TERRORISMO FABBRICATO

LA VERITA' SULL'11 SETTEMBRE

di Gerard Holmgren

18 aprile 2004

C'è solamente un problema nella versione

ufficiale dell'11 settembre: non è vera

 

 

Questo articolo presenta un sommario delle prove che l'intero evento è stato pianificato ed eseguito dal governo USA e dalle sue agenzie. La natura di un articolo stampato è tale che i riferimenti per la ricerca che sostiene le seguenti informazioni non possono essere qui incluse. Comunque, diversamente dai cd media ufficiali, che non forniscono mai alcuna fonte che possa essere verificata, tutte le informazioni qui sotto si basano su materiale meticolosamente investigato e fornito di riferimenti che può essere inviato per email a chiunque desideri esaminarlo. Incoraggio i lettori che abbiano l'email a richiedere il materiale scrivendo a holmgren@nettrade.com.au oppure esaminandolo a http://911closeup.com/index.shtml?ID=50 (v. "La verità sull'11 settembre", in questo sito) perché mi aspetto che non si creda alle dicerie prive di fonte  e non faccio affermazioni pubbliche a meno che possa sostenerle con fonti valide.

Per cominciare, ammettiamo per ipotesi che la storia ufficiale sia fondamentalmente vera, che 19 arabi abbiano dirottato quattro aeroplani e ne abbiano schiantati tre contro degli edifici ed uno in un campo. Come dimostrerò oltre, questo non è ciò che è avvenuto, ma, persino se fosse vero, vi sono prove robuste che il governo deve esserne stato a conoscenza prima ed abbia deliberatamente permesso che ciò avvenisse. Per comprendere questa prova si devono prima conoscere gli elementi della versione ufficiale.

Il volo 11 dell'American Airlines, un Boeing 767, numero di matricola N334AA, con 92 persone a bordo, compresi i dirottatori, è stato dirottato da 5 arabi mentre era sulla rotta Boston-Los Angeles. Si è saputo che è stato dirottato alle 8.25 o prima e che ha colpito la torre nord del WTC alle 8.46.

Il volo 175 della United Airlines, un Boeing 767, numero di matricola N612UA, con 65 persone a bordo, compresi i dirottatori, è stato dirottato da 5 arabi mentre volava sulla stessa rotta dell'AA 11. Si è saputo che è stato dirottato circa alle 8.55 ed ha colpito la torre sud del WTC alle 9.03.

Più tardi le torri crollarono a causa degli incendi e/o dei danni dall'impatto.

Il volo 77 dell'American Airlines, un Boeing 757, numero di matricola N644AA, con 64 persone a bordo, compresi i dirottatori, è stato dirottato da 5 arabi mentre era sulla rotta dall'aeroporto Dulles (DC) per Los Angeles. Si è saputo che è stato dirottato circa alle 8.55 ed ha colpito il Pentagono alle 9.45.

Il volo 93 della United Airlines, un Boeing 757, numero di matricola N591UA, con 45 persone a bordo, compresi i dirottatori, sulla rotta da Newark (New Jersey) a San Francisco, è stato dirottato da 4 arabi. Si è saputo che è stato dirottato circa alle 9.45 e si è schiantato in Pennsylvania alle 10.10.

In questa cronologia l'anomalia incriminante è che l'aeronautica militare non fece decollare un solo caccia per intercettare nessuno degli aerei dirottati. Una piccola ricerca sui regolamenti aeronautici e sui precedenti storici dimostra che ciascuno di quegli aerei avrebbe potuto essere intercettato dai caccia prima che arrivasse vicino alla sua destinazione. L'insuccesso nel lanciare gli intercettori si spiega soltanto con una sistematica smobilitazione a livello nazionale delle procedure di routine della difesa aerea. I regolamenti della FAA stabiliscono che se un aereo devia dalla sua rotta, e manca di rispondere ai comandi o alle comunicazioni degli ATC, è dichiarato automaticamente un'emergenza. Questo perché è diventato un rischio per gli altri aeroplani, persino se non è sospettato alcun intento doloso. Se gli ATC hanno qualche dubbio che esista un'emergenza, il fatto deve essere considerato tale.

Una volta che gli ATC abbiano scoperto un'emergenza, viene inviata al NORAD la richiesta di aerei di scorta o da caccia per intercettare l'aereo, investigare il problema e farlo tornare sulla rotta corretta, attraverso una serie di procedure chiaramente determinate. Se il pilota non dovesse collaborare, i regolamenti forniscono ai piloti dei caccia una scala graduale di risposte più aggressive, come sparare traccianti di avvertimento, volare affiancati da entrambe i lati, forzare verso la traiettoria di volo desiderata o persino l'abbattimento in circostanze estreme. I caccia decollano velocemente dalle basi vicine od altrimenti deviando i piloti in volo di addestramento per intercettare. Ci vogliono solamente pochi minuti per far partire i caccia, ed il processo è talmente di routine che negli USA, nell'anno precedente l'11 settembre, vi è stata una media di 1,6 di tali incidenti a settimana. Uno studio sulla localizzazione delle basi aeree in relazione alle traiettorie di volo degli aeroplani dirottati indica che ciascun aereo avrebbe dovuto essere intercettato prima dell'impatto. Nondimeno, non venne mandato nessun caccia fino a dopo che è stato colpito il Pentagono.

L'esempio più spettacolare di ciò è l'attacco al Pentagono. Due aerei avevano già colpito il WTC per le 9.03 eppure a questo aereo venne permesso di volare per altri 42 minuti, fuori rotta verso Washington, indisturbato dalla più potente forza aerea al mondo. A sole 10 miglia dal Pentagono vi è la base aerea di Andrews, una vasta installazione militare responsabile della difesa aerea attorno all'area del District of Columbia che mantiene in attesa permanente due squadroni di caccia proprio per questo scopo, dal memento che è in gioco anche la sicurezza della Casa Bianca, del Dipartimento di Stato, del Campidoglio e della città. Questa non era un'eventualità imprevedibile. Negli ultimi due anni il Pentagono aveva condotto due volte delle esercitazioni che simulavano specificamente un attacco aereo e da decenni i servizi di sicurezza USA erano alle prese con il problema potenziale di un aereo di linea dirottato in picchiata suicida sulla la Casa Bianca.

L'11 settembre hanno avuto quasi un'ora di preavviso per l'attacco al Pentagono, ed hanno lasciato a terra l'intera forza aerea in violazione delle procedure operative standard che sono messe in atto automaticamente persino nel caso di un singolo aeroplano che devia accidentalmente dalla sua rotta senza nessuno scopo evidentemente ostile.

Il 14 settembre il NORAD, dopo avere inizialmente ammesso di non essere riuscito a far partire alcun intercettore, presumibilmente perché non aveva immaginato una tale situazione, improvvisamente cambiò versione, affermando che aveva fatto partire dei caccia dalla base aerea di Langley, lontana 130 miglia, ma che non erano arrivati lì in tempo. Se dei caccia erano realmente partiti da Langley, come potrebbe il NORAD, che emette l'ordine di decollo, non essere a conoscenza dello stesso fino a 3 giorni più tardi? E, secondo i tempi dati dal NORAD il 14 settembre, essi sarebbero dovuti volare a meno di 260 miglia orarie per non arrivare lì in tempo, quando la velocità di punta dei caccia è di circa 1.200 miglia orarie. E perché far decollare da Langley quando la base di Andrews ha due squadroni ad appena 10 miglia di distanza, destinati specificamente all'area del DC? Quindi hanno provato a dire che quel giorno non vi erano caccia disponibili a Andrews, ma non sono riusciti a spiegare come siano poi miracolosamente apparsi a Andrews dei caccia inesistenti alzatisi in volo pochi minuti dopo che il Pentagono è stato colpito per iniziare la copertura protettiva sopra il DC, mentre ancora non si presero il fastidio di inseguire lo UA 93, che presumibilmente si stava a quell'ora dirigendo verso la Casa Bianca.

Mentre la difesa aerea non stava facendo nulla, i due funzionari più direttamente responsabili della difesa nazionale, il Capo degli S.M. riuniti f.f., Generale Richard Myers, ed il Presidente/Comandante in capo, George W. Bush, stavano mostrando ciò che può essere solamente descritta come sprezzante indifferenza verso l'orrore che si stava dispiegando. Myers stava per cominciare un incontro di routine con il Senatore Max Cleland quando sentì che un aeroplano aveva colpito il WTC. Proseguì nell'incontro come se non fosse accaduto nulla. 18 minuti più tardi, quando il secondo aereo colpì ed il NORAD sapeva che almeno un altro aereo era stato dirottato, Myers e Cleland continuarono la riunione. Quindi un aeroplano colpì il Pentagono. Ed essi continuarono ancora a chiacchierare sulle abituali materie.

Nel frattempo, Bush era in Florida, in procinto di fare una visita seguita dalla TV ad una scuola elementare, per ascoltare leggere degli alunni, dopodiché doveva pronunciare un discorso sul programma di lettura. Persino prima di entrare nella scuola sapeva del primo schianto sul WTC, ma continuò con i suoi appuntamenti. E quindi, ancora, prima che arrivasse nella scuola, il NORAD sapeva dei due altri dirottamenti, il che significa che Bush sapeva ma continuò comunque verso la scuola, nonostante il fatto che la scuola fosse lontana solamente 5 miglia da un aeroporto internazionale e che i suoi spostamenti fossero noti in anticipo al pubblico, il che significa che poteva essere un bersaglio, e quindi fece finta di non sapere niente degli attentati quando entrò lì. Prima che entrasse in classe al NORAD doveva essere stato chiaro che era in corso un considerevole attacco terroristico.

Alle 9.05 Bush stava ascoltando una bambina leggere una storia sulla sua capretta ed il suo Capo di gabinetto Andrew Card entrò nella classe e gli sussurrò all'orecchio che un secondo aeroplano aveva colpito il WTC e che "l'America era sotto attacco". Bush accennò con il capo con noncuranza e continuò nella lezione di lettura, per altri 25 minuti, sorridendo, scherzando ed acclamando le abilità dei bambini nella lettura. Un giornalista che gli suggerì di dare lui stesso le notizie su New York fu severamente rimproverato da Bush, che disse che ora non era il momento di parlarne. E ricordate che a quell'ora Bush sapeva che vi era almeno un altro aereo alla deriva, qualcosa che nella classe nessun altro sapeva.

Alle 9.30, con l'AA 77 che ancora volava non scortato verso DC, Bush terminò la lezione di lettura (in orario) e quindi sprecò altro tempo per un discorso alla nazione privo di senso, promettendo già di "dare la caccia e punire i responsabili", mentre non mostrava nessun interesse nel fare qualcosa sull'aeroplano ancora in libertà, un pericolo del quale il suo pubblico non era a conoscenza. Lasciò la scuola circa alla stessa ora alla quale venne colpito il Pentagono.

Più tardi, nel tentativo di coprire il fatto che nonostante fosse a conoscenza della crisi era andato alla scuola, Bush mentì sui suoi movimenti di quella mattina, inventando la storia che era già nella scuola quando è avvenuto il primo schianto. Questa menzogna è entrata nella mitologia popolare dei media ufficiali. Nella confusione per trovare una storia di copertura dei suoi movimenti quella mattina, Bush ha anche negligentemente affermato che aveva visto il primo schianto in diretta alla TV nella scuola e che aveva pensato fosse stato un incidente. Anche questa è una menzogna, perché il primo incidente non è stato mai trasmesso in diretta. Non è apparso nessun video fino al giorno seguente.

Immediatamente dopo gli attacchi, le reti TV degli USA riportarono che gli investigatori stavano indagando nel massiccio insider trading sulle azioni delle compagnie aeree negli ultimi pochi giorni precedenti agli attacchi, indicanti che i terroristi profittarono del sapere in anticipo delle loro azioni. Quindi la notizia semplicemente svanì dai media ufficiali. Le autorità investigative e di controllo potevano facilmente scoprire chi aveva fatto quegli scambi ma, quasi tre anni dopo, non vi è stata alcuna indagine, non è stata fatta nessuna accusa e da parte del governo e dei media vi è un assordante silenzio sugli scambi.

Sebbene il governo abbia affermato di essere stato preso completamente di sorpresa, in qualche modo non ha avuto nessun problema nell'indicare in poche ore il presunto colpevole, Osama Bin Laden, ed ha immediatamente minacciato di invadere l'Afghanistan. Ciò che ha trascurato di menzionare è stato che la decisione di invadere l'Afghanistan era già stata presa nel luglio del 2001, e gli specifici piani di guerra arrivarono sulla scrivania di Bush il 9 settembre.

E' un mito comune che bin Laden si sia preso la responsabilità degli attacchi, ma ciò semplicemente non è vero. Egli ha vigorosamente negato qualsiasi coinvolgimento e, secondo alcuni rapporti, ha condannato gli attentati perché contrari all'Islam. Il mito della sua confessione si basa interamente su un video esibito dal Pentagono che pretende di mostrare il demonio barbuto che ride sui molti innocenti da lui uccisi. Questo nastro è quasi certamente un falso e la traduzione del Pentagono è stata attaccata da traduttori indipendenti come ingannevole ed incompleta. In risposta il Pentagono ha effettivamente ammesso ciò, dicendo che "non è una traduzione letterale di ogni parola pronunciata all'incontro, ma che trasmette il messaggio ed il flusso delle informazioni". Il Dipartimento della Difesa ha così difeso la traduzione: "La traduzione è quella che è. Non abbiamo mai detto che fosse una traduzione alla lettera".

Per quanto ciò sia incriminante, graffia solamente la superficie. L'FBI è riuscito ad indicare i 19 arabi coinvolti entro pochi giorni ed i loro nomi, volti e biografie sono stati prontamente annunciati a caratteri cubitali dai media ufficiali. Stando alle supposizioni, i loro passaporti e le loro note di addio sono state trovate sulle scene degli incidenti nonostante gli eccezionali schianti abbiano completamente incenerito gli aeroplani, comprese le normalmente indistruttibili scatole nere, e tutti gli occupanti. Con un altro miracoloso colpo di fortuna per i cacciatori di prove, il bagaglio del presunto capobanda, Mohammed Atta, è stato in qualche modo lasciato indietro all'aeroporto Logan e conteneva proprio istruzioni per i suoi colleghi cospiratori. E pare che essi impararono a far volare i giganteschi Boeing fino all'ultimo minuto leggendo manuali di volo sulla strada per l'aeroporto, perché hanno convenientemente lasciato i manuali, naturalmente in arabo, nelle automobili che avevano noleggiato.

Quanto imbarazzante per l'FBI quando i presunti dirottatori siano cominciati a risultare vivi, reclamando la loro innocenza! E persino più imbarazzante quando le liste passeggeri fornite dalle compagnie aeree alla CNN non contenevano un singolo nominativo arabo. E si suppone che nessuno dei nomi sulle liste passeggeri sia un alias per alcuno degli arabi. Come hanno fatto a salire a bordo senza essere nelle liste passeggeri e, se utilizzavano nomi falsi, come questi hanno portato alle loro reali identità e perché nessuno degli altri nomi sulle liste è mai stato identificato come un alias dei dirottatori?

19 uomini evidentemente arabi sono saliti a bordo di aeroplani con false identità non arabe con un tasso di successo del 100%? E perché su di loro non vi è nessun video di sicurezza aeroportuale? Dopo poche settimane dalla "identificazione" dei dirottatori, l'FBI è stato quindi costretto ad ammettere che in realtà non aveva nessuna idea su chi fossero i dirottatori. Nonostante ciò, gli stessi 19 nomi e volti sono stati annunciati invariati a caratteri cubitali dai media ufficiali, l'FBI ha seppellito la sua ammissione sotto una valanga di sempre più ridicola propaganda sulle sinistre attività pre-11 settembre dei 19 arabi, apparentemente dimenticando che aveva ammesso che queste identità sono fittizie.

Per esempio, l'FBI affermò piuttosto stupidamente che 9 degli arabi immaginari erano in realtà stati perquisiti prima di salire a bordo perché parevano sospetti. Se stavano utilizzando nomi falsi quando vennero perquisiti allora sicuramente l'FBI dovrebbe sapere quali di quelle 9 persone sulle liste passeggeri erano in realtà i dirottatori in incognito? No. E se non stavano usando false identità, possiamo sapere che perché non erano sulle liste passeggeri? No. Chiaramente i 19 arabi sono una totale finzione.

Qualche riflessione critica su come si suppone che abbia avuto luogo il dirottamento rivela anche che la storia è un pessimo copione di cartone animato. Nel caso di un dirottamento, l'equipaggio deve solamente inserire un codice a quattro cifre, accessibile da molti posti diversi, per avvertire gli ATC di un dirottamento. Dunque, se 5 uomini cercassero di prendere il controllo di un aeroplano con il rozzo sistema di minacciare la gente con taglierini, mentre per loro potrebbe essere possibile essere in grado di ottenere il controllo dell'aereo, sarebbe quasi impossibile farlo senza che gli ATC ricevano prima un codice di sequestro. Si suppone che noi crediamo che essi riuscirono nell'impossibile 4 volte su 4.

In una delle asserite telefonate fatte dall'AA 11 è stato detto che l'equipaggio si era chiuso dentro alla cabina di pilotaggio e che i dirottatori tentarono di attirarli fuori sparando e pugnalando i passeggeri. Si dice che ciò sia andato avanti per 25 minuti. Allora perché nessun codice di sequestro dall'AA 11? Inoltre, la cronologia della presunta telefonata indica che l'aeroplano era già andato fuori rotta prima che i dirottatori entrassero nella cabina di pilotaggio!

Ma i dirottatori non sono stati l'unica fantasticheria. Così lo furono anche i dirottamenti. Tutti pensiamo di aver visto in diretta alla TV un grande aereo colpire il WTC, così vi devono essere stati aerei dirottati, giusto? Uno sguardo più attento rivela come questa sia un'elaborata illusione. Primo, prendiamo l'AA 77, l'aereo che si suppone abbia colpito il Pentagono. Questo è uno degli edifici più pesantemente sorvegliati al mondo e, nondimeno, in qualche modo non possono fare venire fuori nessun video dello schianto. Perché non è mai accaduto. Qualcosa ha colpito il Pentagono, ma non era un Boeing 757 o qualcosa prossimo alla sua grandezza. Vi sono numerose foto delle conseguenze e non si vede da nessuna parte alcuna prova del relitto di un simile aeroplano.

Il 757 ha un'apertura alare di 125 piedi, un'altezza alla coda di 40 piedi ed una lunghezza di 155 piedi. Il foro nel muro del Pentagono era largo circa 40 piedi, alto 25 piedi ed è crollato soltanto il primo anello dell'edificio, profondo circa 40 piedi. Non vi è nessun segno di rottami di un Boeing da nessuna parte. Nessuna ala, nessuna coda, nessuna sporgenza di fusoliera. La coda non poteva passare attraverso il foro nemmeno se l'aereo stesse scivolando sul terreno. E persino questo sarebbe impossibile poiché l'erba all'esterno è uniforme, verde ed intatta. E poiché l'angolo di entrata dell'oggetto misterioso è stato di circa 45 gradi, un'apertura alare di 125 piedi provocherebbe un impatto largo circa 180 piedi. Stando alle supposizioni, un enorme aereo sarebbe passato attraverso un buco molte volte più piccolo di se stesso, senza rompere nessuna parte e quindi svanito completamente. Inoltre, i dati ufficiali dell'aeronautica del Ente dei Trasporti USA dicono che il presunto volo AA 77 non esisteva. Il BT registra i dettagli di ogni volo in orario da un aeroporto degli USA, persino dei voli cancellati. I primi resoconti dicevano che l'incidente al Pentagono era stato causato un camion bomba.

Ora consideriamo l'AA 11, l'aeroplano che si asserisce abbia colpito la torre sud alle 8.45. Questo non è l'aereo mostrato nel drammatico, spesso ripetuto video dell'incidente, ma lo schianto meno frequentemente mostrato. Qualsiasi cosa l'oggetto sia, certamente non è un Boeing 767 od un qualunque tipo di grande aereo passeggeri. Quando si esamina il video a tutta velocità, si può solamente vedere un breve lampo e quindi l'esplosione. Dal momento che ci viene sempre detto che è l'AA 11, la tendenza naturale è di pensare che sia proprio troppo veloce per vederlo in un video. Comunque, un'analisi immagine per immagine mostra un aereo piccolo e confuso, che pare piuttosto tozzo e dalla forma triangolare, niente di simile ad un Boeing 767 e molto più piccolo, che cade come una bomba in picchiata sulla torre in un modo che sarebbe impossibile per un grande aereo di linea. Non vi è nemmeno un singolo testimone che abbia riportato un grande aereo. Tutti i primi resoconti dicono che era un piccolo aereo e soltanto dopo divenne grande, dopo che l'American Airlines emise una dichiarazione che diceva che aveva perduto l'AA 11 nell'incidente. Il database del BT dice che non vi era neanche tale volo AA 11 l'11 settembre.

Ora lo schianto sulla torre nord, quello mostrato in diretta TV. Sicuramente questo era un vero Boeing 767 perché l'abbiamo visto dal vivo e ad uno sguardo superficiale esso certamente appare essere un agrande aeroplano. Comunque, un esame immagine per immagine del video rivela che esso non è un 767 od alcun tipo di aeroplano convenzionale. Le anomalie sono troppe per parlarne in questo articolo, ma, in breve, definitivamente non era lo UA 175. Inoltre, i dati dell'aviazione della FAA dimostrano che, sebbene esistesse come volo lo UA 175, diversamente dall'AA 77 o dall'AA 11, l'aerea al quale tale volo è stato assegnato, N612UA, è ancora registrato e valido. In altre parole, non si è mai schiantato. Dunque, non sappiamo dove sia finito, ma sappiamo che non ha colpito il WTC.

Ed infine lo UA 93, che si asserisce essersi schiantato in Pennsylvania. Come lo UA 175, il volo esisteva, ma l'aeroplano, N591UA, è anche esso ancora registrato e valido. E' interessante che i dati della FAA mostrino gli aerei ai quali l'AA 11 e l'AA 77 erano presumibilmente assegnati, N334AA e N644AA, come distrutti, ma non fino al 14 gennaio 2002, quando il regolamenti della FAA dichiarano che la cancellazione dal registro deve essere riportata nel giorno nel quale un aereo è totalmente distrutto. Dunque, molto probabilmente questi aeroplani erano pronti per il ritiro e furono portati via da qualche parte per essere rottamati.

Adesso alla questione del crollo delle torri del WTC. La versione ufficiale secondo la quale crollarono per l'incendio e/o per i danni dall'impatto è una impossibilità fisica. Il video dell'evento mostra che le torri non crollarono, esplosero a mezz'aria, e si possono vedere chiaramente le prove di cariche esplosive messe in azione negli edifici. Vi sono numerosi studi scientifici che dimostrano che è impossibile che siano crollati nella maniera riportata nella versione ufficiale.

Innanzitutto, tutto il cemento nelle torri è stato completamente polverizzato in polvere fina. L'ammontare di energia necessaria per ottenere questo risultato è quantificabile e così lo è l'ammontare di energia potenziale disponibile in un crollo gravitazionale. E' insufficiente per raggiungere questa polverizzazione, che significa che solamente una immissione addizionale di energia (come nel caso di esplosivi) può far bilanciare l'equazione di energia.

In secondo luogo, una semplice applicazione delle leggi di gravità dimostra che le torri sono crollate in un momento nel quale era impossibile per i piani superiori essere andati in frantumi attraverso i piani più bassi. Escludendo la resistenza dell'aria, ogni oggetto cade giù a 9,81 mq/s, nonostante il peso. Un oggetto caduto dalla cima del WTC dovrebbe colpire il terreno in 9,2 secondi (un poco più a lungo per la resistenza dell'aria). Stando alle supposizioni, le torri sono crollate in modo che i piani superiori sono andati in frantumi attraverso i piani più bassi, cioè che ad ogni stadio dei 110 piani del crollo, le macerie cadenti avrebbero avuto la loro accelerazione significativamente rallentata da questa resistenza. Ma le torri sono crollate in 11 secondi, potenzialmente in caduta libera. Sebbene vi siano troppe variabili per calcolare l'esatto tempo minimo possibile per un crollo piatto, dovrebbero essere stati più di 20 secondi. Un crollo piatto in 11 secondi è impossibile secondo la legge di gravità.

Questo prova che l'intera struttura è stata convertita improvvisamente e simultaneamente in una disconnessa raccolta di macerie, qualcosa ottenibile solamente attraverso l'utilizzo coordinato di esplosivi da demolizione. Vi sono anche rapporti di testimonianze dei vigili del fuoco che dicono di aver udito scoppiare bombe negli edifici. Inoltre, ai media piace fraintendere il similmente ordinato, verticale e fulmineamente veloce crollo dell'edificio 7 del WTC, un edificio di 47 piani che non è stato colpito da niente ma che è pure scomparso in maniera identica a quella di una classica demolizione controllata.

A parte l'11 settembre, nessun grattacielo con l'intelaiatura d'acciaio è mai crollato per un incendio, e quindi in un giorno ne abbiamo presumibilmente 3. Il 14 settembre un esperto di demolizioni che lavora per il Pentagono, il prof. Van Romero, ovviamente ignaro del campo minato politico sul quale stava camminando, disse che secondo la sua osservazione dei video del crollo, credeva che fosse una demolizione controllata. Il prof. Romero più tardi ritrattò la sua dichiarazione in circostanze misteriose, rifiutando di dire perché e rifiutando di offrire qualsiasi scenario alternativo, dicendo semplicemente che non era preparato per dire cosa era o non era accaduto e che non voleva più parlarne.

La prima menzogna dei media fu che lo spaventoso calore del carburante avio che bruciava fuse l'acciaio delle strutture del grattacielo. Sfortunatamente, il carburante avio, che è fondamentalmente kerosene, brucia tipicamente a circa 450° C e l'acciaio si fonde a circa 1.500° C.

I calcoli scientifici dell'ammontare massimo di calore che potrebbe teoricamente essere stato generato dall'ammontare massimo di carburante che i mitici aeroplani potevano portare mostra che esso non poteva avere contribuito con più di 280° C alla temperatura, persino se tutto il carburante fosse stato limitato ad un piano. Ogni piano del WTC era di circa 4.000 mq. L'ammontare massimo di carburante che l'aereo poteva aver portato era circa 8.000 galloni. Dunque, persino affermando che tutto quel carburante sia bruciato ad un piano, cioè circa 2 galloni per mq, presumibilmente fondendo le travi d'acciaio della costruzione.

Il mito di uno spaventoso incendio al WTC non regge neppure all'esame delle prove dei testimoni o del video. I nastri dei vigili del fuoco descrivono alcune "sacche isolate di incendio" che essi potevano "mettere fuori combattimento" con due manichette. Ed il fumo nero proveniente dall'edificio indica un incendio a corto di ossigeno.

Persino se il mitico inferno fosse vero, sono stati sperimentati incendi molto più spaventosi in altri grattacieli, a volte bruciando fuori controllo anche per 20 ore e non è mai crollato uno di quegli edifici.

Perché avrebbero dovuto demolire il WTC? Perdeva denaro da anni. E' la più preziosa proprietà immobiliare al mondo, ma gli edifici in se stessi erano un disastro. Sotto affittato, assediato da problemi di asbesto, il proprietario, la Port Authority di New York, aveva ricevuto avvisi che stava seduta su una bomba ad orologeria legale e finanziaria. E, naturalmente, non poteva essere demolito perché tutta la polvere di asbesto sarebbe finita nell'aria di New York.

Da anni la NYPA cercava di vendere gli edifici e, comprensibilmente, nessuno vi era interessato. Agli inizi del 2001, la NYPA andò in tribunale per creare un precedente, e cercò di ottenere che la sua compagnia di assicurazione pagasse per il rinnovamento legato all'asbesto. Il caso venne rigettato. Ciò avrebbe reso gli edifici ancora più invendibili. Comunque, immediatamente dopo questo, l'investitore immobiliare di Manhattan Larry Silverstein, che siede nel CdA della Westfield America, entrò in scena con un consorzio da 3,2 miliardi di dollari USA per un leasing di 99 anni dell'area.

La Westfield Australia contribuì direttamente con 840 milioni di dollari australiani per il controllo del centro commerciale. Silverstein si assicurò per 3,5 miliardi di dollari USA contro gli attacchi terroristici e la Westfield si assicurò completamente contro il terrorismo e la perdita di entrate da fitti. Immediatamente dopo la firma dell'accordo, la Westfield annunciò che avrebbe raddoppiato gli affitti, causando molti grattacapo nei circoli finanziari, dal momento che gli edifici erano già così sotto affittati.

Il 10 settembre, durante la cerimonia della presa di possesso le chiavi vennero passate a Silverstein ed a  Peter Lowy della Westfield e, proprio il giorno successivo, i fastidiosi edifici scomparvero in un attacco terroristico, assieme all'edificio 7 del complesso, risolvendo il problema dell'asbesto, lasciando a Silverstein un'area pulita nella migliore proprietà al mondo ed alla Westfield un entrata di affitti che sarebbe stata insostenibile nel libero mercato, e nessun processo per tutta la polvere di asbesto rilasciata nell'aria di Manhattan. L'assicuratore di Silverstein si è messo d'accordo per un pagamento di 3,5 miliardi di dollari, ma Silverstein asserisce che vi sono stati due attentati terroristici e vuole 7 miliardi di dollari, attualmente oggetto di causa legale.

I primissimi resoconti dei media parlavano dei due fittizi voli dell'American Airlines come degli aeroplani che colpirono il WTC. L'AA 77 diventò l'aereo che aveva colpito il Pentagono solamente ore più tardi. Lo UA 175 è stato l'ultimo aereo ad essere "confermato" come coinvolto. Alle 9.17 la FAA iniziò a deviare tutti i voli. I primi rapporti mostrano gravi discrepanze in termini di quale aereo presumibilmente dirottato fosse andato dove. Il fittizio AA77 è particolarmente incostante da un resoconto ad un altro, ad un certo momento venne detto che aveva colpito il WTC e quindi che non era nemmeno decollato fino a mmezz'ora dopo il secondo schianto, quindi che dopo essere decollato alle 9.33, in qualche modo si era diretto fuori per 700 miglia in Ohio ed era tornato, in appena 5 minuti, per colpire il Pentagono. Un rapporto portava lo UA 93 che atterrava a Cleveland per timore di una bomba. Quello che è chiaro è fabbricarono i fatti per tutto il tempo nel quale durò la scena e la storia finale di copertura su quali aeroplani erano caduti dove non venne sistemata per ore.

Riassumendo, è molto probabile che la mattina dell'11 settembre si sia svolto quanto segue. Non vi è  stato alcun bisogno di emettere un ordine di smobilitazione per la difesa aerea riguardo alle procedure di intercettazione abituali, poiché pare che in realtà non vi sia stato nessun dirottamento.

Vennero sparati contro il WTC due oggetti non convenzionali. Degli impatti vennero incolpati i due fittizi voli dell'American Airlines. A quell'ora gli UA 93 e 175 volavano normalmente. Quindi la FAA cominciò a deviare i voli, compresi i due voli UA. Il database della BT ci dice di tutti i voli che furono deviati, ma non ci dice dove sono stati deviati. Così non abbiamo una registrazione ufficiale su dove siano atterrati i due voli United Airlines. Più tardi, l'AA 77 diventò l'aereo del Pentagono e lo UA 175 diventò l'aereo della torre sud, come viene sistemato dalla storia di copertura ufficiale. Quindi, dei quattro asseriti aeroplani dirottati, due non esistevano e gli altri due vennero deviati in qualche modo verso atterraggi sicuri, mentre un altro falso schianto d'aereo veniva confezionato al Pentagono. Molto probabilmente, lo schianto in Pennsylvania era un aereo radiocomandato di un qualche tipo, e vi sono prove che il sostituto venne abbattuto.

Questo è solamente un breve sommario delle prove. Molto materiale deve essere omesso a causa di limitazioni di spazio. Incoraggio tutti i lettori a richiederlo per email oppure a leggere in rete la documentazione ed il kit completo delle prove di questo sommario.

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