eletti. E' un buon segno che, nonostante le continue pressioni USA, uno dei primi compiti che ha intrapreso il nuovo governo di Islamabad sia una revisione del coinvolgimento del Pakistan nella "guerra al terrore" dell'America. Un coinvolgimento che ha già provocato morte e distruzione alla frontiera, disillusione nell'esercito ed attentati suicidi nelle principali città. Vi sono rapporti di accordi segreti, fatti in gennaio, tra gli USA ed il governo di Musharraf che fornisce basi per i Predator all'interno del Pakistan e cambia le regole d'ingaggio di questi aerei i cui controllori ora sono autorizzati a far fuoco su dei sospetti piuttosto che su informazioni "concrete". Piacerebbe sapere dal governo eletto se vi siano simili accordi segreti e se vi sono se intenda sconfessarli. La CIA e l'FBI già operano liberamente all'interno del Pakistan e gli americani pretendono che ora accettiamo truppe di terra spacciandole per istruttori dell'esercito e della milizia. Vogliono insegnare la controinsurrezione all'esercito pakistano. Se non fosse così minaccioso sarebbe piuttosto divertente dato lo straordinario fallimento dell'esercito USA nel combattere i guerriglieri in Vietnam ed ora in Iraq ed Afghanistan. Quali metodi insegneranno all'esercito pakistano? Il bombardamento massiccio e la punizione collettiva nelle migliori tradizioni del Vietnam? Sebbene l'attuale governo abbia preso qualche timida iniziativa per distanziarsi dalla cosiddetta "guerra al terrore" ed abbia giustamente iniziato a parlare con il popolo del Waziristan, non è andato abbastanza lontano. Deve dire chiaramente agli USA che le sue politiche in Afghanistan ed alla frontiera del Pakistan sono un fallimento. Hanno portato solamente a morte, distruzione e diffusione del terrorismo. L'unico modo per uscirne è che tutte le forze straniere se ne vadano dall'in Afghanistan e che gli USA cessino di intromettersi in Pakistan. Una volta che queste forze saranno fuori dalla regione, allora e solamente allora si sarà in grado di arrivare ad una soluzione politica, dal momento che non vi è nessuna soluzione meramente militare né ai problemi dell'in Afghanistan né ai crescenti fenomeni di militanza islamica in Pakistan. I Pashtun hanno votato chiaramente contro i mullah ed i militanti ma allo stesso tempo anche il rigetto di Musharraf è un segno che il popolo del Pakistan rigetta il matrimonio forzato del Pakistan con le disastrose politiche USA nella regione. E' il momento per un netto divorzio. Faheem Hussain è professore incaricato di fisica alla Scuola di Scienze ed Ingegneria, Scienze della Gestione dell'Università di Lahore, Lahore, Pakistan.
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