Il rafforzamento della NATO ai confini con la Russia
Il peggior tradimento da Monaco 1938
di Valentin Zorin
24 febbraio 2007
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Permettetemi di partire con un ricordo personale. Accompagnai Mikhail Gorbachev durante la sua visita negli Stati Uniti d'America quasi diciassette anni fa e partecipai, come un altro consigliere, agli incontri di Gorbachev con George Bush Sr., il che mi diede l'insolita possibilità di osservare ciò che gli storici del futuro saranno sicuramente propensi a descrivere come il più grande abuso di fiducia e paragonarlo al tristemente noto accordo di Monaco tra la Francia e la Gran Bretagna da una parte e la Germania nazista dall'altra. Mikhail Gorbachev e George Bush Sr. si concentrarono sulla riunificazione della Germania divisa. Il Presidente Bush vedeva la riunificazione della Germania come un fattore fondamentale di stabilità continentale e distensione globale. Egli assicurò ripetutamente il leader sovietico Gorbachev che la riunificazione della Germania non avrebbe mai portato l'Alleanza Nord Atlantica più vicina al confine sovietico. Posso ancora aprire il mio vecchio taccuino o far riascoltare un vecchio nastro per ricordare quel che disse: "Le forze alleate non si sposteranno lentamente più vicino al vostro confine". Sono certo che possono ancora essere ritrovate delle promesse ripetutamente reiterate negli archivi del Presidente Bush e nei vecchi documenti del Dipartimento di Stato USA, perchè anche l'allora Segretario di Stato, James Baker, partecipava all'incontro – ed è ancora con noi, il che rende molto semplice l'accertamento di ciò che ho detto. Lo stesso tipo di promessa fu fatta dal Cancelliere tedesco Helmut Kohl e dal Primo Ministro britannico John Major. Ma quei leader politici preferiscono ora stare zitti sul fatto che l'impegno che presero per conto dei loro governi e dei loro paesi è sfacciatamente ridotto in cenere. Lo spiegamento delle forze della NATO nelle immediate vicinanze della Russia e la decisione del Pentagono di disporre delle truppe in Polonia e nella Repubblica Ceca lascia imperterriti quegli altamente rispettati gentiluomini nel lieto oblio di uno dei non trascurabili principi del diritto internazionale – la continuità degli impegni internazionali. L'arrivo delle forze della NATO al confine con la Russia si traduce in più che una minaccia alla Federazione Russa. La Russia troverà un modo per affrontare questa minaccia. I super-falchi americani farebbero meglio a ricordare che la Russia rimane un paese potente con impressionanti riserve di missili nucleari. Se la sleale inosservanza di quel vecchio impegno da un colpo a qualcosa, lo da alla fiducia nelle relazioni tra diversi membri della comunità internazionale, fiducia che riposa sul rispetto degli impegni internazionali e di tutte le norme fondanti del diritto internazionale. Un vecchio detto romano ha dominato per più di duemila anni nel campo delle relazioni internazionali – “pacta servanda sunt”. L'inosservanza di questo principio, i tentativi incivili ed irresponsabili di ignorarlo possono ridurre le relazioni internazionali al caos incontrollabile, il che è inaccettabile per definizione ed assolutamente inaccettabile in questa era di armi nucleari. Secondo un vecchio modo di dire, un bugiardo non viene creduto nemmeno quando capita che dica la verità. Quale tipo di relazioni si suppone che Mosca mantenga con Washington se non può fare affidamento sulle parole di un presidente americano? Se un presidente americano si sente libero di rimangiarsi la parola? Il mondo si trova di fronte numerosi complicati e spinosi problemi. Il terrorismo internazionale, l'inquinamento ambientale, che pone un punto interrogativo sulla civiltà umana, la sicurezza energetica e, ultimo ma non meno importante, le malattie fino ad ora sconosciute che possono colpire la razza umana peggio di quanto fecero secoli fa i terribili flagelli del passato – peste e colera. Nessun paese, nemmeno i presuntuosi Stati Uniti d'America, sono capaci di comporre questi problemi con sforzi singoli. La stretta, duratura e, certamente, onesta cooperazione tra gli Stati Uniti e la Russia è una condizione necessaria per la risoluzione dei problemi esistenti. Ma la fiducia è una condizione necessaria per questo tipo di cooperazione. L'inosservanza da parte degli americani di importanti accordi firmati prima eroderà sicuramente la fiducia nelle relazioni odierne e future. La dinastia Bush prima o poi uscirà dalla scena politica, ma i responsabili politici che arriveranno sicuramente si troveranno di fronte allo stesso tipo di problemi. Non è per loro ora di finire di pensare in termini delle loro affiliazioni politiche e porgere invece seria considerazione a questa riflessione?
© Copyright Valentin Zorin ,
Voice
of Russia,
2007
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