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La missione di bombardamento NATO in Libia è così ovviamente
riguardo al portare sotto la dominazione occidentale un altro paese
ricco di petrolio che nel tentare di coprire il suo vero scopo i
media mainstream semplicemente chiariscono gli obiettivi
dell'alleanza.
Considerate il
maldestro tentativo di Michael Birnbaum Joby Warrick sul Washington
Post del 10 maggio di sterilizzare la campagna di bombardamenti. I
giornalisti hanno scritto: "La missione della NATO in Libia è di
impedire morti civili".
Salvo che hanno preceduto la frase con questa: "Diversi membri
dell'alleanza...spingono la NATO ad essere più aggressiva nel
colpire il centro del potere di Gheddafi, nonostante le
preoccupazioni su possibili vittime civili".
Così ciò che è apparso è stato: "Diversi membri
dell'alleanza...spingono la NATO ad essere più aggressiva nel
colpire il centro del potere di Gheddafi, nonostante le
preoccupazioni su possibili vittime civili. La
missione della NATO in Libia è di impedire morti civili".
Potremmo sottilizzare sul duo che tralascia di rilevare che la
NATO sostiene soltanto che la sua missione sia di impedire vittime
civili, contrariamente alla pratica standard dei media occidentali
di trattare tutte le dichiarazioni del governo libico come
assolutamente false.
Per esempio, ci potrebbe essere raccontato che un portavoce del
governo della Libia ha dichiarato che gli attacchi aerei della NATO
hanno ucciso tre civili, piuttosto che: gli attacchi aerei della
NATO hanno ucciso tre civili. La parte "ha dichiarato" implica che
forse i civili non sono stati uccisi e che i libici lo stanno
inventando. Non vi è nulla di sbagliato in questo. I libici
potrebbero stare ad inventarlo.
Ma lo standard viene applicato in modo non uniforme. A quanto
pare,
Birnbaum e Warrick
non hanno mai considerato che anche la NATO
potrebbe stare ad inventarlo. O forse lo hanno
fatto, ma hanno scelto di non ammetterlo.
Qualunque sia il meccanismo che produce il doppio standard,
il doppio standard esiste e che esista aiuta a fabbricare il
motivo per la missione di bombardamento della NATO. La NATO sta
proteggendo i civili. Dei civili potrebbero essere stati uccisi,
oppure no. Sappiamo soltanto quello che ci stanno raccontando i
libici.
Ma vi è un problema più grosso dei doppi standard. L'ovvia
inconsistenza nella pretesa della NATO di stare proteggendo i civili
mentre li uccide non viene nemmeno rimarcata dai due giornalisti,
anche se hanno reso sufficientemente chiara l'inconsistenza.
E' come se la coppia abbia scritto: Diversi membri della
squadra medica spingono per un intervento più aggressivo, nonostante
le preoccupazioni che forse potrebbe bloccare il di sangue alla
gamba sinistra del paziente che richiederebbe la sua amputazione.
L'obiettivo della squadra è di salvare la gamba destra del paziente.
E possiamo speculare che se i due giornalisti si fossero
trovati intorno al tempo potrebbero non avere provato disagio per la
giustificazione del Giappone per le sue guerre di aggressione in
Asia orientale durante la prima metà del 20° secolo. Diversi membri
più importanti del governo spingevano per altre invasioni, seguite
da occupazioni per portare tutta l'Asia orientale sotto il controllo
giapponese. La missione del Giappone è di liberare la regione
dall'imperialismo occidentale.
E' strano che il
Washington Post debba promuovere la finzione che la missione della
NATO in Libia sia di prevenire morti civili, considerando che il
giornale e gli altri media hanno offerto un'ampia copertura delle
attestazioni non giustificative dei leader della NATO che la loro
missione in Libia è di rimuovere Gheddafi dal potere.
Obama, 29 marzo: "Negheremo le armi al regime, taglieremo il
suo approvvigionamento di contanti, assisteremo l'opposizione e
lavoreremo con altri paesi per affrettare il giorno in cui Gheddafi
lascerà il potere".
Il
New
York Times, 28 marzo: "La strategia dei funzionari della Casa Bianca
...è di colpire le forze libiche sufficientemente duro
per costringerle a spodestare il colonnello Gheddafi, un risultato
che Obama ha incoraggiato apertamente".
Hilary Clinton, 11 aprile: "Vi deve essere una transizione che
rifletta la volontà del popolo libico e l'allontanamento di Gheddafi
dal potere e dalla Libia".
Il ministro degli esteri italiano
Franco Frattini, 11 aprile: "Il futuro della Libia dovrebbe
includere
l'allontanamento di Gheddafi".
Altro potrebbe essere aggiunto, comprese le ammissioni del
presidente francese
Nicolas Sarkozy e del primo ministro britannico
David Cameron che un obiettivo della NATO è di rovesciare Gheddafi.
E' chiaro quindi che l'obiettivo dei paesi della NATO è di
spodestare il leader libico. Infatti, come ha rilevato
Richard Lance Keeble
in un
pezzo su Media Lens, ci tentano da un certo
tempo. Ma, con l'obiettivo desiderato ancora distante, alcuni membri
dell'alleanza sono disposti ad aumentare gli attacchi, anche se
significa più vittime civili. La menzogna che la campagna di
bombardamenti sia in qualche modo separata dal maggiore obiettivo
del cambiamento di regime e sia limitata a proteggere i civili è
sgonfiata.
Per ogni criterio, eccetto quello di igienizzare il palese
perseguimento di cambiamento di regime in Libia per conto degli
interessi degli investitori che il
Washington Post rappresenta, il giornale segue uno standard curioso
di logica e di prove nell'affermare come fatto che la missione della
NATO sia umanitaria.
Comunque, lo standard è quello che qualunque dipendente di una
ditta di PR di primaria importanza implicitamente comprende.
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