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"Rendere nuovamente grande al Qaeda": Come e perché l'intelligence USA crea reti terroriste

13 aprile 2017 - Fort Russ - 

Valery Korovin, Geopolitika - tradotto da J. Arnoldski - 

Valery Korovin è membro della Camera Civica di Russia e dell'Izborsky Club di alto profilo intellettuale.

 

Come e perché i servizi di intelligence americani creano reti terroriste

Oggi molte persone sono convinte che la CIA e gli Stati Uniti siano i padri fondatori del terrorismo che ha inghiottito il mondo. Questa convinzione è ben fondata. Le prove abbondano riguardo ai legami tra l'intelligence americana ed i terroristi. Effettivamente, sono proprio gli USA che hanno allevato la maggior parte di questi gruppi che stanno facendo saltare in aria il mondo contemporaneo e ciò è stato compiuto, come risulta, nell'interesse degli americani allo scopo di realizzare degli obiettivi concreti, sia per l'acquisizione di risorse che per incitare al caos nel territorio di un avversario, ma complessivamente allo scopo di mantenere la loro egemonia. Un numero crescente di fatti suggerisce che nessun altri che gli USA siano i principali allevatori del terrorismo, i principali clienti e creatori delle reti terroriste.

Le agenzie di intelligence americane sono state prese ad assistere il terrorismo più di una volta. Hanno anche partecipato ad organizzare diversi attacchi terroristici simili agli attacchi di al Qaeda dell'11 settembre 2001 allo scopo, per esempio, giustificare l'intervento su vasta scala negli affari mediorientali. Come molte circostanze hanno provato, forse non la CIA stessa come istituzione, ma certe forze all'interno della CIA e dell'intelligence americana nel complesso sono state coinvolte nella preparazione dell'attacco terroristico, come pure in numerose altre sortite terroristiche per il mondo. Il fatto che nel rapporto ufficiale dell'indagine sugli eventi dell'11/9 le cose non abbiano senso non ha infastidito nessuno negli USA proprio dall'inizio. Inoltre, dozzine di investigazioni indipendenti hanno confermato che non è stato bin Laden, ma centinaia di persone ben preparate ed apposta addestrate che hanno organizzato questa operazione in grande scala. Niente altro si può presupporre dato che una mosca non può volare senza la conoscenza dei servizi di intelligence. E tutto ciò viene fatto allo scopo di provocare l'inizio della fase attiva dell'invasione USA del sud dell'Eurasia, un'operazione che un poco più tardi è giunta ad essere formulata come il progetto del Grande Medio Oriente.

Se c'è petrolio, un pretesto si troverà

Gli Stati Uniti hanno da lungo tempo acquisito l'abitudine di invadere paesi del Medio Oriente per prendere gas, petrolio ed altre risorse naturali sotto il pretesto di combattere il terrorismo. E' questo il caso di Iraq, Libia, Siria e di molti altri stati. Tuttavia, nonostante siano tra le motivazioni più importanti, il petrolio e gli idrocarburi non sono l'unico né il fattore principale. In realtà, gli americani hanno sempre adoperato una combinazione di fattori. In prima linea del perno di ogni avventura degli americani vi sono, naturalmente, dei fattori geopolitici. Nel nostro caso, questo è il groviglio geostrategico dell'Eurasia dei cosiddetti "anelli Anaconda", vale a dire teste di ponte strategiche dell'occidente globale guidato dagli USA e rinforzato dalle basi militari americane o NATO.

La presenza di petrolio, gas e di altri minerali è desiderabile, ma non necessaria. Per esempio, in Afghanistan non vi è nulla oltre a rocce e sabbia, ma nondimeno gli USA ci sono andati, usando il paese come rampa di lancio per l'operazione di ridisegno del Medio Oriente e dell'Asia Centrale, perché questo è un importante nodo strategico per stabilire il controllo americano sull'intera regione. Quindi, il fattore risorse è effettivamente molto importante, ma non il principale e non l'unico fattore.

Le reti terroriste come arma moderna

La CIA e le altre agenzie di sicurezza USA hanno creato al Qaeda e numerose reti terroriste ed "umanitarie" per rinforzare il dominio strategico dell'America in quegli angoli del pianeta che sono più inaccessibili per la democrazia occidentale. E' questo l'obiettivo principale della guerra di rete. Le tecniche delle cosiddette "guerre di sesta generazione", nelle quali i successi militari vengono realizzati senza l'utilizzo di proprie truppe e di armi convenzionali, ma per mezzo di reti costituite sul territorio desiderato attraverso cui vengono risolti gli obiettivi strategici della politica estera americana - sono questi oggi i mezzi principali degli USA per realizzare il controllo globale.

La stessa al Qaeda non è letteralmente nulla più che una "base", una "struttura", o "rete". Nell'ambiente di rete globale che copre praticamente l'intero pianeta, chiamare un'organizzazione terrorista di rete una "rete" è lo stesso che chiamare quotidiano un "quotidiano" e giornale un "giornale". Una "organizzazione" è semplicemente un genere di matrice di rete, un concetto vuoto che è soltanto dopo imbevuto del contenuto necessario dipendente dalla situazione. I suoi compiti sono stabiliti a seconda degli obiettivi intesi di politica estera degli USA, cioè determinati dalla situazione. Come ogni "struttura senza una testa", una "organizzazione" sorge e può crescere in ogni punto del pianeta perché non è gerarchica ma rappresenta un "rizoma", una serie di collegamenti, nodi orizzontali e di punti d'intersezione che sono infinitamente complementari e sovrapposti. Il defunto bin Laden era semplicemente uno dei molti portavoce della struttura ramificata di al Qaeda. Governarla mentre si resta in una caverna non soltanto è difficile - è semplicemente impossibile. Ed è questo affatto necessario? Una rete è non tracciabile ed è impossibile distruggere tutti i suoi seguaci attraverso l'identificazione della sua leadership. Una rete è questo.

Dovunque sorgano le idee dell'islamismo, così sorgono delle reti simili a al Qaeda, Daesh, Hizb ut-Tahrir ed esemplari simili. E' assolutamente impossibile abbattere una rete distruggendo i suoi principali esecutori o persino l'intero nodo, perché ne esiste un altro, un secondo e quindi un terzo ed un quinto nodo in punti diversi con lo stesso numero di collegamenti come il nodo precedentemente distrutto. Le reti sono una nuova forma di fare la guerra adottata ufficialmente dal Pentagono e, riempiendole di contenuto terroristico, gli USA creano un'arma efficace contro il loro nemico. Ma soltanto i loro nemici?

Bombardare, non cooperare

Agli inizi di marzo 2017, l'amministrazione Trump ha annunciato che la cooperazione tra gli USA e la Russia sulla lotta congiunta al terrorismo è rinviata indefinitamente. Perché improvvisamente gli USA non hanno voluto unirsi a noi e porre fine con nessuna fretta di cominciare una guerra al terrore su vasta scala, come Donald Trump ha proclamato soltanto di recente nella sua campagna elettorale? Il segreto è che il nuovo presidente americano è stato alla fine messo al corrente di tutti i documenti segreti. Trump è rimasto sorpreso di scoprire che risulta che il terrorismo non è in se stesso un fenomeno, ma qualcosa creato dall'intelligence americana. Non sapeva di questo quando era un candidato presidenziale, quindi le sue parole sull'andare a combattere il terrorismo insieme alla Russia e persino con Assad e la Damasco ufficiale. Trump ripeteva di routine che "Andremo a finire questo dannato ISIS e lo scaricheremo nel vater".[1]

Ed ora vi è confusione. Subito dopo essere diventato presidente ed avere ricevuto documenti classificati, Trump li ha aperti impazientemente soltanto per guardare con sorpresa e sconforto. Comprendendo   cosa è in gioco, è rimasto sconcertato e si è rivolto ai suoi consiglieri: "Come è possibile questo"? Nondimeno, resta il fatto che le reti terroriste sono create dalla CIA con il sostegno finanziario e diplomatico degli USA. "Oh Dio"!, ha gridato Trump, "Che incubo"! E cosa si presumeva facesse ora? Distruggere tutto ciò che è stato creato nel corso degli anni dal massacrante lavoro di centinaia di "uomini e donne", cioè dai dipendenti dell'intelligence americana? E' semplicemente obbligato a rinviare la lotta al terrorismo. Ora almeno ha bisogno di pensare a come uscire da questa situazione. "Al diavolo! Siamo noi ad avere creato questo! Perché non me lo avete detto prima"? viene affrontato con "Scusatemi Mr. Trump, ma chi eravate allora? Non eravate nessuno. Ed ora siete presidente".

Si presenta la domanda:  se il terrorismo è un prodotto americano, allora perché l'Europa, il principale alleato degli USA, soffre per il terrorismo? Dopo tutto, non è un segreto che nella "loro" Europa, gli attacchi terroristici avvengono con regolarità sorprendente, come in Belgio, a Parigi e a Berlino. La risposta è semplice: l'Europa è un perno, un nodo della rete terroristica globale americana, uno dei molti server proxy per preparare e spedire terroristi attraverso l'intero continente euroasiatico, il Medio Oriente, il Nord Africa e lo spazio post sovietico. E' un sito dell'attività terroristica. Lì i terroristi si passano le vacanze, lì si preparano, lì raccolgono i finanziamenti e reclutano un tipo speciale di islamisti con fenotipi europei.

Oggi l'Europa è un nodo molto importante nella rete terrorista globale. Ma poiché l'Europa è in condizione di occupazione americana e schiacciata dal tallone della NATO dalla fine della seconda guerra mondiale, non osa aprire la bocca e proferire una parola. Infatti, l'Europa stessa non ha più voce. E' come se Washington le dica: "Qualcosa qui è stato fatto saltare in aria, niente di cui preoccuparsi, soltanto costi. Stiamo realizzando il grande progetto di dominazione globale della civiltà occidentale. Qualcosa è stato fatto saltare, e allora che? Capita. Qualcosa è andato male, l'impianto ha mal funzionato, qualcosa è rimbalzato, scosso, bene, cosa fate. I trucioli volano". Si, degli eccessi effettivamente in Europa accadono, dove qualche terrorista va un poco fuori controllo e va ed uccide qualcuno, ma si suppone che questo non sia nulla nel piano di dominazione globale degli USA.

La lotta contro il terrorismo è per gioco? La Russia non ha voce in capitolo?

Oggi la Russia è probabilmente l'unico paese che combatte il terrorismo mentre il resto - l'occidente, l'Europa e gli Stati Uniti - parlano soltanto di farlo mentre non compiono nessuno sforzo in questa lotta antiterrorismo. La Russia sta veramente combattendo il terrorismo, evidentemente perché in Russia nessuno è "aggiornato" sul fatto che gli americani stessi hanno creato il terrorismo. Naturalmente, sospettiamo qualcosa, ma poiché la nostra leadership è formata da gente comune, non riesce nemmeno a credere che gli americani abbiano veramente creato il terrorismo. "Probabilmente queste sono alcuni diletti cospiratori",  scrollano le spalle, guardando il presidente, i membri del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa, "Più probabilmente i terroristi esistono per conto proprio e gli americani li combattono, ma sono soltanto arroganti e non cooperano con noi. Bene, eccellente, combatteremo senza cooperazione".

Se si pone la domanda se gli americani stiano combattendo il terrorismo, la risposta è ovvia. Stanno combattendo soltanto in modo che questo terrorismo da loro creato in qualche modo non si riversi accidentalmente negli USA stessi. Monitorano rigorosamente i batteri del terrorismo diffusi per il mondo dall'amministrazione americana, in modi che non infettino in nessun caso l'America. Ma questa è una speranza completamente ingenua generata dalla coscienza adolescente dello stato americano. Data la vasta scala della copertura della rete e le dinamiche della globalizzazione, prima o poi il terrorismo, rilasciato dalla provetta degli strateghi americani, troverà la sua strada verso gli USA e, come dovunque, salterà tutto in aria, non lasciando nulla d'intentato.

Perché ora soltanto la Russia sta combattendo il terrorismo, mentre il resto ci sta semplicemente osservando perplessi, non comprendendo, come se si chiedesse: "Sono semplicemente tagliati fuori da tutto o vogliono di fatto distruggere il terrorismo americano? Cosa sta succedendo"? E Donald Trump,  catturato dai neocon, sta cercando come tutto il resto di capire cosa sta succedendo. La sua domanda è, prima di tutto, che fare con le reti terroristiche create da Washington con il sostegno dell'intelligence americana; in secondo luogo, cosa fare con la Russia, che sta combattendo il terrorismo, distruggendolo veramente e non soltanto per gioco come tutti i paesi civilizzati "normali" e, in terzo luogo, come continuare a vivere e non andare all'inferno, che è di fatto inevitabile quando parliamo delle elite americane, per il motivo che la loro grandezza in questo vano mondo è dal principe di questo mondo.

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[1] Un riferimento all'osservazione di Putin del 1999 sul rinforzo delle operazioni antiterrorismo in Cecenia.