di
John Catalinotto
Bruxelles Belgio
20 novembre 2009
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Tre “think tanks” marxisti si sono riuniti dal 28 ottobre al 1° novembre a Bruxelles per una conferenza internazionale chiamata "La crisi ed oltre". Si sono riuniti sia per descrivere la natura delle crisi del mondo e del popolo, sia per suggerire delle vie per la loro risoluzione. Quasi tutti gli oratori della conferenza hanno condiviso l'analisi che l'attuale crisi non è semplicemente una "crisi finanziaria" o una "crisi immobiliare", ma una crisi capitalista di sovrapproduzione. Hanno considerato questa una crisi strutturale—cioè, non andrà via con un miglioramento ciclico o ripresa. Molti hanno anche discusso la crisi alimentare che minaccia fame assai diffusa. Alcuni hanno sostenuto che la crisi ambientale ha sollevato una minaccia pressante alla vita sul pianeta. Nessuno ha visto una via d'uscita dalla crisi che continuava il sistema capitalista com'è. I tre gruppi erano la Fondazione Rosa Luxemburg, che è vicina al tedesco "Partito della Sinistra" che ha fatto delle conquiste nelle recenti elezioni nazionali; l'Istituto Transnazionale, che ha uffici nell'Asia del sudest ed in altre parti del Sud globale ed il fortemente anti-imperialista Forum Mondiale per le Alternative (WFA). Il WFA è guidato dal marxista egiziano Samir Amin e dal teologo della liberazione belga François Houtart, cui recentemente l'Organizzazione Educativa, Scientifica e Culturale delle Nazioni Unite ha assegnato il Premio UNESCO-Madanjeet Singh per la Promozione della Tolleranza e della Non-Violenza. Houtart è stato il più autorevole consigliere del Presidente dell'Assemblea Generale dell'ONU Miguel D’Escoto, che lo scorso giugno ha organizzato il G-192—il Gruppo dei 192 paesi dell'ONU—che sfidano il G-20, i maggiori paesi capitalisti del mondo. Molti dei 45 partecipanti erano degli economisti professionisti che avevano anche lavorato con organizzazioni di movimento—alcuni in partiti dei lavoratori, alcuni con il World Social Forum—e la maggior parte avevano solide reputazioni accademiche e/o di movimento. Tra i partecipanti vi erano Susan George, "Un destino peggiore del debito", Pedro Páez, consigliere economico del governo ecuadoriano guidato da Rafael Correa; l'economista zimbabwese Samson Moyo, che è presidente del Consiglio per lo Sviluppo della Ricerca nelle Scienze Sociali in Africa e l'economista Wen Tiejun, preside della Scuola di Agricoltura e Sviluppo Rurale, Università di Renmin, Cina. La maggior parte degli invitati della RLF erano tedeschi o da altri paesi del "Nord", compresi due dall'ex URSS. Gli altri gruppi erano principalmente dal "Sud". Jennifer Cox della Campagna per i Diritti Umani dei Popoli Poveri, con sede a Filadelfia, era una delle due persone che attualmente organizzano negli Stati Uniti che si trovavano lì. Sono intervenuti anche dei cittadini USA che vivono all'estero. 'La logica capitalista dovrebbe essere sostituita' In una dichiarazione di tre pagine che riassume i tre giorni di discussione, il gruppo ha dichiarato: "Il capitalismo globale ha trascinato il mondo in una grave crisi. La crisi è accompagnata dal saccheggio in corso delle risorse naturali ed energetiche del pianeta, anzitutto nel Sud, dall'imminente collasso climatico, dalla crisi alimentare con i suoi risultati devastanti come derivanti fame, povertà e migrazioni. Inoltre, il mondo è di fronte a crescenti diseguaglianze sociali e divisioni di classe in aggravamento, assieme al potere crescente di corporations transnazionali, guerre e la tendenza a soluzioni autoritarie. Tutte queste diverse forme di crisi sono le conseguenze di una logica formata dal capitalismo, dal patriarcato, dal neocolonialismo, dalla militarizzazione e dallo sfruttamento degli esseri umani e della natura. Questa logica dovrebbe essere sostituita o il globo e l'umanità affronteranno ulteriori pervasivi conflitti. "E' il momento di interventi radicali. Questo significa disegnare una visione collegata a progetti concreti di cambiamento con una prospettiva chiara di trasformazione verso società della solidarietà. Gli obiettivi più importanti sono: salvare la terra, fermare le guerre, sconfiggere la fame e la povertà e raggiungere l'uguaglianza sociale e la piena emancipazione". Mentre tutti erano preoccupati per le minacce all'ambiente, le minacce erano viste da angoli differenti. Alcuni marxisti dai paesi imperialisti vedevano la distruzione ambientale come la crisi più urgente che poneva il mondo sull'orlo della distruzione. Altri dai paesi del "Sud", che erano ugualmente preoccupati della desertificazione da una parte e delle inondazioni dall'altra, hanno anche sollevato il problema che gli imperialisti cercherebbero di utilizzare le regole ambientali per limitare i tentativi di industrializzarsi della loro regione. La conferenza ambientale di Copenhagen questo dicembre pone la sfida di fronte agli attivisti marxisti per analizzare la situazione sotto tutti i punti di vista, non soltanto per difendere l'ambiente ma per renderlo parte di una generale lotta di classe, tenendo conto dei bisogni dei più oppressi e per battersi in tutto il mondo per l'uguaglianza. La questione di trovare nuove alternative ha riflesso il peso costante sui rivoluzionari marxisti dallo storico insuccesso del socialismo con la sconfitta dell'Unione Sovietica 20 anni fa. Mentre tutti asserivano che non vi potrà essere nessuna via d'uscita capitalista dalla crisi, il documento finale ha evitato un semplice appello urgente per il socialismo o per il comunismo come obiettivi. Tuttavia il documento descrive come un obiettivo possibile una magnifica "società della solidarietà", che potrà ottenersi soltanto se un cambiamento politico rimuova la classe dominante capitalista. John Catalinotto, invitato dal WFA, ha rappresentato l'International Action Center a questa conferenza, alla quale ha anche trovato grande interesse per la letteratura marxista del movimento USA, specialmente per “Low Wage Capitalism” di Fred Goldstein.
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