"Mafianomics": dalla "economia del gocciolamento" alla completa frode finanziaria

di Michael Werbowski

Global Research, 22 aprile 2010

 

Ricordate la "Reaganomics"? Quelle erano le politiche descritte oppure derise come "economia del gocciolamento" che portò a enormi tagli fiscali per i molto ricchi ed in aumenti delle spese della difesa. Questi precetti portarono anche all'antesignana della debacle dei prestiti “sub prime”, nota come "crisi dei risparmi e prestiti". In quei giorni, il debito nazionale crebbe da $700 miliardi a $3 trilioni. Inoltre, gli USA passarono dall'essere il maggior creditore mondiale al più grande mutuatario. Oggi gli USA impantanati nei debiti.

La versione odierna della "Reaganomics” è una forma molto più maligna di avidità grottesca. Chiamiamo questa malattia la “Mafianomics”, ovvero una politica economica progettata per arricchire i più ricchi dei ricchi, mentre impoverisce la classe media ed il resto di noi non così "ben introdotti" nei centri del potere. La Mafianomics regna suprema sul pianeta. Fate appena una corsa alla periferia di una città di un paese povero, come Istanbul, Città del Messico, Città del Capo oppure anche di quelli ricchi come, forse, una grande città nordamericana, e vedrete segni tangibili di questo. Enormi case signorili su terreni che si espandono, che sono costruiti come castelli medievali con torrette (ed in cima telecamere di sorveglianza) circondate da cancelli di ferro e recinti e distaccamento di sicurezza privata. Queste sono le vistose esposizioni di denaro fatto in base alla “Mafianomics”.

“Mafianomics” è un concetto, che è scaturito dagli ormeggi ideologici della globalizzazione ed è associato alle fondamenta pratiche delle "politiche di aggiustamento strutturale" dell'FMI-Banca Mondiale. Può attribuire il suo successo al "capitalismo dei compari" (1), che ora domina in entrambe i mercati avanzati ed "emergenti" in tutto il mondo.

E' la più volgare e criminale forma di capitalismo che sia mai esistita nella nostra storia moderna e postmoderna. Non è basata sul fare profitti allo scopo di avanzamento sociale o di spargere la ricchezza "dall'alto verso il basso", ma invece si impernia nel cercare il puro profitto, nell'interesse soltanto del guadagno personale ed a dispetto delle conseguenze e del costo di questo modello economico per la società in generale ed i suoi effetti negativi nel lungo termine. Guadagnarsi da vivere onestamente è un anatema per questo disgustoso dogma.

Presume invece tutto sull'arricchimento esclusivamente per mezzo di "guadagni ottenuti disonestamente" come il narcotraffico, il riciclaggio del denaro sporco, imbrogli su prestiti appoggiati dal governo, "schemi Ponzi" e PPP (Partnership Pubblico- Privato, che frodano i governi e tosano i contribuenti con la collusione di funzionari "corrotti"). La venalità e la criminalità sono i valori più amati dalla Mafianomics.

Questo sistema dipende dalla paura e dall'intimidazione delle masse, da reti di sicurezza pubbliche e private, fatte valere da sindacati criminali e da "gangster di Wall-Street" (cioè Goldman Sachs e soci) in combutta con politici "capo" e funzionari addetti ai controlli. Presuppone il furto su vasta scala della ricchezza di un paese (cioè il tesoro ed i contribuenti) a spese del benessere economico e della stabilità finanziaria della nazione. E' il brigantaggio nascosto delle casse pubbliche, non nell'interesse della politica ma strettamente per l'interesse aziendale, militare e finanziario e di pochi gangster appartenenti ad un clan con camicie di seta e scarpe di Gucci. Il corollario della “Mafianomics” risulta nella crescita di cartelli della droga che competono con stati membri dell'OCSE come in Messico in occidente. Oppure in "grandi raccolti" per produrre eroina o per crescere i papaveri in altri "narco-stati" come l'Afghanistan. Questa forma di capitalismo degenerato, presuppone la corruzione, le tangenti, appalti pubblici ed elezioni truccati, monopolizzazione attività illegali, estorsione e truffa su scala massiccia. Se la Mafianomics fosse venduta e marchiata come il tabacco o le sigarette l'etichetta di avvertimento probabilmente direbbe: "Questo prodotto è pericoloso per la cittadinanza e per la democrazia".

 

(1) Un sistema nel quale il successo negli affari dipende da strette relazioni tra uomini d'affari e funzionari governativi. Può essere rivelato dal favoritismo nella distribuzione di permessi legali, concessioni governative, speciali tagli fiscali e così via. Si ritiene che il "capitalismo dei compari" (crony capitalism) si presenti quando l'intimità politica si propaga al mondo degli affari; le amicizie auto-servienti ed i legami familiari tra uomini d'affari ed il governo influenzano l'economia e la società nella misura in cui corrompono gli ideali di un'economia al servizio del pubblico e politici.