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Le 10 più incriminanti email della Clinton di WikiLeaks che

provano che i media mainstream sono preparati & controllati

Jay Syrmopoulos 18 ottobre 2016

 

Washington, D.C. – Con le informazioni che vengono fuori da WikiLeaks ad un passo rapido e furioso, per le persona comune è difficile stare al passo con le molte rivelazioni bomba che vengono esposte. Ciò sta succedendo tanto che le prove più incriminanti finiscono come rumore di sfondo nel ciclo di 24 ore delle notizie elettorali senza raggiungere i notiziari mainstream.

Il 7 ottobre 2016 WikiLeaks pubblica migliaia di email che appartengono agli archivi privati delle email di John Podesta. Nei giorni che sono seguiti sono state pubblicate altre email. Podesta è il direttore della campagna presidenziale 2016 di Hillary Clinton. In precedenza ha servito come Capo di Gabinetto del Presidente Bill Clinton e consigliere del Presidente Barack Obama.

Le email di Podesta danno una comprensione del perché sui media mainstream c'è stata così poca fanfara riguardo a molte delle accuse più incriminanti contro la Clinton.

Il fatto che le informazioni più interessanti contenute nelle email non vengano riportate dai media aziendali è indicativo della relazione incestuosa tra i media mainstream e la campagna Clinton ed è in piena mostra nelle email Podesta.

Mentre contenute nelle email ci sono dozzine di rivelazioni bomba comprese le trascrizioni dei discorsi alle banche di Wall St. che la Clinton si era rifiutata di pubblicare, posizioni politiche nascoste e prove della collusione con regimi brutali la più incriminante è la collusione ed il controllo dei media USA in mostra nelle email.

Essenzialmente, i media sono stati trasformati in un'arma come mezzo per controllare l'opinione pubblica per fare propaganda al popolo americano. L'accademico famoso nel mondo Noam Chomsky, nel suo libro “Manufacturing Consent: The Political Economy of the Mass Media”, espone dettagliatamente come i media USA servano frequentemente come fattorini per gli interessi aziendali, militari ed imperiali.

Chomsky ha avanzato l'idea di quello che ha chiamato un "modello di propaganda". Sebbene il libro sia stato scritto nel 1988, esso parla precisamente di quello che si svolge attualmente e viene chiaramente rivelato nelle email Podesta.

"I media servono e fanno propaganda per conto dei potenti interessi sociali che li controllano e li finanziano. I rappresentanti di questi interessi hanno agende e principi importanti che vogliono portare aventi e sono ben piazzati per elaborare ed obbligare la politica dei media".-Chomsky

Con la conoscenza di ciò che sta attualmente trapelando, qui ci sono le dieci email più incriminanti della Clinton riguardo alla collusione dei media con la sua campagna presidenziale, con i collegamenti roventi alla pubblicazione originaria di WikiLeaks.

1. Lo staff della Clinton ospita dei "cocktail party ufficiosi" con 38 "influenti" reporter, giornalisti, direttori e presentatori (di 16 diverse organizzazioni dei media mainstream, incluse CNN, NBC, CBS, NYT, MSNBC & altre) con l'obiettivo dichiarato di "incorniciare la gara".

2. Donna Brazile (all'epoca collaboratrice della CNN ed ora attuale presidente di DNC) ha fatto trapelare le domande delle persone nello studio della CNN allo staff di Hillary Clinton prima del dibattito.

3. La campagna Clinton ed il New York Times coordinano la strategia di attacco contro Trump.

4. Glen Thrush, il principale corrispondente politico di POLITICO e scrittore autorevole dello staff della rivista POLITICO, invia a John Podesta  un articolo per la sua approvazione. Scrive: "Per favore non condividere o raccontare a nessuno che ho fatto questo. Dimmi se ho rovinato qualcosa".

5. Il collaboratore dell'Huffington Post Frank Islam scrive in una email a John Podesta intitolata "I miei appunti sull'Huffington Post”, dicendo Sono impegnato as assicurarmi che  lei venga eletta come prossimo presidente. Per favore fammi sapere se posso esserti di qualche utilità".

6. Uno dello staff della Clinton che "piazza una storia" con Politico / New York Times: "piazzare una storia con giornalisti amici" "abbiamo una rapporto molto buono con Maggie Haberman di Politico” "dovremmo foggiare probabili fuoruscite nella luce migliore per HRC".

7. John Podesta che riceve bozze degli articoli del New York Times prima che siano pubblicati.

Lo staff della Clinton che "piazza un articolo" con un amico della AP (Matt Lee o Bradley Klapper)”.

Altre collusioni dei media: NYT ed AP "utili" alla campagna “ Clinton.

8. Lo staff della Clinton che collude con il New York Times ed il Wall Street Journal per dipingere in una luce "progressista" le politiche economiche di Hillary.

9. Il partecipante alla tavola rotonda della CNBC che collude con John Podesta su cosa chiedere a Trump quando lo chiama per un'intervista.

10. Lo staff della Clinton pare controllare i tempi di pubblicazione degli articoli dell'Associated Press.

La realtà rivelata in queste email è quella della collusione dei media con potenti interessi, che servono soltanto a tenere all'oscuro il popolo americano su ciò che sta realmente accadendo. L'esatto opposto della trasparenza.

Per favore condividete questo articolo per svegliare la gente sul fatto che le loro notizie seguono il copione di entità potenti come mezzo per influenzare le percezioni delle persone!