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CHIAMATELA LA "nuova normalità".
L'amministrazione Obama sta festeggiando il rapporto
governativo sui posti di lavoro in aprile, che ha mostrato il
maggiore incremento mensile nell'occupazione USA in cinque anni.
Questo, ci viene raccontato, prova che l'economia sta finalmente
cominciando a fare dietro front per tutti.
Ma guardate sotto la superficie ed il quadro sembra sgradevole
per milioni e milioni di quei "tutti".
Come i 6 milioni di persone che, secondo cifre ufficiali, sono
state fuori dal lavoro per almeno sei mesi. Come tutti i
disoccupati, 14 milioni di loro, che cercano lavoro in un'economia
dove vi è soltanto un posto di lavoro che si rende disponibile ogni
quattro di loro. Come gli studenti di scuole superiori e college che
si diplomano questa primavera che affronteranno
quello che l'Economic
Policy Institute (EPI)
ha chiamato
"il
peggiore mercato del lavoro noto per giovani lavoratori".
Se l'economia degli USA sta emergendo dalla Grande
Recessione--e questo è ancora un "se" seguente a delle statistiche
che finora quest'anno mostrano dei tassi più lenti di crescita
complessiva--è in un nuovo mondo nel quale i livelli di vita di
tutti eccetto una minuscola minoranza della società americana sono
stati ridotti drasticamente. A differenza di passate espansioni che
hanno seguito la recessione--anche quelle deboli--la gente che
lavora non può aspettarsi alcun rimbalzo che ritorni il suo reddito
a livelli pre-recessione, molto meno che lo migliori.
Questa è la "nuova normalità"--ed i sondaggi d'opinione
mostrano che la maggior parte della gente non si beve i discorsi
felici sulla ripresa, di
Barack Obama
o di chiunque altro. Invece, vi è della rabbia che fermenta su un
sistema nel quale una minuscola elite diventa più ricca mentre la
gente comune lotta per tirare a campare--ed una radicalizzazione
sulla natura dello stesso sistema capitalista, espressa in molti
modi differenti.
Questa rabbia si è anche espressa in azione--in modo più
spettacolare, con le proteste di massa in
Wisconsin
contro la legge antisindacale del governatore
Scott Walker,
ma anche con molte lotte più piccole, spesso locali e staccate l'una
dall'altra, attorno ad una ampia gamma di questioni, come sapranno i
lettori regolari di
SocialistWorker.org.
Data la scala dell'assalto e dell'importanza che la classe
dominante pone nel portare avanti il programma di austerità, nessuno
dovrebbe aspettarsi che tutte queste lotte vincano. Al contrario, la
storia ci insegna che negli stadi iniziali di qualunque
radicalizzazione, una maggioranza delle lotte sarà perduta, anche le
più grandi tra loro--e che per ogni passo in avanti nel costruire
una nuova resistenza, vi saranno delle battute d'arresto mentre
l'altra parte ha un successo.
E' per questo che la pazienza e la prospettiva sono necessarie,
anche quando il bisogno di cambiamento si sente così urgente--di
modo che quelli disposti a costruire la resistenza non perdono di
vista i successi importanti dalla nostra parte e rimangono in grado
di prendere vantaggio di ogni opportunità per mettere insieme la
gente ed i gruppi che condurranno le lotte del futuro.
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IL
BUREAU of Labor Statistics (BLS)
ha riferito che in aprile l'economia USA ha aggiunto 244.000
posti di lavoro.
Un'analisi dell'EPI
rileva
che questa è la situazione migliore per le statistiche
sull'occupazione in cinque anni--ma è degno di nota che questa sia
la prima volta che i posti di lavoro sono aumentati ad un tasso
mensile caratteristico di riprese del passato. Tuttavia nondimeno,
con 14 milioni di disoccupati, ci vorrebbero più di cinque anni di
simili aumenti dei posti di lavoro per tornare al tasso di
disoccupazione pre-recessione.
Dopo vi è anche la statistica contraddittoria pubblicata questo
mese. Per esempio, il BLS ha riportato che il tasso di
disoccupazione per aprile, che è basato su uno studio per famiglie,
è in realtà salito al 9%.
Ed all'inizio di maggio, il Dipartimento del Lavoro ha
dichiarato che le nuove richieste per i sussidi di disoccupazione
hanno toccato il livello più alto in otto mesi, per un incremento
del 23% sulle quattro settimane precedenti. "La tendenza è
chiaramente al rialzo, di modo che è sconcertante",
ha affermato l'analista finanziario
Kurt Karl
all'Associated Press.
"Quando avete tre o quattro settimane di fila di fattori
speciali non vi è più nulla di così speciale".
Queste cifre arrivano subito dietro del
rapporto del Dipartimento del Commercio alla fine di aprile
che la crescita dell'economia complessivamente--celebrata come un
segno che la ripresa si faceva strada con forza--è stata ridotta di
quasi la metà nei primi tre mesi del 2011.
Anche mettendo da parte le statistiche contrastanti, la
situazione forte per la creazione di posti di lavoro in aprile si
attenua considerevolmente quando messe da parte le prove di una
crisi che procede a livelli di recessione, se non di
depressione--specialmente per le persone colpite più duramente dagli
anni di crisi precedenti.
I giovani lavoratori di età dai 16 ai 24 anni nel 2010 avevano
un tasso di disoccupazione ufficiale del 18,4%, il livello peggiore
registrato nei 60 anni per i quali sono stati raccolti questi dati.
Come sempre, il tasso dei disoccupati per gli afroamericani,
attualmente al 16,1%, rimane quasi alto due volte quello dell'intera
popolazione.
Il motivo principale della caduta del tasso di disoccupazione
complessiva dal suo picco del 10,2% di novembre è che tante persone
si sono ritirate del tutto dalla forza lavoro a causa delle deboli
prospettive di trovare lavoro.
Secondo il BLS, la percentuale di persone ufficialmente in età
lavorativa conteggiate come occupate o in cerca di lavoro era appena
del 64,2% in Aprile, il punto più basso dall'inizio della
recessione. "Se il tasso di partecipazione della forza lavoro si
fosse mantenuto stabile durante lo scorso anno, vi sarebbero proprio
ora all'incirca 2,3 milioni in più di lavoratori nella forza lavoro...[e]
il tasso di disoccupazione sarebbe proprio ora del 10,3% invece del
9,0%",
ha riferito l'EPI.
Per coloro che ancora cercano, è tanto un deserto per trovare
lavoro quanto lo era lo scorso anno o l'anno prima. Le statistiche
governative dimostrano che vi erano 4,4 lavoratori disoccupati per
ogni posto di lavoro che si apriva--un divario molto peggiore
persino del mese peggiore della recessione dei primi anni 2000.
Le imprese USA semplicemente non assumono dovunque vicino al
ritmo necessario per recuperare i grandi tagli di posti di lavoro
durante la recessione. Come risultato, quelli che cercano lavoro
devono considerare qualunque cosa possano trovare. Quasi 25 milioni
di persone sono classificate dal governo come "sottoccupati", il che
comprende non soltanto i disoccupati, ma coloro che hanno
abbandonato cercare un lavoro, come pure le persone che vogliono un
posto di lavoro a tempo pieno ma che hanno dovuto contentarsi del
part-time.
Un altro segno dei tempi:
Uno su quattro dei posti di lavoro aggiunti dai datori di lavoro
privati durante il 2010 era un lavoro precario.
Questa è una proporzione molto maggiore dei posti di lavoro che
vengono creati oggi paragonata a periodi precedenti di ripresa
economica--per esempio, la corrispondente cifra per la recessione
dei primi anni 2000 era di soltanto il 7%.
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QUANTO E' grave ciò? Il giornalista
Andy Kroll
ha catturato la portata dell'economia della miseria con questo
esempio,
in
un
articolo
scritto per
TomDispatch:
Il 19 aprile,
McDonald's
ha lanciato il suo primo giorno di assunzione nazionale in assoluto,
facendo firmare contratti per 62.000 nuovi lavoratori ai negozi per
tutto il paese. In un certo contesto, questo sono più posti di
lavoro creati da una società in un singolo giorno che la creazione
netta di posti di lavoro dell'intera economia USA nel 2009.
E se ciò è incredibile, considerate quanti lavoratori si sono
rivolti al locale concessionario
McDonald's
quel giorno e lasciati a mani vuote: 938.000 di loro. Con un tasso
di accettazione del 6,2% nel
suo blitz di assunzioni primaverile,
McDonald's
è stata più selettiva degli uffici di ammissione delle università di
Princeton, Stanford o Yale.
Vale la pena notare che il milione di persone che si sono messe
in fila per un lavoro alla
McDonald's
speravano in un posto che non paga nemmeno un
salario minimo. Come ha sottolineato Kroll, il salario orario
medio nell'industria del
fast food
è di $8,89, a mala pena metà della media di $15,95 attraverso tutte
le industrie.
L'articolo di Kroll illustra drammaticamente come la debole
creazione di posti di lavoro dalla Grande Recessione sia stata in
maniera schiacciante in settori a basso salario:
Secondo una recente analisi del
National Employment Law Project,
la maggiore crescita della creazione di posti di lavoro nel settore
privato nell'anno passato è avvenuta in posizioni dei settori a
basso salario del dettaglio, amministrativi e dei servizi alimentari
dell'economia. Mentre il 23% dei posti di lavoro perduti nella
Grande Recessione che ha seguito il tracollo economico del 2008
erano "a basso salario" (quelli ch pagano
$9-$13
l'ora),
il 49% dei nuovi posti di lavoro aggiunti nella fiacca "ripresa"
sono in quelle stesse industrie a basso salario. Dall'altra parte
dello spettro, il 40% dei posti di lavoro perduti pagava alti salari
($19-$31
l'ora),
mentre un mero 14% dei nuovi posti di lavoro paga similmente
alti salari.
Ciò dimostra in modo crudo come le imprese americane abbiano
utilizzato la Grande Recessione per imporre un netto e permanente
abbassamento dei livelli di vita della gente della classe
lavoratrice.
Naturalmente, la classe dominante USA non ha richiesto gli
stessi sacrifici dalle sue file. L'ultimo esempio di eccesso
oltraggioso: gli amministratori delle più grandi società del paese
nel 2010 sono stati pagati di più che nel 2007, il culmine
dell'ultima espansione economica.
Come ha riportato l'Associated Press,
"Nella sala riunioni del consiglio d'amministrazione è
come se la Grande Recessione non sia mai avvenuta...Il pacchetto
paga tipico per il presidente di una società nello
Standard & Poor's 500
nel 2010 era di $9 milioni...Questo è stato del 24% più alto
dell'anno prima".
Quello attraverso il quale viviamo non è soltanto il ciclo in
basso di un'economia altalenante che alla fine ritornerà ai "bei
tempi". Il programma della classe dominante USA--se attuato nel
settore privato mantenendo un "esercito di lavoratori di riserva"
per comprimere i salari di tutti i lavoratori o nel settore pubblico
con licenziamenti e tagli drastici della spesa nei programmi
sociali--è stato di ridistribuire la ricchezza dai lavoratori ai
ricchi.
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OBAMA E la sua amministrazione scommettono il loro futuro nella
convinzione che l'economia USA mostrerà sufficiente miglioramento
perché il presidente ottenga la rielezione nel novembre del 2012.
Come misurato dal prodotto interno lordo o dalla media del
Dow Jones,
possono avere un'occasione. Ma dal punto di vista dei lavoratori
USA, questi sono ancora tempi duri--ed è per questo che
un sondaggio
Gallup
alla fine di aprile
ha scoperto che più di metà della gente negli USA credeva che
l'economia fosse ancora in recessione o in depressione.
Cosa peggiore, l'idea che la ripresa economica sia davvero in
moto è stata la giustificazione per i leader politici--democratici e
repubblicani in egual misura--per respingere tutte le proposte per
programmi per posti di lavoro statali ed invece puntare sulla
drastica riduzione del deficit. L'implacabile spinta per l'austerità
ha avuto un effetto soffocante su una già debole economia. Come
riporta l'EPI, "Nel corso degli ultimi sei mesi, i governi statali e
locali hanno tolto una media di 24.000 posti di lavoro al mese
e dal loro picco di occupazione nell'agosto del 2008, i governi
statali e locali si sono liberati di quasi la metà di un milione di
posti di lavoro".
L'ossessione
del deficit di
Washington
sta aumentando il divario
tra ciò che passa per dibattito politico mainstream e ciò che
vuole realmente la gente che lavora.
La profonda insoddisfazione per lo
status quo--ed
ora per il volto liberale per quello status
quo fornito da
Barack Obama--ha
assunto molte forme e non soltanto in termini di opinione pubblica o
di tendenze elettorali.
Le rivoluzioni e le rivolte di quest'anno in Medio Oriente, per
esempio, sono prima di tutto per la democrazia ed i diritti umani,
ma un altro aspetto integrale è il rifiuto del neoliberismo ed il
desiderio di giustizia economica. A questa stessa combinazione di
rimostranze è stata data espressione di massa nelle proteste contro
il regime del partito unico di
Scott Walker
nel
Wisconsin,
ma su scala minore anche in altri stati, siano al comando i
repubblicani o i democratici.
Mentre la battaglia nel
Wisconsin
e gli altri scontri
hanno mostrato l'alternativa dopo anni nei quali il livello
della lotta è rimasto basso, vi sono state anche sconfitte e
delusioni. Battaglie simili in altri stati del Midwest non hanno mai
assunto le stesse dimensioni--e nello stesso
Wisconsin,
i sindacati e le organizzazioni liberal
hanno variato l'epicentro dalla mobilitazione di massa ai
negoziati ed all'attività elettorale. I tentativi per rafforzare
l'organizzazione della classe lavoratrice e politica a livello di
base per fornire una strategia alternativa sono ancora negli stadi
iniziali.
Ma nessuno dovrebbe perdere di vista di quello che finora ci ha
dato la lotta--un barlume delle possibilità quando i lavoratori
rispondono alla sfida dell'offensiva della classe dominante e
dicono: Basta.
Ogni periodo di radicalizzazione ha i suoi punti alti e bassi, le
sue alterne vicende. Per i socialisti e gli attivisti che sono
determinati a continuare la lotta nel lungo termine, questa lezione
deve essere ricordata. In ogni situazione vi è l'opportunità di
impegnare gruppi di gente, sia grandi che piccoli, per prepararsi
per le lotte davanti.
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