
Mercanti di democrazia:
ora il colonialismo si maschera
da portatore di libertà e democrazia
8 maggio 2004
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Quando le potenze coloniali iniziarono ad andare per il mondo a conquistare paesi deboli con ricche risorse naturali, vasti mercati di consumo od occupanti importanti posizioni strategiche, la scusa preferita che avanzavano per giustificare la loro brutale aggressione era che i paesi conquistati erano abitati da nazioni totalmente incivili che dovevano essere civilizzate cosicché potessero prendere la strada del progresso e della prosperità nel mondo moderno. Questi mercanti di civilizzazione governarono per secoli quei poveri paesi, sfruttando tutte le loro risorse naturali, scaricando nei loro mercati ogni sorta di prodotti finiti da "casa" e mantenendo di proposito economicamente sottosviluppate e politicamente arretrate le nazioni conquistate. Quando un'ondata di consapevolezza politica in tutto il mondo costrinse gli usurpatori coloniali ad abbandonare le terre che convenientemente sfruttavano per i loro interessi nazionali, le nazioni vittima erano ancora sottosviluppate come lo erano all'epoca della conquista da parte dei dominatori stranieri. I secoli di dominio straniero hanno in qualche modo reso le nazioni conquistate più civilizzate? Si, ma solamente per quanto riguarda una piccola frazione della popolazione formata in gran parte da burattini locali che avevano imparato a vestirsi, mangiare, parlare e pensare come i loro padroni stranieri ed a spadroneggiare sui loro concittadini 'incivili'. Questo era il cosiddetto nucleo civilizzato della popolazione locale che prese il potere dai governanti stranieri quando questi ultimi partirono. Conformemente alla loro natura, nella maggior parte dei casi essi si dimostravano più colonialisti dei loro precedenti padroni coloniali nelle loro vedute e condotta. Il colonialismo era un sistema mirato principalmente allo sfruttamento vero e proprio di esseri umani per mano di esseri umani più potenti. Quindi, le nazioni più deboli consideravano la sua liquidazione come una grande benedizione per il loro futuro. Sfortunatamente per loro, e per la maggior parte dell'umanità, la scomparsa del colonialismo non causò alcun cambiamento materiale della situazione di base, eccetto forse per un periodo di tempo molto breve ed in molto poche regioni del mondo. Simultaneamente all'uscita di scena del colonialismo convenzionale, aveva cominciato ad apparire il neocolonialismo, portando con se tutte le feroci avidità delle vecchie potenze coloniali. Infatti, era iniziata la corsa alla costruzione dell'impero, e venne continuata inesorabilmente attraverso la guerra fredda. Molte piccole nazioni erano state distrutte o fatte diventare violentemente seguaci di una o l'altra delle due opposte superpotenze. Mentre la dissoluzione dell'impero sovietico significò la liberazione di un grande numero di piccoli stati che avevano perduto la loro identità indipendente dietro la cortina di ferro, questi paesi, assieme ad un grande numero di altri piccoli e grandi stati indipendenti da allora fronteggiano ansimando lo spietato assalto delle potenze neocoloniali. Guidato dall'America, la sola superpotenza mondiale sopravvissuta, umilmente seguita dalla Gran Bretagna, il neocolonialismo marcia in avanti a velocità sbalorditiva. I leader lungimiranti di un paio di nazioni avevano previsto la minaccia che questo nuovo diluvio poneva per l'umanità in generale e per un grande numero di nazioni piccole e grandi in particolare. Essi fecero alcuni tiepidi sforzi per costruire un argine per fermare questo flusso violento ma molto presto cedettero alla sua immensa potenza. Questa volta gli aggressori non fingono di essere dei mercanti di civilizzazione, perché sanno che da allora questo gioco è stato direttamente esposto come fasullo; ora essi procedono come mercanti della democrazia e dei diritti umani. Ma, sfortunatamente, ora sono diventati così potenti ed inebriati di potere in questo che non devono produrre alcuna scusa convincente per privare qualsiasi nazione della sua sovranità e di un'esistenza indipendente. Ora possono pretendere di essere i campioni della democrazia ma non hanno mai esitato ad abbracciare dei dittatori quando questi agiscono volentieri come dei loro lacchè e sono sempre pronti a danzare alla loro musica. Quando Saddam Hussein faceva gli interessi degli americani contro l'Ira, era il braccio destro dell'America dalla quale riceveva pieno sostegno. Quando lo stesso Saddam Hussein sfidò l'America, venne rovesciato attaccandogli l'etichetta di spietato dittatore ed accusandolo di avere negato al popolo iracheno i diritti umani fondamentali per tre decenni. Con il pretesto di sbarazzare il popolo dell'Iraq di un dittatore, i campioni della democrazia hanno distrutto l'intera infrastruttura di quello sfortunato paese, uccidendo migliaia di uomini, donne e bambini innocenti nel tentativo di consolidare la loro presenza in una zona altamente strategica della regione. Osservate al tipo di democrazia che viene imposta al popolo iracheno: un consiglio di governo nominato dagli USA, una costituzione confezionata su misura dagli USA, forze armate e polizia addestrate dagli USA, elezioni generali sorvegliate dagli USA ed un trasferimento di poteri al popolo del paese estremamente limitato, i veri poteri saranno trattenuti dalla Casa Bianca per un periodo indefinito attraverso degli americani. Per quanto riguarda il molto pubblicizzato amore delle potenze neocoloniali per i diritti umani, il mondo è già stato testimone di come le loro affermazioni sotto questo aspetto siano basate sull'assoluta falsità e pura doppiezza. Nel determinare se un gruppo di persone meriti godere dei diritti umani, queste potenze sono guidate dai pigmenti della loro pelle, dalla fede che professano, dalla loro razza e dalla loro nazionalità. La loro prima priorità a tale riguardo sono sempre stati i loro concittadini. Se i diritti umani dei loro cittadini non sono avversamente toccati, ad esse non importa di privare di questi diritti il resto dell'intera umanità. Guardate alle mostruosità che vengono perpetrate da queste potenze sugli sfortunati popoli dell'Afghanistan e dell'Iraq. Le ultime rivelazioni sulla tortura e l'umiliazione dei prigionieri iracheni per mano degli americani e dei britannici facenti parte delle forze di occupazione sono sufficienti a far provare vergogna all'intera umanità. Questi ed altri incidenti di natura simile che devono ancora essere portati alla luce in Iraq ed Afghanistan dimostrano un totale disprezzo dei diritti umani da parte delle potenze neocoloniali. Aggiungete a tutto ciò l'inumano trattamento inflitto ai sospetti di vari paesi raggruppati assieme a Guantanamo Bay ed ottenete la vera immagine della pretesa delle potenze neocoloniali di essere i campioni dei diritti umani. Se fosse necessaria una ulteriore prova per determinare quanto falsa sia la loro pretesa, osservate il modo nel quale Israele nega i diritti umani agli arabi palestinesi e come le potenze neocoloniali come Stati Uniti e Gran Bretagna forniscano pieno sostegno all'entità ebraica nei suo malvagi progetti contro i palestinesi di origine araba. Ancora, osservate il modo nel quale le forze di occupazione indiane calpestano i diritti umani fondamentali del popolo del Kashmir da più di cinque decenni, senza che nessuna delle potenze neocoloniali alzi almeno un dito per protestare. Queste potenze come spiegano in queste condizioni il loro cosiddetto amore per la libertà e la democrazia e la loro difesa dei diritti umani? Non vi è alcun dubbio che tutto questo non sia altro che un inganno. Dunque, eccetto per il suo modus operandi, il neocolonialismo non è molto diverso dal colonialismo. Il suo scopo fondamentale rimane lo stesso, cioè la conquista di paesi indipendenti più deboli ricchi di risorse naturali o con una posizione strategicamente importante. Come è stato per il colonialismo, vengono adottate misure a lungo termine dai neocolonialisti interessati per mantenere il paese vinto permanentemente sotto il loro tallone per continuare a sfruttare le sue risorse naturali a loro vantaggio per sempre. Ora è dimostrato molto chiaramente che le potenze neocoloniali che indossano le vesti dei mercanti di democrazia e diritti umani sono malvagie ed assetate di potere come lo erano i loro predecessori coloniali che apparivano sotto le vesti di mercanti di civilizzazione. Qualunque sia la loro rispettiva pretesa, resta il fatto che nessun paese ha il diritto di privare un altro paese indipendente della sua libertà e della sua esistenza indipendente come nazione. Questo è il principio sul quale tutte le nazioni deboli del mondo devono unirsi e costringere le Nazioni Unite ad assicurarne l'attuazione. Se ciò non accade, una grande minaccia attende l'umanità in un futuro non lontano.
L'autore è un colonnello a riposo ed un editorialista indipendente ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Reprinted for fair use only |