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Quando il 4 aprile 1967 il
Dr. Martin Luther King Jr. parlò alla
Riverside Church
di New York City, denunciò la guerra imperialista degli USA in Vietnam in ascesa.
King, assieme al
Dr. Benjamin Spock, pediatra e copresidente del Comitato
Nazionale per un'Equilibrata Politica Nucleare, aveva appena
guidato una manifestazione di massa il 25 marzo a Chicago. La protesta
domandava al presidente
Lyndon B. Johnson di
ordinare il cessate il fuoco immediato ed il ritiro dal sudest
asiatico.
A marciare con King davanti alla manifestazione erano
Al Raby,
del Comitato di Coordinamento delle Organizzazioni di Comunità di Chicago,
Jack Spiegel, del Sindacato Unito Lavoratori delle Calzature e
Bernard Lee,
assistente di King nella sezione locale della Conferenza
Meridionale Cristiana di
Direzione (SCLC) . Anche membri di Veterani per la Pace in Vietnam
camminavano assieme agli altri alla testa della marcia di migliaia di
persone.
Questa fu la prima manifestazione per protestare contro la guerra
alla quale King partecipò. Tuttavia, King aveva espresso la sua
posizione pubblica in evoluzione in un articolo pubblicato nel gennaio
1967 dal
Chicago Defender. Il mese seguente pronunciò un discorso ad una conferenza
contro la guerra tenuta in California meridionale, sponsorizzata dalla
rivista Nation.
Sebbene King leader della SCLC
dall'inizio del 1965 avesse espresso delle riserve
sull'intensificazione della guerra in Vietnam e persino dichiarato la
propria opposizione alla stessa, si era trattenuto dal partecipare a
manifestazioni contro la guerra e non aveva affrontato in maniera
esauriente l'intervento militare. Dopo avere parlato il 2 marzo 1965
alla
Howard University, King raccontò alla stampa che la guerra in Vietnam non stava
realizzando nulla e che erano necessari dei negoziati.
Quindi alla conferenza nazionale della
SCLC in agosto 1965, King richiese l'arresto dei bombardamenti USA
sul Vietnam del Nord e di mettere in grado le Nazioni Unite di negoziare
la cessazione delle ostilità. Nel suo discorso, affermò che "Ciò che è
richiesto è un piccolo passo che possa stabilire un nuovo spirito di
fiducia reciproca...un passo capace di rompere il ciclo della sfiducia,
della violenza e della guerra".
(King Encyclopedia alla Stanford University)
Coretta Scott King, sua moglie, era davanti a lui sulle questioni collegate alla pace mondiale.
Andò alla 18^ conferenza del Comitato nazionale per il Disarmo tenuta a
Ginevra nel 1962 come delegata del
Women Strike for Peace. Tre anni più tardi,
parlò a due manifestazioni contro la guerra, una al
Mall
a Washington, D.C. e l'altra al
Madison Square Garden di
New York City.
Prima che la
SCLC
venisse fuori pubblicamente in opposizione alla guerra in Vietnam, il
Comitato Studentesco di Coordinamento Nonviolento
emanò in gennaio 1966 una esauriente dichiarazione. Essa correlava
il fallimento dell'amministrazione
Johnson nel garantire il diritti democratici degli afroamericani con il massiccio
dispiegamento di truppe USA in Vietnam.
Per il 1967, le dimostrazioni ed i raduni contro la guerra in
Vietnam crebbero in numero e militanza. Il 15 aprile di quell'anno,
100.000 persone marciarono a
New York
da Central Park
alle Nazioni Unite richiedendo la fine della guerra. I Dr.
King
e Spock,
assieme all'allora presidente della
SLCC
Stokely
Carmichael (Kwame Ture),
guidavano la manifestazione. Una protesta al Pentagono, alla quale vi furono
degli scontri con la polizia, si tenne sei mesi dopo, il 21 ottobre.
Le rivolte urbane sconvolgono Washington
La crescita del movimento contro la guerra coincise con le rivolte
urbane per tutti gli USA e l'agitazione nel settore dell'istruzione. Gli
studenti ed i giovani iniziarono a domandare la rimozione
dalle scuole superiori e dai campus universitari dei
programmi del Corpo Addestramento Ufficiali della Riserva ed il
definanziamento della ricerca militare.
Dopo l'approvazione della
Civil Rights Act
del 1964
e della
Voting Rights Act
del
1965, la lotta del popolo afroamericano si riversò
nell'attuazione di queste misure legislative nel sud, nord ed ovest
degli USA. Furono costituiti partiti politici indipendenti ed iniziative
di massa, come la
Lowndes County Freedom Organization, l'originale Black Panther Party, nel tentativo di costruire un potere politico sostanziale.
La resistenza dei governi statali e federale all'azione politica
indipendente dopo il 1965 fece esplodere rivolte urbane in molte città,
comprese
New York, Cleveland, Detroit, Chicago
e Los Angeles.
L'emergere di rivolte urbane come tattica della lotta per la
liberazione nazionale e l'uguaglianza allarmò l'amministrazione
Johnson perché ponevano una minaccia diretta alla sua politica estera pro bellica.
Con gli afroamericani che servivano in Vietnam in numero
sproporzionato rispetto alla loro popolazione un movimento contro la
guerra di successo che domandava il rifiuto della leva e la diserzione
delle truppe dalla linea del fronte significava la sconfitta degli USA e
la vittoria per il popolo del sudest asiatico.
Al raduno di Chicago del 25 marzo 1967 King affermò che "La
povertà, i problemi urbani ed il progresso sociale sono generalmente
ignorati quando i cannoni della guerra diventano un'ossessione
nazionale. Quando non è la nostra sicurezza ad essere a rischio, ma
discutibili e vaghi impegni verso dei regimi reazionari, i valori si
disintegrano in slogan sciocchi ed adolescenziali. ... L'America è un
grande paese, ... ma, onestamente, sono costretto ad ammettere che la
nostra potenza ci ha spesso reso arroganti.
"Sentiamo che il nostro denaro non può fare nulla", continuò King.
"Sentiamo arrogantemente di avere qualche missione divina, messianica di
presidiare il mondo intero. Siamo arroganti nel non permettere alle
giovani nazioni di non attraversare le stesse difficoltà iniziali, le
turbolenze e la rivoluzione che hanno caratterizzato la nostra storia.
... Armiamo dei soldati neri per uccidere su campi di battaglia
stranieri ma offriamo poca protezione ai loro parenti dalle percosse e
dalle uccisioni nel nostro sud".
(tinyurl.com/mggp36a)
Per la fine del 1967, il Dr. King annunciò che la
SCLC, in alleanza con altre organizzazioni di chicano, nativi e comunità di
bianchi poveri, avrebbe lanciato a
Washington, D.C. la Campagna dei Poveri. A migliaia si sarebbero mobilitati per occupare la
capitale del paese finché non fossero intraprese delle azioni
legislative ed amministrative per porre fine alla povertà ed alla
disuguaglianza economica.
Prima che nel maggio 1968 la
Campagna dei Poveri iniziasse, King andò a Memphis per sostenere lo sciopero
di
1.300 operai delle fognature afroamericani che domandavano il
riconoscimento sindacale con la Federazione Americana dei dipendenti di
Stato, di Contea a Municipali. In marzo, King richiese uno sciopero
generale a Memphis se gli operai non avessero ottenuto il
riconoscimento.
King venne assassinato il 4 aprile 1968, prima che lo sciopero
fosse fissato. In risposta al suo assassinio scoppiarono rivolte in 125
città, comprese
Washington, D.C., Baltimore, Pittsburgh
e Chicago.
L'oppressione nazionale e l'ingiustizia sociale oggi
Dal 1968, i problemi dell'oppressione nazionale e della
disuguaglianza economica sono peggiorati. La disoccupazione e la povertà
restano dei maggiori ostacoli alla piena realizzazione della liberazione
nazionale per gli afroamericani e le altre comunità oppresse.
Sotto il capitalismo questi problemi non possono essere risolti. La
maggiore concentrazione della ricchezza tra la classe dominante ordina
una redistribuzione delle risorse dalla piccola elite degli sfruttatori
alla maggioranza della classe lavoratrice e degli oppressi.
Questa trasformazione sociale della società USA non succederà
attraverso la benevolenza della classe dominante. I lavoratori, i
contadini e gli oppressi devono essere mobilitati al di fuori
dell'intelaiatura del sistema politico corporativo, nel quale entrambe i
maggiori partiti sono i pilastri del capitalismo.
Sono queste le sfide che i giovani di oggi hanno di fronte. Di
conseguenza, deve essere costruito un partito rivoluzionario che possa
parlare ed agire nell'interesse degli sfruttati e degli oppressi negli
USA
— ed in solidarietà con i popoli del mondo.
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