In Defence of

Marxism

 

Lezioni dalla Thailandia

Scritto da Joe Gold in Thailandia Martedì 13 aprile 2010

 

I drammatici eventi che si svolgono in Thailandia con 21 persone uccise dall'esercito negli ultimi giorni evidenzia la debolezza dell'attuale regime e la potenza del movimento di massa. E' un segno dell'impatto della presente crisi mondiale del capitalismo in questo paese del sudest asiatico.

E' l'inizio del Songkran, l'equivalente di Natale e Capodanno nel calendario buddista, che i thai celebrano gettandosi acqua l'un l'altro. E' abituale chiedere prima il permesso e l'inzuppata viene considerata una benedizione. Il primo ministro Abhisit, che è nato nel Regno Unito ed educato a Oxford, non sembra in grado di afferrare le sottigliezze della cultura thai. Dietro sua insistenza è arrivato l'esercito con i cannoni ad acqua per disfare le manifestazioni dei suoi oppositori politici, quindi ha fatto cadere granate lacrimogene da un elicottero e sparato proiettili di gomma uccidendo finora 21 persone e ferendone almeno 800.

Le Camicie Rosse si sono di nuovo raggruppate ed hanno resistito rilasciando palloni all'elicottero e gettato bottiglie Molotov contro i carri armati. La sera l'esercito e la polizia si sono ritirati in ciò che è stato descritto come un cessate il fuoco informale, lasciando i veicoli militari nelle mani dei Rossi.

La scorsa settimana le due parti stavano negoziando in diretta su tutti i canali televisivi ma l'impasse era ovvio. I leader delle Camicie Rosse hanno chiesto lo scioglimento del Parlamento entro 15 giorni e la parte governativa ha sostenuto che potrebbero andarsene un anno prima ma non si sarebbe dimessa finché non avrà approvato il bilancio ed organizzato la successione del capo delle forze armate. Giovedì Abhisit ha dichiarato lo stato di emergenza ma i portavoce della polizia e dei militari hanno annunciato che la violenza non avrebbe risolto il problema. Ad un certo punto le Camicie Rosse stavano abbracciando la polizia.

Abhisit parlava duramente. Voleva una prova di forza ed il parere degli stranieri, specialmente della BBC, sembrava perplesso ed indignato come se non avesse fatto nulla, rifiutato di attaccare i dimostranti e permesso che la crisi si trascinasse per un mese. In Inghilterra sicuramente, se una nuova marcia di Jarrow avesse occupato Trafalgar Square, Oxford Street e Canary Wharf per il periodo che precede il Natale sarebbe stata accolta con manganelli e taser, costretta ad uscire con cannoni ad acqua e gas lacrimogeno, calpestata dai cavalli e filmata o fotografata per l'identificazione e l'arresto in un momento successivo!

Il governo ha ottenuto mandati d'arresto per 17 leader dell'ala dura delle camicie rosse, più tardi aumentati a 27 ed ha annunciato che se i leader venivano arrestati la folla sarebbe andata lontano alla deriva. E' anche riuscito a chiudere temporaneamente il canale satellitare e circa 20 siti web. Così la polizia non è arrivata abbastanza vicina ad arrestarli tutti.

Abhisit ha avvertito che sarebbe stata utilizzata la violenza media-dura. Aveva litigato con i pezzi grossi militari, accusandoli di non svolgere il loro compito di sostenere la legge e stabilire una scadenza per chiudere sabato uno dei principali siti d'occupazione prima che cadesse l'oscurità. Le ambulanze aspettavano; le truppe antisommossa erano equipaggiate e pronte. Lo sky train e gli autobus cessarono di correre e la TV pesantemente censurata iniziò a mostrare immagini dell'avanzata dei militari su una folla di manifestanti in ritirata oscurata da nuvole di gas lacrimogeno. Come risultò, questo poteva essere stato il vecchio filmato di un attacco alle manifestazioni dello scorso anno. Questa volta le camicie rosse avevano cacciato indietro le truppe, rigettato i container di gas lacrimogeno alla polizia e persino attaccato un elicottero con palloni, fuochi artificiali e lanterne.

Le truppe hanno aperto il fuoco dall'alto con proiettili di gomma, ma ancora nondimeno rischiando la sconfitta sono state usate munizioni vere, risultando nella morte della maggior parte delle 14 camicie rosse che sono perite e di un fotografo giapponese che lavorava per la Reuters. Più tardi le pretese di un portavoce del governo che le truppe non avevano munizioni vere erano già state contraddette dalle iniziali dichiarazioni e minacce del governo, come lo era stata la pretesa che aveva voluto soltanto liberare una via per il traffico e non aveva nessun piano di porre fine alla dimostrazione.

In seguito arrivò un attacco in stile militare sull'esercito utilizzando granate M69, lanciagranate M79 e forse fucili AK47, sebbene sia stato affermato da alcune fonti che sono stati usati anche fucili M16. Questo è stato rivolto al posto di comando dei militari da un edificio nelle vicinanze ed il bersaglio è stato prima rilevato con tecnologia laser. Tra le vittime dell'esercito vi sono stati Romblao Thuwatam, vice capo di stato maggiore della 2^ divisione di fanteria ed il maggior generale Walit Rojanapakdi, comandante della stessa divisione. Con il posto di comando andato, le truppe si sono tirate indietro abbandonando i loro mezzi trasporto truppe corazzati ed i loro Humvees, che sono stati demoliti e vandalizzati dalle camicie rosse.

Questa non è stata affatto una ritirata tattica, come più tardi ha sostenuto il governo, ma una sconfitta militare. E' stato riportato che il maggior generale Khattiya Sawasdiphol (aka Sah Daeng) abbia ammesso che un gruppo non identificato di combattenti sia arrivato ad assistere l'Esercito del Popolo delle camicie rosse e che i comandanti erano stati invalidati. Ciò non dovrebbe essere arrivato come una totale sorpresa poiché nell'ultimo mese  da quando sono cominciate le manifestazioni vi era stata una serie di attacchi con granate contro banche e dipartimenti governativi. Vi erano state congetture su chi fosse responsabile, le camicie rosse eppure degli oppositori che cercavano di screditarle, ma ovviamente avevano accesso alle armi, era un gruppo disciplinato e competente bene in grado di evitare l'individuazione e dimostrava un livello di incompetenza che poteva essere stato soltanto intenzionale. Le sue granate o non riuscivano ad esplodere, o mancavano il bersaglio, a parte una che ha ferito due poliziotti che si trovavano fuori dalla vista a giocare a biliardo. Una granata è stata trovata con la leva legata con il nastro isolante e lo spillo rimosso. La mia conclusione è che questi erano avvertimenti di un settore dei militari pronti a combattere a fianco delle camicie rosse, probabilmente lo stesso piccolo gruppo di uomini in nero che sono stati visti portare delle mitragliatrici.

Mentre la TV del popolo se ne andava dall'etere, questo era il segnale per i manifestanti di dirigersi indietro verso il centro di Bangkok e la folla all'incrocio principale dove il numero aumentò a 150.000 e rotti. Era anche il segnale perché le capitali provinciali del nord, specialmente Chiang Mai, venissero prese dai locali. Qui non vi è stato nessun commento sul fatto che, sebbene l'appoggio principale venisse dall'Isan e dal Nord, nella folla vi erano piccoli gruppi di musulmani del Sud, il loro copricapo tradizionale appena visibile sotto le sciarpe rosse. Il loro numero cresceva, anche se Thaksin non abbia fatto nulla per occuparsi delle loro richieste di libertà culturale e di diritto all'istruzione nella loro lingua. Se seguono l'esempio di Chiang Mai potranno ottenere un grado di autonomia che la campagna terroristica non conquisterà mai.

Allora quali sono le lezioni dalla Thailandia? Le lotte di classe continuano dall'età del bronzo e non si fermeranno finché il mondo sarà libero dall'oppressione. Quando la classe lavoratrice non offre una guida, i poveri contadini e gli altri strati oppressi possono avanzare a modo loro. Ora una stazione TV è un bersaglio primario per entrambe le parti. Le informazioni e le comunicazioni sono critiche. Proprio come nella prima guerra mondiale il gas mostarda veniva scoperto inutilizzabile quando il vento cambiava direzione, il gas lacrimogeno può essere rivoltato contro le forze militari. Se i capi delle Camicie Rosse avessero copiato l'approccio dell'ultrasinistra di molti gruppi che conosciamo, avrebbero intonato insulti alle truppe in ciascun confronto, come "porci andate a casa", "fuori le truppe", ma, essendo degli ex maoisti in alcuni casi avevano una conoscenza, sebbene indiretta, con il marxismo tramite il libretto rosso e sapevano che quando la società è spaccata vi possono anche essere delle divisioni all'interno della macchina dello stato e dell'esercito. Potevano gridare alle truppe "Siete figli del popolo; non vi combatteremo e voi non dovreste combatterci". Quando fronteggiati dalla polizia reale thai che tentava di iniziare un attacco dal QG sulla Rama I, potevano mettere sulla linea frontale dei monaci buddisti. Anche se i monaci si sono dovuti ritirare quando le poliziotte si sono mosse alla linea del fronte, ed ai monaci non era permesso essere toccati da donne, ciò aveva l'effetto di spostare la polizia indietro ad una posizione difensiva.

Il lancio della polizia armata sui dimostranti, lungi dal fermare il movimento hanno fatto infuriare ancora di più le masse. L'uccisione di civili disarmati ha portato i dimostranti a dichiarare che non avrebbero negoziato con degli "assassini". Viene riferito che Jatuporn Prompan, uno dei leader della protesta, abbia dichiarato che "Non vi è più nessuna trattativa. Le Camicie Rosse non negozieranno mai con degli assassini. Sebbene la strada sia accidentata e piena di ostacoli, è nostro dovere onorare i morti portando la democrazia in questo paese".

L'attuale governo è perciò appeso ad un filo. Si sta dimostrando incapace di trattenere le masse, così che scopo utile ha ora per la classe dominante? Ciò spiega perché non vi siano in corso complotti per destabilizzare il Partito Democratico ed il primo ministro. Il partito di Abhisit è sotto inchiesta per una presunta donazione di 258 milioni di baht [£5,2 milioni] dalla TPI Polene, una società thai. Secondo la legge thai, un partito non può ricevere più di dieci milioni di baht da qualsiasi individuo o società. Se le accuse vengono confermate, Abhisit potrebbe essere interdetto dalla carica su accuse di corruzione. Questo sarebbe un modo conveniente per rimuoverlo poiché ora è odiato dalla massa dei comuni lavoratori, dei contadini e dei poveri urbani e rurali.

In tutto questo il Re è rimasto silenzioso, che probabilmente è la cosa migliore che potesse fare, dal momento che la sua posizione è già molto precaria. Comunque, è chiaro che la classe dominante dovrà trovare qualche tipo di compromesso per placare i contadini. I militari stanno già intervenendo tramite il capo delle forze armate, generale Anupong Paochinda. Lunedì ha ammesso che potrebbe essere necessario sciogliere il parlamento per porre fine alla crisi.

Tutto ciò dimostra che se i lavoratori ed i contadini thai avessero una leadership rivoluzionaria, un partito della classe lavoratrice fondato sulle idee del marxismo rivoluzionario, con un programma per risolvere le pressanti necessità della gente che lavora, in Thailandia non soltanto l'attuale regime, ma il capitalismo stesso potrebbe essere abbattuto.