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Il genere umano è di fronte alle più formidabili minacce di tutta
la sua storia
–
Il pianeta sta andando irrimediabilmente verso un irreversibile
disastro climatico, affrontando simultaneamente tutti i tipi di minaccia
al proprio ecosistema
–
Siamo di nuovo di fronte allo spettro di un possibile grande
conflitto nucleare
–
La vasta maggioranza della popolazione umana ora vive in condizioni
che sono, talvolta, persino peggiori di quelle predominanti 500 anni fa
Enormi banche, servizi segreti statali e "privati" si stanno
sviluppando come un cancro nelle nostre società.
Per la prima volta nella storia umana lo sviluppo
delle forze produttive ha raggiunto il livello richiesto per soddisfare
tutti i "ragionevoli" bisogni umani e permette una vita in dignità a
tutti gli abitanti del pianeta, ma, allo stesso tempo, la disuguaglianza
ha battuto tutti i record storici
–
Inoltre, per la prima volta nella storia, le minoranze estremamente
limitate, che già controllano la maggior parte del potere, del denaro e
della conoscenza, sono anche nel processo di acquisire la capacità
tecnologica per imporre un ordine totalitario che renderà sembrare
Hitler un povero ragazzo, un alchimista paragonato ai chimici moderni.
Ma, forse più preoccupante di tutti questi, dei fatti "oggettivi"
già molto preoccupanti, è il livello della conversazione espressa dalle
due persone che competono per diventare presidente del paese più potente
al mondo. Vogliono governare la superpotenza ed il mondo. Ma
difficilmente negli insulti che si scambiano si troverà qualche idea
significativa di quello che faranno con le formidabili sfide di fronte
al loro paese ed al pianeta.
Le parole e le idee contano, anche se sono false o ridicole.
Karl Marx diceva che le
idee sono in ritardo paragonate all'essere e ciò è piuttosto vero. Ma è
vero anche il contrario. Le idee
– o la loro
assenza
– sono anche una
chiara indicazione di dove si dirige una società, cosa sceglie conoscere
e cosa ignorare, di quali verità ha bisogno e quali
illusioni preferisce.
Il nostro secolo è stato annunciato come un "secolo di catastrofi"
– guerre
tradizionali in Medio Oriente, meno tradizionali in Europa, come quella
che ha già distrutto la Grecia e che continua a spingerla nell'abisso,
disastri nucleari come a
Fukushima (un chiaro
risultato
a proposito della sottomissione dell'industria nucleare alle
prerogative di una società malata in generale ed alla finanza in
particolare, le cui conseguenze restano in larga misura nascoste).
Viviamo in un'era di "fine della speranza", di enorme crisi o collasso
di quasi tutti i progetti moderni che promettevano di rendere gli umani
soggetti della loro storia (Illuminismo e democrazia, socialismo,
capitalismo del welfare, fede cieca nei benefici sociali automatici di
scienza, psicoanalisi ecc.).
Ma gli umani non possono sopravvivere senza speranza e senza scopo
(progetto). La distruzione del fine della conversazione politica degli
stati più potenti del mondo, come gli USA, sono più che un chiaro segno
della decomposizione in accelerazione del capitalismo moderno (se
capitalismo è ancora il termine giusto per un sistema che sta andando in
una specie di moderno feudalesimo, aprendo la strada alla fine degli
umani, alla distruzione del pianeta e a una dittatura delle macchine).
La distruzione dello scopo può annunciare la nostra distruzione.
E' soltanto normale che la gente, sentendo per istinto le terribili
prospettive davanti, torni ad identità del passato, come nazione o
religione, o cerchi di trovare nuove speranze (per esempio, il movimento
sociale cristallizzato intorno a
Sanders durante la
campagna elettorale USA).
Tuttavia, per il momento, le forze "oscure" sembrano dominare la
scena.
Ritornando alle elezioni USA, cosa vediamo? Uno dei candidati
sembra rappresentare la fine della razionalità, l'altro la fine del
sentimento, entrambe alla fine di ogni genere di etica. Ma dai tempi
antichi sappiamo che queste tre proprietà, quando e soltanto quando
coesistono, sono le uniche che differenziano gli umani dai mostri simili
agli umani. (La situazione in Europa, in particolare in Francia, che è
la "madre" dell'Europa moderna, per quanto riguarda la politica e le
idee, non è migliore. Probabilmente è ancora peggiore che nel centro
americano del sistema mondiale).
I personaggi che dominano la classe politica riflettono il
malessere del "sistema". Forse questo processo è abbastanza vecchio. Ma,
dopo la "fine" della Guerra Fredda (a proposito, non terminata) ed il
crollo dell'URSS, si è messo in luce quasi dovunque nelle "democrazie
occidentali", inclusi gli Stati Uniti d'America.
Leggete i seguenti commentari del secondo dibattito
Trump-Clinton pubblicati
rispettivamente su
The Nation and
the Counterpunch. (Oppure, se
preferite, potete anche saltare le notizie e guardare
soltanto si nuovo i film di
Stanley Kubrick, specialmente
l'ultimo. Il suo genio vi aiuterà a discernere in larga misure la natura
delle forze che governano il nostro mondo ed il loro
– non annunciato
– progetto).
Come si espresse il grande genetista francese
Albert Jacquard, "il principale
ostacolo ad afferrare la realtà consiste nei limiti della nostra
immaginazione".
https://www.thenation.com/article/the-strangest-debate-of-the-weirdest-election-ever/?utm_source=Sailthru&utm_medium=email&utm_campaign=DAILY_2016_10_10&utm_term=daily
http://www.counterpunch.org/2016/10/10/
(*)
Giornalista e
scrittore.
Ha servito come consigliere speciale dell'Ufficio del PM greco
Andreas
Papandreou (1985-88),
lavorando sul
controllo delle armi e sulle relazioni est-ovest. E' stato corrispondente
capo dell'Agenzie di notizie Atene a
Mosca
(1989-1999).
E' stato
segretario del Movimento dei Cittadini Indipendenti
(2011-12) e membro del
Segretariato e del Comitato Centrale di
SYRIZA (2012-13). Nel luglio 2015
ha lasciato questo partito. Membro del comitato di redazione della
rivista internazionale di autogestione "Critica dell'Utopia", è
coinvolto attivamente nell'Iniziativa Internazionale per la Democrazia
Delphi. E' l'autore di tre libri sui rapporti tra CPSU e CP greco, sul
conflitto di Cipro e sulla politica degli USA nel Mediterraneo orientale
e sulle relazioni tra nazione e sinistra.
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