
I mullah a stelle e strisce
1° marzo 2005
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"La Fratellanza Musulmana è stata creata dai grandi nomi dei servizi segreti britannici in Medio Oriente, T.E. Lawrence, E.G. Browne, Arnold Toynbee. St. John Philby e Bertrand Russell ". John Coleman, ex agente dell'intelligence britannico |
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Sono ormai passati più di tre anni dall'inizio della cosiddetta "guerra al terrorismo" e dalla coniazione della celebre frase "Asse del male". E' stato più volte messo in risalto in questo sito da numerosi articoli di come la "guerra al terrorismo" sia un inganno, in quanto è il termine propagandistico di copertura per guerre imperialistiche all'estero e per la repressione del dissenso all'interno, entrambe strumenti essenziali della globalizzazione capitalista a guida USA. E' importante ricordare che, a differenza delle potenze coloniali del passato, gli USA non mirano a governare direttamente i paesi sottomessi ma a collocare al potere dei loro fantocci. Lo scopo dell'aggressione militare è la conquista di posizioni geostrategiche essenziali, oltre al controllo del flusso e dei profitti delle risorse naturali, innanzitutto il petrolio. (v. art. "Verso l'apocalisse-La IV Guerra Mondiale") Per mobilitare gli americani, ed anche gli altri paesi occidentali, e far loro accettare la guerra come necessaria, il governo USA ha dovuto inventare un nemico, l'Islam. La creazione di un nemico è fin dalla notte dei tempi il trucco favorito delle elite per trascinare la popolazione in una guerra dalla quale la maggior parte di essa non ha nulla da guadagnare e tutto da perdere. L'Islam politico si adatta perfettamente come nemico alle necessità dei governanti americani. Il Medio Oriente e l'Asia centrale sono strategicamente ed economicamente importanti ed il governo USA non potrebbe mai giustificare un attacco a quei paesi senza prima convincere gli americani che i musulmani devono essere attaccati, perché sono dei pericolosi terroristi, o liberati. Inoltre, considerare l'Islam il nemico sostiene pure il ruolo di Israele di avamposto del colonialismo occidentale in Medio Oriente e giustifica l'appoggio ad uno stato basato su una feroce pulizia etnica contro dei fanatici islamici. Comunque, i maggiori benefici dell'Islam politico come nemico, per i governanti americani sono ideologici; demagoghi religiosi come Osama bin Laden e mullah iraniani incanalano i poveri e gli oppressi del mondo musulmano verso formazioni reazionarie invece che rivoluzionarie e legittimano il potere delle elite agendo in nome dell'Islam; allo stesso tempo, rendono per contrasto quasi desiderabile ai non musulmani ed a molti musulmani il volto disgustoso del capitalismo contemporaneo. I dirigenti USA vorrebbero che il mondo percepisse che la scelta che ha di fronte sia in effetti tra un capitalismo dichiaratamente decadente con una libertà illimitata di fare ciò che si vuole ed uno stato teocratico premoderno. L'Islam politico ricava molta della sua efficacia dal fallimento del comunismo reale come ideologia rivoluzionaria. Questo fallimento ha lasciato una generale disperazione nel Medio Oriente ed in tutto il mondo ed un vuoto ideologico che l'Islam militante, assistito dagli USA, si è precipitato a riempire. In Medio Oriente la Gran Bretagna si è sempre servita degli estremisti islamici (i Fratelli Musulmani) per dominare le colonie secondo il classico principio del "divide and conquer" per contrastare i movimenti nazionalisti laici e, quando gli USA si appropriarono dell'impero britannico, fin dagli inizi la CIA mantenne una stretta relazione con l'intelligence britannica per utilizzare gli stessi strumenti. La collaborazione diede i primi frutti nel 1953, per il colpo di stato contro il governo di Mohammad Mossadegh in Iran. Per preparare il golpe gli americani finanziarono l'Ayatollah Bihbani ed i britannici diedero 100.000 dollari ad un gruppo guidato dall'Ayatollah Qanatabadi per provocare disordini contro Mossadegh. All'Ayatollah Kashani vennero dati dalla CIA 10.000 dollari ed i suoi seguaci ebbero un ruolo importante nelle dimostrazioni a Tehran. Un altro gruppo di agitatori fondamentalisti era guidato da Tayyeb Hsaj-Reza'i, un personaggio che più tardi divenne un sostenitore dell'Ayatollah Khomeini. L'antidoto preferito dal governo di Washington all'ideologia rivoluzionaria tra le masse disperate di lavoratori e contadini nei turbolenti Medio Oriente, Asia Centrale ed Africa musulmana, specialmente dal 1979, à quindi sempre stata l'idea che la volontà di Dio come espressa nel Corano richieda che il popolo sia sottomesso a "sacre" dittature. Questo anno chiave ha segnato il rovesciamento dello Scià in Iran, il più potente protetto degli USA dopo Israele, e l'inizio dell'Operazione Ciclone della CIA (in collaborazione con il Pakistan e l'Arabia Saudita), che provocherà la rivolta dei terroristi islamici contro il governo laico e socialista ed in seguito l'invasione sovietica in Afghanistan (ampiamente documentato in questo sito) con la conseguente politica di islamizzazione del Pakistan e la nascita della fiorente industria dell'oppio e quindi dell'eroina. In entrambe i casi gli USA si rivolsero al fondamentalismo islamico per raggiungere i loro obiettivi. La rivoluzione iraniana era in grado di costituire una democrazia secolare, anticapitalista e rivoluzionaria e trascinare tutto il Medio Oriente. Invece, l'uomo dell'anno del 1979 di Time, l'Ayatollah Ruhollah Khomeini ed i mullah incanalarono con successo il movimento popolare delle masse verso una teocrazia di destra, utilizzando il nazionalismo e la religione per schiacciare la rivoluzione e consolidare la natura di classe della società iraniana. Khomeini venne esiliato dall'Iran nel 1964 in quanto leader dell'opposizione religiosa ai piani di modernizzazione del paese e si stabilì in Iraq. Qui nel 1978 venne arrestato e quindi deportato. Gli venne offerto quindi rifugio in Francia perché potesse lì continuare i suoi "studi islamici". Mentre era in Francia divenne una celebrità ed il simbolo della rivoluzione islamica contro lo Scià; nello Chateau Neauphle, sua residenza, cominciò a ricevere un flusso costante di visitatori, tra i quali molti erano della BBC, della CIA e dell'intelligence britannico. Si diceva che ricevesse uno stipendio mensile dai servizi segreti britannici sin dal tempo del suo confino a Qom, nel 1963-64. Comunque, in quel periodo la BBC preparava e distribuiva ai mullah in Iran cassette video con tutti i discorsi di Khomeini, utilizzati per infiammare i contadini. Decisivo per la presa del potere da parte del clero sciita è stato il ramo iraniano dei Fratelli Musulmani, noto come Fedayeen-e Islam, costituito negli anni '40. Era guidato dal fanatico Ayatollah Khalkali e l'Ayatollah Khomeini ne era membro da molto tempo. I Fedayeen-e Islam controllavano anche la produzione di oppio iraniana e la rete del traffico di droga. Dopo che Khomeini salì al potere, Khalkali venne cinicamente messo a capo del programma nazionale antinarcotici iraniano e sotto il suo controllo la produzione di oppio andò alle stelle. Secondo i decreti di Khomeini, da allora raccolti e tradotti, "Il vino e tutte le altre bevande inebrianti sono impuri, ma l'oppio e l'hashish non lo sono". Da Allora vi è stata una solida relazione di collaborazione tra i governanti teocratici dell'Iran ed i governanti USA. Nel novembre 1979 gli iraniani presero l'ambasciata USA a Tehran, prendendo in ostaggio 50 americani. Concentrare l'attenzione sul "Grande Satana" permise all'Ayatollah Khomeini di presentare uno spettacolo di radicalismo per soddisfare i suoi seguaci mentre liquidava decine di migliaia di lavoratori e studenti rivoluzionari durante la primavera e l'estate del 1980. Nell'ottobre del 1980 degli emissari del Partito Repubblicano USA incontrarono segretamente esponenti del regime dell'Ayatollah e li persuasero a non fare rilasciare gli ostaggi fino al termine delle elezioni presidenziali, garantendo così la sconfitta di Jimmy Carter. Dal 1983 al 1988 l'amministrazione Reagan, in collaborazione con Israele, vendette armi al regime di Khomeini in Iran, allora in guerra contro l'Iraq, e mandò il ricavato ai Contras sostenuti dalla CIA che combattevano contro la rivoluzione sandinista in Nicaragua, ottenendo nel frattempo cocaina da vendere nei mercati dell'occidente (scandalo Iran-Contras). Se Khomeini non fosse stato un agente degli USA fin dall'inizio non avrebbe mai potuto pensare di attaccare l'Iraq, in quanto il suo armamento, ereditato dal precedente regime, aveva bisogno di parti di ricambio americane. Il copione è sempre lo stesso: ogni volta che lo scontro verbale, pubblico, USA-Iran si infiamma, si è prossimi ad una qualche sorta di cooperazione tra i due "arcinemici". Quindi, alla metà degli anni '90, con esplicita approvazione dell'amministrazione Clinton e l'assistenza dell'ISI pakistano e di Osama bin Laden, gli USA portarono al governo musulmano della Bosnia armi iraniane, Guardie della Rivoluzione iraniane, agenti dell'intelligence iraniana e migliaia di mujaheddin da tutti i paesi islamici, aumentando enormemente l'influenza iraniana e fondamentalista nella regione. Quindi gli USA, operando strettamente con bin Laden, rifornirono l'Esercito di Liberazione del Kosovo di finanziamenti, armi e combattenti musulmani. La collaborazione USA-Iran è continuata dopo l'invasione USA dell'Afghanistan nel 2001. Infatti, alla fine del 2002, gli USA, l'Iran ed altri paesi organizzarono a Roma una conferenza per progettare la creazione di un nuovo governo religioso musulmano per l'Afghanistan. Un importante funzionario alla conferenza annunciò che i governi religiosi musulmani erano in generale una buona idea per i paesi "in via di sviluppo". Di conseguenza, il presidente fantoccio afgano Hamid Karzai rese chiaro che l'Afghanistan intendeva mantenere la sharia, la legge coranica, in quanto il paese è in prevalenza musulmano. Dunque, la sharia è il codice legislativo preferito dal governo USA per i paesi musulmani, primo fra tutti l'Iran, che continua a collaborare attivamente con il governo fantoccio dell'Afghanistan occupato dal "Grande Satana". Ironicamente, sempre secondo copione, gli USA hanno inserito l'Iran nel cosiddetto "Asse del male", lo accusano continuamente di avere un programma nucleare militare e dal 2002 si susseguono le voci di un imminente attacco americano, diretto o tramite il loro proxy Israele. Ma, nei fatti, i due "arcinemici" si comportano da alleati anche nella vicenda irachena, e lo scopo ultimo della collaborazione è fare dell'Iraq uno stato islamico fondamentalista, magari frantumato in diverse parti. Gli USA hanno "rivitalizzato" il sistema educativo iracheno, nel quale sta diventando preponderante l'insegnamento islamico. Non esiste un sistema più efficace di indottrinamento e del resto gli americani hanno già collaudato questo sistema in Afghanistan (v. artt. "A scuola di Jihad"). L'Iran ha collaborato con gli USA, soprattutto fornendo informazioni, durante l'aggressione all'Iraq nel 2003 e gli USA ricambiarono subito bombardando le basi di un gruppo di opposizione iraniano, il Mujahedin-e Khalq, che era ospitato da Baghdad. In una enclave del Kurdistan iracheno, zona controllata dagli USA dal 1991, si trovava la Brigata Badr, il braccio armato dello SCIRI. Lo SCIRI, Consiglio Supremo della Rivoluzione Islamica in Iraq, è un'organizzazione politica chiave degli sciiti, già basata in Iran e guidata dall'Ayatollah Mohamad Baqir Al Hakim che, assieme ad altri Ayatollah iracheni residenti in Iran, si era più volte dichiarato favorevole ad una aggressione USA all'Iraq per "liberare il popolo iracheno dalla dolorosa oppressione che da decenni subisce". Lo SCIRI è armato, addestrato e finanziato dalle Guardie della Rivoluzione iraniane, dunque le dichiarazioni da questo fatte devono per forza rappresentare la politica iraniana. Inoltre, per ammissione dei suoi stessi funzionari, l'Iran ha collaborato con il governo USA alle recenti elezioni farsa tenutesi nell'Iraq occupato dalle quali è emersa "vincitrice", senza sorprese, la United Iraqi Alliance, coalizione di partiti sciiti. La UAI ha già designato come primo ministro Ibrahim al-Jaafari, capo del partito islamico Dawa, pure collegato all'Iran ed il capo dello SCIRI ha già fatto intendere che l'Iraq dovrà essere uno stato islamico, con tanto di sharia, il tutto con la benedizione dell'Ayatollah Ali al-Sistani, il più potente religioso sciita del paese, nato in Iran. Al-Sistani è sicuramente una figura di facciata, un classico eremita, uno che non ha lasciato la sua stanza (non casa) per vent'anni e, a meno che non si sia tanto ingenui da rasentare la demenza, è chiaro che, per chiunque sia chiamato a formare il prossimo governo fantoccio iracheno non deve avere nessuna importanza seguire i precetti della legge islamica o cattolica o buddista fintanto che non gli venga ordinato dai veri padroni, gli USA. Il Dipartimento di Stato USA ha progettato un ruolo importante per il fondamentalismo islamico iraniano in Iraq perché la politica estera americana è stata sempre quella di accrescere la forza ed il coinvolgimento del fondamentalismo islamico in quanto strumento chiave per l'edificazione dell'impero. I continui allarmi di un imminente attacco USA all'Iran servono da copertura della collaborazione tra i due governi, un compito affidato ai media ufficiali ed ai falsi oppositori. Il governo islamico iraniano è diviso tra riformatori moderati e mullah radicali, ma sono i mullah che controllano i militari e la politica estera. Finché tale controllo persisterà, l'"Attacco all'Iran" sarà solamente un prodotto hollywoodiano. _________________________________________________________________
Freebooter 2005
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