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I giornalisti americani non
sono "segugi di notizie". Non sono nulla più che venditori, che
impegnano i prodotti che i loro padroni vogliono vendere. I volti
carini che ora fungono da maggior parte dei presentatori di notizie
alla televisione non sono affatto diversi dai modelli carini
utilizzati per vendere altri prodotti. La "libera" stampa americana
è composta da nulla più che da molte organizzazioni di vendita al
dettaglio che vendono storie tendenziose per soddisfare il loro
pubblico-obiettivo. Come tali, esistono soltanto per vendere
intrugli.
Una volta negli anni '60, ho preso parte ad un simposio
universitario assieme ad altri tre membri della facoltà—uno
scienziato politico, uno storico ed un professore di giornalismo.
L'argomento era Libertà di stampa—buona
o cattiva.
Durante i sessanta, la Guerra Fredda si combatteva
energicamente. Le agenzie d'informazioni dell'Unione Sovietica,
TASS
e
Pravda, erano continuamente attaccate dalla "stampa
libera" americana come non degne di fiducia. Una comune affermazione
era che di una stampa controllata non ci si poteva mai fidare mentre
di una stampa libera si poteva, ed i miei tre colleghi del gruppo
sostenevano questo punto di vista. Anche io, ma soltanto
parzialmente.
Certamente, sostenevo, non ci si poteva fidare di una stampa
controllata quando comunicava delle azioni e delle politiche
governative, ma rilevavo che gran parte delle notizie non sono
influenzate dal governo e non vedevo nessuna ragione di essere
sospettoso di una cronaca della stampa controllata su tali materie.
Ma sostenevo anche che vi era una valida ragione per diffidare della
cosiddetta stampa libera non importa cosa venga riportato.
Il mio argomento era basato sull'osservazione che una stampa
controllata, che viene finanziata dal suo governo che la controlla,
non aveva nessun bisogno di attirare lettori mentre la cosiddetta
stampa libera doveva contare sui lettori per restare economicamente
vitale. La stampa libera ha dovuto commercializzare le sue mercanzie
nello stesso modo nel quale deve farlo qualsiasi venditore e un modo
per farlo era di distorcere le notizie in maniere che le rendessero
attraenti ai gruppi obiettivo delle organizzazioni di notizie che,
in un certo senso, avevano dei preconcetti su tutte le storie che la
stampa libera riportava. E sebbene la stampa libera pretendesse di
mantenere l'obiettività equilibrando l'esposizione, utilizzando due
persone di opinioni politiche divergenti, sottolineavo che era
facile scegliere le due persone in modo che facesse sembrare che
prevale sempre una parte, con il risultato che i media si dividono
in gruppi ideologici, per non parlare nemmeno di quel grande
segmento della stampa definito apertamente tabloid
sensazionalistici.
Sebbene questo simposio avesse luogo approssimativamente mezzo
secolo fa, il mio argomento è più semplice da portare oggi che
allora. Oggi in America i media spesso dichiarano apertamente i loro
vari punti di vista, dalla conservatrice
Fox News
alla liberal MSNC.
Distinte da queste organizzazioni "tutte notizie" vi sono le
reti più tradizionali,
ABC, CBS
e
NBC.
Queste possono essere paragonate a grandi magazzini, nei quali
vengono venduti ogni giorno vari prodotti, essendo le cosiddette
notizie soltanto uno di loro. Queste reti hanno i loro dipartimenti—il
dipartimento gioco televisivo, il dipartimento
reality show,
il dipartimento sport, il dipartimento economia, il dipartimento
celebrità e, naturalmente, il dipartimento "notizie".
Comunque, ciò che fanno entrambe i tipi di media è simile.
Proprio come
Macy's
vende prodotti di vario genere, i media vendono storie e ciascuna
organizzazione si distingue dalle altre per l'inclinazione nella
quale ciascuna racchiude i propri prodotti.
Proprio come
McDonalds
differenzia i suoi hamburger da quelli venduti da
BurgerKing, la ABC differenzia le sue storie da
quelle raccontate dalla NBC. In breve, nella stampa libera, le
notizie vengono vendute distorcendole in modo da renderle attraenti
al pubblico-obiettivo e spesso la distorsione prende più tempo che
raccontare la storia. Spesso un presentatore racconta una storia e
quindi vengono utilizzati i cosiddetti esperti per abbellirla
fornendo l'inclinazione. Sfortunatamente, gli "esperti" utilizzati
spesso non sanno nulla più degli argomenti discussi dello
spettatore/ascoltatore medio. La notizia, che molti credono dovrebbe
consistere di fatti, diventa mera opinione.
Dovrebbero tutti ricordare che non vi è nessun giuramento di
Ippocrate per giornalisti; una persona non deve giurare di riportare
gli eventi con sincerità per essere un giornalista. Infatti, a un
giornalista è richiesto di meno che a un idraulico che chiamate per
sturare il gabinetto. In breve, il giornalista americano di oggi può
essere paragonato a un ragazzino sui pattini che vi porta l'hot dog
che avete ordinato dalla vostra auto da Sonic o al commesso dietro
il bancone da
Macy's.
Così, chiunque critichi la stampa mainstream per non essere
veritiera, neutrale e obiettiva è fuorviato. Non è questo che la
stampa mainstream vende e criticarla è tanto irragionevole quanto
criticare
McDonalds
di non vendere costolette.
Ciò di cui i media hanno bisogno per differenziare i prodotti
da quelli dei concorrenti limita anche i tipi di storie che possono
essere trattate. Se aggiungere a una storia un pregiudizio è
difficile a causa della natura della storia, la stampa "libera"
tende a ignorarla. Per esempio, quando l'opposizione iraniana dopo
le ultime elezioni era impegnata in manifestazioni antigovernative,
la stampa americana ne trattò molto perché la storia poteva essere
facilmente presentata come la soppressione del dissenso da parte di
un governo oppressivo. Ma le dimostrazioni contro le politiche di
austerità che hanno luogo in Islanda, Irlanda, Gran Bretagna,
Francia e Grecia sono passate non trattate perché quelle
manifestazioni non possono essere presentate come manifestazioni
contro governi oppressivi. Analogamente, l'uccisione di cristiani in
Iraq e in Egitto sono passate non riportate perché non possono
essere distorte per farle sembrare giustificate. Se distorte in
qualsiasi altro modo, fornirebbero agli americani contrari alla
guerra un'altra ragione per parlare contro le guerre. Inoltre, è
difficile fare sensazione con storie su stranieri dei quali gli
americani non sanno nulla. Così, per esempio, le storie sulle
buffonerie dell'italiano Berlusconi avrebbero poca attrazione per
gli spettatori/ascoltatori americani. Da quando sono entrati nel
governo tedesco della Merkel, le fortune dei democratico-liberali
pro imprese sono cambiate drammaticamente, da un partito che ha
ottenuto il 15% durante le elezioni federali del settembre 2009 a
sotto il 5% di oggi, a causa di un crescente atteggiamento negativo
dei tedeschi verso l'economia da quando è iniziato l'attuale crollo
economico, una storia che non può essere raccontata facilmente agli
americani a causa degli atteggiamenti pro imprese americani.
Snardfarker.ning.com
sostiene che vi sono cinque ragioni per le quali i media mainstream
non sono di nessun valore.
(1)
Autocensura da parte dei giornalisti che temono di fare quello per
cui i giornalisti sono stati messi su questa verde terra. "Vi è
l'intensa pressione per mantenere accesso a fonti interne. . . . Vi
è la paura di essere etichettato partigiano se
il mentire di uno non viene distribuito in incrementi
precisamente pari lungo lo spettro politico".
(2)
Censura da parte dei superiori.
"Se i giornalisti vogliono parlare chiaro su una questione, sono
anche soggetti a tremende pressioni di editori e produttori per
fermare la storia".
(3)
Sonare il tamburo del sostegno alla guerra. "Perché la stampa
americana ha costantemente servito le elite nel disseminare le sue
false giustificazioni per la guerra? Uno dei motivi è perché le
grandi società dei media sono possedute da coloro che appoggiano
l'agenda militarista e gli appaltatori nel mondo -- che profittano
direttamente dalla guerra e dal terrorismo (per esempio, la NBC . .
. era posseduta dalla
General Electric,
uno dei maggiori appaltatori della difesa al mondo -- che profitta
direttamente dalla guerra, dal terrorismo e dal caos)".
(4)
Accesso. "Per $25.000 e fino a $250.000, il
Washington Post . . .
ha offerto a lobbisti e a dirigenti
di associazioni ufficiose, accesso senza confronto a 'quei
pochi potenti' funzionari dell'amministrazione Obama, membri del
Congresso e
—
al principio
—
persino ai reporter e redattori del giornale".
E
(5) Censura da parte del governo.
"il governo ha esercitato una tremenda pressione sui media per
riportare le cose in un certo modo. Effettivamente, talvolta il
governo ha gettato in carcere proprietari di media e reporter se
sono stati troppo critici". Questi motivi fino a un certo punto sono
veri, ma la ragione ultima è semplicemente il bisogno di aumentare
il risultato finale, di guadagnare denaro che, dopo tutto, è la
ragione per la quale in America esistono i media.
La conseguenza di tutto ciò è che gli americani sono diventati
mentalmente isolati. Il mondo oltre le frontiere dell'America è una
terra amorfa e sconosciuta. Come ha affermato di recente
Zbigniew Brzezinski,
"la maggior parte degli americani sono vicini alla totale ignoranza
sul mondo.
Sono ignoranti". Quello di cui la gente non si rende conto è
quanto di questa ignoranza sia il risultato della necessità della
stampa "libera" americana di inclinare la sua cronaca.
Brzezinski
trova questo "malsano", e ha ragione, dal momento che "la politica
estera americana deve essere sostenuta dal popolo se deve essere
perseguita". E questa ignoranza rende facile per il governo
convincere il popolo che qualche politica disastrosa sia adatta.
Gli americani critici della stampa mainstream hanno un concetto
idealizzato di ciò che è la stampa. Accusano la stampa di non essere
ciò che la stampa dovrebbe essere ma non è e non è mai
stata. Il bisogno della stampa di vendere i suoi prodotti rende
impossibile essere ciò che dovrebbe essere.
Sfortunatamente, la stampa alternativa ha adottato molti dei
modelli della stampa mainstream. Vi sono siti dedicati
esclusivamente alle storie ideologiche—conservatori,
liberal, libertari, pro e contro la guerra, il riscaldamento
globale, la tassazione delle emissioni e altro—tutti
nel tentativo di attrarre lettori. Così la verità neppure lì non
emerge la verità. Allora, come possiamo trovarla?
Una volta vi era un piccolo segmento della stampa "libera"
chiamato giornalismo investigativo che ora è diventato quasi
interamente estinto. Forse ciò è accaduto a causa della difficoltà
di estorcere le informazioni dagli enti governativi e dalle entità
aziendali. Sull'unica maniera per ottenere quelle informazioni
nascoste è di farle trapelare da qualche delatore a qualche sito che
possa proteggerne l'anonimità. E, si, è probabile che i governi e
anche le aziende creeranno siti di pseudo-rivelazioni per cercare di
offuscare la verità rivelata da qualche delatore. Ma se il sito può,
come fa
WikiLeaks,
disseminare veri documenti della fonte in modo che ogni lettore
possa giudicarne da solo l'autenticità, emergerà molto
di più della verità di quanto possa emergere ora.
Naturalmente, il giornalismo tendenzioso deve essere
smascherato. Molti giornalisti alternativi lo fanno già piuttosto
bene, ma anche siti come
WikiLeaks
sono necessari per combattere la crescente segretezza con la quale
deve combattere anche la stampa "libera". La cronaca tendenziosa
deve essere screditata e rivelare ed esporre devono essere
incoraggiati e protetti se la verità porterà mai un cambiamento per
emergere dall'oscurità dell'insidiosa segretezza.
I giornalisti americani non
sono "segugi di notizie". Sebbene che ognuno di loro
consideri questo un insulto, non sono nulla più che venditori, che
impegnano i prodotti che i loro padroni vogliono vendere. I volti
carini—bene,
almeno non sono brutti—che ora fungono da maggior parte dei presentatori di notizie
alla televisione non sono affatto diversi dai modelli carini
utilizzati per vendere altri prodotti. La "libera" stampa americana
è composta da nulla più che da molte organizzazioni di vendita al
dettaglio che vendono storie tendenziose per soddisfare il loro
pubblico-obiettivo. Come tali, esistono soltanto per vendere
intrugli.
John
Kozy
è un docente di filosofia e
logica a riposo che scrive di questioni sociali, politiche e
economiche. Dopo aver servito nell'esercito USA durante la Guerra di
Corea, ha passato 20 anni come docente universitario e altri 20
lavorando come scrittore. Ha pubblicato un libro di testo
commerciale di logica formale, articoli in giornali accademici ed un
piccolo numero in riviste commerciali e ha scritto molti editoriali
da ospite per quotidiani. I suoi articoli online si possono trovare
a
http://www.jkozy.com/
e gli possono essere inviate email dalla homepage di quel sito.
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