|
(...) Ciò che in realtà avviene è
che, astenendosi dal voto, il popolo di fatto scioglie il governo -
non solo nel senso stretto di far cadere l'esecutivo in carica, ma
in modo più radicale. Perché il governo è gettato nel panico
dall'astensione degli elettori? Perché è costretto ad affrontare il
fatto che esiste, che esercita il potere, solamente nella misura in
cui è riconosciuto dai suoi cittadini - accettato anche attraverso
il rifiuto. L'astensione degli elettori va oltre la negazione
infrapolitica, il voto di non fiducia: respinge la struttura stessa
della decisione. (...)
(...) L'astensione al voto si pone
così come un autentico atto
politico:
ci obbliga a confrontarci con la vacuità delle odierne democrazie.
(...)
Slavoj Zizek, La violenza
invisibile, 2007
postato
da:
garrulus85
lunedì 3 marzo 2008
FIRMA L'APPELLO!
SCRIVI A:
mi-astengo@tiscali.it
Assemblea nazionale autoconvocata - Domenica 30 marzo, ore 10,00
ROMA - CSOA VILLAGGIO GLOBALE (lungotevere Testaccio)
Premessa
Le
ragioni dell’astensione
Il
13 aprile non voteremo, non ci piegheremo ad alcun ricatto, diremo
no ad elezioni truffa che preparano la legislatura
dell’americanizzazione integrale del sistema politico italiano.
Una
legislatura i cui contenuti essenziali sono già tracciati
dall’intesa Veltroni-Berlusconi, un’intesa coperta a sinistra
dall’arlecchinesco arcobaleno di Bertinotti.
Come
ben si capisce dal testo dell’appello il nostro non è un
astensionismo ideologico, astorico e decontestualizzato. Al
contrario, quel che proponiamo è un astensionismo politico che trova
le sue ragioni fondanti nell’attuale tornante della storia del
nostro paese.
Per
quanto la casta di regime - sia essa di “centro”, di “sinistra”
oppure di “destra” – si sforzi per dare dignità ad un finto
dibattito politico, ampi settori popolari hanno già capito
l’essenziale: queste elezioni sono una truffa. Un imbroglio
antidemocratico che impedisce ogni vera scelta, perché le vere
scelte sono state già fatte e verranno imposte al paese qualunque
sia il risultato.
Il
rapporto di sudditanza con gli Usa si rinsalderà, insieme alla
disponibilità a nuove avventure militari se Washington lo chiederà.
Gli interessi delle oligarchie finanziarie saranno la preoccupazione
condivisa del nuovo mostro bipartitico, mentre i privilegi del ceto
politico saranno ancor più tutelati. La costituzione che prenderà
forma sarà apertamente fondata sull’impresa, non più sul lavoro;
mentre il sistema istituzionale (legge elettorale inclusa) verrà
sempre più piegato alle esigenze delle classi dominanti, verso nuove
forme di totalitarismo che includono ma non si esauriscono nel
presidenzialismo.
Questa è la Terza repubblica di cui già parlano, frutto velenoso
dell’imbarbarimento sociale, prodotto garantito di queste elezioni
truffa.
Come
rispondere a questo scenario? In teoria ci sono tre possibilità: il
menopeggismo, l’identitarismo, il rifiuto. Il menopeggismo
(rifondarolo e non solo) è l’ideologia che più ha prodotto danni,
dato che il meno peggio prepara sempre il peggio. L’identitarismo di
chi pensa che basti avere una falce e martello sulla scheda
elettorale (Sinistra Critica, Pcl, ecc.) è comprensibile ma del
tutto inefficace.
Resta il rifiuto ed è questa la scelta che proponiamo. Una scelta
etica e politica.
Ma
il rifiuto, cioè l’astensione, non è fuga. Al contrario, esso vuol
essere la premessa di una lotta più ampia che potrà svilupparsi solo
a condizione di una rottura totale con l’indecente casta che
chiederà il voto il 13 aprile. A volte il voto più forte è quello
non dato. A noi sembra che questa volta sia proprio così.
---------------------------------------------------------
QUESTA VOLTA NO
votare e' una cosa seria - astieniti
Quelle del 13 aprile non saranno elezioni di ordinaria
amministrazione. Esse potrebbero avere conseguenze di portata
storica. Le stesse oligarchie che seppellirono la prima Repubblica,
sprofondata la seconda nei miasmi delle loro meschine lotte di
potere, hanno deciso di fondarne una terza.
I due partiti di plastica, quello di Veltroni e quello di
Berlusconi (forti dell’inopinato sostegno del neonato ectoplasma di
Bertinotti che ha assunto il ruolo di garante di questo imbroglio)
chiedono di cambiare le “regole del gioco”, nascondendo ai cittadini
quali siano il gioco e la posta in palio. Il gioco consiste
nell’adottare un modello istituzionale di tipo americano, ovvero una
monarchia elettiva fondata su di un bipartitismo coatto più o meno
perfetto. La posta in palio, già deciso quali siano i due monarchi,
è a chi dei due debba spettare il trono.
Chiunque si piazzerà per primo ricorrerà infatti all’appoggio del
secondo classificato (e all’avallo delle due forze di complemento,
quella di Bertinotti per il PD e quella di Casini per il PdL),per
fare a pezzi la Costituzione, atto obbligato per passare dalla
democrazia parlamentare ad un regime presidenzialista autoritario.
Da un sistema in cui la sovranità, almeno legalmente, spetta al
popolo, vogliono condurci ad un altro in cui essa sarà appannaggio
di ristrette oligarchie che trasformeranno i governi in docili
comitati d’affari dei grandi oligopoli capitalistici, e le assemblee
elettive in bivacchi schiacciati dagli stivali dell’Esecutivo.
Un sistema oligarchico che farà della democrazia una finzione
procedurale, trasformando i cittadini in sudditi, non può essere
altrimenti considerato che una dittatura mascherata.
Sappiamo bene che questa tendenza non riguarda solo l’Italia, che
essa riguarda tutta l’Europa. Le classi dominanti europee, da sempre
prigioniere della supremazia nordamericana, hanno infatti
abbracciato il disegno imperialistico di Washington, disegno che fa
dell’Alleanza atlantica la punta di lancia della “guerra permanente
e infinita” con la quale imporre al mondo le proprie ambizioni
imperiali. Alla guerra permanente contro ogni popolo e nazione
recalcitranti corrisponde, entro i confini del blocco imperiale, la
necessità di una pace interna cimiteriale, la prevenzione e la
soppressione d’ogni conflitto sociale e politico, la violazione dei
diritti fondamentali delle persone. La maniacale ricerca di leggi
elettorali truffa, la sacralizzazione del principio della
governabilità, vanno infatti di pari passo con l’adozione di leggi
lesive delle libertà individuali e collettive, il tutto accompagnato
da accanite campagne securitarie razziste e xenofobe. Non si tratta
solo del presidenzialismo, ma del passaggio dallo Stato di diritto
allo Stato di Polizia.
Quando la società italiana pulsava, quando la democrazia viveva
della partecipazione diretta dei cittadini, questo mutamento sarebbe
potuto avvenire solo con un “colpo di stato” —minaccia che è infatti
gravata sul nostro paese, dal Piano Solo del 1964, a quello della P2
di Licio Gelli negli anni ’70-’80.
Oggigiorno, già disarticolate le istituzioni repubblicane,
neutralizzate le forze antagonistiche, trasformati i cittadini in
tele-spettatori/consumatori inebetiti, questo golpe può essere
perpetrato in maniera incruenta, grazie ad una competizione
elettorale manipolata con ciniche strategie di marketing dai padroni
delle TV e dei mass media.
In questo contesto, davanti ad elezioni il cui risultato è già
sancito in anticipo, l’astensionismo di massa è la sola risposta che
abbia valore etico e senso politico.
Questa volta no, non ci “tureremo il naso”, non accetteremo il
ricatto di chi, dopo aver scelto il ruolo di comprimario e di
complice di un crimine, vorrebbe il nostro voto accreditandosi come
innocente. Né riteniamo abbia senso politico presentare liste
alternative. Esse, oltre a non aver alcuna possibilità di successo,
svolgerebbero, loro malgrado, la funzione di comparsa della messa in
scena elettorale.
Chiamiamo quanti condividono quest’appello non solo a
sottoscriverlo, non solo a diffonderlo, ma ad attivarsi in una
campagna astensionista di massa allo scopo di contrastare la nascita
di quella che chiamano “Terza Repubblica”. Una campagna che sola può
gettare le premesse per un’opposizione politica futura,
intransigente e a tutto campo, non solo contro la svolta autoritaria
e per salvare lo Stato di diritto, ma anche per rilanciare la lotta
per affermare i principi di eguaglianza sociale, libertà politica e
fratellanza umana, principi che restano i soli per costruire
un’alternativa di sistema.
Ci impegniamo altresì a convocare una grande assemblea unitaria
nazionale affinché l’opzione astensionista e antagonista abbia una
dimensione di massa.
Se sottoscrivi questo appello scrivi a:
mi-astengo@tiscali.it
Pubblicato da garrulus
|