Alex Constantine’s

ANTI-FASCIST ENCYCLOPEDIA

 

Fabbricare terroristi’/Terrori dellaGuerra al terrore’ (recensione dei libri)

 

” … Ciò che entrambe i libri principalmente combinanoil ruolo degli informatori nell'intrappolamento.

Come le agenzie di sicurezza utilizzano le reti degli informatori per intrappolare gli innocenti e fabbricare 'terroristi' … “

di Mahtab Alam
Countercurrents.org | 11
maggio 2010

 

Libro: Evidence Of Suspicion: A Writer’s Report On The War On Terror
Au
tore: Amitava Kumar
Editore: Picador India, 223 pagine,
Anno di pubblicazione: 2010

Libro: Rounded Up: Artificial Terrorists and Muslims Entrapment After 9/11
Aut
ore: Shamshad Ahmad
Editore: The Troy Book Makers, USA, 267 pagine
Anno di pubblicazione: 2009

Nel 1958, mentre veniva pronunciata una sentenza sul caso Sherman v. Stati Uniti, la Corte Suprema degli Stati Uniti notoriamente dichiarò che "la funzione della polizia è la prevenzione del crimine e la cattura dei criminali. Ovviamente, questa funzione non include la fabbricazione del crimine". Ma sembra che, anche dopo più di mezzo secolo nel futuro, le agenzie di polizial'FBI & Company non soltanto considerino fabbricare il crimine (leggi terroristi) come la loro 'funzione' più importante ma che la esercitino con lo stesso zelo e passione specialmente in nome della 'guerra al terrore'.

I due libriRounded Up: Artificial Terrorists and Muslim Entrapment After 9/11 di Shamshad Ahmad e Evidence of Suspicion: A writer’s report on the war on terror di Amitava Kumar, sotto recensione, sono degli esempi illustrativi dello stesso. I libri profilano e documentano due differenti casi ciascuno di intrappolamento, persecuzione razziale, caccia alle streghe pubblica e creazione di terroristi artificiali nel nome della lotta al terrore principalmente da parte degli Stati Uniti d'America, specialmente come strascico di eventi tragici come l'11 settembre 2001, e da parte dei loro alleati, incluso in nostro paese, l'India. Amitava Kumar è uno scrittore di fama mondiale e di vari libri che comprendono il famoso 'Husband of a Fanatic'.

Attualmente insegna letteratura dell'11/9 al Vassar College di New Work State, USA. Shamshad Ahmad è fondatore e presidente della moschea di  As-Salam, Albany. Insegna fisica all'Università di Albany/ State University di New Work. Il suo libro è sull'intrappolamento di due membri della sua moschea (compreso l'imam).

Fabbricareterroristi

Entrambe i libri espongono dettagliatamente di due interessanti ma ridicoli casiuno in India, nella città di Mumbai, un altro negli USA, nella città di Albany, di come vengono prodotti i 'terroristi'. Per voi potrebbe arrivare come una sorpresa ma la realtà è che il modus operandi è quasi lo stesso. Prendiamo prima l'India. Nel suo libro, Amitava Kumar parla di Iqbal Haspatel, che era stato falsamente arrestato con accuse di terrorismo un mese dopo gli attentati di Bombay del 1993. Le accuse contro di lui erano che nella sua stanza erano stati ritrovati venticinque proiettili e diciassette tubi bomba e munizioni. Circa quattro giorni dopo il ritrovamento, i 'proiettili' scoperti erano in realtà parti di un macchinario tessile e furono chiamati rocchetti o blocca-torsione. (p.2) Come Amitava, anche Shamshad ha una storiala storia del comandante’, Yassin Aref. Aref Hussain è stato arrestato il 5 agosto 2004 su accuse di avere dei collegamenti terroristici. Shamshad dettaglia su un incidente di 'traduzione errata" da parte dell'FBI nel caso Aref, per provare che la persona che ha catturato è il 'comandante' di un gruppo terrorista in Iraq ed è una seria minaccia al paese. La 'prova' che aveva, il suo nome ed il suo indirizzo originario a Albany e il numero di telefono erano stati trovati in un pc portatile scoperto in un campo terrorista a Rawah, Iraq settentrionale. E in quel pc portatile ci si riferiva a lui come comandante. (p.55) Ma più tardi si è scoperto che la traduzione era sbagliata. I dettagli scritti in kurdo ma 'scambiati' per arabo dai traduttori dell'FBI e 'tradotti erroneamente'! E' importante osservare che, in entrambe i casisia Iqbal che Aref sono stati perseguitati.

Mentre Iqbal è stato brutalmente torturato, a Aref è stata negata la libertà provvisoria.

Creare falsa familiarità

Uno degli aspetti importanti della cosiddetta guerra contro il terrore che questi libri discutono è la creazione di falsa familiarità tra i terroristi e l'uomo comune. Amitava offre l'esempio di un manifesto comuneAvete visto quest'uomo?, che ci chiama dai muri delle nostre città. Se avete visto quest'uomo, prego contattate la polizia, Potrebbe essere armato e pericoloso. Lo scrittore è sorpreso dalla descrizione dell'UomoIndossa pantaloni e maglietta. Quindi, "Come scrittore, mi chiedo se in un romanzo il manifesto avrebbe detto qualcosa come 'Gli piacciono i film e il profumo hindi'", osserva. (P.14)

Inoltre osserva che "Dato che la familiarità con dei terroristi è realmente basata soltanto sulla sua (e, in rare occasioni, di lei) apparizione sul muro, ha senso chiedere cosa possiamo apprendere dal modo nel quale funziona questa rappresentazione. Per i due decenni e mezzo passati, i film hindi come Roja, Mission Kashmir, Sarfarosh, Jaal, Maachis, Dil Se, Maa Tujhe Salaam, The Hero…cercano di salvare lo stato nazione indiano dai terroristi. Più e più volte. Nascosta nelle storie presentate dai film è la pretesa che stiano dando ai terroristi un volto umano. Di modo che noi comprendiamo. Nella più passabile di queste produzioni, l'empatia viene dosata in misura uguale, democratica dai produttori cinematografici in una situazione che è essenzialmente antidemocratica e brutale".  (p. 15)

Frenesia e processo dei media

Shamshad Ahmad nel suo libro ricorda le sue memorie sul ruolo dei media appena dopo l'arresto di Yassin Aref and Mohammed Hossain il 5 agosto 2004 e osserva: "Saltavo da un canale all'altro e da una stazione radio all'altra. Le notizie urgenti erano brevi, brusche e tese ma frequenti e spaventose". (p.33)

Ricorda inoltre che "La mattina ascoltai un presentatore di interviste informali alla radio infuriare ad alta voce. 'All'FBI dovrebbe essere dato credito', affermava. 'Ha messo fine a un caso dove due tipi vendevano licenze illegali e correvano attorno con missili per sparare agli aeroplani'. Uno che ha chiamato la stazione, una donna anziana molto irritata, chiedeva: 'Dovremmo scoprire quanti membri della moschea sono lavoratori statali. Devono essere licenziati'.  Rabbrividii. Io ero uno statale, insegnavo in una università statale!" (p. 40)

Migrazione globale della tortura

Nel suo libro Amitava cita una dichiarazione molto interessante, sensata di una persona chiamata Abul Jalal, un allevatore di pollame di Walavati, sobborgo di Mumbai, che l'autore ha visitato nel 2006 per incontrare Iqbal. "Mentre ascoltavo Mubeen, un uomo si è piegato più vicino a me e, parlando con tono confidenziale, ha affermato: 'Quello che gli americani facevano a Abu Ghraib l'hanno imparato qui dai nostri poliziotti'. Il nome dell'uomo era Abul Jalal”. (p. 4) Conclude che "In un certo modo, Jalal, un allevatore di pollame oltre a innocuo fabbricante di storia, si è rivelato avere ragione. Anticipando testimonianze più tardi celebri sulla guerra al terroreper esempio, il documentario vincitore dell'Academy Award, Taxi to the Dark Side, sul tassista afgano Dilawar che è stato assassinato sotto custodia dai soldati americani alla base aerea di Bagram—Jalal mi aveva parlato della migrazione globale della tortura. Il suo giudizio è arrivato all'approvazione". (p.8)

Reti di informatori

Ciò che essenzialmente combina entrambe i libri è il ruolo degli informatori nell'intrappolamento. Come le agenzie di sicurezza utilizzano le reti degli informatori per intrappolare degli innocenti e fabbricare dei 'terroristi'. Mentre Amitava descrive di nome due casi, quelli di Henat Lakhani e di Shawar Matin Siraj, Shamshad Ahmad descrive il caso di Yassin Aref e di Mohammad Hossain. Tutti e quattro sono immigrati e provengono dalla bassa classe media o dalla classe media. In maniera interessante, anche gli informatori sono immigrati, probabilmente per ottenere confidenza e prendere in trappola facilmente. Ciò che è molto spaventoso è che tali reti sono proprio anche in India di fatto diffuse come negli USA o altrove. E questo posso assicurarvelo dalla mia esperienza personale e dall'osservazione di diversi casi.

Sebbene la maggior parte dei casi, dei racconti e delle storie siano veramente sfortunati e strazianti da leggere, entrambe i libri sono estremamente importanti. Invitano non soltanto a pensare ma anche a fare domande. Forniscono le basi per resistere. Sono libri che si devono leggere per tutti coloro che sono interessati a comprendere la politica del terrore e a fondare un mondo giusto e equo.

(Il critico è attivista per i diritti civili e giornalista di Delhi. Può contattarsi a mdmahtabalam@gmail.com)

http://www.countercurrents.org/alam110510.htm