GIOVEDì 27 SETTEMBRE 2007
Il significato dell'emendamento Biden
postATO DA karlmarx
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Lo scorso 25 settembre 2007 il Senato degli USA ha approvato un emendamento non vincolante di Biden per la partizione dell'Iraq con una maggioranza di 3/4. Ora questo è stato debitamente fatto rilevare e commentato da numerose fonti. Una piccola nota su questo prima di andare oltre. La vecchia mappa a tre parti che è/è stata usata da molte fonti per suddividere l'Iraq NON è la mappa che è stata utilizzata nelle più recenti sedute del Senato di cui sopra. La mappa che ho visto alla TV, usata dal senatore Brownback, SE ricordo correttamente, suddivide l'Iraq in molte più di tre parti. Le nuove linee dell'Iraq diviso somigliano più ai bizzarri, manipolati, artificialmente creati distretti e zone elettorali, linee roteanti selvaggiamente, allo scopo delle elezioni USA. Ritengo che le linee manipolate di partizione dell'Iraq sono corrispondenti agli allineamenti economici in Iraq e/o forse anche a dispositivi militari. Sono spiacente di non avere un collegamento alla mappa utilizzata nelle udienze del Senato per poterla studiare. Cercherò di trovarla più tardi. Comunque continuiamo. In una fonte, arablinks, lui/lei/loro, Badger, riflette sul significato del suddetto emendamento Biden e, nella sezione commenti, sotto l'annotazione del blog, perché qui, negli USA, sia stata posta così poca attenzione e fanfara a questa mostruosa proposta. www.arablinks.blogspot.com/2007/09/biden-on-move.html La risposta a questa domanda si trova nei miei PRECEDENTI blog, a cominciare dalla fine del 2005 inizio 2006, riguardo il significato e le implicazioni di ciò che all'epoca ho etichettato il Colpo di Stato Silenzioso di Washington, vedi 13 ottobre 2005, www.karlmarxwasright.blogspot.com/2005/10/silent-coup-in-washington.html e 6 febbraio 2006, www.karlmarxwasright.blogspot.com/2006/02/washingtons-geostrategic-shift.html e, quindi, le successive orchestrate elezioni dell'establishment di medio termine del novembre 2006, le conseguenze delle quali sono state con precisione elaborate, oltre ai miei blog, nella recente serie di articoli di Nazemroaya ai quali ho collegato precedentemente sull'alleanza angloamericana/NATO contro l'alleanza Cina-Russia.
La palla, come ho detto in uno dei miei più vecchi blog riguardo al
Colpo di Stato Silenzioso di
Washington, è stato allungato all'estero, attraverso l'Atlantico, ed
il Pacifico, ad altri paesi. L'attuale situazione in relazione sia
all'Iraq che all'Iran non può essere compresa senza questo più ampio
contesto e le implicazioni globali dello Spostamento Geostrategico/Colpo
di Stato Silenzioso di
Washington. In aggiunta agli articoli di Nazemroaya ed alle mie
precedenti annotazioni nel blog su questo argomento, la seguente
riguardo al Kosovo, sebbene, nella seguente, sia in disaccordo con
una dichiarazione nello stesso che "l'elite angloamericana non odia
il comunismo, odia la Russia".
Questo non è vero e dovrebbe essere ricordato che, finché
Khordorkovsky fosse arrestato e la Yukos rinazionalizzata e
l'attuale direzione della Russia "non chiara", l'elite
angloamericana non aveva NESSUN problema con la Russia, Yeltsin,
Putin. (Ricordate, Bush guardava Putin negli occhi...o qualcosa
così). A parte questo, sul Kosovo e lo stadio finale,
www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=6900
Riguardo alla domanda sollevata dalla suddetta
annotazione su
arablinks, perché così poca fanfara circa il nuovo/vecchio
emendamento Biden, che è una conseguenza dei collegamenti giocati
dal nostro pseudo "sinistri/liberal" finanziati da Dipartimento di
Stato/CFR/Fondazioni, che sono partecipanti attivi a questo attuale
progetto strategico, lo Spostamento Geostrategico di Washington ed
una estensione del Partito Democratico, come lo sono stati anche in
passato. Il pezzo di Engdahl di cui sopra, sebbene alla fine riconosca la speciosità della teoria del picco del petrolio, nondimeno riesce ancora ad offuscare il lato economico circostante all'"affare" dell'energia, e definisco l'affare come un'entità che produce profitto. La necessità di controllare e di "trasformare" le economie del Medio Oriente, le industrie del petrolio del gas ed altre, ha più a che fare con la situazione nell'articolo suddetto, riguardante il Kosovo e l'analisi di Nasemroaya che il problema di rifornimenti petroliferi convenienti. Il petrolio a buon mercato è un fattore, ma non il fattore. Questa parte del globo, compresa l'area che Nazemroaya diagramma, è l'ultimo importante contrappeso economico ad entrambe Russia e Cina. I paesi GCC da soli, per esempio, controllano approssimativamente 1,5 trilioni di dollari che ora riciclano sia in Buoni del Tesoro USA che investendo nel capitale privato. Ed inoltre, mentre questa tensione continua a riguardare entrambe Russia e Cina, il lavoro a buon mercato e la produzione industriale/merci può e probabilmente sarà spostata fuori dalla Cina ed allargata o soppiantata in altre zone del globo. NON la perdita di petrolio e/o gas a buon mercato ad essere LA questione. L'intero sistema capitalista è in crisi, una crisi dipendente dall'espansione globale per la sua redditività esponenziale prolungata. Le contraddizioni scatenate come risultato della fine dell'Unione Sovietica e del sistema comunista e tutto ciò che ne è derivato in seguito sono solamente l'inizio, la punta dell'iceberg. Non ho bisogno di raccontare per esempio di una cosa come "rivalità imperialiste".
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