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Con l'amministrazione Obama ostinata ad ottenere che sia approvato
il suo disegno di legge sulla
“Trans-Pacific
Partnership”
, che molti critici
sostengono non sia affatto una legge ma
un gigantesco dono alle
corporation, di sotto
ristampiamo degli estratti di un articolo di
Sam Marcy dell'agosto 1993 su
“Free trade, monopoly
and NAFTA”
.
Marcy
era un pensatore marxista di primo piano, organizzatore e fondatore del
Workers World Party.
La sua prospettiva su
quell'accordo di "libero scambio" è ugualmente illuminante oggi.
Libertà o libero
scambio?
Nella lotta del mondo contemporaneo, la borghesia si atteggia
ancora come il campione del libero scambio. Ma non è il libero scambio
del vecchio stadio competitivo del capitalismo. E' il libero scambio di
giganteschi monopoli imperialisti.
Il libero scambio come esisteva prima della metà del 19° secolo è
praticamente scomparso. La sua sostituzione da parte di
giganteschi, predatori monopoli imperialisti
ha significato un ruolo sempre più ristretto per i paesi più piccoli del
mondo ed accresciuta dominazione da parte dei più potenti
monopoli imperialisti per tutto il globo.
La produzione su piccola scala, che aveva un ruolo più o meno
stabile nell'epoca dello stadio competitivo classico del capitalismo, ha
un'esistenza del tutto precaria nell'epoca dei
monopoli imperialisti.
Quello che gli ha dato, per così dire, un'estensione di vita, è la
crescita del settore dei servizi. Ma questo è dipendente dalla stabilità
dei
monopoli capitalisti. Una seria
crisi economica risulterebbe quasi certamente in una situazione
catastrofica per le piccole imprese come pure per il settore dei
servizi.
Più importante, il capitalismo monopolistico ha significato un
ruolo limitato per le classi lavoratrici, data l'effettiva onnipotenza
dei
monopoli che controllano in blocco i governi
imperialisti del mondo. E' in questo contesto contemporaneo che dovremmo
esaminare il tentativo da parte del governo USA di creare una specie di
"zona di libero scambio" tra USA, Canada e Messico.
I lavoratori e il NAFTA
Molta importanza è stata assegnata al
North American Free
Trade Agreement, originariamente
negoziato dall'amministrazione Bush. L'amministrazione Clinton, dopo
avere fatto alcuni propri cambiamenti, sta premendo duramente perché il
governo USA adotti questo accordo.
Il movimento organizzato dei lavoratori è contrario ad esso.
Nondimeno, l'amministrazione
Clinton si sta muovendo velocemente per ottenere che l'accordo sia
adottato.
Tuttavia, è importante considerarlo dal punto di vista degli
interessi della classe lavoratrice, non soltanto in USA e Canada, ma in
modo più particolare in Messico.
Il commercio tra Messico ed USA è aumentato nettamente dal 1986,
quando il governo messicano ha iniziato ad abolire quelle che
Washington considerava delle
restrizioni alle esportazioni USA. ... Ciò significa che il governo
messicano ha aperto alla grande la sua economia alla penetrazione del
capitale USA.
L'atteggiamento dei lavoratori USA
Quale dovrebbe essere l'atteggiamento della classe lavoratrice USA?
Da un punto di vista di classe, non dovrebbero essere sostenuti né
l'accordo ne alcuna sua parte o accordi integrativi. Non dovremmo
sostenere l'espansione del capitalismo USA in nessun luogo
— nord, sud, est o
ovest.
Il compito della classe lavoratrice USA è di accrescere il proprio
ruolo nella lotta contro il monopolio
— non di condurre una
lotta a favore dell'estensione del capitalismo monopolistico. E' bene
che l'AFL-CIO
si opponga al NAFTA.
Ma lo è su un terreno molto limitato
—
su come il NAFTA influisca su singoli sindacati. Tuttavia, nel discutere
le relazioni tra USA, Canada e Messico, i sindacati sono attirati
inevitabilmente nel vortice della politica mondiale. Sono obbligati a
prendere posizione sul ruolo che l'imperialismo USA gioca nel mondo
contemporaneo. ...
Nessuna possibilità
di tranquillo sviluppo
Tutte le chiacchiere che creerà inevitabilmente posti di lavoro in
USA e Messico come risultato di sollevare le restrizioni contro le
corporation USA
sono infondate. Tralasciano interamente la considerazione sulla
natura dello sviluppo capitalista, che è
contrassegnato da crisi inevitabili.
Il capitalismo non si muove soltanto verso l'alto, può anche
declinare a livelli abissali. Questo ne è soltanto un aspetto. Un altro
è che la classe capitalista abbandonerà un mercato per i suoi prodotti,
non importa quanto redditizi, nell'interesse di un altro mercato più
redditizio nel quale il tasso di profitto sia ancora più alto.
L'obiettivo della diplomazia imperialista e della diplomazia USA in
particolare, è di aiutare i monopoli capitalisti dovunque cerchino di
ampliare la loro influenza. E' nella loro natura tirarsi fuori
dall'Australia ed andare in Nuova Zelanda, o andare dalla Nuova Zelanda
in Nicaragua o in Messico se il tasso di profitto è maggiore. E' questa
la forza movente dello sviluppo capitalista.
E' stato bene per l'AFL-CIO
e per tutti i suoi
sindacati affiliati almeno di opporsi all'accordo, anche se soltanto su
terreni sindacali ristretti. Ma questo è inadeguato, considerando le
dimensioni dell'accordo.
Essere d'accordo è diventare socio passivo del ruolo devastante del
capitale finanziario USA all'estero
— ed all'interno.
Il reale obiettivo dei lavoratori dovrebbe essere di forgiare un accordo
di solidarietà tra i sindacati di USA, Canada e Messico. Deve prendere
prima di tutto in considerazione che il Messico è un paese oppresso e
che USA e Canada sono imperialisti, sebbene il Canada nella lotta sia un
socio minore. ...
Da tutto questo dovrebbe seguire che l'unica salvezza per la classe
lavoratrice e per i paesi oppressi, come Marx ha messo in evidenza nel
Manifesto del Partito Comunista, è "Lavoratori di tutto il mondo,
unitevi!". Lenin ha aggiunto che "popoli e lavoratori oppressi del
mondo, unitevi!" per portare questo slogan nell'epoca imperialista.
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