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Ricordate la
"Reaganomics"? Quelle erano le politiche descritte oppure derise come "economia del
gocciolamento" che portò a enormi tagli fiscali per i molto ricchi ed
in aumenti delle spese della difesa. Questi precetti portarono anche
all'antesignana della debacle dei prestiti
“sub prime”, nota come "crisi dei risparmi e prestiti". In quei giorni, il debito
nazionale crebbe da $700 miliardi a $3 trilioni. Inoltre, gli USA
passarono dall'essere il maggior creditore mondiale al più grande
mutuatario. Oggi gli USA impantanati nei debiti.
La versione odierna della
"Reaganomics”
è una forma molto più
maligna di avidità grottesca. Chiamiamo questa malattia la
“Mafianomics”, ovvero una politica economica progettata per arricchire i più ricchi dei
ricchi, mentre impoverisce la classe media ed il resto di noi non
così "ben introdotti" nei centri del potere. La
Mafianomics regna suprema sul pianeta. Fate appena una corsa
alla periferia di una città di un paese povero, come
Istanbul,
Città del Messico, Città del Capo oppure anche di quelli ricchi come,
forse, una grande città nordamericana, e vedrete segni
tangibili di questo. Enormi case signorili su terreni che si
espandono, che sono costruiti come castelli medievali con torrette
(ed in cima telecamere di sorveglianza) circondate da cancelli di
ferro e recinti e distaccamento di sicurezza privata. Queste sono le
vistose esposizioni di denaro fatto in base alla
“Mafianomics”.
“Mafianomics” è un concetto, che è scaturito dagli ormeggi ideologici
della globalizzazione ed è associato
alle fondamenta pratiche delle "politiche di aggiustamento
strutturale" dell'FMI-Banca Mondiale. Può attribuire il suo successo
al "capitalismo dei compari"
(1), che ora domina in entrambe i mercati avanzati ed "emergenti" in tutto
il mondo.
E' la più volgare e criminale forma di capitalismo che sia mai
esistita nella nostra storia moderna e postmoderna. Non è basata sul
fare profitti allo scopo di avanzamento sociale o di spargere la
ricchezza "dall'alto verso il basso", ma invece si impernia nel
cercare il puro profitto, nell'interesse soltanto del guadagno
personale ed a dispetto delle conseguenze e del costo di questo
modello economico per la società in generale ed i suoi effetti
negativi nel lungo termine. Guadagnarsi da vivere onestamente è un
anatema per questo disgustoso dogma.
Presume invece tutto sull'arricchimento
esclusivamente per mezzo di "guadagni ottenuti disonestamente" come
il narcotraffico, il riciclaggio del denaro sporco, imbrogli su
prestiti appoggiati dal governo, "schemi Ponzi" e PPP (Partnership
Pubblico- Privato, che frodano i governi e tosano i contribuenti con la collusione di
funzionari "corrotti"). La venalità e la criminalità sono i valori
più amati dalla
Mafianomics.
Questo sistema dipende dalla paura e dall'intimidazione delle
masse, da reti di sicurezza pubbliche e private, fatte valere da
sindacati criminali e da "gangster di
Wall-Street" (cioè Goldman Sachs e soci) in combutta con politici "capo" e
funzionari addetti ai controlli. Presuppone il furto su vasta scala
della ricchezza di un paese (cioè il tesoro ed i contribuenti) a
spese del benessere economico e della stabilità finanziaria della
nazione. E' il brigantaggio nascosto delle casse pubbliche, non
nell'interesse della politica ma strettamente per l'interesse
aziendale, militare e finanziario e di pochi gangster appartenenti
ad un clan con camicie di seta e scarpe di Gucci. Il corollario
della
“Mafianomics” risulta nella crescita di cartelli della droga che competono
con stati membri dell'OCSE come in Messico in occidente. Oppure in
"grandi raccolti" per produrre eroina o per crescere i papaveri in
altri "narco-stati" come l'Afghanistan. Questa forma di capitalismo degenerato, presuppone la corruzione, le
tangenti, appalti pubblici ed elezioni truccati, monopolizzazione
– attività illegali, estorsione e truffa su scala massiccia. Se la
Mafianomics fosse venduta e marchiata come il tabacco o le sigarette
l'etichetta di avvertimento probabilmente direbbe: "Questo prodotto
è pericoloso per la cittadinanza e per la democrazia".
(1) Un sistema nel quale
il successo negli affari dipende da strette relazioni tra uomini
d'affari e funzionari governativi. Può essere rivelato dal
favoritismo nella distribuzione di permessi legali, concessioni
governative, speciali tagli fiscali e così via. Si ritiene che il
"capitalismo dei compari" (crony capitalism) si presenti quando l'intimità politica
si propaga al mondo degli affari; le amicizie auto-servienti ed i
legami familiari tra uomini d'affari ed il governo influenzano
l'economia e la società nella misura in cui corrompono gli ideali di
un'economia al servizio del pubblico e politici.
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