Workers Action

a revolutionary socialist organization 

 

MASSACRO IN THAILANDIA: LE MANI INSANGUINATE DI OBAMA

Shamus Cooke

16 maggio 2010

 

Quando la Casa Bianca è silenziosa quando dei dimostranti vengono massacrati nelle strade di Bangkok in Thailandia, si sollevano dei sospetti. Il silenzio spesso è pari alla complicità. Si può soltanto immaginare quale sarebbe stata la risposta degli USA ad un massacro da parte del governo venezuelano: i media USA ed Obama avrebbero condannato con veemenza un simile atto, in contrasto alla muta risposta al bagno di sangue in Thailandia.

La storia delle relazioni USA-Thailandia spiega il perché. Durante la guerra del Vietnam, gli USA utilizzavano la Thailandia come uno dei principali bastioni "anticomunisti" nell'area che comprende Cina, Vietnam, Birmania ed altri paesi che mettevano in discussione il capitalismo.

La Thailandia fu così trasformata in uno stato cliente degli USA e le vennero dati denaro, armi ed intelligence del governo USA per combattere i "comunisti" della Thailandia. Questo rapporto è corrisposto a numerose dittature thai che hanno una storia molto sanguinosa, inclusa l'uccisione di innumerevoli contestatori che il governo thai chiamava "comunisti", oppure, il loro equivalente moderno, "terroristi".

La relazione USA-Thailandia ha cominciato a guastarsi quando il recentemente deposto presidente Thaksin Shinawatra ha costituito una più stretta relazione con la Cina che comprendeva accordi economici e militari. L'Asian Times riassume le conseguenze:

"La sollecitudine di Thaksin a promuovere accordi di difesa con la Cina arrivò a spese strategiche dirette degli USA e molti osservatori ritengono che è una delle ragioni per le quali della reazione di Washington al colpo di stato militare del settembre 2006 che estromise un governo democraticamente eletto sia stata così muta". (7 novembre 2008).

Il governo USA rovescia spesso "governi ostili" corrompendo settori delle loro forze armate, un fatto discusso a lungo in "Legacy of Ashes", la storia della CIA di Tim Weiner. Quando avviene un colpo di stato appoggiato dagli USA, il governo USA ed i media corporativi danno tacita approvazione, mentre esplode un urlo di collera quando avviene un colpo distato contro un governo fantoccio degli USA.

Conferma l'Asian Times:

"Molti dei golpisti del 2006 erano dei noti alleati degli USA, compresi i presunti organizzatori e l'ex spia addestrata dalla CIA Prasong Soonsiri ed il presidente del Consiglio della Corona Prem Tinsulanonda. Prasong ha ammesso apertamente il proprio ruolo nel colpo di stato..."

Il golpe USA contro il presidente thai Thaksin è all'origine dell'attuale crisi in Thailandia. Grandi settori della classe lavoratrice e dei contadini thai ancora identificano Thaksin come loro presidente e chiedono il suo ritorno. Hanno fatto ricorso a delle tattiche estremamente militanti per ottenere le loro pretese che, se conquistate, significherebbero il ristabilimento della democrazia in Thailandia. Aggiunge il New York Times:

"La Thailandia è sconvolta da una lotta dura tra l'elite del paese ed i suoi poveri privi di diritti, svolta in proteste che da settimane paralizzano Bangkok e che ora minacciano di estendersi". (15 maggio 2010).

Il presidente Obama non ha detto una parola di sostegno ai poveri della Thailandia, mentre il suo silenzio consente all'elite thai di assassinare i dimostranti nelle strade libera da pressioni straniere. Gli USA sono i principali acquirenti delle esportazioni della Thailandia, mentre forniscono importante assistenza economica e militare. Una dichiarazione forte di Obama dissuaderebbe le elite della Thailandia da ulteriori uccisioni. Ma resta in silenzio.

Finora sono stati assassinati dozzine di manifestanti. Ma per l'elite della Thailandia appoggiata dagli USA dovranno esserne massacrati centinaia se non migliaia in più perché mantenga con successo il proprio dominio politico.

Operando per mantenere in Thailandia il governo golpista dell'era Bush, il presidente Obama porta la responsabilità criminale delle atrocità in corso. Se la classe lavoratrice thai è incapace di rovesciare il suo sanguinario governo, Obama porterà ulteriore colpa per appoggiare un governo golpista che deve ricorrere a brutalità prolungate e massicce per mantenere la propria autorità

Shamus Cooke è un operatore dei servizi sociali, sindacalista e giornalista per Workers Action. Può contattarsi a portland@workerscompass.org