SOCIALIST APPEAL  

THE MARXIST VOICE OF LABOUR AND YOUTH

 

 

I miti sul marxismo

Mercoledì, 9 aprile 2014

Scritto dalla Marxist Student Federation

 

I due decenni passati hanno visto uno sbarramento della propaganda contro il marxismo e la sua eredità rivoluzionaria. Dal crollo dello stalinismo non socialismo, ma una caricatura mostruosamente deformata del marxismo da un fronte all'altro i media mainstream, le università, i docenti e gli storici sono andati all'offensiva per screditare il marxismo. Qui esaminiamo i miti più comuni sul marxismo ed il socialismo.

Socialismo e democrazia sono incompatibili?

I regimi stalinisti in Unione Sovietica, Europa orientale, Cina ed altrove sono la risorsa più comunemente utilizzata per attaccare il marxismo. Molti dei giudizi erronei sul marxismo possono essere piuttosto chiaramente con l'instaurazione del primo governo dei lavoratori al mondo con un programma rivoluzionario chiaro quello dei bolscevichi russi. La Rivoluzione d'Ottobre del 1917 viene descritta semplicemente come un 'colpo di stato' e non si risparmia nessun costo per identificare il marxismo con i crimini di Stalin.

Non si può negare che questi regimi stalinisti al vertice della società avessero un'enorme casta burocratica e che mancassero di ogni fondamentale diritto democratico. Tali esempi storici vengono utilizzati per "provare" che il socialismo e la democrazia sono completamente incompatibili.

Tuttavia, lo studio della Rivoluzione Russa rivela il fiorire della società dopo la fine della rivoluzione: la depenalizzazione dell'omosessualità e dell'aborto, l'introduzione dell'assistenza sanitaria e dell'istruzione universali; l'economia in rapida espansione e giganteschi balzi in avanti nella scienza e nella cultura.

Molte delle conquiste della rivoluzione sono state rigettate sotto Stalin; ma questo processo di degenerazione in un regime totalitario non è stato un risultato inevitabile del marxismo come vorrebbero farci credere la classe capitalista ed i suoi portavoce ma il risultato del tentativo di costruire una società socialista in un paese isolato ed economicamente arretrato, come spiegato altrove nell'articolo sullo 'Stalinismo' in questa edizione della rivista.

Dovremmo inoltre guardare con attenzione a cosa sembra la democrazia sotto il capitalismo. Guardando oggi per il mondo, dove - nonostante la crisi economica e l'austerità da una parte all'altra del globo - i ricchi diventano più ricchi, è chiaro che la società e l'economia sono gestite nell'interesse di una minuscola minoranza: i banchieri, gli industriali, i finanzieri cioè la classe capitalista. Questo "1%" possedendo e controllando le leve principali dell'economia, sono gli unici che nella società realmente possiedono ogni voce riguardo alle decisioni più importanti. Per la vasta schiacciante maggioranza della società il 99% c'è poco diritto di decidere su come funziona la società.

In questo senso, il capitalismo può essere descritto come la dittatura del capitale. Questo non nega la forma democratica che assumono i governi, con parlamenti eletti, libertà di espressione ecc., ma esprime il fatto che in quei paesi lo stato esiste per perpetuare una regolazione della proprietà e delle relazioni di potere. Piuttosto semplicemente, nella società capitalista lo stato esiste per mantenere il capitalismo ed i privilegi della classe capitalista.

Possiamo vederlo più chiaramente in Europa, dove dei governi eletti sono stati messi via e rimpiazzati da tecnocratici non eletti, imposti dalla Commissione Europea e dalla Banca Centrale Europea, tutto in nome del cosiddetto "interesse nazionale" cioè l'interesse dei mercati finanziari e degli investitori delle grandi imprese. L'austerità imposta in paesi come la Grecia e la Spagna ha portato a veri orrori della vita equivalenti a quelli di alcune delle peggiori dittature della storia, tutto mentre miliardi rimangono pigramente nei conti bancari delle imprese più grandi, che non sono disposte ad investire perché non possono ricavare profitti.

Rispetto a questa dittatura del capitale, Marx e Lenin parlavano di "dittatura del proletariato": in sostanza, una società dove la classe dominante è la classe lavoratrice vale a dire, quelli che sotto il capitalismo dipendono da un salario per la loro sopravvivenza. In una società socialista, l'economia sarebbe gestita non per i profitti di una minuscola minoranza, ma per i bisogni della vasta maggioranza, secondo un piano di produzione razionale e democratico, Piuttosto che votare semplicemente per dei politici eletti ogni alcuni anni, la gente comune avrebbe il diritto di decidere nel funzionamento giornaliero della società.

L'esperienza della Russia ha portato molti a vedere marxismo, comunismo e socialismo come soprannomi di dittatura e come idee intrinsecamente opposte alla democrazia. Questo è stato un errore assoluto. I marxisti sono i più grandi combattenti nella battaglia per i diritti democratici, che sono strumenti vitali nella lotta per migliori livelli di vita. Il diritto di libera associazione e di assemblea permette ai lavoratori di formare potenti sindacati e partiti politici con i quali organizzare la lotta comune. Il diritto di libera espressione permette ai rivoluzionari di agitare con idee e programmi rivoluzionari per trasformare la società. Tutti questi diritti sono stati conquistati dai lavoratori nella lotta, piuttosto che lasciatici dalla classe dominante illuminata.

Tuttavia, i diritti democratici sotto il capitalismo possono essere sempre soltanto temporanei oppure delle formalità legali. Per la classe capitalista il bisogno di mantenere la sua stretta sulle leve del potere significa che ogni diritto e riforma conquistati con successo dalla classe lavoratrice sarànno inevitabilmente indeboliti quando la crisi colpisce ed i capitalisti si rifiutano di permettere che i loro interessi vengano minacciati; di qui recentemente l'utilizzo di tecnocrati non eletti in Europa; per attuare misure di austerità nonostante l'enorme opposizione popolare.

Al contrario, i socialisti lottano per tutti i diritti democratici della classe lavoratrice. Tuttavia, ciò che i marxisti offrono è un modo per assicurare la permanenza di questi diritti e forniscono una democrazia reale e genuina. In ultima analisi, la vera democrazia è una questione di tempo tempo perché la gente comune sia impegnata nell'attività politica e nella gestione della società, piuttosto che dover lavorare per 50-60 ore la settimana soltanto per tirare a campare.

Dirigendo l'economia secondo un piano razionale, potremo eliminare la disoccupazione e suddividere il lavoro, riducendo così le ore della giornata lavorativa e liberando il tempo. L'investimento nella tecnologia potrebbe essere utilizzato per accorciare ancora ulteriormente la giornata lavorativa, creando le condizioni materiali genuine perché il popolo possa partecipare al processo decisionale democratico ed alla pianificazione economica della società.

I marxisti sono a favore della violenza?

Se i marxisti difendono i diritti democratici, perché la rivoluzione violenta, il "terrore rosso", l'Armata Rossa e la guerra civile in Russia?

Dovremmo cominciare enfatizzando che i marxisti sono completamente a favore della rivoluzione pacifica. Ma è anche vero che i marxisti non sono pacifisti e riconosciamo che nel tentare di trasformare la società ponendo la ricchezza della società sotto il controllo pubblico e democratico la storia ci insegna che forse i rivoluzionari incontreranno la resistenza violenta della vecchia classe dominante, che tenterà di difendere i propri privilegi.

Tuttavia, dovrebbe inoltre essere enfatizzato che l'accusa ai marxisti di essere a favore della violenza è pura ipocrisia dei capitalisti. Ogniqualvolta che la questione della violenza rivoluzionaria viene lanciata addosso ai marxisti, indichiamo il sangue e la carneficina del capitalismo stesso. Cosa sulla violenza degli attacchi dei droni attraverso il Pakistan e delle guerre in Iraq ed Afghanistan? Le brutali dittature in America Latina per tutti gli anni '70 e '80 - in Cile, Argentina, Brasile ecc. - tutte sostenute dal governo USA?

Quale più grande condanna dell'orrenda violenza che il capitalismo infligge sulla massa dell'umanità potrebbe esserci comunque della Prima e della Seconda Guerra Mondiale - macello di massa industriale - tutto allo scopo di lottizzare il mercato mondiale tra le diverse potenze imperialiste?

Cosa su Cromwell, i giacobini e la guerra rivoluzionaria americana? La classe dominante compie oggi ogni sforzo per distorcere, sconfessare e nascondere i metodi rivoluzionari e violenti che ha utilizzato per distruggere il dominio delle vecchie corone feudali ed istituire i propri regimi. I coloniali in America non erano certamente cortesi nell'eliminare i lealisti dell'impero britannico nella guerra di indipendenza!

E, infine, che dire dell'annientamento della Comune di Parigi nel 1871, dove decine di migliaia di uomini, donne e bambini sono stati massacrati ed altre migliaia spinti all'esilio per avere tentato di attuare il primo stato dei lavoratori della storia.

Tutta questa violenza moderna e storica in nome del capitalismo e tuttavia oggi i capitalisti calunniano la Rivoluzione Russa ed i bolscevichi così aspramente per la seguente ragione: per la prima volta nella storia del capitalismo gli schiavi hanno contrattaccato e vinto.

Tuttavia, detto questo, la Rivoluzione d'Ottobre è stata forse la rivoluzione meno sanguinosa della storia! Vi è stata più gente uccisa nella Rivoluzione di Febbraio stando alle supposizioni 'senza sangue' che rovesciò lo zarismo ed istituì la democrazia liberale. Infatti più persone hanno perso la vita in incidenti come attori girando il film 'Ottobre' di Sergei Eisenstein che nella vera Rivoluzione d'Ottobre che stavano rappresentando!

Non è stata la rivoluzione bolscevica ad essere violenta ma la controrivoluzione della minoranza che vi si è opposta. Immediatamente seguente la rivoluzione non un "colpo di stato", ma un movimento di massa di lavoratori, soldati e contadini i settori ricchi della società russa ha iniziato una campagna di sabotaggio economico e lanciato delle operazioni militari per distruggere il nuovo governo dei lavoratori. Sono stati aiutati in queste campagne criminali dall'invasione di 21 eserciti stranieri, inclusi contingenti da Gran Bretagna, Francia, America e da quasi tutte le principali potenze capitaliste. Il terrore degli eserciti controrivoluzionari è stato immediato e crudele. Come risultato sono state uccise centinaia di migliaia di persone.

La classe dominante sostiene che l'"esperimento socialista" dell'Unione Sovietica è fallito. Ma immaginate se, nella scienza, uno camminasse in laboratorio a metà dell'esperimento e tentasse di distruggere l'attrezzatura dei ricercatori...e quindi avesse l'audacia di dichiarare che l'esperimento è fallito! E, tuttavia, è questa oggi la logica dei capitalisti, che trascurano di menzionare che sono intervenuti militarmente in ogni tentativo per tutta la storia perché potesse essere costruita una società socialista.

Deve ancora enfatizzarsi che oggi, è tale lo schiacciante peso numerico della classe lavoratrice mondiale, che la possibilità di attuare una trasformazione pacifica della società è interamente possibile. L'unica cosa che mantiene il capitalismo sono i leader riformisti delle organizzazioni dei lavoratori che non sono disposti a rompere con il capitalismo ed a portare avanti un'alternativa socialista. Perciò, l'anello mancante è la mancanza di una cosciente leadership rivoluzionaria organizzata come un partito rivoluzionario, che può mettere insieme e generalizzare le lotte particolari che oggi continuano su scala internazionale, allo scopo di agire come levatrice della storia e contribuire a far nascere la nuova società socialista nel modo più agevole possibile. Oggi è questo il nostro compito!

Il capitalismo è efficiente?

Comunque, a parte la condotta dei socialisti a livello etico, sono stati frequentemente compiuti dei tentativi per provare l'inefficienza del socialismo paragonato al socialismo. La 'povertà' dei paesi socialisti dalla Cina di Mao alla Cuba di Castro, dall'Unione Sovietica alla Corea del Nord viene sollevata come un fantasma per distogliere la gente dal pensare ad una vita oltre il capitalismo.

Il primo problema con questi argomenti è la caratterizzazione di questi paesi come socialisti. Certamente, in Unione Sovietica erano presenti degli aspetti importanti del socialismo e continuano ad essere presenti a Cuba. Tuttavia, rimangono lontani da sani paesi socialisti. In una genuina società socialista, l'economia non sarebbe pianificata in maniera dall'alto al basso, basata sui capricci di una cricca burocratica, ma dal basso verso l'alto, utilizzando un sistema di controllo democratico dei lavoratori nei luoghi di lavoro e di rappresentanti eletti su scala nazionale ed internazionale, allo scopo di pianificare democraticamente come vengono utilizzate ed allocate le risorse della società.

In ogni caso, paragonare Cuba ai paesi capitalisti avanzati è un metodo fasullo. A parte i benefici resi ai ai paesi capitalisti avanzati da decenni di sfruttamento delle colonie (come Cuba), i paesi come Cuba sono partiti da un livello molto inferiore di sviluppo economico. Un paragone più appropriato sarebbero le altre isole caraibiche dove il capitalismo ha avuto l'opportunità di dimostrare cosa può fare per il popolo - Haiti ne è l'esempio più attinente, un'isola quasi sinonimo di povertà assoluta e di sfruttamento dei bambini per i mercati americani nelle fabbriche della Nike.

Sotto la miriade di pressioni della sua situazione, la rivoluzione russa è degenerata durante gli anni '20. Quella che originariamente era una democrazia dei lavoratori basata su dei soviet (consigli locali dei lavoratori, dei soldati e dei contadini) incredibilmente nuovi e sani, è diventata pesantemente dominata dalla burocrazia del Partito Comunista, a capo della quale era Stalin.

Nondimeno, alcuni rapidi sguardi agli avanzamenti possibili sotto il socialismo possono vedersi da ciò che è accaduto durante il ventesimo secolo nel mondo "comunista". Malgrado la sua burocrazia soffocante, la sua furiosa brutalità verso gli oppositori ed i colpi di scena della sua traiettoria politica, l'Unione Sovietica riuscì a provare al mondo la superiorità di un'economia basata sull'industria nazionalizzate, producendo beni necessari su una base pianificata.

Nel 1917 la Russia doveva ancora emergere propriamente dal feudalesimo. Nel corso degli anni a venire è stata lanciata ancora più ulteriormente indietro dagli eventi sopra descritti. E tuttavia all'epoca della IIGM è stata in grado di sconfiggere gli eserciti di Hitler grazie all'economia pianificata a livello nazionale. Anche dopo la guerra, e senza il Piano Marshall, l'intera industria dell'Europa orientale è stata ricostruita in materia di alcuni anni. Per gli anni '50, gli stati stalinisti avevano fatto progredire l'industria ed avevano compiuto importanti progressi nella scienza e nella cultura e l'URSS è stato il primo paese a mandare un uomo ed anche una donna nello spazio.

L'economia pianificata aveva la forza di fornire il pieno impiego, 'l'istruzione gratuita a tutti i livelli e di finanziare rilevanti progressi nello sviluppo tecnico anche nella Russia di Stalin e nella Cuba di Castro. Quando le potenze capitaliste erano alle corde, oscillando sotto i colpi della Depressione, l'economia pianificata dell'Unione Sovietica dava tassi di crescita annua regolari di più del 20% ed in questo periodo l'industria pesante si espandeva del 400%.

Naturalmente, lo spaventoso costo umano di molti di questi sviluppi e delle distorsioni portate alla sperimentazione culturale e scientifica del tempo dal dogma stalinista non devono essere dimenticati.

Senza dubbio, il rovescio di questo sono le conquiste possibili con una sana economia pianificata sotto il controllo democratico dei lavoratori, con piena libertà di sviluppo scientifico e sociale. Anche dati tutti i terribili difetti del modello degenerato di socialismo che era l'URSS, sono stati inoltre compiuti degli incredibili avanzamenti. Ammessi questi fatti, ci vuole soltanto un piccolo esercizio dell'immaginazione per capire le possibilità per lo sviluppo se fosse instaurata una sana democrazia dei lavoratori.

Paragonate questo al colossale spreco sotto il capitalismo, con montagne di rifiuti scaricate nel terzo mondo, con la distruzione dell'atmosfera terrestre attraverso l'utilizzo di carburanti fossili (in particolare il fracking) e le onerose spese in armamenti.

Ci viene raccontato che la "mano invisibile" del mercato è il modo più efficiente di allocare le risorse. E tuttavia stiamo vivendo nella più grave crisi del capitalismo che la storia abbia mai visto, una crisi nella quale i conti bancari delle grandi imprese nel Regno Unito e negli USA detengono rispettivamente un importo di £800 miliardi e $2 trilioni di denaro contante denaro che non investiranno e non possono investire perché non ricaverebbero abbastanza profitti..

In che modo questo è efficiente? In che modo è efficiente che vi siano case vuote e gente senza tetto; che fabbriche ed uffici siano inattivi quando vi è abbondanza di cose di cui la società ha bisogno; che vi siano milioni di disoccupati ed altri milioni che hanno due lavori soltanto per tirare a campare? Tuttavia queste contraddizioni sono la logica del capitalismo.

Quindi, le richieste di alloggio universale, di lavoro per tutti e dell'abolizione di tutte le barriere all'istruzione ed all'assistenza sanitaria gratuite sono molto ragionevoli! La barriere principale a queste richieste ed allo sviluppo della società è il sistema capitalista un sistema che si sta dimostrando essere davvero molto inefficiente!

Che dire della natura umana? Non siamo tutti naturalmente avidi?

La questione della cosiddetta "natura umana" è uno degli argomenti utilizzati più comunemente contro il socialismo - ma è anche uno dei  più facili da smentire.

Molta gente crede che il modo il cui pensano le persone sia sempre stato lo stesso e che penseremo sempre nel modo in cui pensiamo ora. Ma alcuni esempi dimostreranno che niente potrebbe essere più lontano dalla verità. La realtà delle cose è che. come tutte le cose in natura, la coscienza e la società umana sono sempre in stato di cambiamento. Marx ha spiegato che "le condizioni determinano la coscienza". In altre parole, il nostro ambiente sociale determina in largo grado come pensiamo. Per esempio, se fossimo nati migliaia di anni fa come contadini in Cina, la nostra visione del mondo sarebbe molto diversa! Se fossimo nati come reali in Cina migliaia di anni fa, avremmo inoltre una visione delle cose molto diversa da come sarebbe se fossimo contadini.

Gli esseri umani sono saliti al vertice della catena alimentare non competendo l'uno contro l'altro e schiacciandosi l'uno con l'altro nella lotta per "avere successo", ma attraverso la cooperazione. Soltanto cooperando gli esseri umani sono stati in grado di combinare le loro risorse per cacciare, costruire rifugi ed alla fine crescere raccolti ed addomesticare gli animali ecc.

Guardate soltanto all'esempio di un neonato. Paragonato ad un cervo, che può stare in piedi e correre entro pochi minuti dalla nascita, i giovani esseri umani sono totalmente indifesi per anni. Gli esseri umani infantili non potrebbero sopravvivere neppure alcuni giorni senza l'aiuto di altri. Sotto questo aspetto, gli esseri umani primitivi avevano bisogno di cooperare se dovevano sopravvivere agli elementi, agli animali selvaggi, trovare da mangiare a sufficienza ecc. ecc. Per la vasta maggioranza dell'esistenza degli esseri umani, non c'erano affatto classi e siamo vissuti in modo comune in piccole tribù, distribuendo il lavoro e la ricchezza nell'interesse di tutti.

Sebbene alla superficie sembri che oggigiorno siamo tutti "singoli individui", la verità è che siamo ancora più dipendenti da letteralmente migliaia e persino milioni di altri esseri umani per il mondo. Può una unica persona da sola progettare un'automobile, estrarre e processare i metalli e gli altri materiali necessari, costruire la fabbrica e mettere assieme l'automobile? Persino porre la domanda dimostra quanto assurda sia l'idea. E che dire della benzina per alimentarla? O sulle strade su cui guidarla? Che dire del cibo che mangiamo? L'elenco continua senza fine - ed abbiamo soltanto scalfito la superficie. E' chiaro che sotto il capitalismo quasi tutti sono indirettamente collegati a tutti gli altri attraverso il mercato mondiale e lo scambio di merci.

Lavoriamo insieme e viviamo insieme. Ma abbiamo la polizia intorno 24/7 per badare che non ci uccidiamo tutti l'uno con l'altro? Corriamo attorno assassinandoci l'uno con l'altro "avere successo"? Se questo fosse il caso, allora non sarebbe fatto nulla e moriremmo tutti di fame in questione di giorni!

Quindi, perché tanta gente ha questa strana idea che siamo tutti "singoli individui"? Ancora, sono le condizioni che determinano la coscienza. Marx ed Engels hanno spiegato che in ogni società l'ideologia dominante è stata quella della classe dirigente; oggi, questo significa l'ideologia dei capitalisti un'ideologia di avidità e competizione.

La classe capitalista fa ogni cosa in suo potere per influire sul modo in cui pensiamo. Attraverso la nostra istruzione, attraverso i mass media, la religione ecc., veniamo allevati per avere i valori del sistema capitalista - l'atteggiamento "cane mangia cane", che asserisce che l'unico modo per avere successo è di battere con forza sui propri avversari. Siamo allevati per guardare via e non pensare nulla dei senzatetto, degli affamati, di quelli uccisi in guerra ecc. - o al massimo per dire una preghiera per loro e dare un poco di "beneficenza" per tranquillizzare la nostra coscienza.

Questi "valori" beneficiano soltanto una minuscola manciata di persone - i capitalisti ultra-ricchi! Il resto di noi, nella nostra vita quotidiana, non ottiene nulla dall'ideologia dell'avidità. Ciò che la maggior parte delle persone vuole è pace, stabilità, un lavoro decente, assistenza sanitaria ed istruzione decenti, tempo libero per la famiglia ed i propri cari ecc. E' soltanto la classe capitalista che prospera dalla competizione individuale tra un'impresa e l'altra.

Una delle contraddizioni principali della società capitalista è che abbiamo una produzione sociale - cioè produciamo socialmente le cose che usiamo, come l'esempio dell'automobile dato sopra - ma l'appropriazione privata della ricchezza prodotta in eccedenza. In altre parole, socialmente produciamo ricchezza, ma il profitto va nelle mani di una minuscola minoranza! Le migliaia di lavoratori che sanno realmente come produrre automobili in una fabbrica non arrivano a decidere cosa produrre e come, o cosa fare con la ricchezza supplementare - lo decide la classe capitalista.

I socialisti vogliono porre fine a questa contraddizione avendo il controllo sociale sulla ricchezza prodotta socialmente. Questa ricchezza, prodotta dalla gente  che lavora, potrebbe quindi essere utilizzata per fornire migliori salari, benessere, assistenza sanitaria, istruzione, condizioni sicure, nuova tecnologia che potrebbe ridurre la giornata lavorativa ecc.

Questa non è un'idea utopistica - i prerequisiti materiali per questo esistono già. L'unica barriera a questo è la stretta che ha la classe capitalista sul potere politico ed economico. Soltanto l'unità della classe lavoratrice mondiale può porre fine a questa situazione e terminare l'orrore, la degradazione, la povertà e l'instabilità del sistema capitalista una volta per tutte. Quindi si aprirà un intero nuovo mondo.

Immaginate un bambino nato in un mondo senza fame, senza bisogno, senza povertà, senza mancanza di posti di lavoro ecc. Con simili condizioni radicalmente differenti, avrebbe una coscienza completamente diversa - cioè vedrebbe il mondo in modo totalmente differente da come lo vediamo noi oggi. Sotto il socialismo, le persone si metteranno in relazione le une con le altre come persone e non come semplici merci da essere comprate e vendute.

La ragione della maggior parte dei vasti problemi di cui soffriamo sotto il capitalismo è la scarsità - vi è semplicemente non abbastanza per soddisfare tutti dopo che i capitalisti hanno preso la loro quota. Per prendere un esempio dalla natura, se si prendono 100 ratti e si mettono insieme in una gabbia con cibo sufficiente per 100 ratti e poi un poco di più, si avranno davanti degli animali docili, amici e gregari. Ma se si mettono quegli stessi 100 ratti un una gabbia con cibo sufficiente soltanto per 50 di loro, si vedrà rapidamente deteriorare la situazione in un'orgia omicida, ingorda, egoistica di violenza e spargimento di sangue. Naturalmente, gli esseri umani e la loro società sono molto più complessi e ad un livello diverso di 100 ratti in una gabbia di laboratorio, ma l'esempio illustra un punto importante.

Come tutti sappiamo, gran parte della scarsità che troviamo è prodotta artificialmente. Il problema sotto il capitalismo non è che produciamo troppo poco, ma che la capacità della società di produrre eccede la nostra capacità di acquistare; le forze produttive superano il mercato, i beni si accumulano nei magazzini e le fabbriche sono inattive, tutto perché la gente non può permettersi di pagare. Come ha affermato Marx, sotto il capitalismo è un problema di povertà in mezzo all'abbondanza.

La "natura umana", come tutte le cose, è in uno stato di cambiamento costante. Accettare che sia fissata sulla pietra per ogni epoca non resiste neppure alla più semplice delle analisi. Gli esseri umani hanno creato meravigliose tragedie, commedie, canzoni, poemi, dipinti, sculture ed innumerevoli altre espressioni di creatività artistica che sono un riflesso della nostra visione del mondo che cambia in ogni dato momento. Soltanto fare una passeggiata attraverso un museo dell'arte, della scienza o storico e si vedrà la coscienza in cambiamento dell'umanità ritratta graficamente. Come ha spiegato Marx, "i filosofi hanno interpretato il mondo in vari modi - tuttavia, il punto è cambiarlo". E con questo mondo cambiato, cambierà anche il nostro modo di pensare!