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I due decenni passati hanno visto uno sbarramento della propaganda
contro il marxismo e la sua eredità rivoluzionaria. Dal crollo dello
stalinismo
–
non socialismo, ma una caricatura mostruosamente deformata del marxismo
–
da un fronte all'altro i media
mainstream, le università, i docenti e gli storici sono
andati all'offensiva per screditare il marxismo. Qui esaminiamo i miti
più comuni sul marxismo ed il socialismo.
Socialismo e democrazia sono incompatibili?
I regimi stalinisti in Unione Sovietica, Europa orientale, Cina ed
altrove sono la risorsa più comunemente utilizzata per attaccare il
marxismo. Molti dei giudizi erronei sul marxismo possono essere
piuttosto chiaramente con l'instaurazione del primo governo dei
lavoratori al mondo con un programma rivoluzionario chiaro
– quello dei
bolscevichi russi. La Rivoluzione d'Ottobre del 1917 viene descritta
semplicemente come un 'colpo di stato' e non si risparmia
nessun costo per identificare il marxismo con i crimini di Stalin.
Non si può negare che questi regimi stalinisti al vertice della
società avessero un'enorme casta burocratica e che mancassero di ogni
fondamentale diritto democratico. Tali esempi storici vengono utilizzati
per "provare" che il socialismo e la democrazia sono completamente
incompatibili.
Tuttavia, lo studio della Rivoluzione Russa rivela il fiorire della
società dopo la fine della rivoluzione: la depenalizzazione
dell'omosessualità e dell'aborto, l'introduzione dell'assistenza
sanitaria e dell'istruzione universali; l'economia in rapida espansione
e giganteschi balzi in avanti nella scienza e nella cultura.
Molte delle conquiste della rivoluzione sono state rigettate sotto
Stalin; ma questo processo di degenerazione in un regime totalitario non
è stato un risultato inevitabile del marxismo
– come vorrebbero
farci credere la classe capitalista ed i suoi portavoce
– ma il risultato
del tentativo di costruire una società socialista in un paese isolato ed
economicamente arretrato, come spiegato altrove nell'articolo sullo
'Stalinismo' in questa edizione della rivista.
Dovremmo inoltre guardare con attenzione a cosa sembra la
democrazia sotto il capitalismo. Guardando oggi per il mondo, dove
- nonostante la
crisi economica e l'austerità da una parte all'altra del globo
- i ricchi
diventano più ricchi, è chiaro che la società e l'economia sono gestite
nell'interesse di una minuscola minoranza: i banchieri, gli industriali,
i finanzieri
– cioè la classe
capitalista. Questo "1%" possedendo e controllando le leve principali
dell'economia, sono gli unici che nella società realmente
possiedono ogni voce riguardo alle decisioni più importanti. Per la
vasta schiacciante maggioranza della società
– il 99%
– c'è
poco diritto di decidere su come funziona la società.
In questo senso, il capitalismo può essere descritto come la
dittatura del capitale. Questo non nega la forma democratica che
assumono i governi, con parlamenti eletti, libertà di espressione ecc.,
ma esprime il fatto che in quei paesi lo stato esiste per perpetuare una
regolazione della proprietà e delle relazioni di potere. Piuttosto
semplicemente, nella società capitalista lo stato esiste per mantenere
il capitalismo ed i privilegi della classe capitalista.
Possiamo vederlo più chiaramente in Europa, dove dei governi eletti
sono stati messi via e rimpiazzati da tecnocratici non eletti, imposti
dalla Commissione Europea e dalla Banca Centrale Europea, tutto in nome
del cosiddetto "interesse nazionale"
– cioè l'interesse
dei mercati finanziari e degli investitori delle grandi imprese.
L'austerità imposta in paesi come la Grecia e la Spagna ha portato a
veri orrori della vita equivalenti a quelli di alcune delle peggiori
dittature della storia, tutto mentre miliardi
rimangono pigramente nei conti bancari delle imprese più grandi,
che non sono disposte ad investire perché non possono ricavare profitti.
Rispetto a questa dittatura del capitale,
Marx
e Lenin
parlavano di "dittatura del proletariato": in sostanza, una società dove
la classe dominante è la classe lavoratrice
– vale a dire,
quelli che sotto il capitalismo dipendono da un salario per la loro
sopravvivenza. In una società socialista, l'economia sarebbe gestita non
per i profitti di una minuscola minoranza, ma per i bisogni della vasta
maggioranza, secondo un piano di produzione razionale e democratico,
Piuttosto che votare semplicemente per dei politici eletti ogni alcuni
anni, la gente comune avrebbe il diritto di decidere nel funzionamento
giornaliero della società.
L'esperienza della Russia ha portato molti a vedere marxismo,
comunismo e socialismo come soprannomi di dittatura e come idee
intrinsecamente opposte alla democrazia. Questo è stato un errore
assoluto. I marxisti sono i più grandi combattenti nella battaglia per i
diritti democratici, che sono strumenti vitali nella lotta per migliori
livelli di vita. Il diritto di libera associazione e di assemblea
permette ai lavoratori di formare potenti
sindacati
e partiti politici con i quali organizzare la lotta comune. Il
diritto di libera espressione permette ai rivoluzionari di agitare con
idee e programmi rivoluzionari per trasformare la società. Tutti questi
diritti sono stati conquistati dai lavoratori nella lotta, piuttosto che
lasciatici dalla classe dominante illuminata.
Tuttavia, i diritti democratici sotto il capitalismo possono essere
sempre soltanto temporanei oppure delle formalità legali. Per la classe
capitalista il bisogno di mantenere la sua stretta sulle leve del potere
significa che ogni diritto e riforma conquistati con successo dalla
classe lavoratrice sarànno inevitabilmente indeboliti quando la crisi
colpisce ed i capitalisti si rifiutano di permettere che i loro
interessi vengano minacciati; di qui recentemente l'utilizzo di
tecnocrati non eletti in Europa; per attuare misure di austerità
nonostante l'enorme opposizione popolare.
Al contrario, i socialisti lottano per tutti i
diritti democratici della classe lavoratrice. Tuttavia, ciò che i
marxisti offrono è un modo per assicurare la permanenza di questi
diritti e forniscono una democrazia reale e genuina. In ultima analisi,
la vera democrazia è una questione di tempo
– tempo perché la
gente comune sia impegnata nell'attività politica e nella gestione della
società, piuttosto che dover lavorare per 50-60 ore la settimana
soltanto per tirare a campare.
Dirigendo l'economia secondo un piano razionale, potremo eliminare
la disoccupazione e suddividere il lavoro, riducendo così le ore della
giornata lavorativa e liberando il tempo. L'investimento nella
tecnologia potrebbe essere utilizzato per accorciare ancora
ulteriormente la giornata lavorativa, creando le condizioni materiali
genuine perché il popolo possa partecipare al processo decisionale
democratico ed alla pianificazione economica della società.
I marxisti sono a favore della violenza?
Se i marxisti difendono i diritti democratici, perché la
rivoluzione violenta, il "terrore rosso", l'Armata Rossa e la guerra
civile in Russia?
Dovremmo cominciare enfatizzando che i marxisti sono completamente
a favore della rivoluzione pacifica. Ma è anche vero che i marxisti non
sono pacifisti e riconosciamo che nel tentare di trasformare la società
ponendo la ricchezza della società sotto il controllo pubblico e
democratico la storia ci insegna che forse i rivoluzionari incontreranno
la resistenza violenta della vecchia classe dominante, che tenterà di
difendere i propri privilegi.
Tuttavia, dovrebbe inoltre essere enfatizzato che l'accusa ai
marxisti di essere a favore della violenza è pura ipocrisia dei
capitalisti. Ogniqualvolta che la questione della violenza
rivoluzionaria viene lanciata addosso ai marxisti, indichiamo il sangue
e la carneficina del capitalismo stesso. Cosa sulla violenza degli
attacchi dei droni attraverso il
Pakistan
e delle guerre in
Iraq
ed Afghanistan?
Le brutali dittature in America Latina per tutti gli anni '70 e '80
- in Cile,
Argentina, Brasile ecc.
- tutte sostenute
dal governo USA?
Quale più grande condanna dell'orrenda violenza che il capitalismo
infligge sulla massa dell'umanità potrebbe esserci comunque della Prima
e della Seconda Guerra Mondiale
- macello di massa
industriale
- tutto allo scopo
di
lottizzare il mercato mondiale tra le diverse potenze imperialiste?
Cosa su
Cromwell, i giacobini e
la guerra rivoluzionaria americana? La classe dominante compie oggi ogni
sforzo per distorcere, sconfessare e nascondere i metodi
rivoluzionari e violenti che ha utilizzato per distruggere il
dominio delle vecchie corone feudali ed istituire i propri regimi. I
coloniali in America non erano certamente cortesi nell'eliminare i
lealisti dell'impero britannico nella guerra di indipendenza!
E, infine, che dire dell'annientamento della Comune di Parigi nel
1871, dove decine di migliaia di uomini, donne e bambini sono stati
massacrati ed altre migliaia spinti all'esilio per avere tentato di
attuare il primo stato dei lavoratori della storia.
Tutta questa violenza moderna e storica in nome del capitalismo
– e tuttavia oggi
i capitalisti
calunniano la Rivoluzione Russa ed i bolscevichi così aspramente
per la seguente ragione: per la prima volta nella storia del capitalismo
gli schiavi hanno contrattaccato e vinto.
Tuttavia, detto questo, la Rivoluzione d'Ottobre è stata forse la
rivoluzione meno sanguinosa della storia! Vi è stata più gente uccisa
nella Rivoluzione di Febbraio stando alle supposizioni 'senza sangue'
che rovesciò lo zarismo ed istituì la democrazia liberale. Infatti più
persone hanno perso la vita in incidenti come attori girando il film
'Ottobre' di
Sergei Eisenstein
che nella vera
Rivoluzione d'Ottobre che stavano rappresentando!
Non è stata la rivoluzione bolscevica ad essere violenta ma la
controrivoluzione della minoranza che vi si è opposta. Immediatamente
seguente la rivoluzione
– non un "colpo di
stato", ma un movimento di massa di lavoratori, soldati e contadini
– i settori ricchi
della società russa ha iniziato una campagna di sabotaggio economico e
lanciato delle operazioni militari per distruggere il nuovo governo dei
lavoratori. Sono stati aiutati in queste campagne criminali
dall'invasione di 21 eserciti stranieri, inclusi contingenti da Gran
Bretagna, Francia, America e da quasi tutte le principali potenze
capitaliste. Il terrore degli eserciti controrivoluzionari
è stato immediato e crudele. Come risultato sono state uccise
centinaia di migliaia di persone.
La classe dominante sostiene che l'"esperimento socialista"
dell'Unione Sovietica è fallito. Ma immaginate se, nella scienza, uno
camminasse in laboratorio a metà dell'esperimento e tentasse di
distruggere l'attrezzatura dei ricercatori...e quindi avesse l'audacia
di dichiarare che l'esperimento è fallito! E, tuttavia, è questa oggi la
logica dei capitalisti, che trascurano di menzionare che sono
intervenuti militarmente in ogni tentativo per tutta la storia perché
potesse essere costruita una società socialista.
Deve ancora enfatizzarsi che oggi, è tale lo schiacciante peso
numerico della classe lavoratrice mondiale, che la possibilità di
attuare una trasformazione pacifica della società è interamente
possibile. L'unica cosa che mantiene il capitalismo sono i leader
riformisti delle organizzazioni dei lavoratori che non sono disposti a
rompere con il capitalismo ed a portare avanti un'alternativa
socialista. Perciò, l'anello mancante è la mancanza di una cosciente
leadership rivoluzionaria organizzata come un partito rivoluzionario,
che può mettere insieme e generalizzare le lotte particolari che oggi
continuano su scala internazionale, allo scopo di agire come levatrice
della storia e contribuire a far nascere la nuova società socialista nel
modo più agevole possibile. Oggi è questo il nostro compito!
Il capitalismo è efficiente?
Comunque, a parte la condotta dei socialisti a livello etico, sono
stati frequentemente compiuti dei tentativi per provare l'inefficienza
del socialismo paragonato al socialismo. La 'povertà' dei paesi
socialisti
– dalla Cina di
Mao alla Cuba di Castro, dall'Unione Sovietica alla Corea del Nord
–
viene sollevata come un fantasma per distogliere la gente dal
pensare ad una vita oltre il capitalismo.
Il primo problema con questi argomenti è la caratterizzazione di
questi paesi come socialisti. Certamente, in Unione Sovietica erano
presenti degli aspetti importanti del socialismo e continuano ad essere
presenti a Cuba. Tuttavia, rimangono lontani da sani paesi socialisti.
In una genuina società socialista, l'economia non sarebbe pianificata in
maniera dall'alto al basso, basata sui capricci di una cricca
burocratica, ma dal basso verso l'alto, utilizzando un sistema di
controllo democratico dei lavoratori nei luoghi di lavoro e di
rappresentanti eletti su scala nazionale ed internazionale, allo scopo
di pianificare democraticamente come vengono utilizzate ed allocate le
risorse della società.
In ogni caso, paragonare Cuba ai paesi capitalisti avanzati è un
metodo fasullo. A parte i benefici resi ai ai paesi capitalisti avanzati
da decenni di sfruttamento delle colonie (come Cuba), i paesi come Cuba
sono partiti da un livello molto inferiore di sviluppo economico. Un
paragone più appropriato sarebbero le altre isole caraibiche dove il
capitalismo ha avuto l'opportunità di dimostrare cosa può fare per il
popolo
- Haiti ne è
l'esempio più
attinente, un'isola quasi sinonimo di povertà assoluta e di
sfruttamento dei bambini
per i mercati americani nelle fabbriche della Nike.
Sotto la miriade di pressioni della sua situazione, la rivoluzione
russa è degenerata durante gli anni '20. Quella che originariamente era
una democrazia dei lavoratori basata su dei soviet (consigli locali dei
lavoratori, dei soldati e dei contadini) incredibilmente nuovi e sani, è
diventata pesantemente dominata dalla burocrazia del Partito Comunista,
a capo della quale era Stalin.
Nondimeno, alcuni rapidi sguardi agli avanzamenti possibili sotto
il socialismo possono vedersi da ciò che è accaduto
durante il ventesimo secolo nel mondo "comunista".
Malgrado la sua burocrazia soffocante, la sua furiosa brutalità verso
gli oppositori ed i colpi di scena della sua traiettoria politica,
l'Unione Sovietica riuscì a provare al mondo la superiorità di
un'economia basata sull'industria nazionalizzate, producendo beni
necessari su una base pianificata.
Nel 1917 la Russia doveva ancora emergere propriamente dal
feudalesimo. Nel corso degli anni a venire è stata lanciata ancora più
ulteriormente indietro dagli eventi sopra descritti. E tuttavia
all'epoca della IIGM è stata in grado di sconfiggere gli eserciti di
Hitler grazie all'economia pianificata a livello nazionale. Anche dopo
la guerra, e senza il Piano
Marshall, l'intera
industria dell'Europa orientale è stata ricostruita in materia di alcuni
anni. Per gli anni '50, gli stati stalinisti avevano fatto progredire
l'industria ed avevano compiuto importanti progressi nella
scienza e nella cultura e l'URSS è stato il primo paese a mandare un
uomo ed anche una donna nello spazio.
L'economia pianificata aveva la forza di fornire il pieno impiego,
'l'istruzione gratuita a tutti i livelli e di finanziare rilevanti
progressi nello sviluppo tecnico anche nella Russia di Stalin e nella
Cuba di Castro. Quando le potenze capitaliste erano alle corde,
oscillando sotto i colpi della Depressione, l'economia pianificata
dell'Unione Sovietica dava tassi di crescita annua regolari di più del
20% ed in questo periodo l'industria pesante si espandeva del 400%.
Naturalmente, lo spaventoso costo umano di molti di questi sviluppi
e delle distorsioni portate alla sperimentazione culturale e scientifica
del tempo dal dogma stalinista non devono essere dimenticati.
Senza dubbio, il rovescio di questo sono le conquiste possibili con
una sana economia pianificata sotto il controllo democratico dei
lavoratori, con piena libertà di sviluppo scientifico e sociale. Anche
dati tutti i terribili difetti del modello degenerato di socialismo che
era l'URSS, sono stati inoltre compiuti degli incredibili avanzamenti.
Ammessi questi fatti, ci vuole soltanto un piccolo esercizio
dell'immaginazione per capire le possibilità per lo sviluppo se fosse
instaurata una sana democrazia dei lavoratori.
Paragonate questo al colossale spreco sotto il capitalismo, con
montagne di rifiuti scaricate nel terzo mondo, con la distruzione
dell'atmosfera terrestre attraverso l'utilizzo di carburanti fossili (in
particolare il
fracking)
e
le onerose spese in armamenti.
Ci viene raccontato che la "mano invisibile" del mercato è il modo
più efficiente di allocare le risorse. E tuttavia stiamo vivendo nella
più grave crisi del capitalismo che la storia abbia mai visto, una crisi
nella quale i conti bancari delle grandi imprese nel Regno Unito e negli
USA detengono rispettivamente un importo di £800 miliardi e $2 trilioni
di denaro contante
– denaro che non
investiranno e non possono investire perché non ricaverebbero abbastanza
profitti..
In che modo questo è efficiente? In che modo è efficiente che vi
siano case vuote e gente senza tetto; che fabbriche ed uffici siano
inattivi quando vi è abbondanza di cose di cui la società ha bisogno;
che vi siano milioni di disoccupati ed altri milioni che hanno due
lavori soltanto per tirare a campare? Tuttavia queste contraddizioni
sono la logica del capitalismo.
Quindi, le richieste di alloggio universale, di lavoro per tutti e
dell'abolizione di tutte le barriere all'istruzione ed all'assistenza
sanitaria gratuite sono molto ragionevoli! La barriere principale a
queste richieste ed allo sviluppo della società è il sistema capitalista
– un sistema che
si sta dimostrando essere davvero molto inefficiente!
Che dire della natura umana? Non siamo tutti naturalmente avidi?
La questione della cosiddetta "natura umana" è uno degli argomenti
utilizzati più comunemente contro il socialismo
-
ma è anche uno dei più facili da smentire.
Molta gente crede che il modo il cui pensano le persone sia sempre
stato lo stesso e che penseremo sempre nel modo in cui pensiamo ora. Ma
alcuni esempi dimostreranno che niente potrebbe essere più lontano dalla
verità. La realtà delle cose è che. come tutte le cose in natura, la
coscienza e la società umana sono sempre in stato di cambiamento. Marx
ha spiegato che "le condizioni determinano la coscienza". In altre
parole, il nostro ambiente sociale determina in largo grado come
pensiamo. Per esempio, se fossimo nati migliaia di anni fa come
contadini in Cina, la nostra visione del mondo sarebbe molto diversa! Se
fossimo nati come reali in Cina migliaia di anni fa, avremmo inoltre una
visione delle cose molto diversa da come sarebbe se fossimo contadini.
Gli esseri umani sono saliti al vertice della catena alimentare non
competendo l'uno contro l'altro e schiacciandosi l'uno con l'altro nella
lotta per "avere successo", ma attraverso la cooperazione. Soltanto
cooperando gli esseri umani sono stati in grado di combinare le loro
risorse per cacciare, costruire rifugi ed alla fine crescere raccolti ed
addomesticare gli animali ecc.
Guardate soltanto all'esempio di un neonato. Paragonato ad un
cervo, che può stare in piedi e correre entro pochi minuti dalla
nascita, i giovani esseri umani sono totalmente indifesi per anni. Gli
esseri umani infantili non potrebbero sopravvivere neppure alcuni giorni
senza l'aiuto di altri. Sotto questo aspetto, gli esseri umani primitivi
avevano bisogno di cooperare se dovevano sopravvivere agli elementi,
agli animali selvaggi, trovare da mangiare a sufficienza ecc. ecc. Per
la vasta maggioranza dell'esistenza degli esseri umani, non c'erano
affatto classi e siamo vissuti in modo comune in piccole tribù,
distribuendo il lavoro e la ricchezza nell'interesse di tutti.
Sebbene alla superficie sembri che oggigiorno siamo tutti "singoli
individui", la verità è che siamo ancora più dipendenti da letteralmente
migliaia e persino milioni di altri esseri umani per il mondo. Può una
unica persona da sola progettare un'automobile, estrarre e processare i
metalli e gli altri materiali necessari, costruire la fabbrica e mettere
assieme l'automobile? Persino porre la domanda dimostra quanto assurda
sia l'idea. E che dire della benzina per alimentarla? O sulle strade su
cui guidarla? Che dire del cibo che mangiamo? L'elenco continua senza
fine
- ed abbiamo
soltanto scalfito la superficie. E' chiaro che sotto il capitalismo
quasi tutti sono indirettamente collegati a tutti gli altri attraverso
il mercato mondiale e lo scambio di merci.
Lavoriamo insieme e viviamo insieme. Ma abbiamo la polizia intorno
24/7 per badare che non ci uccidiamo tutti l'uno con l'altro? Corriamo
attorno assassinandoci l'uno con l'altro "avere successo"? Se questo
fosse il caso, allora non sarebbe fatto nulla e moriremmo tutti di fame
in questione di giorni!
Quindi, perché tanta gente ha questa strana idea che siamo tutti "singoli
individui"? Ancora, sono le condizioni che determinano la
coscienza.
Marx
ed Engels
hanno spiegato che in ogni società l'ideologia dominante è stata quella
della classe dirigente; oggi, questo significa l'ideologia dei
capitalisti
– un'ideologia di
avidità e competizione.
La classe capitalista fa ogni cosa in suo potere per influire sul
modo in cui pensiamo. Attraverso la nostra istruzione, attraverso i mass
media, la religione ecc., veniamo allevati per avere i valori del
sistema capitalista
- l'atteggiamento
"cane mangia cane", che asserisce che l'unico modo per avere successo è
di battere con forza sui propri avversari. Siamo allevati per guardare
via e non pensare nulla dei senzatetto, degli affamati, di quelli uccisi
in guerra ecc.
- o al massimo per
dire una preghiera per loro e dare un poco di "beneficenza"
per tranquillizzare la nostra coscienza.
Questi "valori" beneficiano soltanto una minuscola manciata di
persone
- i capitalisti
ultra-ricchi! Il resto di noi, nella nostra vita quotidiana,
non ottiene nulla dall'ideologia dell'avidità. Ciò che la maggior
parte delle persone vuole è pace, stabilità, un lavoro decente,
assistenza sanitaria ed istruzione decenti, tempo libero per la famiglia
ed i propri cari ecc. E' soltanto la classe capitalista che prospera
dalla competizione individuale tra un'impresa e l'altra.
Una delle contraddizioni principali della società capitalista è che
abbiamo una produzione sociale
- cioè produciamo
socialmente le cose che usiamo, come l'esempio
dell'automobile dato sopra
- ma
l'appropriazione privata della ricchezza prodotta in eccedenza. In altre
parole, socialmente produciamo ricchezza, ma il profitto va nelle mani
di una minuscola minoranza! Le migliaia di lavoratori che sanno
realmente come produrre automobili in una fabbrica non arrivano a
decidere cosa produrre e come, o cosa fare con la ricchezza
supplementare
- lo decide la
classe capitalista.
I socialisti vogliono porre fine a questa contraddizione avendo il
controllo sociale sulla ricchezza prodotta socialmente. Questa
ricchezza, prodotta dalla gente che lavora, potrebbe quindi essere
utilizzata per fornire migliori salari, benessere, assistenza sanitaria,
istruzione, condizioni sicure, nuova tecnologia che potrebbe ridurre la
giornata lavorativa ecc.
Questa non è un'idea utopistica
- i prerequisiti
materiali per questo esistono già. L'unica barriera a questo è la
stretta che ha la classe capitalista sul potere politico ed economico.
Soltanto l'unità della classe lavoratrice mondiale può porre fine a
questa situazione e terminare l'orrore, la degradazione, la povertà e
l'instabilità del sistema capitalista una volta per tutte. Quindi si
aprirà un intero nuovo mondo.
Immaginate un bambino nato in un mondo senza fame, senza bisogno,
senza povertà, senza mancanza di posti di lavoro ecc. Con simili
condizioni radicalmente differenti, avrebbe una coscienza completamente
diversa
- cioè vedrebbe il
mondo in modo totalmente differente da come lo vediamo noi oggi. Sotto
il socialismo,
le persone si metteranno in relazione le une con le altre come
persone e non come semplici merci da essere comprate e vendute.
La ragione della maggior parte dei vasti problemi di cui soffriamo
sotto il capitalismo è la scarsità
- vi è
semplicemente non abbastanza per soddisfare tutti dopo che i capitalisti
hanno preso la loro quota. Per prendere un esempio dalla natura, se si
prendono 100 ratti e si mettono insieme in una gabbia con cibo
sufficiente per 100 ratti e poi un poco di più, si avranno davanti degli
animali docili, amici e gregari. Ma se si mettono quegli
stessi 100 ratti un una gabbia con cibo sufficiente soltanto per 50 di
loro, si vedrà rapidamente deteriorare la situazione in un'orgia
omicida, ingorda, egoistica di violenza e spargimento di sangue.
Naturalmente, gli esseri umani e la loro società sono molto più
complessi e ad un livello diverso di 100 ratti in una gabbia di
laboratorio, ma l'esempio illustra un punto importante.
Come tutti sappiamo, gran parte della scarsità che troviamo è
prodotta artificialmente. Il problema sotto il capitalismo non è che
produciamo troppo poco, ma che la capacità della società di produrre
eccede la nostra capacità di acquistare; le forze produttive superano il
mercato, i beni si accumulano nei magazzini e le fabbriche sono
inattive, tutto perché la gente non può permettersi di pagare. Come ha
affermato Marx, sotto il capitalismo è un problema di povertà in mezzo
all'abbondanza.
La "natura umana", come tutte le cose, è in uno stato di
cambiamento costante. Accettare che sia fissata sulla pietra per ogni
epoca non resiste neppure alla più semplice delle analisi. Gli esseri
umani hanno creato meravigliose tragedie, commedie, canzoni, poemi,
dipinti, sculture ed innumerevoli altre espressioni di creatività
artistica che sono un riflesso della nostra visione del mondo che cambia
in ogni dato momento. Soltanto fare una passeggiata attraverso un museo
dell'arte, della scienza o storico e si vedrà la coscienza in
cambiamento dell'umanità ritratta graficamente. Come ha spiegato Marx,
"i filosofi hanno interpretato il mondo in vari modi
- tuttavia, il
punto è cambiarlo". E con questo mondo cambiato, cambierà anche il
nostro modo di pensare!
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