Once Upon a Time...

 

15 maggio 2009

Barack Obama, assassino

e criminale di guerra in capo

 

 

Sarò franco, dato che ora certe conclusioni sono inevitabili, anche in questo principio della miracolosa, straordinaria Era di Obama. Per quanto siano interessati coloro che seguono regolarmente le questioni politiche e specialmente riguardo a quelle persone che scrivono di politica e di politica estera -- vale a dire per quanto siano interessati i commentatori ed i giornalisti dei media mainstream e dei blog -- continuare a credere che Barack Obama rappresenti qualche genere di "miglioramento" rispetto all'abominio di George W. Bush non è un errore innocente. Perseverare in illusioni di questo tipo richiede accecarsi intenzionalmente e deliberatamente davanti alle prove che ci assalgono ogni giorno.

Presenterò subito molti altri particolari a sostegno di questi giudizi. Per il momento, offrirò solamente un esempio. Data la natura dell'esempio, non è richiesta ulteriore prova.

Chris Floyd:

Gli spettava come punizione

E quanti bambini -- bambini -- ha ucciso in Afghanistan la scorsa settimana in un singolo attacco l'intervento umanitario ora a guida progressista? Novantacinque. Novantacinque. Novantacinque. E cosa dice di questa atrocità l'ora progressista Pentagono? Perché, il Pentagono di Obama (l'Obamagono) dice che le famiglie in lutto stanno soltanto facendo scenate per ottenere un paio di migliaia di dollari di denaro della colpa -- nonostante le prove schiaccianti di carneficina di massa trovate dalla Croce Rossa Internazionale e da una miriade di altri testimoni oculari sulla scena. Veramente un grande cambiamento è arrivato in America, oppure no?

L'articolo al quale Floyd fa riferimento:

Le conseguenze degli attacchi aerei della scorsa settimana nella provincia di Farah, che una commissione afgana ha concluso hanno ucciso 140 civili, sono continuate oggi quando un parlamentare afgano impegnato nell'indagine ha dichiarato che 95 dei morti effettivamente erano bambini (che ha definito sotto i 18 anni). L'attacco è stato il maggior singolo caso di civili uccisi dagli USA in Afghanistan dall'invasione del 2001.

Il portavoce militare USA Col. Greg Julian è stato sdegnoso delle pretese, deridendo i  locali e affermando che erano incapaci di dire se 19 o 69 corpi erano stati sepolti in una fossa comune. Ha anche respinto la lista dei nomi dei morti presentata all'inizio di questa settimana, dichiarando: "Anche io posso sedere e darvi una lista di nomi ... ma le prove fisiche non si assomigliano". Il Col Julian ha continuato proponendo che i $2.000 dati alle famiglie come indennizzo per un membro della famiglia ucciso stava portando i civili ad esagerare il numero dei morti.

I militari devono ancora presentare il loro rapporto finale su quanti civili hanno ucciso, ma chiamano i rapporti dei funzionari afgani, che sono tutti nel raggio di 130-150 civili uccisi, "estremamente sovraesagerati". Ci sono voluti diversi giorni prima che i militari fossero disposti ad ammettere di avere affatto ucciso qualcuno, lasciando intendere in precedenza che l'intero incidente era stato inventato dai talibani.

Questa è una così lampante malignità che non si preoccupa di mascherarsi neppure al minor livello. Questi esecutori del male sono fiduciosi di potere comportarsi in questa maniera, poiché sanno che non saranno sfidati da nessuna seria opposizione.

Se avete dubbi su questo punto, considerate questo di Laura Flanders:

Quello che speravo fosse uno scherzo era qualcosa del resto di quel che arriva [nella mia casella di posta in arrivo]...

Come tutta la posta dai gruppi apparentemente contro la guerra che hanno lavorato duramente per eleggere Barack Obama su una piattaforma contro la guerra in Iraq, ma adesso, quando si parla dell'intensificazione in Afghanistan, si schierano in appoggio.

Dopo che il presidente ha annunciato lo spiegamento di altre 4.000 truppe (in cima alle 17.000 addizionali che ha già inviato), Jon Soltz, un organizzatore contro la guerra in Iraq con VoteVets ha scritto sul Huffington Post: "Con l'annuncio di oggi il Presidente Obama ha dimostrato di avere 'afferrato'. E' per questo che noi a VoteVets.org appoggiamo il piano". Hanno persino funzionante una fanatica petizione.

Nel 2007 Americani Uniti per il Cambiamento ha gestito annunci pubblicitari contro la guerra in Iraq per centinaia di migliaia di dollari. Ma si sono rifiutati di rispondere ad una domanda sull'Afghanistan di un blogger del Washington Post. Gli organizzatori pacifisti -- e tanti generali sono d'accordo -- in Iraq non era possibile nessuna soluzione militare. Ma molti di quelli che allora erano d'accordo allora, pare ritengano che in Afghanistan sia vero il contrario, anche se i consiglieri di Obama affermano che la lotta là non possa vincersi sul campo di battaglia.

Nel sito web del liberale Centro per il Progresso dell'America vi sono non meno di cinque articoli che sostengono la politica del presidente, compreso uno intitolato "Sette ragioni per le quali occorre che ci impegniamo in Afghanistan".

Sullo spiegamento in Afghanistan, come ha rilevato John Stauber del Centro per i Media e la Democrazia, MoveOn fin qui è stato silenzioso sull'Afghanistan.

Quando di recente i membri di MoveOn sono stati sondati sulle loro priorità per il 2009, a quanto pare il tema non ha raggiunto il punteggio richiesto.

Come poteva andare "peggio" per i 140 afgani morti, 95 dei quali bambini? Gli assassini ordinati da un presidente democratico non sono definitivi come quelli ordinati da un presidente repubblicano? E ciò non considera neppure la campagna di strage che avviene in Pakistan su istigazione dell'amministrazione Obama. Obama ha ripetutamente reso chiaro che sta solamente cominciando. Per tutta l'interminabile campagna, Obama non ha mai nascosto che cosa rappresentasse. Al contrario, ha ripetutamente e dettagliatamente dichiarato i propri piani per sempre più guerra. Se non avete compreso questo fatto, può essere soltanto perché non volevate comprenderlo.

Se siete una persona che perviene a giudizi morali tramite i più crudi calcoli meccanici, potreste essere sufficientemente barbari da credere che il genere di "ragionamento" andasse bene soltanto al più depravato dei criminali. Un omicidio ingiustificato è immorale ed imperdonabile; la natura del male non è alterato quando commettete cinquanta -- oppure 95, oppure 140 -- omicidi ingiustificati, sebbene la portata sia accresciuta. Nel 2006, mentre scrivevo della criminale invasione ed occupazione dell'Iraq:

Se vi siete mai meravigliati di come un assassino seriale -- un assassino che sia sano di mente e pienamente consapevole degli atti che ha commesso -- possa restare fermamente convinto della propria superiorità morale e non dimostrare nemmeno la più lieve parvenza di rimorso, non dovreste più meravigliarvi.

Il governo degli Stati Uniti è un simile assassino. Esegue i suoi omicidi in piena vista del mondo intero. Persino se ne vanta. Il nostro governo e tutti i nostri più importanti commentatori, ancora sostengono che il fine giustifica i mezzi -- e che persino il massacro di centinaia di migliaia di innocenti non è di nessuna conseguenza morale, a condizione che un numero sufficiente di persone possa illudersi nel credere che il risultato finale sia un "successo".

...

Nessun principio morale legittima la nostra invasione ed occupazione dell'Iraq ... Perciò, quando in Iraq è stata uccisa la prima persona come risultato delle nostre azioni, l'immoralità è stata completa. Il crimine era stato commesso e nessuna ammenda potrà mai bastare o essere persino possibile. Quelle molte addizionali decine o centinaia di migliaia di persone che in seguito sono state uccise o ferite non aumentano l'originale immoralità riguardo ai concetti fondamentali. Accresce la sua portata, che è un orrore supplementare e terribile -- ma il principio non è modificato al minor livello.

Perciò pensate all'irachena di cinque anni che non c'è più, o pensate a qualunque delle innumerevoli altre vittime di questa criminale guerra ed occupazione. Pensate alle loro famiglie ed ai loro amici. Pensate alle vite che sono state alterate per sempre ed alle ferite che non guariranno mai. Pensate a tutto questo.

Meditate sulla devastazione e sull'orrore. Immedesimatevi in queste voi stessi. E chiedetevi se sia possibile il perdono.

Barack Obama è il perfetto uomo di facciata per la continuazione dell'Impero -- per più assassinio, più strage, più brutalità e, si, più tortura.

Ma ora, vi sono veramente poche persone che vi si oppongono. Di conseguenza, l'Impero continuerà il suo corso sanguinario e micidiale, sapendo bene che la maggior parte dell'opposizione nella quale poteva essersi imbattuto si è unita volontariamente, e molto spesso entusiasticamente, alle fila dei suoi collaboratori.

Quando trovate delle scuse per malvagi di questo genere e quando tentate di "giustificarlo" o di "spiegarlo" diventate malvagi voi stessi. Siete complice cosciente di massacri e brutalità. Quelli che rifiutano di pronunciare i dovuti giudizi su Obama impiegheranno grandi sforzi per evitare questa conclusione. Ma alcuni di noi vedono la verità e non ci dimenticheremo di ricordare a tali persone le loro malvagità e complicità.

Non viviamo (ancora) sotto una dittatura. Gli americani hanno una possibilità di scelta. Non dovete appoggiare un regime di questo tipo. (E la scelta rimane sempre finché avrete un respiro, anche sotto una dittatura, un argomento del quale tratterò presto). Nondimeno molti americani, compresi specialmente molti di quelli che pretendevano di opporsi a questo programma di assassinio e distruzione quando veniva attuato da un membro dell'"altro" partito, lo sostengono. Siamo perciò autorizzati a concludere che questo è ciò che vogliono. Alla conclusione di un saggio sull'occupazione USA delle Filippine più di un secolo fa, un episodio raccapricciante che annunciava l'arrivo del germogliante Impero Americano sulla scena internazionale, scrissi:

Tragicamente, per molti americani la verità è ancora peggiore. In un saggio sulle asserite giustificazioni politiche per l'occupazione delle Filippine, "The Old Theme -- A 'Redeemer Nation,' with Some Explaining to Do," ho presentato alcuni estratti da Barbarian Virtues: The United States Encounters Foreign Peoples At Home and Abroad, 1876-1917 di Matthew Frye Jacobson. Il passaggio finale di Jacobson che ho incluso era questo:

Quando rammentiamo ed affrontiamo onestamente la condotta degli USA nelle Filippine all'alba dell'impero del Pacifico nel 1899, non possiamo far passare l'ascesa degli USA alla supremazia globale come anonimo, involontario o casuale. Nonostante qualche opposizione, gli Stati Uniti hanno scelto consciamente il potere imperiale assieme al bagaglio antidemocratico e persino allo spargimento di sangue che comportava; ed a molti americani--a nessuno più che a Teddy Roosevelt--piaceva.

Al quale aggiunsi:

E piace ancora a troppi americani.

E questa, caro lettore, è la pura, infinitamente spaventosa verità.


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