PSL

Website of the Party for Socialism and Liberation

 

Il movimento che occorre per la società che meritiamo

Editoriale del PSL

17 OTTOBRE 2011

 

Il sole non si era ancora levato ai primi del mattino del 14 ottobre, ma migliaia di giovani, assieme a vecchi lavoratori e membri del sindacato, avevano già gremito Liberty Plaza, ad alcuni isolati da Wall Street. Utilizzando il "microfono popolare" per amplificare la sua voce, l'oratore ha chiesto alla folla, che stava tutta vigile, chi fosse pronto ad essere arrestato in difesa del parco che era diventato l'epicentro di uno dei più importanti movimenti della storia recente. Migliaia di mani si protesero in su; la folla non era senza paura, ma era chiaramente disposta ad agire nonostante questa. Alcuni minuti più tardi, venne letta la dichiarazione che il sindaco miliardario della città, Michael Bloomberg, aveva fatto marcia indietro dalla sua promessa di sfrattare l'occupazione. Vittoria.

Questa prova di forzanella quale alcune delle forze della classe dominante del paese sono state sconfittedice molto su cosa è accaduto il mese scorso. In quel periodo, la protesta di Occupy Wall Street che è cominciata con appena qualche annuncio ha riacceso un movimento di significato globale. Ora esistono centinaia di occupazioni per tutto il paese ed il numero delle persone che partecipano si è ingrossato di molte volte.

Come è accaduto questo? Chi poteva prevedere soltanto un mese fa che il 15 ottobre più di 1.500 città sarebbero state teatro di proteste e raduni nel nome del "99%" contro la dittatura economica dei molto ricchi?

Ogni risposta autoritaria, dall'irrorare con lo spray al pepe i dimostranti pacifici all'intrappolamento ed arresto di 700 manifestanti, ha avuto l'effetto opposto. Senza questa determinazione, il movimento non poteva mai avere catturato l'immaginazione del paese e del mondo.

Guardando indietro, questo movimento sembra inevitabile. E' chiaramente il prodotto di decenni di salari stagnanti, dell'eliminazione di posti di lavoro sindacalizzati, di debito crescente e di oscena disuguaglianza. E' il prodotto dei salvataggi, dei bonus spudorati dei dirigenti, dei continui pignoramenti e della crisi dei posti di lavoro che si aggrava. E' un prodotto del fallimento dell'amministrazione Obama di dare il cambiamento che ha promesso. Più in generale, è il prodotto della costante erosione del "sogno americano" di una stabile "classe media". Il sistema non è stato all'altezza della sua stessa mitologia ed il movimento Occupy è il prezzo da pagare.

Ma le contraddizioni in aggravamento del capitalismo non raccontano l'intera storia. Come si rappresentava la prova di forza con Bloomberg dell'alba del 14 ottobre, qualcosa è accaduto anche tra la gente. Mentre i dominanti, l'1%, hanno risposto con la repressione e la violenza poliziesca, i dimostranti sono rimasti saldi, non intimiditi. Ogni risposta dispotica, dall'infame spruzzo di pepe sui dimostranti pacifici al deliberato intrappolamento ed agli arresti di massa dei 700 manifestanti sul ponte di Brooklyn, è fallita. Senza questa determinazione a continuare in avanti, a ritornare continuamente alle barricate, il movimento non avrebbe mai potuto catturare l'immaginazione del paese e del mondo.

Ogni settimana, il movimento si è ampliato. Il messaggio anti-Wall Street è risonato presso i giovani in tutto il mondo che avvertono di non avere nessun futuro sotto l'ordine attuale. Molti si sono scoperti una volontà di lottare che non avevano mai saputo di possedere prima.

Il messaggio del movimento è risonato anche presso i sindacati, che sono nel disperato bisogno di una strategia e di una prospettiva per rianimare e diffondere questa lotta. Sebbene ancora ostacolato da numerose limitazioni politiche, essi vedono nel movimento Occupy un segno di speranza. Il 5 ottobre, hanno co-sponsorizzato la più grande dimostrazione finora a sostegno di Occupy Wall Street. La marcia di massa, che era permessa, ha dato l'opportunità di partecipare tra la gente della classe lavoratrice che non è in grado di passare la notte fuori a "occupare". Ha anche permesso la partecipazione tra settori della popolazione che non possono rischiare l'arresto.

Sempre più attivisti studenti, che si organizzano contro gli aumenti delle tasse scolastiche nelle università pubbliche della città, hanno iniziato a collegare il loro lavoro con Occupy Wall Street. Anche giovani dalle comunità oppresse, la loro curiosità eccitata dalla costante cronaca di notizie, sono arrivati in gran numero.

E' per questo che così tanta gente si è unita il 14 ottobre, determinata a bloccare il piano di sfratto di Bloomberg. Hanno riconosciuto l'importanza di questo nuovo polo.

Similmente, lo scorso inverno l'occupazione del Campidoglio del Wisconsin è stata attuata principalmente da giovani e da disoccupati da una molteplicità di prospettiva politiche. Mentre i sindacati non avevano iniziato l'occupazione, è diventata un polo di lotta che ha loro permesso di marciare continuamente, radunarsi ed ampliare la lotta per salvare i loro diritti.

Naturalmente, il movimento Occupy è pieno di contraddizioni e di problemiciò che per definizione è un movimento di "massa". Vi è un'intera serie di questioni che incombeil ruolo della polizia, la nozione di movimenti "senza leader" e la relazione di questo movimento con i settori specialmente oppressi della società.

Ma la lotta è cominciata è da essa sorgerà una nuova consapevolezza politica. Questo è territorio estemporaneo. La consapevolezza politica viene formata dalla battaglia una volta che vi si getta dentro. La rivoluzione è un processo. I movimenti liberali diventano radicali e quindi rivoluzionari quando sono confrontati da nuove sfide, ostacoli e necessità.

Lungo la strada, il movimento ha il potenziale per continuare ad ingrandirsiper diventare una scintilla per il risveglio della lotta dei lavoratori e per collegare le comunità oppresse che da lungo tempo sanno cosa significhi far parte del 99%.

Come dice la massima rivoluzionaria, "Vi sono decenni dove non accade nulla e vi sono settimane dove accadono decenni". Noi viviamo in tali settimane e sembra soltanto l'inizio.