Giovedì 10 aprile 2008

I militari e nient'altro che i militari

 

Prima di tutto, cominciamo con il FATTO che gli USA sono una dittatura fascista. Basti dire che è una diretta serie ininterrotta dalla fine della II GM, i cui risultati non sono stati quelli che si presumevano essere. Ha vinto la parte sbagliata. Entra l'NSA, il National Security Act del 1947.

Il primo requisito indispensabile per la dittatura fascista americana da poco creata era la dissoluzione dell'Unione Sovietica, aprendo così le risorse del globo statali e nazionalizzate, che in precedenza erano state interdette all'accesso, all'acquisizione dei privati.

Avanti velocemente al presente. Dichiarata così, questa conversione di cui sopra, è l'obiettivo dell'attuale "progetto", non solamente in Iraq, ma altrove, dovunque.

 

In seguito, tutte le numerose, parecchie contraddizioni sociali e di classe scatenate dalla controrivoluzione globale, per definizione, necessitano una sempre maggiore forza militare, soppressione e repressione, entrambe esterne ed interne, per contrastare l'enorme resistenza e l'opposizione di molteplice provenienza della resistenza organizzata, una macchina che si perpetua.

"Per ogni azione vi è una reazione uguale e contraria". E così, il conflitto si muove a spirale verso l'alto, cioè la guerra dei 100 anni della quale parla SINCERAMENTE il candidato presidenziale repubblicano McCain. L'Iraq è parte integrale di questo grande puzzle, ma certamente non il puzzle intero. Interventi multipli già esistono e sono programmati.

 

Nella tessera irachena del puzzle, l'amministrazione Bush ha prodotto un grossolano errore strategico, prima procedendo unilateralmente, in opposto al "modo multilaterale", poi, aggiungendo fiamme al fuoco, esternalizzando il lavoro dell'occupazione irachena alle assolutamente ripugnanti, spregevoli, barbare ed inerentemente destabilizzanti milizie e fazioni naziste irachene. Per gli sciocchi americani, questo viene presentato come uno sviluppo "accidentale". In realtà, è stato proprio l'opposto, deciso, un estensione della intima relazione dai giorni dell'Iran-Contra ed anche da molto prima. Per realizzare questo, la civile amministrazione Bush ha ignorato molti settori dell'establishment dei militari professionisti americani, rendendoli furiosi. Si sono aperti problemi conseguenti da questa politica a causa di sviluppi interni ed esterni, della eroica resistenza irachena, di litigi e lotte interne politiche, economiche e militari tra le genocide milizie iraniane, di un esodo di massa di profughi nei paesi vicini, di minacce avvertite da altri stati del Golfo arabi dall'espansionismo persiano e da un vicino Iraq destabilizzato, di sviluppi in Turchia e conflitti con il PKK, di costi americani, di scioperi generali, del risveglio della Russia e così via.

Così, si è resa necessaria una politica americana modificata.

 

L'unilateralismo è già stato abbandonato a favore del "multilateralismo", per gentile concessione del nostro colpo di stato architettato con le elezioni di medio termine del novembre 2006. Quella parte è finita, morta, passata.


Dopo viene il disfacimento delle politiche totalmente spaventose, orrende, iraniane, collaborazioniste e di accomodamento di Bush. Queste orribili ripercussioni devono essere mitigate, disfatte. Così, nel seguente, notate specialmente gli ultimi tre paragrafi in fondo,
www.iraqupdates.com/p_articles.php/article/29700

 

Come ho detto in precedenti blog, questo è come e perché McCain entrerà nel quadro. Uno scatto di nazionalismo e militarismo emergerà trionfante e la conversione in uno stato della sicurezza nazionale a partito unico, fascista, sarà completa, favorito dai democratici di Vichy, che saranno allora dichiarati morti al momento dell'avvento ed inutili.

karlmarx