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Washington, D.C. –
Con le informazioni che vengono fuori da
WikiLeaks ad un passo rapido
e furioso, per le persona comune è difficile stare al passo con le molte
rivelazioni bomba che vengono esposte. Ciò sta succedendo tanto che le
prove più incriminanti finiscono come rumore di sfondo nel ciclo di 24
ore delle notizie elettorali senza raggiungere i notiziari mainstream.
Il 7 ottobre 2016
WikiLeaks pubblica migliaia
di email che appartengono agli archivi privati delle email di
John Podesta. Nei giorni che
sono seguiti sono state pubblicate altre email. Podesta è il
direttore della campagna presidenziale 2016 di
Hillary Clinton. In precedenza ha
servito come Capo di Gabinetto del Presidente
Bill Clinton
e consigliere del
Presidente Barack Obama.
Le email di
Podesta
danno una comprensione del perché sui media
mainstream c'è stata così
poca fanfara riguardo a molte delle accuse più incriminanti contro la
Clinton.
Il fatto che le informazioni più interessanti contenute nelle email
non vengano riportate dai media aziendali è indicativo della relazione
incestuosa tra i media
mainstream
e la campagna
Clinton
–
ed è in piena mostra nelle email Podesta.
Mentre contenute nelle email ci sono dozzine di rivelazioni bomba
– comprese le
trascrizioni dei discorsi alle banche di
Wall St.
che la Clinton si
era rifiutata di pubblicare, posizioni politiche nascoste e prove della
collusione con regimi brutali
–
la più incriminante
è la collusione ed il controllo dei media USA in mostra nelle email.
Essenzialmente, i media sono stati trasformati in un'arma come
mezzo per controllare l'opinione pubblica per fare propaganda al popolo
americano. L'accademico famoso nel mondo
Noam Chomsky,
nel suo libro “Manufacturing Consent: The Political Economy of
the Mass Media”, espone
dettagliatamente come i media USA servano frequentemente come fattorini
per gli interessi aziendali, militari ed imperiali.
Chomsky
ha avanzato l'idea
di quello che ha chiamato un "modello di propaganda". Sebbene il libro
sia stato scritto nel 1988, esso parla precisamente di quello che si
svolge attualmente e viene chiaramente rivelato nelle email Podesta.
"I media servono e fanno propaganda per conto dei potenti interessi
sociali che li controllano e li finanziano. I rappresentanti di questi
interessi hanno agende e principi importanti che vogliono portare aventi
e sono ben piazzati per elaborare ed obbligare la politica dei media".-Chomsky
Con la conoscenza di ciò che sta attualmente trapelando, qui ci
sono le dieci email più incriminanti della Clinton riguardo alla
collusione dei media con la sua campagna presidenziale, con i
collegamenti roventi alla pubblicazione originaria di
WikiLeaks.
1.
Lo staff della
Clinton ospita dei "cocktail party ufficiosi" con 38
"influenti" reporter, giornalisti, direttori e presentatori (di 16
diverse organizzazioni dei media mainstream, incluse
CNN, NBC, CBS, NYT,
MSNBC & altre) con
l'obiettivo dichiarato di "incorniciare la gara".
2. Donna Brazile (all'epoca collaboratrice della CNN ed ora
attuale presidente di DNC)
ha fatto trapelare le domande delle persone nello
studio della CNN
allo staff di Hillary Clinton prima del dibattito.
3.
La campagna Clinton ed il New York Times coordinano la strategia di
attacco
contro Trump.
4.
Glen Thrush,
il principale
corrispondente politico di POLITICO e
scrittore autorevole dello staff della rivista POLITICO, invia a
John Podesta
un articolo per la sua approvazione.
Scrive: "Per favore non condividere o raccontare
a nessuno che ho fatto questo. Dimmi se ho rovinato qualcosa".
5.
Il collaboratore dell'Huffington Post
Frank Islam scrive in una email a
John
Podesta
intitolata "I miei appunti sull'Huffington Post”, dicendo
“Sono
impegnato as assicurarmi che lei venga eletta come prossimo
presidente”.
“Per favore
fammi sapere se posso esserti di qualche utilità".
6.
Uno dello staff della Clinton che "piazza una storia" con Politico / New
York Times:
"piazzare una storia con giornalisti amici" "abbiamo una rapporto molto
buono con Maggie Haberman
di Politico” "dovremmo foggiare
probabili fuoruscite nella luce migliore per HRC".
7.
John
Podesta che riceve bozze degli
articoli del New York Times
prima che siano pubblicati.
Lo staff della Clinton che "piazza un articolo"
con un amico della AP (Matt Lee o Bradley Klapper)”.
Altre collusioni dei media:
NYT
ed AP
"utili" alla campagna
“ Clinton.
8.
Lo staff della Clinton che collude con il
New York Times
ed il Wall
Street Journal
per
dipingere in una luce "progressista" le politiche economiche di Hillary.
9.
Il partecipante alla tavola rotonda della CNBC che collude con
John Podesta
su cosa chiedere a Trump quando lo chiama per
un'intervista.
10.
Lo staff della Clinton pare
controllare i tempi di pubblicazione
degli articoli dell'Associated Press.
La realtà rivelata in queste email è quella della collusione dei
media con potenti interessi, che servono soltanto a tenere all'oscuro il
popolo americano su ciò che sta realmente accadendo. L'esatto opposto
della trasparenza.
Per favore condividete questo articolo per svegliare la gente sul
fatto che le loro notizie seguono il copione di entità potenti come
mezzo per influenzare le percezioni delle persone!
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