Lasciarsi sfuggire le droghe di guerra
La CIA aiuta se stessa nel raccolto dell'eroina afgana?
22 October 2007
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Niente nomi niente punizioni, come dicevamo nell'esercito, ma avevo un cliente che voleva guardassi ad alcuni aspetti del traffico mondiale di eroina. O usato un po' il motore di ricerca di Google, ho fatto qualche telefonata e ho cominciato ad avere inquietanti sospetti. Dalla caduta del regime talibano, che aveva seriamente rispettato un accordo per chiudere il traffico, la produzione di eroina in Afghanistan è aumentata improvvisamente. Nel 2006 vi è stato un incremento del 50% nel raccolto del papavero e ciò ha creato un nuovo record nella produzione mondiale, mi ha raccontato un mio contatto all'Ufficio Droga e Crimine dell'ONU. L'Afghanistan ora conta per il 92% della produzione illecita mondiale. Si aspetta che questo anno compia un altro balzo all'insù. Così, dove finisce la roba? Finora, non in Australia, ma è solamente una questione di tempo. Ancora una volta, le strade dell'Europa occidentale e della Russia sono inondate dalla sostanza e questo fatto mi ha fatto pensare alla CIA. Il gioco dello spionaggio fornisce un potente motivo, squadre superbamente addestrate e la perfetta copertura per il narcotraffico su vasta scala. Non è certo un segreto che, in passato, la CIA abbia partecipato al banchetto e, collettivamente, non potrebbe fregargliene un bel niente se la roba va scaricata nelle disprezzate nazioni della 'Vecchia Europa'. Le agenzie clandestine USA sono una fratellanza tentacolare di silenzio e fiducia. E non è soltanto l'enorme burocrazia della CIA stessa. Ora, vi è anche un universo parallelo freelance di 'forze speciali' e 'impresari della sicurezza' - creato dai neocon per la loro Guerra al Terrore - che fa tutto, dagli assassini agli 'interrogatori'. Nessun politico mainstream vuole conoscere cosa questa gente sta facendo in suo nome. Per ragioni di sicurezza queste organizzazioni sono rigidamente compartimentalizzate. Tutto è sulla base di conoscere solamente ciò che si ha bisogno di sapere; "Non chiedere, non far sapere" è la regola. Quando (in qualche parte del mondo) un Learjet di una delle società di facciata della CIA entra in un hangar di una base aerea militare USA dite solamente “Hi, Raul” al pilota e dimenticate di aver visto il tipo ammanettato che viene trascinato a faccia in giù per gli scalini, che indossa una benda agli occhi ed il paraorecchie. Certamente non chiedete cosa possano contenere quei grossi borsoni neri. E, naturalmente, questa vasta burocrazia ha un appetito illimitato per il denaro - in aggiunta al bilancio ufficiale, esso stesso spesso parzialmente segreto. Parliamo di denaro sporco, non rintracciabile. Denaro in quantità che non potete ottenere con qualsiasi altro mezzo che la droga. Parliamo di centinaia di miliardi. Ho letto il rapporto del 2006 di Amnesty International sui voli di 'traduzione' della CIA - Sotto il radar: Voli segreti di tortura e sparizione - ed il mio sospetto si è reso più intenso. Dettagli disponibili ufficialmente sui voli per aeroplani noti della flotta clandestina della CIA combinati con osservazioni della rete globale di Amnesty di osservatori degli aerei rivelano che quegli aeroplani volano troppo spesso e toccano ancora più spesso il suolo di quanto possa essere spiegato dalla traduzione degli sventurati sospetti che trasportavano al momento. Spesso si sono fermati in basi aeree USA dove le autorità locali non hanno nessun controllo su quello che viene caricato o scaricato. Stavo meditando su tutto questo quando un contatto negli USA mi inviò una email, attirando la mia attenzione su un articolo dell'11 ottobre sul New York Times. "Il direttore della Central Intelligence Agency, Gen. Michael V. Hayden, ha ordinato una insolita inchiesta interna sul lavoro dell'ispettore generale dell'agenzia, le cui aggressive indagini sui programmi di detenzione e di interrogatorio della CIA e su altre questioni hanno creato risentimento tra gli agenti. "Una piccola squadra che lavora per il Gen. Hayden sta studiando a fondo la condotta dell'ufficio di controllo dell'agenzia, che è guidato dall'Ispettore Generale John L. Helgerson. Attuali ed ex funzionari governativi hanno detto che la rassegna ha provocato apprensione e rabbia nell'ufficio di Helgerson e destato la preoccupazione a Capitol Hill che sollevi un conflitto di interesse". Sembra che l'inchiesta del Gen. Hayden sia concentrata in particolare sulla rimostranza che l'ispettore generale non abbia agito come giudice corretto ed imparziale delle operazioni CIA ma stia invece conducendo una crociata contro i partecipanti in programmi di detenzione controversi. "Qualsiasi azione da parte del direttore dell'agenzia per esaminare il lavoro dell'ispettore generale sarebbe insolita, se non senza precedenti, e minaccerebbe di indebolire l'indipendenza dell'ufficio, dicono alcuni attuali ed ex funzionari. "Un portavoce della CIA ha difeso energicamente l'inchiesta ...dicendo che il Gen. Hayden ha appoggiato il lavoro dell'ufficio dell'ispettore generale e ha 'accettato la grande maggioranza delle sue conclusioni'. "'Il suo unico obiettivo è di aiutare questo ufficio, come qualsiasi altro ufficio all'agenzia, a compiere anche meglio il suo vitale lavoro' ha detto il portavoce Paul Gimigliano". Si, potete scommetterci. Dato che l'ispettore generale è nominato dal presidente e riferisce ad entrambe il direttore della CIA ed al Congresso, si sarebbe pensato che avesse tutto il diritto di controllare su cosa stava accadendo nell'arcipelago gulag della CIA. Ma forse quello non è stato dove aveva trasgredito. Forse, proprio forse, John Helgerson, nel corso della revisione dell'intero sporco procedimento della traduzione aveva iniziato ad avere gli stessi sospetti che ho avuto io su un segreto persino più sporco.
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