Myanmar: la geopolitica di Washington

e gli Stretti di Malacca

di Sara Flounders

28 ottobre 2007

 

Tentare di comprendere l'interesse di George W. Bush per il popolo del Myanmar significa guardare oltre le sue dichiarazioni all'Assemblea Generale dell'ONU che "gli americani sono indignati della situazione in Birmania" e che tentare di imporre una nuova serie di sanzioni economiche è perché "desidera soltanto un cambiamento pacifico in Birmania".

Come è possibile che l'amministrazione Bush sia dalla stessa parte di una lotta popolare o progressista, mentre minaccia il pianeta con la III Guerra Mondiale e conduce guerre di occupazione criminali che sono costate più di un milione di vite irachene ed afgane?

Ciò che ha ricevuto poca attenzione nei media corporativi USA è la posizione geopolitica del Myanmar e le sue ricche risorse. Una base USA in Myanmar viene considerata vitale per controllare le vie marittime più strategicamente importanti del Pacifico.

Ricordate che il governo USA appoggia attivamente, arma e difende dittature come quelle nei vicini Thailandia e Pakistan. Il record dell'imperialismo USA di avere rovesciato governi popolari e democratici in Iran, Congo, Cile, Guyana ed in molti altri paesi dimostra che Washington non ha mai promosso il cambiamento democratico eccetto che come copertura per l'intervento diretto.

Gli Stretti di Malacca— punto di strangolamento dell'Asia

L'ottanta percento del petrolio spedito all'economia in forte espansione della Cina passa attraverso gli Stretti di Malacca, la rotta navale più breve per il petrolio che arriva dall'Africa occidentale e dal Golfo Persico ai mari della Cina meridionale. Il petrolio è essenziale anche per le economie e le industrie di Giappone, Malesia, Corea del Sud e degli altri paesi del sud est asiatico.

L'estremità meridionale del Myanmar è situata strategicamente all'ingresso occidentale agli Stretti di Malacca. La via d'acqua a forma di imbuto, che si restringe a 1,5 miglia tra l'Indonesia e la Malesia, collega gli oceani Indiano e Pacifico. Più di metà delle petroliere al mondo navigano regolarmente lungo questa rotta.

Secondo F. William Engdahl, autore di “A Century of War: Anglo-American Oil Politics and the New World Order” e del sito web www.engdahl.oilgeopolitics.net, giornalmente attraversano questo stretto passaggio  più di 12 milioni di barili nelle superpetroliere

Engdahl spiega che il Pentagono cerca di militarizzare questa regione sin dall'11 settembre 2001. Il Pentagono sostiene che questa è essenziale per la difesa dagli attacchi terroristici e dai pirati. Darebbe anche al Pentagono il controllo unilaterale della principale rotta per l'approvvigionamento energetico della Cina.

Nel novembre del 2003, l'agenzia di notizie Xinhua ha citato il presidente Hu Jintao che avvertiva che la Cina aveva bisogno di sviluppare una strategia a causa di alcuni grandi paesi che tentavano "di controllare il canale di trasporto di Malacca".

Il Wall Street Journal del 7 ottobre 2005 ha spiegato la crescente apprensione della Cina. "Gli USA sono l'unica potenza con sufficienti forze navali per fare osservare un blocco della via d'acqua di 900 km. che confina con Malesia, Singapore ed Indonesia".

Secondo Energy Bulletin del 3 ottobre, il governo cinese è così preoccupato della vulnerabilità della Cina ad un controllo o blocco USA degli stretti che sta ora costruendo una conduttura strategica di gas e petrolio Cina-Myanmar di 2.300 km. attraverso il Myanmar, dal porto di acque profonde del Myanmar di Sittwe nella Baia del Bengala a Kunming, nella provincia cinese dello Yunnan, dove sarà costruita una raffineria di petrolio. Questo permetterebbe alla Cina di aggirare completamente gli Stretti di Malacca.

E' degno di nota che le sanzioni contro il Myanmar che gli USA hanno cercato di fare accettare dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU bloccherebbero la costruzione "nuova" di una conduttura di transito. Gli enormi investimenti delle società petrolifere Chevron e Total S.A. sarebbero comunque esentate da tutte le sanzioni o restrizioni ONU e UE perché i loro accordi con il Myanmar sono "situazioni preesistenti".

L'Amm. Mullen sull'accerchiamento della Cina

Il 18 ottobre, il nuovo capo degli Stati Maggiori Riuniti, Amm. Michael Mullen, ha descritto i piani del Pentagono per guardare oltre la loro peggiorata situazione Iraq ed Afghanistan per "rifocalizzare l'attenzione dei militari oltre le guerre attuali per prepararsi ad altre sfide, specialmente lungo l'orlo del Pacifico ed in Africa".

Mullen, parlando ad una conferenza stampa con il Segretario alla Difesa Robert Gates al Pentagono, ha anche descritto la necessità di essere preparati per guerre ad alta intensità contro "avversari maggiori". Mullen ha detto: "Riconosco che il bilancio delle forze armate ora è più alto di quanto lo sia mai stato" ma "In futuro lo vedrei come base assoluta".

La nuova strategia del Pentagono di "posizionamento in avanti" richiede di installare posizioni dove le forze USA possano immagazzinare equipaggiamento e dalle quali possano venire ed andare secondo le necessità. Spaventati delle loro popolazioni infuriate e del clima anti-USA, tutti i paesi della regione hanno inizialmente negato al Pentagono i diritti di appoggio.

Nascondersi dietro l''assistenza umanitaria'

La flotta USA del Pacifico è ritornata in Asia meridionale fornendo soccorso di emergenza durante lo tsunami del 26 dicembre 2004 vicino all'Indonesia.

Utilizzando la copertura del soccorso per lo tsunami, la marina USA è pure ritornata nella gigantesca base di U-Tapao nel Golfo del Siam in Thailandia. Questa era stata una importante linea del fronte USA durante la guerra del Vietnam, dalla quale il Pentagono lanciò l'80% degli attacchi aerei contro il Vietnam del Nord.

Dopo che l'emergenza tsunami è passata, il governo eletto in Thailandia voleva che la marina USA se ne andasse. Nel settembre del 2006, un colpo di stato militare appoggiato dagli USA rovesciò il governo eletto, abolì il parlamento, revocò la costituzione ed istituì una dittatura militare. Questo fu considerato una grande sconfitta per la democrazia nella regione.

Diversamente dalla risposta dei media corporativi all'attuale repressione militare ed alla censura in Myanmar, vi è stato appena un cenno al colpo di stato o la totale chiusura della notizie sulla Thailandia. I soldati armati stavano di guardia nelle redazioni TV e più di 400 stazioni radio locali nel nord e nel nordest della Thailandia sono state chiuse. La dittatura ha bloccato persino la BBC, la CNN ed altri telegiornali occidentali.

Non vi è stata allora nessuna rimostranza da parte dell'amministrazione Bush e nessuna richiesta di sanzioni internazionali. Il Dipartimento di Stato USA ha soltanto espresso la speranza che sarebbero state nuovamente organizzate in un prossimo futuro le elezioni.

Uno dei primi atti della dittatura è stato di permettere alla marina USA l'utilizzo della base di U-Tapao.

Allo stesso tempo, il gruppo d'attacco NINE della portaerei Abraham Lincoln (CSG-9) è entrato a Banda Aceh, alla base aerea di Sultan Iskandar Muda in Indonesia, all'ingresso degli Stretti di Malacca, sul lato opposto del Myanmar. Le navi della marina militare sono arrivate per fornire assistenza per lo tsunami. I militari USA hanno detto che non erano in grado di preannunziare quando potranno ritirare le loro "risorse" dalla regione.

La USS Gary della settima flotta USA ha fatto la prima visita USA alla impoverita e sottosviluppata Cambogia dopo più di 30 anni, sbarcando alla base navale di Ream vicino a Sihanoukville. La marina USA sta ampliando la base affinché Ream possa ricevere più navi da guerra e personale della marina. Una base dell'intelligence USA si sta costruendo nell'isola cambogiana di Koh Tang nel Golfo di Thailandia.

Sebbene la dittatura militare in Myanmar si sia conformata a molte richieste imperialiste di un maggiore accesso alle sue risorse una volta nazionalizzate, è un instabile regime repressivo che comprende che tra la popolazione del Myanmar vi è una storia lunga 150 anni di opposizione al colonialismo, e specialmente all'imperialismo britannico. Timoroso della propria sopravvivenza, il regime non è stato disposto a concedere basi militari USA. Questo ha frustrato il piani del Pentagono per la regione.

Anche se la Chevron e la società petrolifera francese Total S.A. abbiano mietuto enormi profitti dalle concessioni di gas di Yadana in Myanmar, sarebbero interessate a rovesciare il regime se potessero assicurarsi anche maggiore accesso e condizioni più remunerative.

Prossimamente: Il popolo del Myanmar e la storia della lotta popolare.


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