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Vi sono quattro
ragioni per le quali i media
mainstream sono inutili. Innanzitutto, vi è una tremenda autocensura da parte dei giornalisti. Per esempio, diversi mesi dopo l'11/9, il celebre presentatore di notizie Dan Rather raccontò alla BBC che i cronisti americani stavano praticando "una forma di autocensura": "vi è stato un tempo in Sud Africa che la gente metteva copertoni infuocati attorno al collo delle persone che dissentivano. Ed in una certa maniera la paura è che te lo mettano qui, avrai un copertone infuocato per mancanza di patriottismo messo attorno al collo. Ora è quella paura che impedisce ai giornalisti di porre le domande più spiacevoli di tutte.... Ed ancora, sono mortificato nel dichiarare che non escludo me stesso da questa critica. "Ciò di cui stiamo qui parlando - che si voglia riconoscerlo oppure no, o chiamarla con il il suo nome vero e proprio oppure no - è una forma di autocensura". Keith Olbermann concorda che nei media americani vi è l'autocensura e che: "Puoi scuotere la barca, ma non puoi mai dire che l'intero oceano è in agitazione .... Non puoi dire: A proposito, vi è qualcosa di sbagliato nel nostro .... sistema". Come scrisse nel 2006 l'ex editorialista del Washington Post Dan Froomkin: Il giornalismo politico dei media mainstream è in pericolo di diventare sempre più irrilevante, ma non a causa di Internet o anche di Comedy Central. La minaccia viene dall'interno. Viene dai giornalisti che hanno paura di fare quello che i giornalisti sono stati messi a fare su questa verde terra. . . . Vi è l'intensa pressione a mantenere l'accesso a fonti interne al sistema, anche se quelle fonti diventano ridicolmente reclutanti ed ipersensibili. Vi è il timore di essere etichettati faziosi se l'indicazione dell'ipocrisia non è distribuita in incrementi precisamente uguali lungo lo spettro politico. Se i giornalisti politici dei media mainstream non iniziano ad additare più spesso l'incoerenza e l'ipocrisia, allora rischiamo di perdere la nostra supremazia — se non rispetto ai comici, rispetto ai blogger. Credo ancora che nessuno sia fondamentalmente più capace di indicare l'ipocrisia di prim'ordine di un cronista specializzato ben informato - qualunque la sua specializzazione. Abbiamo semplicemente bisogno che i direttori, o la cultura imprenditoriale, o l'autocensura – o qualunque cosa sia – non siano più un ostacolo. Ed il colonnello dell'aeronautica ed importante ufficiale del Pentagono Karen Kwiatkowski ha scritto: Mi è stato raccontato da giornalisti che non riferiranno le loro intuizioni o valutazioni contrarie alla storia ufficiale del 9/11, perché mettere in discussione la storia del governo sull'11/9 è mettere in discussione proprio le fondamenta del nostro intero sistema di visione del mondo moderno riguardo al nostro governo, al nostro paese ed al nostro modo di vivere. Essere accusati di mettere in discussione queste fondamenta è molto più grave che essere etichettato uno scontento complottista od un traditore antigovernativo, o che essere persino sostituito o marginalizzato all'interno di una carriera accademica, governativa o letteraria. Discutere la storia ufficiale dell'11/9 è semplicemente e fondamentalmente rivoluzionario. In questo modo, naturalmente, discutere la storia ufficiale è anche semplicemente e fondamentalmente americano.
(pagina 26). Se i giornalisti vogliono dire ciò che pensano su una questione, sono anche soggetti a pressioni tremende da parte dei loro direttori o editori per neutralizzare la storia. Il reporter vincitore del premio Pulitzer che ha svelato lo scandalo della tortura nella prigione in Iraq ed il massacro di Mai Lai in Vietnam, Seymour Hersh, ha affermato:
"Tutte le
istituzioni che pensavamo ci proteggessero -- particolarmente la
stampa, ma anche i militari, la burocrazia, il Congresso -- hanno
fallito. I tribunali . . . la giuria non è ancora nei tribunali.
Così tutte le cose che ci aspettiamo normalmente ci soccorrerebbero
non lo hanno fatto. Il fallimento più grande, sosterrei, è la stampa, perché è il più
vistoso.... [Lunga pausa] Dovresti licenziare o liquidare il novanta per cento dei direttori e dei dirigenti. Dovresti effettivamente cominciare a promuovere gente che non pensi di poter controllare dalle sale stampa per essere direttore. E non faranno questo". Infatti molti giornalisti avvertono che la vera storia non viene riferita. Vedi questo annuncio e questo colloquio. Ed anche una serie di interviste con giornalisti premiati documenta la censura di certe storie da parte dei direttori e dei proprietari dei media (e vedi questi esempi). Vi sono molte ragioni per la censura da parte dei pezzi grossi dei media. Uno è il denaro. I media hanno un forte interesse monetario ad evitare in generale argomenti controversi. E' sempre stato vero che gli inserzionisti pubblicitari scoraggiano storie che sfidano il potere delle aziende. Effettivamente, un'indagine del 2003 rivela che il 35% dei reporter e degli stessi dirigenti delle notizie hanno ammesso che i giornalisti evitano storie interessanti se “l'articolo fosse imbarazzante oppure deleterio per gli interessi finanziari dei proprietari delle organizzazioni di notizie o per la società madre". In aggiunta, il governo ha permesso una spaventosa fusione della proprietà delle onde radio durante lo scorso decennio. I grandi attori dei media sono nella posizione di ottenere miliardi di dollari di profitti se l'amministrazione Obama continua a permettere la proprietà di monopolio delle onde radio da parte di una manciata di attori. I giganti dei media sanno chi imburra il loro pane. Così vi è un accordo verbale o tacito: se i media trattano dell'amministrazione in una luce favorevole, i MSM continueranno ad essere i destinatari delle delicatezze del governo. 3. Sollecitare il sostegno per la guerra Inoltre, i proprietari delle società di media americane giocano da lungo tempo attivamente una parte nel sollecitare il sostegno per la guerra. E' dolorosamente ovvio che le grandi aziende di notizie hanno evitato attentamente qualsiasi vera critica delle pretese del governo nel periodo preparatorio alla guerra in Iraq. E' dolorosamente ovvio che le grandi società di media americane hanno agito come cagnolini da compagnia e stenografe per il programma bellico del governo. Il reporter veterano Bill Moyers ha criticato i media corporativi per avere ripetuto meccanicamente il falso collegamento tra '11/9 e l'Iraq (e le false pretese che l'Iraq possedesse le ADM) che l'amministrazione faceva nella preparazione alla guerra in Iraq ed ha concluso che le false informazioni non sono state messe in discussione perché: "i media [mainstream] erano dei capi tifoseria per la Casa Bianca dall'inizio e stavano semplicemente continuando a chiamare a raccolta il pubblico dietro al presidente — senza porre nessuna domanda". E come David Gregory di NBC News (più tardi promosso a presentare Meet the Press) ha dichiarato: "Ritengo che vi siano molti critici che pensano che . . . . se non abbiamo resistito [nella corsa alla guerra] e non abbiamo detto 'questo e falso e siete dei bugiardi e perché fate questo' non abbiamo svolto il nostro compito. Rispettosamente dissento. Non è il nostro ruolo". Ma questo non è niente di nuovo. Infatti, le grandi società di media hanno sollecitato l'appoggio alla guerra in tutte le guerre precedenti. Per esempio, Hearst contribuì a cercare l'appoggio alla guerra ispano americana. Ed un sommario ufficiale del rovesciamento da parte dell'America del presidente democraticamente eletto dell'Iran negli anni '50 afferma che "In cooperazione con il Dipartimento di Stato, la CIA aveva fatto impiantare diversi articoli nei principali quotidiani e riviste americani che, quando riprodotti in Iran, avevano il desiderato effetto psicologico in Iran e contribuirono alla guerra di nervi contro Mossadeq." (pagina x) I media mainstream potrebbero anche aver fatto il piedino al governo USA proprio prima di Pearl Harbor. Specificamente, un altamente lodato storico (Bob Stineet) sostiene che il capo di stato maggiore dell'esercito informò i capi ufficio di Washington dei principali quotidiani e riviste dell'imminente attacco a Pearl Harbor PRIMA CHE AVVENISSE e fece loro prestare giuramento di segretezza, che i media onorarono (pagina 361) . E l'alleanza militari-media è continuata senza interruzione (come un giornalista altamente stimato afferma, "gli spettatori possono essere sconcertati a vedere il grado grottesco al quale i presidenti USA ed i media di notizie americani si sono accollati congiuntamente importanti compiti di propaganda per il lancio di guerre durante i cinque decenni passati".) Come scrive l'Independent, quotidiano britannico mainstream: Vi è una strategia concertata per manipolare la percezione globale. Ed i mass media operano come i suoi compiacenti assistenti, trascurando sia di resistervi che di esporla. L'assoluta tranquillità con la quale questo meccanismo è stato in grado di compiere il suo lavoro riflette una strisciante debolezza strutturale che ora affligge la produzione della nostra cronaca. L'articolo sull'Independent discute dell'uso della "propaganda sporca" da parte del governo USA, che viene poi ripetuta meccanicamente dai media senza analisi; per esempio, il governo ha falsificato una lettera di al Zarqawi al "circolo interno" della leadership di al Qaeda che lo esortava ad accettare che il modo migliore per battere le forze USA in Iraq fosse di avviare efficacemente una guerra civile, che allora venne pubblicizzata senza domande dai media.. Così, perché la stampa americana ha regolarmente servito le elite nel disseminare le loro false giustificazioni per la guerra? Uno dei motivi è perché le grandi società di media sono possedute da quelle che sostengono l'agenda militarista o che persino profittano direttamente dalla guerra e dal terrore (per esempio, la NBC è posseduta dalla General Electric, uno dei maggiori contraenti della difesa al mondo -- che profitta direttamente dalla guerra, dal terrorismo e dal caos). Un altro sembra essere la tacita regola che i media non criticheranno l'agenda bellica imperiale del governo. E l'appoggio dei media non è soltanto per la guerra: è anche per vari altri inganni da parte dei potenti. Per esempio, un documentario della BBC riporta: Vi fu "un progettato colpo di stato negli USA nel 1933 da parte di un gruppo di affaristi americani di destra . . . . Il colpo di stato puntava a rovesciare il presidente Franklin D Roosevelt con l'aiuto do mezzo milione di veterani di guerra. I complottisti, che si presumeva comprendessero alcune delle famiglie più famose in America (i proprietari di Heinz, Birds Eye, Goodtea, Maxwell Hse ed il nonno di George Bush, Prescott) ritenevano che il loro paese dovesse adottare le politiche di Hitler e Mussolini per superare la Grande Depressione". Inoltre, "i magnati raccontarono al generale al quale chiesero di eseguire il colpo di stato che il popolo americano avrebbe accettato il nuovo governo perché controllavano tutti i quotidiani". Vedi anche questo libro. Avete mai sentito prima di questo piano? E' stato certamente molto grande. E se i cospiratori controllavano i quotidiani allora, quanto peggio è oggi con la fusione dei media? 4. Censura da parte del governo Infine, come se l'interesse dei media nel promuovere la guerra non fosse forte abbastanza, il governo ha esercitato una pressione formidabile sui media perché riferissero le cose in un certo modo. Effettivamente, talvolta il governo ha gettato in galera proprietari di media e giornalisti se sono stati troppo critici. Le società dei media hanno provato grande pressione dal governo per annullare qualsiasi vera messa in discussione delle guerre infinite. Per esempio, Dan Rather ha affermato, per quanto riguarda i media americani che "Ciò che avete è una versione in miniatura di ciò che avete negli stati totalitari". Tom Brokaw ha dichiarato che "tutte le guerre sono basate sulla propaganda". Ed il capo della CNN ha detto: "dopo l'11/9 vi è stata 'quasi una polizia del patriottismo' e quando la rete mostrava cose critiche delle politiche dell'amministrazione riceveva telefonate dagli inserzionisti pubblicitari e dall'amministrazione e "gente in alto nelle corporations telefonava e diceva 'Qui siete antiamericani'". Effettivamente, l'ex analista militare e famoso delatore dei Documenti del Pentagono Daniel Ellsberg ha affermato che il governo ha ordinato ai media di non trattare dell'11/9: Ellsberg non è sembrato per nulla sorpreso che gli odierni media di trasmissione mainstream americani non abbiano finora accettato l'offerta dell'ex traduttrice dell'FBI e delatrice dell'11/9 Sibel Edmonds, nonostante la natura sensazionale delle sue affermazioni [che Ellsberg chiama "molto più esplosive dei Documenti del Pentagono"]. Come ha pure suggerito la Edmonds, Ellsberg ha indicato il New York Times, che "è stato seduto per più di un anno sulla storia di spionaggio della NSA" quando "poteva averla messa fuori prima delle elezioni del 2004, il che potrebbe aver cambiato il risultato". Ci ha raccontato che "Vi saranno delle telefonate che vanno fuori ai media che dicono 'non pensate neppure di toccarla, sarete accusati di violare la sicurezza nazionale'". * * * "Sono sicuro che vi sia una discussione all'interno del governo riguardo a 'Come trattiamo con Sibel'"? contende Ellsberg. "La prima linea di difesa è di assicurare che non arrivi ai media. Penso che qualsiasi organizzazione che pensava di utilizzare i suoi materiali andrebbe dal governo e verrebbe loro detto di non toccare questo . . . ." Naturalmente, se l'approccio del bastone non funziona, il governo può sempre semplicemente pagare i giornalisti per diffondere disinformazione. Effettivamente, un esperto di propaganda ha testimoniato sotto giuramento durante un processo che la CIA impiega MIGLIAIA di giornalisti e POSSIEDE le sue organizzazioni di mass media (l'esperto ha un background impressionante). Ed il celebre giornalista del Watergate Carl Bernstein afferma che la CIA ha già comprato e pagato molti giornalisti di successo. Vedi anche questo articolo del New York Times, questo saggio dell'Independent, questo discorso di uno dei principali scrittori di giornalismo, e questo e questo sommario. In realtà, nell'analisi finale, la ragione principale oggi per la quale i giganti dei media non tratteranno le vere storie o non metteranno in discussione le azioni e le politiche del governo in qualsiasi maniera significativa è che viviamo in un paese che non è poi così libero (vedi punto numero 6). Mussolini affermò che il fascismo è la mescolanza degli interessi del governo e delle aziende ed il governo americano ed i media mainstream sono di fatto mescolati assieme ad un grado senza precedenti.
Vedi
questo libro e la seguente intervista in 5 parti per
ulteriori informazioni sull'11/9 ed i media: (Part
1 •
Part 2 •
Part 3 •
Part 4 •
Part 5
Non possiamo
proprio lasciare l'autorità ai nostri
"leader" poiché "Il prezzo della libertà è l'eterna vigilanza"
(Jefferson). Similarmente, non possiamo lasciare le notizie ai media
corporativi. Abbiamo bisogno di "essere i media" noi stessi.
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