Fightback

The Marxist Voice of Labour and Youth

 

 

Marx aveva ragione!

Giovedì, 4 settembre 2014

Alex Grant

 

Il Manifesto del Partito Comunista apre con le righe "Uno spettro si aggira per l'Europa". Più di 160 anni più tardi pare che lo spettro del marxismo sia potente come mai, con sostenitori e detrattori che aumentano ogni giorno. Come è che un vecchio studente di filosofia tedesco, sepolto più di 100 anni fa al cimitero di Highgate a Londra, suscita una simile controversia?

Se si cercano nei giornali, le espressioni di uomini di stato di primo piano, di giuristi, di uomini d'affari e di accademici, persino di Sua Santità il Papa, sentirete che il marxismo è vecchio, morto, irrilevante e sbagliato. Naturalmente, ciò chiede la domanda su perché spendere tanto tempo, energia e denaro per confutare qualcosa che è morto? Il Papa, tra tutti, dovrebbe sapere che la Bibbia dice "Lasciate che i morti seppelliscano i morti". Gli uomini d'affari sono famosi per molte cose, ma non per essere spendaccioni. L'unica conclusione che si raggiunge sul perché i ricchi ed i potenti consumino tanto denaro e tempo per combattere un'idea cosiddetta "morta" è che non è affatto morta; che, di fatto, il marxismo rivela la verità sul loro sistema, il capitalismo, e che devono fare qualunque cosa sia necessaria per nascondere questo fatto alla massa della gente specialmente ai lavoratori ed ai giovani.

"Il marxismo è vecchio"

E' stato detto che il marxismo è un'idea vecchia e che abbiamo bisogno di qualcosa di nuovo. In questa critica vi sono molte falsità. Vi sono molte grandi idee vecchie che oggi sono ugualmente valide come quando sono state sviluppate. Dovremmo scartare tutta la filosofia greca perché è troppo vecchia? Non c'è niente da imparare dall'ascesa e dalla caduta dell'impero romano, dell'impero britannico, della Germania nazista ecc.? Quanto è troppo "vecchio"? E' 100 anni fa? 50 anni? 10 anni? Lo scorso mese? Oppure ieri? Portata alla sua conclusione logica, questa critica distrugge tutta la conoscenza e l'esperienza. Inoltre, questo argomento nell'interesse del capitalismo è ipocrita. Se il marxismo è vecchio, allora il capitalismo è ancora più vecchio. Adam Smith, che sviluppò l'economia politica classica del capitalismo, scriveva esattamente un secolo prima di Marx! Smith viene ancora insegnato nelle università e fornisce le basi per i curriculum di economia.

Prendete una copia del Manifesto del Partito Comunista. Poi andate in biblioteca e cercate qualsiasi altro libro scritto nel 19° secolo. A meno che non scegliate L'origine delle specie di Darwin, allora è quasi certo che il vostro libro conterrà soltanto una rilevanza storica e ci racconterà relativamente poco della società odierna. Al contrario, con questa o quella eccezione, non vi è nessun libro più moderno del Manifesto di Marx and Engels. Esso spiega la divisione in classi della società, spiega il fenomeno della globalizzazione, le crisi globali di sovrapproduzione, lo stato, spiega persino lo sfruttamento e l'oppressione delle donne.

"Ma Marx parla della classe lavoratrice la classe lavoratrice che non esiste più come era nel 19° secolo!" Questa dichiarazione è assolutamente vera, ma allo stesso tempo non è una critica del marxismo. Quelli che scontano il "vecchio" sono frequentemente felicemente ignoranti di come fossero realmente le cose in passato. Se dobbiamo credere ai racconti, gli eserciti industriali si svegliavano ogni mattina pronti a ricevere il vangelo di St. Karl, non come oggi dove abbiamo iPad e social media a distrarci. Se soltanto questa fantasia fosse vera. Nei giorni di Marx ed Engels, la maggioranza schiacciante dell'umanità era di contadini, non di lavoratori salariati. Soltanto in Gran Bretagna la classe lavoratrice formava la maggioranza della società. Nella Comune di Parigi del 1871, l'unica rivoluzione dei lavoratori che Marx ha visto da vivo, l'officina media era formata da appena otto operai. Questo è meno della metà del numero di "associati" ad un negozio di una catena di fast-food o di coffee shop, che si presume siano "atomizzati" ed impermeabili alla coscienza di classe. E, tuttavia, con le parole di Marx, i lavoratori di Parigi "assalirono il cielo".

I critici dicono che fin qui tutto benissimo per Parigi nel 1871, ma ora le cose sono differenti. Di nuovo, non viene mai specificato cosa è differente e perché dovrebbe avere qualche impatto fondamentale. E' come se le persone che hanno attraversato questi eventi non fossero affatto degli esseri umani, ma qualche specie aliena. Questo genere di accuse non si applica soltanto a persone di un'epoca differente; viene utilizzato anche per giustificare perché non possiamo imparare dai movimenti e dagli eventi di altri luoghi. Vi è l'idea essenzialmente razzista che i movimenti di altri paesi, come la rivoluzione araba, non abbiano nulla da insegnarci perché non siamo come quella gente. Una potente citazione marxista che confuta ciò è che "le condizioni sociali determinano la coscienza sociale". Essa ci dice che se si mette per un periodo sufficiente una popolazione in condizioni di disuguaglianza e di ingiustizia, allora alla fine insorgerà. Questa è un'idea molto più profonda che quella che ognuno di noi non ha nulla in comune non chiunque altro soltanto una serie di individui casuali che vagano intorno senza nessun significato in un vuoto di alienazione. Per inciso, in fisica, è impossibile predire il movimento di una singola molecola di gas, ma quando si mettono assieme milioni di molecole si possono compiere predizioni molto precise. Questo è noto come moto browniano. Marx non ha mai sostenuto che le condizioni individuali determinano la consapevolezza individuale e ha ridicolizzato i tentativi di dipingere la sua teoria in questa maniera deterministica. Il marxismo è completamente alieno al determinismo economico (sebbene alcuni stalinisti siano stati colpevoli di questo); tutto quello che lui ed Engels hanno sempre sostenuto è stato che le condizioni economiche forniscono una base e che la politica e la cultura interagiscono indirettamente con questa base. Di nuovo, non è più profondo che affermare che l'economia non ha affatto nessun effetto?

"La classe operaia non esiste"

Torniamo al fatto che la classe operaia non esiste come era ai giorni di Marx. Questa è una verità ovvia. La classe operai iniziò a produrre in piccole botteghe. La grande industria e la catena di montaggio fordista sono davvero delle caratteristiche degli anni 1920 e 1930, molto tempo dopo la morte di Marx (sebbene lo predisse). Successivamente, dagli anni 1970 nel mondo occidentale vi è stato un processo di deindustrializzazione. Tuttavia, su scala globale, non è vero affermare che la classe operaia sia più debole di prima; esattamente l'opposto. Per esempio, nel 2013, la Cina aveva più di 230 milioni di lavoratori industriali, un incremento di 29 milioni nei cinque anni passati. Questo deve essere paragonato alla forza lavoro totale di 155 milioni negli USA, che include lavoratori in ogni settore di lavoro. La classe operaia è cambiata, e cambia sempre, ma ciò non significa che queste persone non siano lavoratori. Se si lavora per vivere e si  dipende da un salario per pagare i conti, allora c'è una classe lavoratrice e vi si applicano le osservazioni di Marx. I lavoratori del settore dei servizi sono pure dei lavoratori. Ironicamente, negli anni 1930, i critici del marxismo pensavano che la catena di montaggio fosse la risposta al marxismo. Vi erano guardie armate alle porte dei grandi stabilimenti automobilistici e gli organizzatori sindacali erano fortunati di andare via con soltanto delle percosse. Cantilenavano che "Vedete, la classe operaia è cambiata". E, tuttavia, alla fine la logica della lotta di classe ebbe successo. Dopo una serie di scioperi militanti e di occupazioni, i lavoratori di queste fabbriche ottennero i sindacati. In seguito, dall'essere implacabilmente antisindacali, divennero la spina dorsale del movimento dei lavoratori nel periodo post bellico. Ora queste conquiste sono sotto minaccia a causa della delocalizzazione e dell'appalto ed è in preparazione uno scontro più aspro. Tuttavia, allo stesso tempo, vi sono altre lotte più aspre che vengono intraprese dai lavoratori cinesi per conquistare i loro diritti fondamentali. La lotta di classe continua.

La realtà è che ora le cose sono differenti da come erano nei giorni di Marx la classe lavoratrice è il settore di gran lunga più forte della popolazione con molta più potenza. Che i lavoratori siano coscienti di questo fatto è un'altra questione e porta alla questione della leadership. Tuttavia, nei paesi capitalisti avanzati, il lavoro salariato è ad un livello più alto dell'85% della popolazione e questo forma oltre del 50% della società in quasi ogni paese del pianeta. Prima della II Guerra Mondiale, la maggior parte dei paesi europei erano meno del 50% classe lavoratrice.

E con tutto ciò, nelle sale consacrate dell'accademia, i professori ci raccontano ancora che la classe lavoratrice non esiste più. Questi individui lo fanno completamente ignoranti del fatto che qualcuno, non sappiamo chi, ha sbloccato la porta della sala conferenze. Qualcun altro ha pulito i pavimenti e svuotato la spazzatura. Altri hanno fornito l'energia per le luci, i proiettori ed altri sussidi visivi che dicono agli studenti riuniti che le persone che hanno fornito queste cose non esistono. A pranzo, nella mensa, appare magicamente il cibo senza l'assistenza di nessuno di qualche importanza. Talvolta queste persone non esistenti scioperano, il che le rende ancora più difficili da ignorare. All'inizio del 2014, appena più di 1.000 camionisti del porto di Vancouver hanno scioperato per condizioni migliori. Questa azione ha lasciato oziare $885 milioni di merci per settimana. Può essere vero che nei paesi occidentali vi siano meno lavoratori industriali, ma quelli che rimangono hanno ancora un potere immenso se scelgono di utilizzarlo. I lavoratori del settore dei servizi sono molto più frammentati ed alcuni hanno meno potere, ma questi settori affrontano anche paghe inferiori e condizioni peggiori. Per questi lavoratori può essere più facile entrare nella lotta politica direttamente, mentre organizzare un sindacato può essere difficile sotto condizioni di turnover elevato e lavoro a turni. Molti di questi lavoratori sono altamente istruiti e sono capaci di compiti molto più impegnativi. E' stata questa contraddizione tra una gioventù istruita e la mancanza di prospettive decenti che ha fornito l'impeto per le rivoluzioni arabe. Alla fine, condizioni sociali simili portano ad una simile consapevolezza sociale.

"Sotto il capitalismo è tutto magnifico"

La destra asserisce che il capitalismo sia il modo migliore per allocare le risorse. Se ciò fosse realmente vero allora in primo luogo non dovremmo avere questa discussione poiché tutti sarebbero troppo felici per preoccuparsi di Marx. Il marxismo manterrebbe tanta trazione quanto il sistema feudale (ed altrettanti tentativi di criticarlo, cioè praticamente nessuno). Di frequente questa gente si avvolge nelle contraddizioni più sbalorditive ed ipocrite. Senza riprendere fiato affermano che il capitalismo è magnifico e successivamente richiedono austerità massiccia e tagli ai livelli di vita della classe lavoratrice. Bene, quale è? Il capitalismo è magnifico e può quindi fornire una casa, un posto di lavoro, l'istruzione gratuita, assistenza all'infanzia e trasporti pubblici alla popolazione; oppure è un sistema in crisi che non può fornire queste cose? Non può essere entrambe.

La crisi finanziaria globale del 2008-9 ha segnato un punto di svolta nella situazione mondiale e gli strateghi del capitale non vedono nessuna via d'uscita. Predicono da 10 a 20 anni di tagli e di austerità. Questa è stata la "ripresa" più lenta nella storia del capitalismo ed ogni ripresa che esista non andrà certamente alla maggioranza della popolazione.

Non c'è bisogno di raccontare alla classe lavoratrice ed ai giovani che c'è una crisi economica; tutto ciò che devono fare è guardare al loro saldo in banca ed al bilancio della carta di credito. Tuttavia, mentre ad un polo aumenta l'insicurezza, dall'altra la ricchezza si ammassa. Nella maggior parte dei paesi occidentali la produttività, l'ammontare della ricchezza prodotta per ora di lavoro, è salita più del 50% dagli anni 1970 e tuttavia nel corso dello stesso periodo i salari reali sono ristagnati. Questo sovrappiù di ricchezza sta andando ai più ricchi nella società, che il movimento Occupy ha chiamato l'1%. Oxfam ha pubblicato una statistica che mostrava che le 85 persone più ricche del mondo possiedono un valore superiore alle 3,5 miliardi, metà di tutta l'umanità. Marx ha predetto tutto questo, come si può chiaramente capire da questa citazione:

"Il lavoratore moderno, al contrario, invece di innalzarsi con il processo dell'industria, affonda sempre più profondamente sotto le condizioni di esistenza della propria classe. Egli diventa un indigente e l'indigenza si sviluppa più rapidamente che la popolazione e la ricchezza. E qui diventa evidente che la borghesia non è più idonea ad essere la classe dominante della società e ad imporre le sue condizioni d'esistenza sulla società come una legge prioritaria. Essa è inadatta a governare perché è incapace di assicurare un'esistenza al suo schiavo entro la sua schiavitù, perché non può fare a meno di lasciarlo affondare in un simile stato, perché deve nutrirlo, invece di essere da lui nutrita. La società non può più vivere sotto questa borghesia, in altre parole, la sua esistenza non è più compatibile con la società". (Manifesto del Partito Comunista)

Cosa bisogna fare?

Non è mai stato più chiaro che Marx aveva ragione e che abbiamo bisogno di una nuova società. E, tuttavia, è questo punto che è il più controverso. Rolling Stone, il New York Times, persino l'Economist, hanno tutti pubblicato dei commenti che lodano la potenza dell'analisi di Marx. Tuttavia, si sono tutti concentrati sulla sua critica del capitalismo e hanno evitato ogni idea su cosa deve rimpiazzarlo. Invece, propongono riforme modeste al sistema fiscale che non modificano in nessun modo le fondamentali relazioni di proprietà. Il capitalismo non è in crisi perché funziona in modo aberrante, è in crisi perché sta funzionando esattamente come si presume lo faccia.

Le corporation USA stanno ammassando $1,5 trilioni di "denaro infruttifero" non investito. In Canada, la cifra è di $626 miliardi, la proporzione maggiore di denaro accaparrato del G7. Questo è perché non vi è nessun mercato per investire queste vaste somme e rendere un profitto ai capitalisti. Gli economisti di oggi la chiamano sovraccapacità, ma in realtà utilizzano questi termini perché hanno paura di chiamare le cose con il loro vero nome. Questa è sovrapproduzione, come Marx ha spiegato nel 1848. Inoltre Marx ha spiegato che non c'era nessun modo di costringere i padroni ad investire queste risorse mentre trattengono la proprietà dei mezzi di produzione. Nel capitalismo vi è una contraddizione fondamentale per mezzo della quale salari accresciuti consumano i profitti ed accresciuti profitti erodono i salari. Non c'è nessuna "giusta divisione" all'interno di questo sistema e lo sfruttamento non può essere riformato fuori dal sistema della proprietà privata.

Marx ha proposto la rivoluzione, con cui la classe lavoratrice vince la battaglia della democrazia. Il capitale, i mezzi di produzione e le scorte di denaro devono essere portati via dalle mani della parassitica classe capitalista e posti nelle mani dei lavoratori la vasta maggioranza dell'umanità che compie il vero lavoro per creare questa ricchezza. Il primo scopo è di investire queste risorse per affrontare i reali bisogni umani invece del profitto privato; per fornire alloggio universale, istruzione gratuita ed un ampio miglioramento della produttività del lavoro. Marx ha affermato che le banche devono essere nazionalizzate e poste sotto il controllo dei lavoratori per soddisfare i bisogni umani.

Su questa base, Marx ha proposto di sbarazzarsi di tutta la sporcizia, il  sudiciume e l'inefficienza della società capitalista. Da una società lacerata da povertà, ingiustizia e divisioni di classe, sarebbe costruita una nuova società basata sulla produzione per il bisogno. Questa nuova società socialista opererebbe per rimuovere le classi e rendere impossibile per una persona soggiogare il lavoro di altri. Come ha dichiarato Marx, "Al posto della vecchia società borghese, con le sue classi e l'antagonismo di classe, avremo un'associazione nella quale il libero sviluppo di ciascuno è la condizione per il libero sviluppo di tutti".

Marx non ha mai avuto più ragione e non è mai stato più rilevante di oggi. E' compito della nostra generazione trasformare le sue parole in azione.