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I media europei avvertono di agitazione sociale globale

2 giugno 2010

Quando Karl Marx scrisse che "uno spettro s'aggira per l'Europa" nel Il Manifesto del Partito Comunista, lo faceva alla vigilia delle eruzioni rivoluzionarie che iniziarono nel 1848 in Italia e in Francia e che sommersero gran parte del continente europeo.

Negli ultimi giorni, diversi commentatori dei media hanno predetto una simile eruzione di agitazione sociale di dimensioni rivoluzionarie come diretto risultato della crisi economica in peggioramento. Questi avvertimenti sono accompagnati da sinistre previsioni che l'Europa soffrirà del ritorno di tensioni nazionaliste, l'emergere di movimenti fascisti e persino la guerra.

Per esempio, scrivendo il 24 maggio sul Financial Times, lo storico Simon Schama ha affermato: "Lontano da me fare più rischiosa una situazione rischiosa ma non si può annusare lo zolfo nell'aria proprio ora e non pensare che potremmo essere sulla soglia di una nuova età dell'ira.... in Europa ed in America vi è la chiara possibilità di una lunga estate calda di risentimento sociale".

Schama osserva che spesso vi è un "intervallo tra l'inizio del disastro economico e l'accumulazione della furia sociale", ma dopo un periodo iniziale di "disorientamento spaventato", arriva il pericolo della "mobilitazione organizzata del risentimento".

Questo risentimento sarà diretto contro i super-ricchi e coloro intesi essere responsabili della crisi, scrive, paragonando "i nostri plutocrati" ai finanzieri così memorabilmente presi a bersaglio durante la Rivoluzione Francese del 1789 come "ricchi egoisti".

Nell'Observer del 30 maggio, Will Hutton, suo ex direttore ed ora consigliere del governo di coalizione conservatore-liberaldemocratico britannico nel tagliare le paghe del settore pubblico, dichiara: "Il futuro dell'Europa è incerto. La potenziale disintegrazione dell'euro sarà un disastro economico e politico di prim'ordine. Economicamente, getterà l'Europa in svalutazioni competitive, inadempienze sui debiti, salvataggi bancari, flussi del credito congelati, protezione commerciale e stagnazione prolungata. Politicamente, qualsiasi determinazione vi sia per tenere assieme il nostro eterogeneo continente, dove le vecchie inimicizie e sospetti non sono mai lontani dalla superficie, evaporerà.... Ciò che emergerà sarà un'Europa più vicina agli anni '30. Impaurita, stagnante e preda di feroci ideologie razziste e nazionaliste".

L'avvertimento di gran lunga più apocalittico di quello che verrà è stato fatto il 26 maggio dalla  Deutsche Welle, la teleradiodiffusione internazionale della Germania. Il suo articolo comincia ritornando agli avvertimenti fatti nel 2008 dell'impatto del crollo economico globale dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, dal capo dell'FMI Dominique Strauss-Kahn e dal capo della Banca Mondiale Robert Zoellick, che, per esempio, hanno avvertito che "l'agitazione sociale potrebbe avvenire in molti paesiincluse le economie avanzate".

La Deutsche Welle scrive che questi avvertimenti sono "più rigorosi che in ogni altro momento da quando questa ultima crisi finanziariala peggiore dal 1929è iniziata".

Citando le dimostrazioni di centinaia di migliaia di persone in Grecia, avverte che lo stesso destino può inghiottire "governi europei finanziariamente fragili come Spagna, Portogallo ed Italia" e che "in tutto il mondo i paesi sono preoccupati del crescente malcontento sociale".

"Tra gli esperti vi è la sensazione che la rabbia profonda che si sta mettendo in infusione in quei paesi stia fermentando in tutto il mondo contro le stesse istituzioni, le stesse persone ed il fallimento del capitalismo globale", continua il rapporto.

Cita come il direttore dell'intelligence nazionale USA, Dennis C. Blair, abbia avvisato la Commissione Servizi Segreti del Senato di una crisi economica continua "che incrementi il rischio di instabilità che minaccia il regime", dal quale "gli Stati Uniti non sarebbero immuni".

La Deutsche Welle conclude con i commenti di Marie-Hélène Caillol, presidente del think-tank Laboratorio Europeo di Anticipazione Politica e di Gerald Celente, l'esperto di previsioni economiche e di tendenze politiche ed editore del giornale Trends.

Celente spiega che "Ciò che sta accadendo in Grecia si estenderà a tutto il mondo mentre le economie declinano.... Vedremo crescenti tensioni sociali in tutti i paesi che stanno affrontando crisi del debito sovrano, i più ovvi sono Spagna, Irlanda, Portogallo, Italia, Islanda, Ucraina, Ungheria, seguiti dal Regno Unito e dagli Stati Uniti".

La Calliol dichiara che "Questa crisi è direttamente collegata alla fine dell'ordine mondiale come lo conosciamo da 1945e persino prima dal processo di colonizzazione europea. Perciò, l'intero tessuto globale centrato sugli USA per 60 anni sta lentamente crollando, generando tensioni di tutti i tipi".

Interrogata su dove finirà la tensione sociale, replica: "La guerra. E' tanto semplice quanto terribile".

Entrambe la Calliol e Celente respingono le pretese che dietro l'ondata di agitazione sociale vi siano degli agitatori.

"Non vi è nessuna organizzazione dietro questa rispostaè una risposta pubblica", ha affermato Celente, che invoca anche la monumentale opera di Marx. "Questa è un'interpretazione del 21° secolo del 'lavoratori di tutto il mondo unitevi'. La gente è pienamente consapevole dello smisurato salvataggio che va ai 'troppo grandi per fallire' per il quale viene costretta a pagare. Più in alto vanno le imposte, più posti di lavoro vengono perduti, maggiori i livelli della protesta".

Dichiarazioni simili dimostrano quanto seriamente i governanti d'Europa prendano il crescente pericolo di rivoluzione sociale nel continente. Questo che è ciò che i loro consiglieri raccontano loro è il prodotto inevitabile della crisi economica in peggioramento. Ma questo viene reso a maggior ragione certo dai loro tentativi di porre l'intero onere sulle spalle dei lavoratori nell'interesse delle grandi banche ed aziendeallo stesso tempo proponendosi di distruggere ciò che rimane delle misure del welfare e delle condizioni di lavoro precedentemente conquistate dai lavoratori.

Le classi dominanti d'Europa si preparano per l'emergere di lotte di massa della classe lavoratrice attraverso la promozione di varie organizzazioni di falsa sinistra della classe media per impedire lo sviluppo della coscienza socialista e bloccare l'indipendenza politica della classe lavoratriceil Nuovo Partito Anticapitalista in Frencia, il Partito di Sinistra in Germania, Syriza in Grecia ecc. Si stanno anche preparando per l'utilizzo della repressione statale di massa e per l'introduzione di forme di governo dittatoriali.

Il vantaggio attualmente goduto dalla classe dominante è che la classe lavoratrice non possiede la necessaria prospettiva socialista e rivoluzionaria e la leadership per presentare la sua controffensiva. Invece, quelle organizzazioni falsamente designate come rappresentanti i lavoratorisopra tutte i sindacatiagiscono come quinta colonna della grande impresa.

Sia che organizzino i loro vari scioperi di protesta di un giorno, come in Grecia, Portogallo, Italia e Spagna, o che non facciano assolutamente nulla come il Congresso Sindacale della Gran Bretagna, i sindacati funzionano come strumenti per imporre misure di austerità e tagli attraverso la deliberata soppressione ed il contenimento della lotta di classe. Operano in combutta con i datori di lavoro ed i governi, sia che questi siano formalmente le loro controparti socialdemocratiche sia le più scaltre delle amministrazioni conservatrici.

Alla fine, questo soltanto garantirà che l'emergente lotta di classe passerà sopra queste organizzazioni come un'ondata di marea. Il World Socialist Web Site condivide la prognosi così ben delineaata da Trotsky nel suo Programma di transizione: "L'orientamento delle masse è determinato in primo luogo dalle condizioni oggettive del capitalismo che si decompone e, in secondo luogo, dalla politica traditrice delle vecchie organizzazioni dei lavoratori. Di questi fattori, il primo, naturalmente, è quello decisivo: le leggi della storia sono più forti dell'apparato burocratico".

Niente affatto una fonte di compiacenza o di fatalismo, questa prognosi sottolinea la questione cruciale della leadership rivoluzionari. Lo strumento indispensabile per chiudere la parentesi tra le implicazioni rivoluzionarie della crisi mondiale ed il livello attuale di consapevolezza della classe lavoratrice è il partito marxista. Coloro che comprendono la necessità di un'alternativa socialista dovrebbero prendere la decisione di unirsi e costruire il Socialist Equality Party.

Chris Marsden