I media in America: vendere opinioni e chiamarle notizie

 Prof. John Kozy

Global Research, 14 gennaio 2011

 

I giornalisti americani non sono "segugi di notizie". Non sono nulla più che venditori, che impegnano i prodotti che i loro padroni vogliono vendere. I volti carini che ora fungono da maggior parte dei presentatori di notizie alla televisione non sono affatto diversi dai modelli carini utilizzati per vendere altri prodotti. La "libera" stampa americana è composta da nulla più che da molte organizzazioni di vendita al dettaglio che vendono storie tendenziose per soddisfare il loro pubblico-obiettivo. Come tali, esistono soltanto per vendere intrugli.

Una volta negli anni '60, ho preso parte ad un simposio universitario assieme ad altri tre membri della facoltàuno scienziato politico, uno storico ed un professore di giornalismo. L'argomento era Libertà di stampabuona o cattiva.

Durante i sessanta, la Guerra Fredda si combatteva energicamente. Le agenzie d'informazioni dell'Unione Sovietica, TASS e Pravda, erano continuamente attaccate dalla "stampa libera" americana come non degne di fiducia. Una comune affermazione era che di una stampa controllata non ci si poteva mai fidare mentre di una stampa libera si poteva, ed i miei tre colleghi del gruppo sostenevano questo punto di vista. Anche io, ma soltanto parzialmente.

Certamente, sostenevo, non ci si poteva fidare di una stampa controllata quando comunicava delle azioni e delle politiche governative, ma rilevavo che gran parte delle notizie non sono influenzate dal governo e non vedevo nessuna ragione di essere sospettoso di una cronaca della stampa controllata su tali materie. Ma sostenevo anche che vi era una valida ragione per diffidare della cosiddetta stampa libera non importa cosa venga riportato.

Il mio argomento era basato sull'osservazione che una stampa controllata, che viene finanziata dal suo governo che la controlla, non aveva nessun bisogno di attirare lettori mentre la cosiddetta stampa libera doveva contare sui lettori per restare economicamente vitale. La stampa libera ha dovuto commercializzare le sue mercanzie nello stesso modo nel quale deve farlo qualsiasi venditore e un modo per farlo era di distorcere le notizie in maniere che le rendessero attraenti ai gruppi obiettivo delle organizzazioni di notizie che, in un certo senso, avevano dei preconcetti su tutte le storie che la stampa libera riportava. E sebbene la stampa libera pretendesse di mantenere l'obiettività equilibrando l'esposizione, utilizzando due persone di opinioni politiche divergenti, sottolineavo che era facile scegliere le due persone in modo che facesse sembrare che prevale sempre una parte, con il risultato che i media si dividono in gruppi ideologici, per non parlare nemmeno di quel grande segmento della stampa definito apertamente tabloid sensazionalistici.

Sebbene questo simposio avesse luogo approssimativamente mezzo secolo fa, il mio argomento è più semplice da portare oggi che allora. Oggi in America i media spesso dichiarano apertamente i loro vari punti di vista, dalla conservatrice Fox News alla liberal MSNC.

Distinte da queste organizzazioni "tutte notizie" vi sono le reti più tradizionali, ABC, CBS e NBC. Queste possono essere paragonate a grandi magazzini, nei quali vengono venduti ogni giorno vari prodotti, essendo le cosiddette notizie soltanto uno di loro. Queste reti hanno i loro dipartimentiil dipartimento gioco televisivo, il dipartimento reality show, il dipartimento sport, il dipartimento economia, il dipartimento celebrità e, naturalmente, il dipartimento "notizie".

Comunque, ciò che fanno entrambe i tipi di media è simile. Proprio come Macy's vende prodotti di vario genere, i media vendono storie e ciascuna organizzazione si distingue dalle altre per l'inclinazione nella quale ciascuna racchiude i propri prodotti. Proprio come McDonalds differenzia i suoi hamburger da quelli venduti da BurgerKing, la ABC  differenzia le sue storie da quelle raccontate dalla NBC. In breve, nella stampa libera, le notizie vengono vendute distorcendole in modo da renderle attraenti al pubblico-obiettivo e spesso la distorsione prende più tempo che raccontare la storia. Spesso un presentatore racconta una storia e quindi vengono utilizzati i cosiddetti esperti per abbellirla fornendo l'inclinazione. Sfortunatamente, gli "esperti" utilizzati spesso non sanno nulla più degli argomenti discussi dello spettatore/ascoltatore medio. La notizia, che molti credono dovrebbe consistere di fatti, diventa mera opinione.

Dovrebbero tutti ricordare che non vi è nessun giuramento di Ippocrate per giornalisti; una persona non deve giurare di riportare gli eventi con sincerità per essere un giornalista. Infatti, a un giornalista è richiesto di meno che a un idraulico che chiamate per sturare il gabinetto. In breve, il giornalista americano di oggi può essere paragonato a un ragazzino sui pattini che vi porta l'hot dog che avete ordinato dalla vostra auto da Sonic o al commesso dietro il bancone da Macy's. Così, chiunque critichi la stampa mainstream per non essere veritiera, neutrale e obiettiva è fuorviato. Non è questo che la stampa mainstream vende e criticarla è tanto irragionevole quanto criticare McDonalds di non vendere costolette.

Ciò di cui i media hanno bisogno per differenziare i prodotti da quelli dei concorrenti limita anche i tipi di storie che possono essere trattate. Se aggiungere a una storia un pregiudizio è difficile a causa della natura della storia, la stampa "libera" tende a ignorarla. Per esempio, quando l'opposizione iraniana dopo le ultime elezioni era impegnata in manifestazioni antigovernative, la stampa americana ne trattò molto perché la storia poteva essere facilmente presentata come la soppressione del dissenso da parte di un governo oppressivo. Ma le dimostrazioni contro le politiche di austerità che hanno luogo in Islanda, Irlanda, Gran Bretagna, Francia e Grecia sono passate non trattate perché quelle manifestazioni non possono essere presentate come manifestazioni contro governi oppressivi. Analogamente, l'uccisione di cristiani in Iraq e in Egitto sono passate non riportate perché non possono essere distorte per farle sembrare giustificate. Se distorte in qualsiasi altro modo, fornirebbero agli americani contrari alla guerra un'altra ragione per parlare contro le guerre. Inoltre, è difficile fare sensazione con storie su stranieri dei quali gli americani non sanno nulla. Così, per esempio, le storie sulle buffonerie dell'italiano Berlusconi avrebbero poca attrazione per gli spettatori/ascoltatori americani. Da quando sono entrati nel governo tedesco della Merkel, le fortune dei democratico-liberali pro imprese sono cambiate drammaticamente, da un partito che ha ottenuto il 15% durante le elezioni federali del settembre 2009 a sotto il 5% di oggi, a causa di un crescente atteggiamento negativo dei tedeschi verso l'economia da quando è iniziato l'attuale crollo economico, una storia che non può essere raccontata facilmente agli americani a causa degli atteggiamenti pro imprese americani.

Snardfarker.ning.com sostiene che vi sono cinque ragioni per le quali i media mainstream non sono di nessun valore. (1) Autocensura da parte dei giornalisti che temono di fare quello per cui i giornalisti sono stati messi su questa verde terra. "Vi è l'intensa pressione per mantenere accesso a fonti interne. . . . Vi è la paura di essere etichettato partigiano se il mentire di uno non viene distribuito in incrementi precisamente pari lungo lo spettro politico". (2) Censura da parte dei superiori. "Se i giornalisti vogliono parlare chiaro su una questione, sono anche soggetti a tremende pressioni di editori e produttori per fermare la storia". (3) Sonare il tamburo del sostegno alla guerra. "Perché la stampa americana ha costantemente servito le elite nel disseminare le sue false giustificazioni per la guerra? Uno dei motivi è perché le grandi società dei media sono possedute da coloro che appoggiano l'agenda militarista e gli appaltatori nel mondo -- che profittano direttamente dalla guerra e dal terrorismo (per esempio, la NBC . . . era posseduta dalla General Electric, uno dei maggiori appaltatori della difesa al mondo -- che profitta direttamente dalla guerra, dal terrorismo e dal caos)". (4) Accesso. "Per $25.000 e fino a $250.000, il Washington Post . . . ha offerto a lobbisti e a dirigenti di associazioni ufficiose, accesso senza confronto a 'quei pochi potenti' funzionari dell'amministrazione Obama, membri del Congresso e al principio persino ai reporter e redattori del giornale". E (5) Censura da parte del governo. "il governo ha esercitato una tremenda pressione sui media per riportare le cose in un certo modo. Effettivamente, talvolta il governo ha gettato in carcere proprietari di media e reporter se sono stati troppo critici". Questi motivi fino a un certo punto sono veri, ma la ragione ultima è semplicemente il bisogno di aumentare il risultato finale, di guadagnare denaro che, dopo tutto, è la ragione per la quale in America esistono i media.

La conseguenza di tutto ciò è che gli americani sono diventati mentalmente isolati. Il mondo oltre le frontiere dell'America è una terra amorfa e sconosciuta. Come ha affermato di recente Zbigniew Brzezinski, "la maggior parte degli americani sono vicini alla totale ignoranza sul mondo. Sono ignoranti". Quello di cui la gente non si rende conto è quanto di questa ignoranza sia il risultato della necessità della stampa "libera" americana di inclinare la sua cronaca. Brzezinski trova questo "malsano", e ha ragione, dal momento che "la politica estera americana deve essere sostenuta dal popolo se deve essere perseguita". E questa ignoranza rende facile per il governo convincere il popolo che qualche politica disastrosa sia adatta.

Gli americani critici della stampa mainstream hanno un concetto idealizzato di ciò che è la stampa. Accusano la stampa di non essere ciò che la stampa dovrebbe essere ma non è e non è mai stata. Il bisogno della stampa di vendere i suoi prodotti rende impossibile essere ciò che dovrebbe essere.

Sfortunatamente, la stampa alternativa ha adottato molti dei modelli della stampa mainstream. Vi sono siti dedicati esclusivamente alle storie ideologicheconservatori, liberal, libertari, pro e contro la guerra, il riscaldamento globale, la tassazione delle emissioni e altrotutti nel tentativo di attrarre lettori. Così la verità neppure lì non emerge la verità. Allora, come possiamo trovarla?

Una volta vi era un piccolo segmento della stampa "libera" chiamato giornalismo investigativo che ora è diventato quasi interamente estinto. Forse ciò è accaduto a causa della difficoltà di estorcere le informazioni dagli enti governativi e dalle entità aziendali. Sull'unica maniera per ottenere quelle informazioni nascoste è di farle trapelare da qualche delatore a qualche sito che possa proteggerne l'anonimità. E, si, è probabile che i governi e anche le aziende creeranno siti di pseudo-rivelazioni per cercare di offuscare la verità rivelata da qualche delatore. Ma se il sito può, come fa WikiLeaks, disseminare veri documenti della fonte in modo che ogni lettore possa giudicarne da solo l'autenticità, emergerà molto di più della verità di quanto possa emergere ora.

Naturalmente, il giornalismo tendenzioso deve essere smascherato. Molti giornalisti alternativi lo fanno già piuttosto bene, ma anche siti come WikiLeaks sono necessari per combattere la crescente segretezza con la quale deve combattere anche la stampa "libera". La cronaca tendenziosa deve essere screditata e rivelare ed esporre devono essere incoraggiati e protetti se la verità porterà mai un cambiamento per emergere dall'oscurità dell'insidiosa segretezza.

I giornalisti americani non sono "segugi di notizie". Sebbene che ognuno di loro consideri questo un insulto, non sono nulla più che venditori, che impegnano i prodotti che i loro padroni vogliono vendere. I volti carinibene, almeno non sono bruttiche ora fungono da maggior parte dei presentatori di notizie alla televisione non sono affatto diversi dai modelli carini utilizzati per vendere altri prodotti. La "libera" stampa americana è composta da nulla più che da molte organizzazioni di vendita al dettaglio che vendono storie tendenziose per soddisfare il loro pubblico-obiettivo. Come tali, esistono soltanto per vendere intrugli.

 

John Kozy è un docente di filosofia e logica a riposo che scrive di questioni sociali, politiche e economiche. Dopo aver servito nell'esercito USA durante la Guerra di Corea, ha passato 20 anni come docente universitario e altri 20 lavorando come scrittore. Ha pubblicato un libro di testo commerciale di logica formale, articoli in giornali accademici ed un piccolo numero in riviste commerciali e ha scritto molti editoriali da ospite per quotidiani. I suoi articoli online si possono trovare a http://www.jkozy.com/ e gli possono essere inviate email dalla homepage di quel sito.