Mai contro! La collusione europea nel lento genocidio di
Israele
Omar Barghouti
21 January 2008
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L'Unione
Europea, il maggiore partner commerciale al mondo di Israele,
osserva mentre Israele stringe il suo barbarico assedio su Gaza,
compiendo la punizione collettiva contro 1,5 milioni di civili
palestinesi, condannandoli alla distruzione ed ispezionando la morte
imminente di centinaia di pazienti di dialisi renale e di cuore, di
bambini nati prematuri e di tutti gli altri che dipendono
dall'energia elettrica per la loro semplice sopravvivenza. "Uno qualsiasi dei seguenti atti commessi con l'intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, quale: (a) Uccidere membri del gruppo; (b) Provocare serio danno fisico o mentale ai membri del gruppo; (c) Infliggere deliberatamente al gruppo condizioni di vita calcolate per determinare in tutto o in parte la sua distruzione fisica;..." Chiaramente, l'ermetico assedio israeliano di Gaza, mirante ad uccidere, causare serio danno fisico e mentale e ad infliggere deliberatamente condizioni di vita calcolate per provocare la parziale e graduale distruzione fisica, si qualifica come un atto di genocidio, se non anche un totale genocidio. E la UE è sospettosamente silenziosa. Ma perché accusare l'Europa, in particolare, di collusione in questo crimine quando quasi l'intera comunità internazionale non alza un dito ed il servile Segretario Generale dell'ONU, che ha superato tutti i suoi predecessori nell'obbedienza al governo USA, dice soltanto pateticamente parole senza convinzione? In aggiunta, che dire dello stesso governo USA, il più generoso sponsor di Israele che è implicato direttamente nell'attuale assedio, specialmente dopo che il presidente George W. Bush, nella sua recente visita, ha dato una appena sottile luce verde per distruggere Gaza al primo ministro israeliano Ehud Olmert? Perché non incolpare i tranquilli fratelli arabi dei palestinesi, in particolare l'Egitto -- l'unico paese che possa rompere immediatamente l'assedio riaprendo il posto di confine di Rafah ed attraverso di esso rifornire i necessari carburante, energia elettrica e scorte di emergenza? Ed infine, perché non incolpare l'Autorità Palestinese con sede a Ramallah, il cui remissivo ed incapace leader in una conferenza stampa si è apertamente vantato del suo "completo accordo" con Bush in tutte le materie di sostanza?
Dopo Israele, gli
USA sono, senza dubbio, la parte più colpevole nell'attuale crimine.
Sotto l'influenza di una ideologia fondamentalista, militarista,
neo-conservatrice che ha preso il timore del potere ed una
onnipotente lobby sionista che è senza precedenti nella sua
influenza, gli USA sono da se stessi una categoria. E' evidente che
la AP, l'ONU, come pure i governi arabi ed internazionali che
mantengono affari come al solito con Israele dovrebbero essere
ritenuti responsabili per acconsentire, sia direttamente che
indirettamente, ai crimini contro l'umanità di Israele a Gaza. E'
anche vero che ciascuno dei suddetti porta la responsabilità legale
e morale di intervenire ed applicare qualsiasi pressione necessaria
per fermare il crimine prima che periscano migliaia. Ma la UE
controlla una posizione unica in tutto questo. Non è soltanto
silenziosa ed indifferente; nella maggior parte dei paesi europei
Israele e le istituzioni israeliane attualmente sono benvenute e
ricercate con cordialità, generosità e deferenza senza precedenti in
tutti i campi -- economico, culturale, accademico, atletico ecc. Per
esempio, Israele è stata invitata come ospite d'onore ad una
importante fiera del libro a Torino, in Italia. I film finanziati
dal governo israeliano sono rappresentati in festival
cinematografici in tutto il continente. I prodotti israeliani, dagli
avocado alle arance ai sistemi di sicurezza hi-tech, inondano i
mercati europei come mai prima.
Israeli academic institutions
are enjoying a special, very lucrative, association agreement with
the relevant organs in the EU.
Le istituzioni accademiche
israeliane godono di un accordo di associazione speciale, molto
lucroso con i relativi organi nella UE. I gruppi di danza, le bande
canore e le orchestre israeliani sono invitati a tounee e festival
europei come se Israele fosse non soltanto un normale, ma in pratica
un più favorito, membro del cosiddetto mondo "civilizzato". L'una
volta spento abbraccio dell'Europa ufficiale ad Israele è diventato
una intensa, aperta ed enigmatica relazione amorosa. In nessun altro affare internazionale, forse, l'establishment europeo può essere accusato di essere tanto distaccato ed indifferente dalla sua opinione pubblica. Mentre gli appelli a boicottare Israele come uno stato dell'apartheid lentamente ma costantemente si diffondono tra le organizzazioni della società civile ed i sindacati europei, ritraendo fastidiosi paralleli con il boicottaggio dell'apartheid sudafricano, i governi europei trovano difficile distinguersi dalla posizione degli USA dichiaratamente complice rispetto a Israele. Anche i cliché europei di condanna e l'"esprimere profonda preoccupazione" oggigiorno sono diventati più rari che mai. Inoltre, l'implacabile e provocatoria violazione da parte di Israele delle leggi e delle condizioni sui diritti umani dell'Europa vengono ignorate ogni volta che chiunque metta in discussione se Israele debba continuare a beneficiare del suo magnanimo accordo di associazione con la UE nonostante la sua occupazione militare, la colonizzazione e l'orrendo primato di abuso dei diritti umani contro le sue vittime palestinesi. Se questa non è complicità, che cos'é? Moralità a parte, l'affondamento di Gaza in un mare di tenebre, povertà, morte e disperazione non può essere di buon augurio per l'Europa. Sostenendo attivamente un ambiente tendente all'ascesa del fanatismo e della violenza disperata vicino ai suoi confini, l'Europa incoraggia stupidamente la devastazione alla soglia di casa. Invece di tenere conto -- o almeno di considerare seriamente -- delle richieste di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele dell'apartheid, adottato praticamente dall'intero spettro della società civile palestinese, potrebbe presto tenere conto delle forze incontenibili di violenza irrazionale ed indiscriminata e del caos risultante.
Sembra che le elite
europee attualmente siano determinate a non opporsi mai ad Israele,
non importa quali crimini commetta. E come se il rombante -- e
sempre più ipocrita -- slogan sollevato dai sopravvissuti ebrei del
genocidio europeo, "Mai più!" sia ora abbracciato dalle elite
europee con una differenza: via il più ed aggiungere il contro alla
fine.
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