L'eredità di sessanta anni di NATO:

minaccia di guerra nucleare in Europa

di Rick Rozoff

Global Research, 31 marzo 2009

Stop NATO

 

Sin dalla sua nascita l'Organizzazione del Trattato Nord Atlantico ha previsto l'utilizzo di armi nucleari contro paesi non nucleari.

Uno degli scopi fondamentali della creazione della NATO nel 1949 è stato di introdurre il dislocamento permanente di armi nucleari in Europa.

In un'Europa che, nel 1949, non aveva nessuna nazione nucleare e nessuna propria bomba atomica.

Forse non sarà mai rivelato se gli Stati Uniti, dopo la devastante esposizione della loro nuova arma sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki nell'agosto del 1945, abbiano schierato bombe atomiche in Europa prima del 1949, sebbene dei rapporti sostengano che nel 1948 Washington appoggiasse lo spiegamento in Gran Bretagna di bombardieri strategici B-29 in grado di trasportare bombe con testate nucleari.

Quel che è certo è che dopo la fondazione della NATO il 4 aprile 1949 le armi nucleari degli USA furono dislocate in diversi paesi membri e che diverse centinaia rimangono ancora oggi sul continente.

Il lancio dell'alleanza non segnalò in nessun modo l'inizio di una realtà post II Guerra Mondiale in Europa ma una continuazione della guerra, con le ex potenze dell'Asse Germania ed Italia incorporate nella NATO e l'Unione Sovietica come nuovo avversario.

Sulla strada per la Casa Bianca americana nel gennaio del 1953, il Generale Dwight D. Eisenhower, ex Comandante Supremo delle forze Alleate in Europa, nel 1951 divenne il primo Comandante Supremo della NATO. Persino il titolo non cambiò.

Ciò che era cambiato era che in Europa era stata formata un'alleanza militare da parte dell'unica potenza nucleare all'epoca, gli Stati Uniti.

Il manuale ufficiale della NATO, riflettendo sulla dottrina nucleare del blocco sin dal suo inizio, afferma:

"Durante la Guerra Fredda, le forze nucleari della NATO hanno giocato un ruolo centrale nella strategia dell'Alleanza di risposta flessibile....Le armi nucleari sono state integrate nell'intera struttura della forza della NATO e l'Alleanza ha mantenuto una molteplicità di piani su obiettivi che potrebbero essere eseguiti dietro breve preavviso. Questo ruolo ha comportato alti livelli di preparazione e di stati allerta per risposta rapida per parti significative delle forze nucleari della NATO".

http://www.nato.int/docu/handbook/2001/hb0206.htm+nato+nuclear+warheads&cd=1&hl=en&ct=clnk&gl=us

La NATO è stata inaugurata il 4 aprile 1949. L'Unione Sovietica provò la sua prima bomba atomica il 29 agosto 1949.

In quell'intervallo di quasi cinque mesi la NATO aveva il monopolio nucleare in Europa. Con gli attuali piani di USA e NATO per la difesa missilistica integrata e con i pattugliamenti aerei in corso sul Mar Baltico, l'Alleanza tenta di riasserire il proprio dominio strategico e nucleare sul continente, un argomento che verrà affrontato più in dettaglio successivamente.

Dal 1949 in avanti la dottrina nucleare della NATO è stata quella descritta come "risposta flessibile", cioè il primo utilizzo di armi nucleari contro un avversario convenzionale, non nucleare o per ciò che era stato un conflitto con armi convenzionali.

Il suo vincolo di mutua assistenza militare dell'Articolo 5 è stato messo in vigore, come prima osservato, diversi mesi prima che l'Unione Sovietica avesse persino sperimentato un'arma atomica.

Il fondamento logico impiegato per questa politica è stato che i sovietici all'epoca possedevano la superiorità militare convenzionale sul continente europeo e nel caso di un conflitto armato con l'URSS gli Stati Uniti ed i loro nuovi alleati della NATO avrebbero fatto ricorso ad attacchi atomici.

La Dottrina di Difesa dell'Alleanza del novembre 1949 richiedeva di assicurare "la capacità di eseguire il bombardamento strategico il lancio immediato della bomba atomica. Questa è primariamente una responsabilità degli USA assistita come praticabile da altri paesi".

Lo spiegamento delle armi nucleari USA in Europa è stato compiuto attraverso quella che è conosciuta come "condivisione nucleare", lo stazionamento di armi nucleari nei territori di stati della NATO senza armi nucleari.

Per la metà degli anni '50 gli USA avevano confermato lo spiegamento di armi nucleari in Gran Bretagna e nella Repubblica Federale di Germania.

Il dislocamento di simili armamenti è incrementato costantemente di modo che per l'inizio degli anni '70 vi erano cifre stimate di 7.300 armi nucleari USA schierate in Europa.

Riguardo a che cosa queste armi potevano essere assegnate, dei documenti dell'Archivio della Sicurezza Nazionale USA pubblicati cinque anni fa forniscono una raccapricciante indicazione.

In una riunione del Consiglio della Sicurezza Nazionale del 1973 presieduto dal Consigliere della Sicurezza Nazionale (e Segretario di Stato) del tempo Henry Kissinger, il Capo degli Stati Maggiori Riuniti, Vice Amm. John P. Weinel, apparentemente senza riserva o rimorso, annunciò questo piano:

"Ora il nostro obiettivo è (distruggere) il 70% dell'area dell'industria di sostegno bellico. Un criterio migliore sarebbe il tasso di post-ripresa più di colpire l'esercito sovietico per impedirgli di sopraffare l'Europa.

"Un'altra scelta è di colpire la gente - un obiettivo di 70 milioni di russi, per esempio".

(Associated Press, 24 novembre 2004)

 

Sebbene le bombe conservate in Europa fossero americane e sotto il controllo del Pentagono, i piani di guerra chiedevano il loro caricamento su bombardieri dei paesi membri della NATO per l'utilizzo contro l'Unione Sovietica ed i suoi alleati (non nucleari) dell'Europa Orientale.

 

Gli stati dell'Alleanza che ospitano le armi erano Belgio, Gran Bretagna, Germania, Italia, Grecia, Olanda e Turchia.
 

Tutti eccetto la Grecia alloggiano ancora sul loro territorio armi nucleari USA.

 

Con la dissoluzione del Patto di Varsavia guidato dall'Unione Sovietica nel 1989 e la fine della stessa due anni più tardi, la NATO ridusse le armi nucleari dislocate nei suoi stati membri ma al momento attuale ne ha trattenute diverse.

 

Diverse centinaia di bombe nucleari tattiche e gli aeroplani avanzati capaci di lanciarle sono ancora nell'arsenale della NATO in un'Europa post Guerra Fredda nella quale la Russia è l'unico bersaglio potenziale.

 

Il Concetto Strategico adottato dall'Alleanza nell'aprile del 1999 - quando la NATO ha dimostrato essere ciò che i suoi oppositori avevano sempre sospettato fosse intesa essere, un'alleanza per muovere guerra come è stato all'epoca contro la Jugoslavia - riaffermava l'impegno alla sua posizione nucleare:

 

"La suprema garanzia della sicurezza degli Alleati è fornita dalle forze nucleari strategiche dell'Alleanza, particolarmente quelle degli Stati Uniti; le forze nucleari indipendenti del Regno Unito e della Francia, che hanno un loro ruolo deterrente, contribuiscono alla complessiva deterrenza e sicurezza degli Alleati.

 

"Una posizione nucleare credibile dell'Alleanza e la demonizzazione della solidarietà e dell'impegno comune dell'Alleanza alla prevenzione della guerra continuano a richiedere la generale partecipazione degli Alleati europei coinvolti nella pianificazione della difesa collettiva in ruoli nucleari, al dislocamento in tempi di pace di forze nucleari sul loro territorio ed alle intese di comando, controllo e consultazione. Le forze nucleari basate in Europa e dedicate alla NATO forniscono un collegamento politico e militare essenziale tra i membri europei e nord americani dell'Alleanza. L'Alleanza perciò manterrà adeguate forze nucleari in Europa".

 

Sebbene il Pentagono non abbia mai riconosciuto ed ancora non riconosce le vere cifre, la Federazione degli Scienziati Americani stima vi siano tra 200 e 350 testate nucleari in basi in Gran Bretagna, Germania, Olanda, Belgio, Italia e Turchia.

 

Un rapporto di Time Magazine del giugno dello scorso anno ha rivelato che "Gli USA mantengono una stima di 350 bombe termonucleari i sei paesi della NATO. In quattro di quelli — Belgio, Germania, Italia ed Olanda — le armi sono immagazzinate in basi aeree del paese ospite, dove vengono sorvegliate da personale militare USA appositamente addestrato.

 

"Un accordo di 'divisione di responsabilità' che è stato al cuore della politica militare della NATO sin dal principio.

 

"Sebbene tecnicamente possedute dagli USA, le bombe nucleari conservate nelle basi NATO sono destinate ad essere lanciate da aeroplani del paese ospite".

 

Le bombe comprendono armi nucleari B61-3, B61-4 e B61-10 in otto basi diverse.

 

La B-61 nella sua ultima variante, il Mod 11 del 1997, è una bomba a gravità termonucleare e si stima che 180 saranno dislocate in basi aeree europee in base all'intesa di condivisione nucleare NATO. E' la bomba nucleare americana contemporanea standard.

 

Lo stazionamento di armi nucleari in stati senza armamento nucleare con l'intenzione ulteriore di farle utilizzare da aeroplani di questi ultimi in base alla "divisione di responsabilità" NATO ed agli accordi di "condivisione nucleare" entra in conflitto con il Trattato di Non Proliferazione delle Armi Nucleari [Trattato di Non Proliferazione Nucleare o NPT].

L'Articolo 1 del Trattato asserisce:

 

"Ciascuno Stato con armamento nucleare parte del Trattato si impegna a non trasferire direttamente o indirettamente a qualunque destinatario armi nucleari o altri congegni esplosivi nucleari o il controllo su tali armi o congegni esplosivi; ed a non assistere, incoraggiare o indurre in alcun modo qualunque Stato con armamento non nucleare a fabbricare o altrimenti ad acquisire armi nucleari o altri congegni esplosivi nucleari, o il controllo di tali armi o congegni esplosivi".

L'Articolo II continua:

 

"Ciascuno Stato con armamento non nucleare parte del Trattato si impegna a non ricevere direttamente o indirettamente il trasferimento da qualsiasi cedente di armi nucleari o di altri congegni esplosivi nucleari o del controllo su tali armi o congegni esplosivi; a non fabbricare o altrimenti acquisire armi nucleari o altri congegni esplosivi nucleari; ed a non cercare o ricevere qualsiasi assistenza nella fabbricazione di armi nucleari o di altri congegni esplosivi nucleari".

 

Cinque dei sei paesi della NATO che ancora ospitano armi nucleari USA e sono obbligati a disporle sui loro aeroplani per utilizzarle se ordinato sono stati con armamento non nucleare: Belgio, Germania, Italia, Olanda e Turchia.

 

Lo scorso giugno un portavoce della Coalizione per la Pace e la Giustizia Globale nella città turca di Adana, soltanto pochi kilometri dalla base aerea di Incirlik utilizzata per decenni dagli USA e dalla NATO, ha sostenuto che Incirlik conteneva il maggior ammontare di armi nucleari USA al di fuori degli Stati Uniti stessi e "Abbiamo organizzato molte proteste perché questa base di guerra venga chiusa e per il disarmo delle testate nucleari. Non desideriamo vedere Adana e la Turchia diventare Hiroshima. Non ci arrenderemo". (Turkish Daily News, 30 giugno 2008)

 

Nello stesso mese un funzionario federale tedesco, Ulrich Wilhelm, ha dichiarato che il suo paese era richiesto da un obbligo all'utilizzo di armi nucleari come presunto deterrente militare e ha aggiunto: "Per il prevedibile futuro....restiamo dell'opinione che una capacità militare deterrente includa non soltanto la capacità convenzionale ma anche componenti nucleari". (Agenzia France-Presse, 23 giugno 2008)

 

Secondo dei rapporti, fino a 20 testate nucleari USA sono schierate nella base aerea tedesca di Buechel, dove possono essere montate su aerei da caccia Tornado tedeschi per missioni in oriente. Si sospetta che 130 aggiuntive testate americane siano immagazzinate nella base aerea USA di Ramstein per scopi simili.

 

I gruppi pacifisti tedeschi ed il Partito della Sinistra chiedono da anni la rimozione delle armi ed una Germania libera da armamenti nucleari.

 

Nel dicembre del 2007, i sindaci delle città italiane di Aviano e Ghedi, che ospitano entrambe dozzine di testate nucleari USA, hanno firmato una petizione pretendendo l'abolizione di tutte le armi nucleari.

 

"Stefano Del Cont, sindaco di Aviano da giugno, ha affermato che Anna Giulia Guarneri, sindaco di Ghedi, si è unita ad altre centinaia di leader di città in tutto il globo nel chiedere il bando. Sono tutti membri di Sindaci per la Pace, un'organizzazione fondata negli anni '80 dal sindaco di Hiroshima — una delle due città giapponesi colpite dalla bomba atomica alla fine della II Guerra Mondiale". (Stars and Stripes, 18 dicembre 2007)

 

I riferimenti a Hiroshima da parte di entrambe gli oppositori turchi ed italiani delle testate nucleari nel loro paese in base agli obblighi NATO non sono allarmistici.

 

Nel gennaio del 2008 è stato preparato un manifesto di 150 pagine per l'allora imminente vertice NATO a Bucarest, Romania, dal Generale John Shalikashvili, ex presidente degli stati maggiori riuniti USA e Comandante Supremo NATO, dal Generale Klaus Naumann, ex comandante militare supremo della Germania ed ex presidente della Commissione Militare della NATO, dall'ex capo di stato maggiore olandese Generale Henk van den Breemen, dall'ex capo di stato maggiore francese Ammiraglio Jacques Lanxade e dal maresciallo di campo britannico ed ex capo dello stato maggiore generale e dello stato maggiore della difesa Lord Inge.

 

Dichiarava fra l'altro che "Il primo utilizzo delle armi nucleari deve rimanere nel fremito di escalation della NATO come strumento ultimo per impedire l'utilizzo di armi di distruzione di massa" come anche chiedeva la "fine dell'ostruzione europea della NATO e della rivalità con la stessa" e "l'utilizzo della forza senza autorizzazione del Consiglio di Sicurezza...."

Non più tardi questo gennaio il Comandante Supremo della NATO Generale John Craddock ha avvalorato il punto dichiarando:

 

"Il fatto è che vi è necessità e vantaggio strategici per le armi nucleari....L'alleanza ha preso la decisione di possederle. Non vi è stato nessun dibattito per tornare indietro". (GovExec.com, 9 gennaio 2009)

 

Il capo del Pentagono Robert Gates ha commissionato un rapporto che è stato pubblicato l'8 gennaio di quest'anno che ha messo in evidenza che "Gli Stati Uniti dovrebbero mantenere bombe nucleari tattiche in Europa ed anche considerare di modernizzare le testate più vecchie sui missili da crociera...."

 

Il rapporto includeva l'assunto che "La presenza di armi nucleari USA in Europa resta un pilastro dell'unità della NATO". (Washington Post, 9 gennaio 2009)

 

La NATO è tornata al punto di partenza. O, piuttosto, non ha mai abbandonato i suoi piani per la superiorità nucleare, soltanto che ora non unicamente in Europa e nella cosiddetta sfera euro-atlantica, ma globalmente. E non nasconde più la sua intenzione di utilizzare per prima le armi nucleari e contro paesi non nucleari.

 

Da allora l'aggiunta dei tre paesi baltici di Estonia, Lettonia e Lituania alla NATO nell'aprile del 2004, gli aeroplani dell'Alleanza hanno compiuto pattugliamenti sulla regione del Mar Baltico in avvicendamenti semestrali da parte dei paesi membri.

 

La maggior parte degli associati della NATO hanno utilizzato i loro caccia preferiti per la maggior parte dei membri dell'Alleanza, gli F-16 prodotti dalla Raytheon USA. (La Francia ha utilizzato i Mirage e la Polonia e la Romania i MIG).

 

Sebbene sia un caccia, l'F-16 è un moderno aeroplano da combattimento multiruolo che, tra le altre caratteristiche, possiede quella di sganciare bombe da 1.000 libbre come ha fatto in Iraq ed in Afghanistan e di sparare missili da crociera. I missili da crociera possono essere equipaggiati con testate nucleari.
 

Recentemente la Raytheon ha sperimentato con successo il suo sistema di difesa missilistica Network Centric Airborne Defense Element sull'F-16 con l'intercettazione di un missile balistico sperimentale.

 

Gli USA negli avvicendamenti sul Baltico hanno impiegato l'F-15 Eagle, l'ultima versione del quale, l'F-15E Strike Eagle, è equipaggiato con bombe Bunker Buster a guida laser e missili anti-satellite.

 

Gli aeroplani della NATO che volano sugli stati del Mar Baltico sono entro quattro minuti di volo dalla seconda più grande città della Russia, S. Pietroburgo.

Vedi:

Baltic Sea: Flash Point For NATO-Russia Conflict 
http://groups.yahoo.com/group/stopnato/message/37592   
 

L'attuale più avanzato bombardiere invisibile USA, il B-2 Spirit, viene descritto dal suo fabbricante, la Northrop Grumman, come "un bombardiere poco visibile, strategico, a lungo raggio e pesante in grado di penetrare sofisticati e fitti scudi di difesa aerea. E' in grado di missioni di attacco a tutte le altitudini fino a 50.000 piedi, con un raggio d'azione di più di 6.000nm senza rifornimento e di oltre 10.000nm con un rifornimento, che gli da la capacità di volare ad ogni punto del mondo entro ore".

 

Il suo futuro sostituto, il Bombardiere di Nuova o Prossima Generazione (2018), sarà ancora più difficile se non impossibile da scoprire con il radar ed il riflesso dalle difese aeree e sarebbe l'aeroplano favorito per lanciare il carico pagante nel cuore dell'interno di un inteso paese bersaglio poiché è in grado di "sopravvivere nello spazio aereo ostile per tempo prolungato" e può portare armi nucleari.

 

Lo spiegamento dell'uno o dell'altro in Europa solleverebbe allarme in Russia proprio per questa ragione, ma potrebbe essere compiuto in base agli auspici di "mutua difesa" della NATO, o in Polonia e nei paesi baltici o nelle di recente acquisite basi aeree strategiche USA in Bulgaria e Romania, direttamente attraverso il Mar Nero dalla Russia.

Vedi:
Black Sea: Pentagon's Gateway To Three Continents And The Middle East
http://groups.yahoo.com/group/stopnato/message/37498

 

Nascoste nella segretezza come lo sono state per più di mezzo secolo, se le testate USA vengono trasportate da basi in Germania in Polonia, Estonia o Bulgaria, non verrà riferito nelle notizie della sera.

 

La componente aerea è parte integrale di una più ampia strategia che comprende anche missili da crociera nucleari ed il piano di scudo missilistico americano di terza posizione per l'Europa Orientale che servirebbe da cardine per un sistema missilistico NATO riguardante l'intero continente.

 

Un commento dell'agenzia di informazioni russa Novosti di quasi due anni fa forniva questo spaventoso scenario:

 

"I missili da crociera a lungo raggio dovrebbero essere lanciati da [diverse] aree per colpire i silos degli ICBM russi. Il loro tempo di volo fino ai bersagli è tra 2,5 e tre ore. Si suppone che gli ABM americani in Europa distruggano i missili russi superstiti. Questa è l'intera questione....Vi sono numerose indicazioni che sia in preparazione una guerra".
 

Sulla questione dei cosiddetti piani di difesa missilistica per i paesi della NATO in generale e per i nuovi stati membri in Europa Orientale in particolare, vedi:

21st Century Star Wars And NATO's 60th Anniversary Summit
http://groups.yahoo.com/group/stopnato/message/36725

 

Lo scorso mese, la stessa succitata fonte russa avvertiva che "Il problema della difesa missilistica non ha nulla a che vedere con l'Iran, ma non può essere separato dalle relazioni della Russia con i paesi della NATO. E' impossibile staccare la questione della difesa missilistica dall'intera gamma delle questioni della sicurezza in Europa....Quando tutto viene preso in considerazione, il possibile spiegamento di basi americane con armi d'attacco nei nuovi paesi membri della NATO non è niente di meno di una minaccia come lo spiegamento di un sistema di difesa missilistica o la possibile adesione di Georgia ed Ucraina alla NATO".

 

Nondimeno una autorità dell'establishment occidentale come il Consiglio per le Relazioni Estere ha recentemente citato un esperto che riconosce che "[La Russia ritiene] che i missili nucleari saranno schierati in Polonia vicino alla Russia e che questi missili nucleari avranno anche la capacità di attacco a sorpresa e potranno colpire Mosca prima che [la risposta russa] sia portata in volo, così questo sarà realmente considerato non tanto come difesa missilistica quanto come uno spiegamento di capacità di attacco a sorpresa". (Council on Foreign Relations, 18 marzo 2009)

 

Sebbene gli spiegamenti di aeroplani, missili e testate nucleari degli USA in Europa vengano spesso presentati come intese bilaterali tra Washington ed i rispettivi paesi ospiti, di fatto sono una componente inevitabile ed inestirpabile delle relazioni e delle richieste della NATO.
 

La sedicente NATO globale del 21° secolo si riunirà per il suo sessantesimo anniversario in Francia e Germania fra tre giorni e ci si aspetta che crei un nuovo Concetto Strategico, uno che lascerà inalterati pochi punti della Terra.

 

E riaffermerà la sua politica di dislocare e quando lo giudichi opportuno utilizzare le armi nucleari.

 

© Copyright Rick Rozoff, Stop NATO, 2009