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Karl Marx aveva ragione

Postato il 31 maggio 2015

di Chris Hedges

 

Sabato al Left Forum a New York City, Chris Hedges si è unito ai professori Richard Wolff and Gail Dines per discutere del perché Karl Marx è essenziale in un epoca in cui il capitalismo globale sta crollando. Queste sono le osservazioni che Hedges ha fatto per aprire la discussione.

Karl Marx ha esposto la dinamica peculiare del capitalismo, ovvero ciò che ha chiamato "il modo di produzione borghese". Ha previsto che il capitalismo aveva costruiti in se i semi della propria distruzione. Sapeva che le ideologie regnantipenso il neoliberalismosono state create per servire gli interessi delle elite ed in particolare delle elite economiche, poiché "la classe che a sua disposizione ha i mezzi di produzione materiale, allo stesso tempo ha il controllo sui mezzi di produzione mentale" e "le idee dominanti non sono niente di più che l'espressione ideale delle relazioni materiali dominanti ... le relazioni che rendono una classe quella dominante". Ha capito che sarebbe arrivato il giorno in cui il capitalismo avrebbe esaurito il suo potenziale e sarebbe crollato. Non sapeva quando quel giorno sarebbe arrivato. Marx, come ha scritto Meghnad Desai, era "un astronomo della storia, non un astrologo". Marx era acutamente consapevole della capacità del capitalismo di innovare ed adattarsi. Ma sapeva anche che l'espansione capitalista non era sostenibile eternamente. E, mentre siamo testimoni dell'epilogo del capitalismo e della disintegrazione del globalismo, Karl Marx viene vendicato come il più presciente ed importante critico del capitalismo.

In una prefazione a "Il contributo alla critica dell'economia politica", Marx scrisse:

Nessun ordine sociale scompare mai prima che tutte le forze produttive per le quali in esso vi è spazio siano state sviluppate e nuove relazioni di produzione superiori appaiono mai prima che le condizioni materiali della loro esistenza siano maturate nel grembo della vecchia società stessa.

Quindi, l'umanità assegna sempre a se stessa soltanto quei compiti che può risolvere, poiché, guardando più intimamente all'argomento, troviamo sempre che il compito stesso sorge soltanto quando le condizioni materiali necessarie per la sua soluzione esistono già, o sono almeno nel processo di formazione.

In altre parole, il socialismo non sarebbe possibile finché il capitalismo non abbia esaurito tutto il suo potenziale per un ulteriore sviluppo. Che la fine stia arrivando è difficile ora da disputare, sebbene si sarebbe sciocchi a predire quando. Siamo chiamati a studiare Marx per essere pronti.

Gli stadi finali del capitalismo, scrisse Marx, sarebbero contrassegnati da sviluppi che sono intimamente familiari alla maggior parte di noi. Incapace di espandersi e di generare profitti ai livelli passati, il sistema capitalista avrebbe iniziato a consumare le strutture che lo sostenevano. Deprederebbe, in nome dell'austerità, la classe lavoratrice ed i poveri, spingendoli sempre più a fondo nel debito e nella povertà e diminuendo la capacità dello stato di servire i bisogni dei cittadini comuni. Avrebbe, come ha fatto, delocalizzato sempre di più i posti di lavoro, includendo sia i lavori manifatturieri che professionali, in paesi con giacimenti di lavoratori a basso costo. Le industrie avrebbero meccanizzato i loro luoghi di lavoro. Questo avrebbe dato l'avvio all'assalto economico non soltanto alla classe operaia ma alla classe mediail bastione di un sistema capitalistache sarebbe camuffato dall'imposizione di un massiccio debito personale mentre i redditi diminuiscono o restano stagnanti. Negli stadi finali del capitalismo la politica sarebbe diventata subordinata all'economia, portando a partiti politici svuotati di ogni reale contenuto politico ed abiettamente sottomessi ai dettati ed al denaro del capitalismo globale.

Ma, come avvertì Marx, vi è un limite ad un'economia costruita sull'impalcatura dell'espansione del debito. Arriva un momento, sapeva Marx, nel quale non ci sarebbe stato nessun nuovo mercato disponibile e nessun nuovo giacimento di gente che poteva assumere altro debito. E' questo ciò che è avvenuto con la crisi dei mutui subprime. Una volta che le banche non riescono a fare apparire nuovi debitori subprime, lo schema va in pezzi ed il sistema crolla.

Nel frattempo, gli oligarchi capitalisti ammassano enormi somme di ricchezza—$18 trilioni nascosti in paradisi fiscali d'oltremareesigiti come tributo da coloro che dominano, indebitano ed impoveriscono. Alla fine, come affermò Marx, il capitalismo avrebbe rivoltato il cosiddetto libero mercato, assieme ai valori ed alle tradizioni che pretende di difendere. Nei suoi stadi finali avrebbe saccheggiato i sistemi e le strutture che hanno reso possibile il capitalismo. Sarebbe ricorso, mentre provocava generale sofferenza, a forme più dure di repressione. Avrebbe tentato, in un'ultima frenetica resistenza risoluta, di mantenere i suoi profitti saccheggiando e depredando le istituzioni statali, contraddicendo alla sua natura dichiarata.

Marx avvertì che negli stadi successivi del capitalismo delle enormi società avrebbero esercitato il monopolio sui mercati globali. "Il bisogno di un mercato che si espande costantemente per i suoi prodotti insegue la borghesia sull'intera superficie del globo", scrisse. "Deve annidarsi dovunque, sistemarsi dovunque, stabilire dovunque collegamenti". Queste corporation, nel settore bancario, nelle industrie agricole ed alimentari, nelle industrie delle armi o nelle industrie delle telecomunicazioni, utilizzerebbero il loro potere, solitamente impadronendosi dei meccanismi dello stato, per impedire a chiunque di mettere in discussione il loro monopolio. Fisserebbero i prezzi per massimizzare i profitti. Farebbero accettare [come stanno facendo] degli accordi commerciali come il TPP ed il CAFTA per indebolire ulteriormente la capacità dello stato nazione di impedire lo sfruttamento imponendo norme ambientali o monitorando le condizioni di lavoro. Ed alla fine questi monopoli corporativi avrebbero obliterato la competizione di libero mercato.

Un editoriale del New York Times del 22 maggio ci da una finestra in ciò che Marx affermò avrebbe caratterizzato gli ultimi stadi del capitalismo:

A partire da questa settimana, Citicorp, JPMorgan Chase, Barclays e Royal Bank of Scotland sono dei criminali, essendosi mercoledì dichiarati colpevoli di accuse penali di cospirare per truccare il valore delle valute mondiali. Secondo il Dipartimento della Giustizia, la lunga e redditizia cospirazione ha permesso alle banche di gonfiare i loro profitti senza riguardo all'equità, alla legge ed al bene pubblico.

Continua il Times:

Le banche pagheranno delle multe ammontanti a circa $9 miliardi, calcolate dal Dipartimento della Giustizia come pure da legislatori statali, federali e stranieri. Questo sembra un affare gradevole per una truffa che è durata per almeno cinque anni, dalla fine del 2007 agli inizi del 2013, durante i quali le entrate delle banche dai cambi esteri sono state circa $85 miliardi.

Gli stadi finali di ciò che chiamiamo capitalismo, come comprese Marx, non sono affatto capitalismo. Le grandi società trangugiano giù la spesa pubblica, in sostanza denaro dei contribuenti, come maiali ad un trogolo. L'industria delle armi con la sua ufficiale legge di autorizzazione della difesa di $612 miliardiche ignora numerose altre spese militari che sono nascoste in altri bilanci, aumentando la nostra spesa reale per la sicurezza nazionale ad oltre $1 trilione l'annoha ottenuto che quest'anno il governo si impegni a spendere nel corso del prossimo decennio $348 miliardi per modernizzare le nostre armi nucleari e per costruire 12 nuovi sommergibili della classe Ohio, stimati a $8 miliardi ciascuno. Come esattamente si presume che questi due massicci programmi di armamento affrontino quella che ci viene raccontato è la più grande minaccia del nostro tempola guerra al terrorismoè un mistero. Dopo tutto, per quanto ne sappia, l'ISIS non possiede una barca. Spendiamo circa $100 miliardi l'anno per l'intelligence—leggi sorveglianzaed il 70% di questo denaro va a contraenti privati come Booz Allen Hamilton, che riceve il 99% delle sue entrate dal governo USA. Ed in cima a questo siamo i maggiori esportatori di armi al mondo.         

Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), l'industria dei carburanti fossili inghiotte fino a $5,3 trilioni l'anno in tutto il mondo in costi nascosti per continuare a bruciare carburanti fossili. Questo denaro, ha osservato il FMI, è in aggiunta ai $492 miliardi di sovvenzioni dirette offerte dai di tutto il mondo attraverso cancellazioni, svalutazioni e scappatoie sull'utilizzo della terra. In un mondo sensato queste sovvenzioni sarebbero state investite per liberarci dagli effetti letali delle emissioni di anidride carbonica causate dai carburanti fossili, ma non viviamo in un mondo sensato.

Bloomberg News nell'articolo del 2013 “Why Should Taxpayers Give Big Banks $83 Billion a Year?” ha riferito che degli economisti avevano determinato che le sovvenzioni statali abbassano i costi dei prestiti per le grandi banche di circa lo 0,8%.

"Moltiplicato per il passivo totale delle 10 maggiori banche USA per attività", ha dichiarato il rapporto, "ammonta ad un sussidio dei contribuenti di $83 miliardi l'anno".

"Le cinque banche più importanti—JPMorgan, Bank of America Corp., Citigroup Inc., Wells Fargo & Co. e Goldman Sachs Group Inc.—contano", continuava il rapporto, "per $64 miliardi delle sovvenzioni totali, un ammontare pari circa ai loro profitti annui tipici. In altre parole, le banche occupano i vertici dell'industria finanziaria USAcon quasi $9 trilioni di attività, più della metà della dimensione dell'economia USAquasi si frantumerebbero in assenza anche del welfare corporativo. In gran parte, i profitti che riportano sono essenzialmente dei trasferimenti dai contribuenti ai loro azionisti".

La spesa pubblica conta per il 41% del PIL. I capitalisti corporativi intendono impadronirsi di questo denaro, da qui la privatizzazione di intere parti delle forze armate, la spinta a privatizzare la Sicurezza Sociale, dare in appalto alle corporation per raccogliere il 70% delle informazioni delle nostre 16 agenzie di intelligence, come pure la privatizzazione di prigioni, scuole e del nostro disastroso servizio di assistenza sanitario a scopo di lucro. Nessuno di questi sequestri di servizi fondamentali li rende più efficienti o riduce i costi. Non è questo il punto. Riguarda nutrirsi a spese della carcassa dello stato. Ed assicura la disintegrazione delle strutture che sostengono il capitalismo stesso. Tutto questo Marx lo comprese.

Marx spiegò queste contraddizioni all'interno del capitalismo. Comprese che l'idea di capitalismolibero commercio, liberi mercati, individualismo, innovazione, autosviluppofunzionano soltanto nella mente utopistica di un vero credente come Alan Greenspan, mai nella realtà. L'accaparramento della ricchezza da parte di una minuscola elite capitalista, previde Marx, assieme allo sfruttamento dei lavoratori, significa che le masse non potranno più acquistare i prodotti che hanno spinto in avanti il capitalismo. La ricchezza diventa concentrata nelle mani di una minuscola eliteentro il prossimo anno l'1% più ricco del mondo possiederà più della metà della ricchezza mondiale.

L'assalto alla classe lavoratrice ora continua da diversi decenni. Dagli anni 1970 i salari sono rimasti stagnanti o sono declinati. La spedizione è stata spedita all'estero, dove i lavoratori in paesi come la Cina o il Bangladesh sono pagati tanto poco quanto 22 centesimi l'ora. I poveri che lavorano, costretti a competere con il lavoro di quelli che nel mercato globale stanno un poco meglio dei servi della gleba, proliferano da una parte all'altra del paesaggio americano, lottando per vivere ad un livello di sussistenza. Le industrie come quella delle costruzioni, che una volta procurava posti di lavoro sindacalizzati ben pagati, sono il dominio di lavoratori non sindacalizzati, spesso irregolari. Le corporation importano ingegneri stranieri e specialisti di software che svolgono lavoro professionale ad un terzo del salario normale con H-1B, L-1 ed altri visti per lavoro. Tutti questi lavoratori sono privi dei diritti di cittadini.

I capitalisti rispondono al crollo delle loro economie domestiche, che hanno progettato, diventando squali del prestito e speculatori globali. Prestano denaro alla classe lavoratrice ed ai poveri a tassi d'interesse esorbitanti, anche se sanno che il denaro non potrà mai essere rimborsato, e quindi vendono questi debiti impacchettati, credit default swaps, obbligazioni ed azioni a fondi pensioni, città, ditte d'investimento ed istituzioni. Questa forma tarda di capitalismo è costruita su quello che Marx chiamava "capitale fittizio". E porta, come sapeva Marx, alla vaporizzazione del denaro.

Una volta che i mutuatari di subprime hanno iniziato ad essere inadempienti, che come queste grandi banche e ditte d'investimento sapevano era inevitabile, ha avuto luogo il crollo globale del 2008. Il governo ha salvato le banche, in gran parte stampando denaro, ma ha lasciato i poveri e la classe lavoratriceper non menzionare gli studenti di recente usciti dal collegecon un debito personale paralizzante. L'austerità è diventata la politica. Alle vittime della frode finanziaria sarebbe stato fatto pagare per quella frode. E quello che ci ha salvato da una depressione completa p stato, con una tattica che Marx avrebbe trovato ironica, il massiccio intervento dello stato nell'economia, inclusa la nazionalizzazione di enormi corporation come AIG e General Motors.

Quello che abbiamo visto nel 2008 è stata la realizzazione di uno stato del welfare per i ricchi, un genere di socialismo di stato per le elite finanziarie che Marx predisse. Ma con questo viene un ciclo accresciuto e volatile di crescita e crisi, che porta il sistema più vicino alla disintegrazione ed al crollo. Abbiamo subito due grandi crolli di borsa e l'implosione dei prezzi delle proprietà immobiliari soltanto nel primo decennio del 21° secolo.

Le corporation che possiedono i media hanno lavorato fuori orario per vendere ad un pubblico sconcertato la finzione che stiamo godendo di una ripresa. Le cifre dell'occupazione, attraverso una varietà di trovate, compresa quella di cancellare coloro che sono disoccupati da più di un anno dalle liste di disoccupazione, sono una menzogna, come lo è quasi ogni altro indicatore finanziario pompato fuori a consumo del pubblico. Viviamo piuttosto nelle fasi crepuscolari del capitalismo globale, che potrebbe sorprendentemente essere più elastico di quanto ci aspettiamo, ma che in definitiva è terminale. Marx sapeva che una volta che il meccanismo di mercato diventava il solo fattore determinante per il destino dello stato nazione, come pure per il mondo naturale, ma sarebbe stato demolito. Nessuno sa quando questo accadrà. Ma che accadrà, forse durante la nostra vita, sembra certo.

"Il vecchio sta morendo, le nuove lotte devono nascere e nell'interregno vi sono molti sintomi malsani", scrisse Antonio Gramsci.

Cosa viene dopo dipende da noi.