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L'eredità di Martin Luther King: è oggi rilevante collegare la lotta all'interno con quella all'estero

di Abayomi Azikiwe postato il 14 gennaio 2017

 

Quando il 4 aprile 1967 il Dr. Martin Luther King Jr. parlò alla Riverside Church di New York City, denunciò la guerra imperialista degli USA in Vietnam in ascesa.

King, assieme al Dr. Benjamin Spock, pediatra e copresidente del Comitato Nazionale per un'Equilibrata Politica Nucleare, aveva appena guidato una manifestazione di massa il 25 marzo a Chicago. La protesta domandava al presidente Lyndon B. Johnson di ordinare il cessate il fuoco immediato ed il ritiro dal sudest asiatico.

A marciare con King davanti alla manifestazione erano Al Raby, del Comitato di Coordinamento delle Organizzazioni di Comunità di Chicago, Jack Spiegel, del Sindacato Unito Lavoratori delle Calzature e Bernard Lee, assistente di King nella sezione locale della Conferenza Meridionale  Cristiana di Direzione (SCLC) . Anche membri di Veterani per la Pace in Vietnam camminavano assieme agli altri alla testa della marcia di migliaia di persone.

Questa fu la prima manifestazione per protestare contro la guerra alla quale King partecipò. Tuttavia, King aveva espresso la sua posizione pubblica in evoluzione in un articolo pubblicato nel gennaio 1967 dal Chicago Defender. Il mese seguente pronunciò un discorso ad una conferenza contro la guerra tenuta in California meridionale, sponsorizzata dalla rivista Nation.

Sebbene King leader della SCLC dall'inizio del 1965 avesse espresso delle riserve sull'intensificazione della guerra in Vietnam e persino dichiarato la propria opposizione alla stessa, si era trattenuto dal partecipare a manifestazioni contro la guerra e non aveva affrontato in maniera esauriente l'intervento militare. Dopo avere parlato il 2 marzo 1965 alla Howard University, King raccontò alla stampa che la guerra in Vietnam non stava realizzando nulla e che erano necessari dei negoziati.

Quindi alla conferenza nazionale della SCLC in agosto 1965, King richiese l'arresto dei bombardamenti USA sul Vietnam del Nord e di mettere in grado le Nazioni Unite di negoziare la cessazione delle ostilità. Nel suo discorso, affermò che "Ciò che è richiesto è un piccolo passo che possa stabilire un nuovo spirito di fiducia reciproca...un passo capace di rompere il ciclo della sfiducia, della violenza e della guerra". (King Encyclopedia alla Stanford University)

Coretta Scott King, sua moglie, era davanti a lui sulle questioni collegate alla pace mondiale. Andò alla 18^ conferenza del Comitato nazionale per il Disarmo tenuta a Ginevra nel 1962 come delegata del Women Strike for Peace. Tre anni più tardi, parlò a due manifestazioni contro la guerra, una al Mall a Washington, D.C. e l'altra al Madison Square Garden di New York City.

Prima che la SCLC venisse fuori pubblicamente in opposizione alla guerra in Vietnam, il Comitato Studentesco di Coordinamento Nonviolento emanò in gennaio 1966 una esauriente dichiarazione. Essa correlava il fallimento dell'amministrazione Johnson nel garantire il diritti democratici degli afroamericani con il massiccio dispiegamento di truppe USA in Vietnam.

Per il 1967, le dimostrazioni ed i raduni contro la guerra in Vietnam crebbero in numero e militanza. Il 15 aprile di quell'anno, 100.000 persone marciarono a New York da Central Park alle Nazioni Unite richiedendo la fine della guerra. I Dr. King e Spock, assieme all'allora presidente della SLCC Stokely Carmichael (Kwame Ture), guidavano la manifestazione. Una protesta al Pentagono, alla quale vi furono degli scontri con la polizia, si tenne sei mesi dopo, il 21 ottobre.

Le rivolte urbane sconvolgono Washington

La crescita del movimento contro la guerra coincise con le rivolte urbane per tutti gli USA e l'agitazione nel settore dell'istruzione. Gli studenti ed i giovani iniziarono a domandare la rimozione dalle scuole superiori e dai campus universitari dei programmi del Corpo Addestramento Ufficiali della Riserva ed il definanziamento della ricerca militare.

Dopo l'approvazione della Civil Rights Act del 1964 e della Voting Rights Act del 1965, la lotta del popolo afroamericano si riversò nell'attuazione di queste misure legislative nel sud, nord ed ovest degli USA. Furono costituiti partiti politici indipendenti ed iniziative di massa, come la Lowndes County Freedom Organization, l'originale  Black Panther Party, nel tentativo di costruire un potere politico sostanziale.

La resistenza dei governi statali e federale all'azione politica indipendente dopo il 1965 fece esplodere rivolte urbane in molte città, comprese New York, Cleveland, Detroit, Chicago e Los Angeles. L'emergere di rivolte urbane come tattica della lotta per la liberazione nazionale e l'uguaglianza allarmò l'amministrazione Johnson perché ponevano una minaccia diretta alla sua politica estera pro bellica.

Con gli afroamericani che servivano in Vietnam in numero sproporzionato rispetto alla loro popolazione un movimento contro la guerra di successo che domandava il rifiuto della leva e la diserzione delle truppe dalla linea del fronte significava la sconfitta degli USA e la vittoria per il popolo del sudest asiatico.

Al raduno di Chicago del 25 marzo 1967 King affermò che "La povertà, i problemi urbani ed il progresso sociale sono generalmente ignorati quando i cannoni della guerra diventano un'ossessione nazionale. Quando non è la nostra sicurezza ad essere a rischio, ma discutibili e vaghi impegni verso dei regimi reazionari, i valori si disintegrano in slogan sciocchi ed adolescenziali. ... L'America è un grande paese, ... ma, onestamente, sono costretto ad ammettere che la nostra potenza ci ha spesso reso arroganti.

"Sentiamo che il nostro denaro non può fare nulla", continuò King. "Sentiamo arrogantemente di avere qualche missione divina, messianica di presidiare il mondo intero. Siamo arroganti nel non permettere alle giovani nazioni di non attraversare le stesse difficoltà iniziali, le turbolenze e la rivoluzione che hanno caratterizzato la nostra storia. ... Armiamo dei soldati neri per uccidere su campi di battaglia stranieri ma offriamo poca protezione ai loro parenti dalle percosse e dalle uccisioni nel nostro sud". (tinyurl.com/mggp36a)

Per la fine del 1967, il Dr. King annunciò che la SCLC, in alleanza con altre organizzazioni di chicano, nativi e comunità di bianchi poveri, avrebbe lanciato a Washington, D.C. la Campagna dei Poveri. A migliaia si sarebbero mobilitati per occupare la capitale del paese finché non fossero intraprese delle azioni legislative ed amministrative per porre fine alla povertà ed alla disuguaglianza economica.

Prima che nel maggio 1968 la Campagna dei Poveri iniziasse, King andò a Memphis per sostenere lo sciopero di 1.300 operai delle fognature afroamericani che domandavano il riconoscimento sindacale con la Federazione Americana dei dipendenti di Stato, di Contea a Municipali. In marzo, King richiese uno sciopero generale a Memphis se gli operai non avessero ottenuto il riconoscimento.

King venne assassinato il 4 aprile 1968, prima che lo sciopero fosse fissato. In risposta al suo assassinio scoppiarono rivolte in 125 città, comprese Washington, D.C., Baltimore, Pittsburgh e Chicago.

L'oppressione nazionale e l'ingiustizia sociale oggi

Dal 1968, i problemi dell'oppressione nazionale e della disuguaglianza economica sono peggiorati. La disoccupazione e la povertà restano dei maggiori ostacoli alla piena realizzazione della liberazione nazionale per gli afroamericani e le altre comunità oppresse.

Sotto il capitalismo questi problemi non possono essere risolti. La maggiore concentrazione della ricchezza tra la classe dominante ordina una redistribuzione delle risorse dalla piccola elite degli sfruttatori alla maggioranza della  classe lavoratrice e degli oppressi.

Questa trasformazione sociale della società USA non succederà attraverso la benevolenza della classe dominante. I lavoratori, i contadini e gli oppressi devono essere mobilitati al di fuori dell'intelaiatura del sistema politico corporativo, nel quale entrambe i maggiori partiti sono i pilastri del capitalismo.

Sono queste le sfide che i giovani di oggi hanno di fronte. Di conseguenza, deve essere costruito un partito rivoluzionario che possa parlare ed agire nell'interesse degli sfruttati e degli oppressi negli USA ed in solidarietà con i popoli del mondo.