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I drammatici eventi che si svolgono in Thailandia
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con 21 persone uccise dall'esercito negli ultimi giorni
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evidenzia la debolezza dell'attuale regime e la potenza del
movimento di massa. E' un segno dell'impatto della presente crisi
mondiale del capitalismo in questo paese del sudest asiatico.
E' l'inizio del
Songkran,
l'equivalente di Natale e Capodanno nel calendario buddista, che i thai celebrano gettandosi acqua l'un l'altro. E' abituale chiedere
prima il permesso e l'inzuppata viene considerata una benedizione.
Il primo ministro Abhisit, che è nato nel Regno Unito ed educato a
Oxford, non sembra in grado di afferrare le sottigliezze della
cultura thai. Dietro sua insistenza è arrivato l'esercito con i
cannoni ad acqua per disfare le manifestazioni dei suoi oppositori
politici, quindi ha fatto cadere granate lacrimogene da
un elicottero e sparato proiettili di gomma uccidendo finora 21
persone e ferendone almeno 800.
Le Camicie Rosse si sono di nuovo raggruppate ed hanno
resistito rilasciando palloni all'elicottero e gettato bottiglie
Molotov contro i carri armati. La sera l'esercito e la polizia si
sono ritirati in ciò che è stato descritto come un cessate il fuoco
informale, lasciando i veicoli militari nelle mani dei Rossi.
La scorsa settimana le due parti stavano negoziando in diretta
su tutti i canali televisivi ma l'impasse era ovvio. I leader delle
Camicie Rosse hanno chiesto lo scioglimento del Parlamento entro 15
giorni e la parte governativa ha sostenuto che potrebbero andarsene
un anno prima ma non si sarebbe dimessa finché non avrà approvato il
bilancio ed organizzato la successione del capo delle forze armate.
Giovedì Abhisit ha dichiarato lo stato di emergenza ma i portavoce
della polizia e dei militari hanno annunciato che la violenza non
avrebbe risolto il problema. Ad un certo punto le Camicie Rosse
stavano abbracciando la polizia.
Abhisit
parlava duramente. Voleva una prova di forza ed il parere degli
stranieri, specialmente della BBC, sembrava perplesso ed indignato
come se non avesse fatto nulla, rifiutato di attaccare i dimostranti
e permesso che la crisi si trascinasse per un mese. In Inghilterra
sicuramente, se una nuova marcia di Jarrow avesse occupato
Trafalgar Square, Oxford Street
e
Canary Wharf
per il periodo che precede il Natale sarebbe stata accolta con
manganelli e taser, costretta ad uscire con cannoni ad acqua e gas
lacrimogeno, calpestata dai cavalli e filmata o fotografata per
l'identificazione e l'arresto in un momento successivo!
Il governo ha ottenuto mandati d'arresto per 17 leader dell'ala
dura delle
camicie rosse, più tardi aumentati a 27 ed ha annunciato
che se i leader venivano arrestati la folla sarebbe andata lontano
alla deriva. E' anche riuscito a chiudere temporaneamente il canale
satellitare e circa 20 siti web. Così la polizia non è arrivata
abbastanza vicina ad arrestarli tutti.
Abhisit
ha avvertito che sarebbe stata utilizzata la violenza media-dura.
Aveva litigato con i pezzi grossi militari, accusandoli di non
svolgere il loro compito di sostenere la
legge
e stabilire una scadenza per chiudere sabato uno dei principali
siti d'occupazione prima che cadesse l'oscurità. Le ambulanze
aspettavano; le truppe antisommossa erano equipaggiate e pronte. Lo
sky train
e gli autobus cessarono di correre e la TV pesantemente censurata
iniziò a mostrare immagini dell'avanzata dei militari su una folla
di manifestanti in ritirata oscurata da nuvole di gas lacrimogeno.
Come risultò, questo poteva essere stato il vecchio filmato di un
attacco alle manifestazioni dello scorso anno. Questa volta le
camicie rosse avevano cacciato indietro le truppe, rigettato i
container di gas lacrimogeno alla polizia e persino attaccato un
elicottero con palloni, fuochi artificiali e lanterne.
Le truppe hanno aperto il fuoco dall'alto con proiettili di
gomma, ma ancora nondimeno rischiando la sconfitta sono state usate
munizioni vere, risultando nella morte della maggior parte delle 14
camicie rosse che sono perite e di un fotografo giapponese che
lavorava per la Reuters. Più tardi le pretese di un portavoce del
governo che le truppe non avevano munizioni vere erano già state
contraddette dalle iniziali dichiarazioni e minacce del governo,
come lo era stata la pretesa che aveva voluto soltanto liberare una
via per il traffico e non aveva nessun piano di porre fine alla
dimostrazione.
In seguito arrivò un attacco in stile militare sull'esercito
utilizzando granate M69, lanciagranate M79 e forse fucili AK47,
sebbene sia stato affermato da alcune fonti che sono stati usati
anche fucili M16. Questo è stato rivolto al posto di comando dei
militari da un edificio nelle vicinanze ed il bersaglio è stato
prima rilevato con tecnologia laser. Tra le vittime dell'esercito vi
sono stati
Romblao Thuwatam,
vice capo di stato maggiore della 2^ divisione di fanteria ed il
maggior generale
Walit Rojanapakdi,
comandante della stessa divisione. Con il posto di comando andato,
le truppe si sono tirate indietro abbandonando i loro mezzi
trasporto truppe corazzati ed i loro Humvees, che sono stati
demoliti e vandalizzati dalle camicie rosse.
Questa non è stata affatto una ritirata tattica, come più tardi
ha sostenuto il governo, ma una sconfitta militare. E' stato
riportato che il maggior generale
Khattiya Sawasdiphol (aka Sah
Daeng)
abbia ammesso che un gruppo non identificato di combattenti sia
arrivato ad assistere l'Esercito del Popolo delle camicie rosse e
che i comandanti erano stati invalidati. Ciò non dovrebbe essere
arrivato come una totale sorpresa poiché nell'ultimo mese da
quando sono cominciate le manifestazioni vi era stata una serie di
attacchi con granate contro banche e dipartimenti governativi. Vi
erano state congetture su chi fosse responsabile, le camicie rosse
eppure degli oppositori che cercavano di screditarle, ma ovviamente
avevano accesso alle armi, era un gruppo disciplinato e competente
bene in grado di evitare l'individuazione e dimostrava un livello di
incompetenza che poteva essere stato soltanto intenzionale. Le sue
granate o non riuscivano ad esplodere, o mancavano il bersaglio, a
parte una che ha ferito due poliziotti che si trovavano fuori dalla
vista a giocare a biliardo. Una granata è stata trovata con la leva
legata con il nastro isolante e lo spillo rimosso. La mia
conclusione è che questi erano avvertimenti di un settore dei
militari pronti a combattere a fianco delle camicie rosse,
probabilmente lo stesso piccolo gruppo di uomini in nero che sono
stati visti portare delle mitragliatrici.
Mentre la TV del popolo se ne andava dall'etere, questo era il
segnale per i manifestanti di dirigersi indietro verso il centro di
Bangkok e la folla all'incrocio principale dove il numero aumentò a
150.000 e rotti. Era anche il segnale perché le capitali provinciali
del nord, specialmente
Chiang Mai,
venissero prese dai locali. Qui non vi è stato nessun commento
sul fatto che, sebbene l'appoggio principale venisse dall'Isan e dal
Nord, nella folla vi erano piccoli gruppi di musulmani del Sud, il
loro copricapo tradizionale appena visibile sotto le sciarpe rosse.
Il loro numero cresceva, anche se Thaksin non abbia fatto nulla per
occuparsi delle loro richieste di libertà culturale e di diritto
all'istruzione nella loro lingua. Se seguono l'esempio di Chiang Mai
potranno ottenere un grado di autonomia che la campagna terroristica
non conquisterà mai.
Allora quali sono le lezioni dalla Thailandia? Le lotte di
classe continuano dall'età del bronzo e non si fermeranno finché il
mondo sarà libero dall'oppressione. Quando la classe lavoratrice non
offre una guida, i poveri contadini e gli altri strati oppressi
possono avanzare a modo loro. Ora una stazione TV è un bersaglio
primario per entrambe le parti. Le informazioni e le comunicazioni
sono critiche. Proprio come nella prima guerra mondiale il gas
mostarda veniva scoperto inutilizzabile quando il vento cambiava
direzione, il gas lacrimogeno può essere rivoltato contro le forze
militari. Se i capi delle Camicie Rosse avessero copiato l'approccio
dell'ultrasinistra di molti gruppi che conosciamo, avrebbero
intonato insulti alle truppe in ciascun confronto, come "porci
andate a casa", "fuori le truppe", ma, essendo degli ex maoisti in alcuni
casi avevano una conoscenza, sebbene indiretta, con il marxismo
tramite il libretto rosso e sapevano che quando la società è
spaccata vi possono anche essere delle divisioni all'interno della
macchina dello stato e dell'esercito. Potevano gridare alle truppe
"Siete figli del popolo; non vi combatteremo e voi non dovreste
combatterci". Quando fronteggiati dalla polizia reale thai che
tentava di iniziare un attacco dal QG sulla Rama I, potevano mettere
sulla linea frontale dei monaci buddisti. Anche se i monaci si sono
dovuti ritirare quando le poliziotte si sono mosse alla linea del
fronte, ed ai monaci non era permesso essere toccati da donne, ciò
aveva l'effetto di spostare la polizia indietro ad una posizione
difensiva.
Il lancio della polizia armata sui dimostranti, lungi dal
fermare il movimento hanno fatto infuriare ancora di più le masse.
L'uccisione di civili disarmati ha portato i dimostranti a
dichiarare che non avrebbero negoziato con degli "assassini". Viene
riferito che
Jatuporn Prompan,
uno dei leader della protesta,
abbia dichiarato che "Non vi è più nessuna trattativa. Le
Camicie Rosse non negozieranno mai con degli assassini. Sebbene la
strada sia accidentata e piena di ostacoli, è nostro dovere onorare
i morti portando la democrazia in questo paese".
L'attuale governo è perciò appeso ad un filo. Si sta
dimostrando incapace di trattenere le masse, così che scopo utile ha
ora per la classe dominante? Ciò spiega perché non vi siano in corso
complotti per destabilizzare il Partito Democratico ed il primo
ministro. Il partito di Abhisit è sotto inchiesta per una presunta
donazione di 258 milioni di baht
[£5,2
milioni]
dalla TPI Polene, una società thai. Secondo la legge thai, un
partito non può ricevere più di dieci milioni di baht da qualsiasi
individuo o società. Se le accuse vengono confermate, Abhisit
potrebbe essere interdetto dalla carica su accuse di corruzione.
Questo sarebbe un modo conveniente per rimuoverlo poiché ora è
odiato dalla massa dei comuni lavoratori, dei contadini e dei poveri
urbani e rurali.
In tutto questo il Re è rimasto silenzioso, che probabilmente è
la cosa migliore che potesse fare, dal momento che la sua posizione
è già molto precaria. Comunque, è chiaro che la classe dominante
dovrà trovare qualche tipo di compromesso per placare i contadini. I
militari stanno già intervenendo tramite il capo delle forze armate,
generale
Anupong
Paochinda.
Lunedì ha ammesso che potrebbe essere necessario sciogliere il
parlamento per porre fine alla crisi.
Tutto ciò dimostra che se i lavoratori ed i contadini thai
avessero una leadership rivoluzionaria, un partito della classe
lavoratrice fondato sulle idee del marxismo rivoluzionario, con un
programma per risolvere le pressanti necessità della gente che
lavora, in Thailandia non soltanto l'attuale regime, ma il
capitalismo stesso potrebbe essere abbattuto.
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