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La ditta di PR della NATO, filiale di Washington

12 maggio 2011

di Stephen Gowans

 

 

La missione di bombardamento NATO in Libia è così ovviamente riguardo al portare sotto la dominazione occidentale un altro paese ricco di petrolio che nel tentare di coprire il suo vero scopo i media mainstream semplicemente chiariscono gli obiettivi dell'alleanza.

Considerate il maldestro tentativo di Michael Birnbaum Joby Warrick sul Washington Post del 10 maggio di sterilizzare la campagna di bombardamenti. I giornalisti hanno scritto: "La missione della NATO in Libia è di impedire morti civili".

Salvo che hanno preceduto la frase con questa: "Diversi membri dell'alleanza...spingono la NATO ad essere più aggressiva nel colpire il centro del potere di Gheddafi, nonostante le preoccupazioni su possibili vittime civili".

Così ciò che è apparso è stato: "Diversi membri dell'alleanza...spingono la NATO ad essere più aggressiva nel colpire il centro del potere di Gheddafi, nonostante le preoccupazioni su possibili vittime civili. La missione della NATO in Libia è di impedire morti civili".

Potremmo sottilizzare sul duo che tralascia di rilevare che la NATO sostiene soltanto che la sua missione sia di impedire vittime civili, contrariamente alla pratica standard dei media occidentali di trattare tutte le dichiarazioni del governo libico come assolutamente false.

Per esempio, ci potrebbe essere raccontato che un portavoce del governo della Libia ha dichiarato che gli attacchi aerei della NATO hanno ucciso tre civili, piuttosto che: gli attacchi aerei della NATO hanno ucciso tre civili. La parte "ha dichiarato" implica che forse i civili non sono stati uccisi e che i libici lo stanno inventando. Non vi è nulla di sbagliato in questo. I libici potrebbero stare ad inventarlo.

Ma lo standard viene applicato in modo non uniforme. A quanto pare, Birnbaum e Warrick non hanno mai considerato che anche la NATO potrebbe stare ad inventarlo. O forse lo hanno fatto, ma hanno scelto di non ammetterlo.

Qualunque sia il meccanismo che produce il doppio standard, il doppio standard esiste e che esista aiuta a fabbricare il motivo per la missione di bombardamento della NATO. La NATO sta proteggendo i civili. Dei civili potrebbero essere stati uccisi, oppure no. Sappiamo soltanto quello che ci stanno raccontando i libici.

Ma vi è un problema più grosso dei doppi standard. L'ovvia inconsistenza nella pretesa della NATO di stare proteggendo i civili mentre li uccide non viene nemmeno rimarcata dai due giornalisti, anche se hanno reso sufficientemente chiara l'inconsistenza.

E' come se la coppia abbia scritto: Diversi membri della squadra medica spingono per un intervento più aggressivo, nonostante le preoccupazioni che forse potrebbe bloccare il di sangue alla gamba sinistra del paziente che richiederebbe la sua amputazione. L'obiettivo della squadra è di salvare la gamba destra del paziente.

E possiamo speculare che se i due giornalisti si fossero trovati intorno al tempo potrebbero non avere provato disagio per la giustificazione del Giappone per le sue guerre di aggressione in Asia orientale durante la prima metà del 20° secolo. Diversi membri più importanti del governo spingevano per altre invasioni, seguite da occupazioni per portare tutta l'Asia orientale sotto il controllo giapponese. La missione del Giappone è di liberare la regione dall'imperialismo occidentale.

E' strano che il Washington Post debba promuovere la finzione che la missione della NATO in Libia sia di prevenire morti civili, considerando che il giornale e gli altri media hanno offerto un'ampia copertura delle attestazioni non giustificative dei leader della NATO che la loro missione in Libia è di rimuovere Gheddafi dal potere.

Obama, 29 marzo: "Negheremo le armi al regime, taglieremo il suo approvvigionamento di contanti, assisteremo l'opposizione e lavoreremo con altri paesi per affrettare il giorno in cui Gheddafi lascerà il potere".

Il New York Times, 28 marzo: "La strategia dei funzionari della Casa Bianca ...è di colpire le forze libiche sufficientemente duro per costringerle a spodestare il colonnello Gheddafi, un risultato che Obama ha incoraggiato apertamente".

Hilary Clinton, 11 aprile: "Vi deve essere una transizione che rifletta la volontà del popolo libico e l'allontanamento di Gheddafi dal potere e dalla Libia".

Il ministro degli esteri italiano Franco Frattini, 11 aprile: "Il futuro della Libia dovrebbe includere l'allontanamento di Gheddafi".

Altro potrebbe essere aggiunto, comprese le ammissioni del presidente francese Nicolas Sarkozy e del primo ministro britannico David Cameron che un obiettivo della NATO è di rovesciare Gheddafi.

E' chiaro quindi che l'obiettivo dei paesi della NATO è di spodestare il leader libico. Infatti, come ha rilevato Richard Lance Keeble in un pezzo su Media Lens, ci tentano da un certo tempo. Ma, con l'obiettivo desiderato ancora distante, alcuni membri dell'alleanza sono disposti ad aumentare gli attacchi, anche se significa più vittime civili. La menzogna che la campagna di bombardamenti sia in qualche modo separata dal maggiore obiettivo del cambiamento di regime e sia limitata a proteggere i civili è sgonfiata.

Per ogni criterio, eccetto quello di igienizzare il palese perseguimento di cambiamento di regime in Libia per conto degli interessi degli investitori che il Washington Post rappresenta, il giornale segue uno standard curioso di logica e di prove nell'affermare come fatto che la missione della NATO sia umanitaria.

Comunque, lo standard è quello che qualunque dipendente di una ditta di PR di primaria importanza implicitamente comprende.