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Propagandisti di "sinistra" dell''escalation della guerra imperialista

15 dicembre 2015

 

 

Con l'establishment politico degli USA intorbidito da un dibattito sempre più astioso su come intensificare l'intervento USA in Iraq e Siria e con una potenza europea occidentale dopo l'altra che si unisce all'assalto, il sentimento schiacciante delle vaste masse popolari sia in Europa che in America resta decisamente ostile alla guerra.

Nonostante i frenetici sforzi degli establishment politici di USA, Gran Bretagna, Francia, Germania ed altrove, insieme alla campagna dei media per stimolare paura ed odio in risposta ai recenti attacchi terroristici, milioni di lavoratori sono consapevoli che, ancora una volta, viene loro mentito sull'intervento militare in medio oriente.

Tra la vertiginosa gamma di pretesti avanzati per questa guerra, dal combattere il terrorismo bombardando lo Stato Islamico in Iraq e Siria (ISIS), al sostenere i "diritti umani" finanziando ed armando milizie jihadiste similari in una guerra per il cambio di regime, resta il ben fondato sospetto popolare che i veri scopi hanno a che fare con la spinta da parte dell'imperialismo degli USA e dei loro alleati per assicurare l'egemonia sul Medio Oriente e sulle sue vaste riserve di petrolio.

E' secondo queste condizioni che un mucchio di organizzazioni di pseudo-sinistra d'Europa, degli USA ed oltre si è unita a pubblicare una dichiarazione che serve come propaganda per un drammatico allargamento della campagna imperialista.

I firmatari della dichiarazione comprendono il Nuovo Partito Anticapitalista (NPA) francese, il britannico Partito Socialista dei Lavoratori, Alternativa Socialista dell'Australia, il Partito Nava Sama Samaja (NSSP) dello Sri Lanka e l'Organizzazione Socialista Internazionale (ISO) degli USA. Tutti loro hanno una lunga e vergognosa documentazione di fornire giustificazioni di "sinistra" per gli interventi imperialisti e di mascherare le guerre orchestrate dagli USA per il cambio di regime come "rivoluzioni".

Il francese NPA è stato in prima linea di quelle organizzazioni presumibilmente di "sinistra" che hanno acclamato la guerra imperialista per il cambio di regime in Libia. Il suo portavoce di primo piano sul Medio Oriente e Nord Africa, Gilbert Achcar, ha applaudito l'intervento USA-NATO che ha rovesciato ed assassinato Muammar Gheddafi, mentre ha ucciso almeno 30.000 libici lasciando il paese in uno stato di guerra civile permanente.

Al principio della guerra, Achcar ha scritto le infami righe: "Ogni regola generale ammette delle eccezioni. Ciò comprende la regola generale che gli interventi autorizzati dall'ONU delle potenze imperialiste sono quelli meramente reazionari e non possono mai realizzare uno scopo umanitario o positivo".

Lui e l'NPA hanno continuato a prestare appoggio alla guerra orchestrata dagli USA per rovesciare il presidente siriano Bashar al-Assad, andando così lontano da incontrarsi con il gruppo di agenti dell'intelligence occidentale che formava il Consiglio Nazionale Siriano per consigliare loro su come meglio effettuare l'intervento diretto imperialista.

Allo stesso modo, Alternativa Socialista dell'Australia ha biasimato ogni avvertimento sull'intervento occidentale in Siria, dichiarando che la "sinistra" doveva rifiutare l'"anti-imperialismo da movimento automatico involontario".

Da parte sua, l'Organizzazione Socialista Internazionale ha difeso il "diritto" dei "rivoluzionari siriani" di ricevere armi ed assistenza dalla CIA come pure di cercare l'intervento militare diretto degli USA.

La trasformazione di queste organizzazioni, le quali tutte sono venute fuori prevalentemente dai movimenti di protesta della classe media contro la guerra negli anni '60 ed i primi anni '70, in aperti sostenitori delle guerre imperialiste è parte di un processo prolungato. Le sue radici materiali si devono trovare nella crescente opulenza di settori della classe media che sono diventati dei nuovi fautori dell'imperialismo.

Dopo avere appoggiato entusiasticamente la "rivoluzione siriana" nel 2012 e 2013, la maggior parte di queste organizzazioni sono cadute in gran parte silenziose mentre diventava sempre più ovvio che i cosiddetti "rivoluzionari" consistevano in milizie settarie islamiste sunnite finanziate ed armate dai regimi arabi reazionari dell'Arabia Saudita e degli stati arabi del Golfo, assieme al governo islamista della Turchiatutti loro operanti con la CIA.

Ora hanno rilanciato la loro campagna in tandem con la spinta imperialista per l'escalation iniziata sotto il pretesto di rispondere agli attacchi apparentemente ispirati dall'ISIS a Parigi ed in California.

La forte spinta al loro intervento è chiarita nel secondo paragrafo della dichiarazione: "In Siria, la prima forma presa dalla controrivoluzione è il sostegno per il regime Assad. I letali attacchi della Russia e l'intervento di Iran, Hezbollah e milizie settarie irachene promuove questo progetto profondamente reazionario ed antidemocratico. Assad è anche alimentato dalla sfiducia che le potenze occidentali dimostrano ripetutamente verso le forze democratiche e rivoluzionarie in Siria..."

Nella dichiarazione non c'è una parola sui decenni di guerra imperialista USA che ha frantumato l'intera regione, portando a più di un milione di morti ed alla distruzione di intere società. Il problema, dal punto di vista di queste organizzazioni, è l'aggressione russa, l'intervento iraniano e delle "milizie settarie irachene"ed il fallimento degli USA e dei loro alleati nel fornire sufficiente "fiducia" e sostegno alle cosiddette "forze democratiche e rivoluzionarie in Siria".

L'ultima frase è in gran parte impiegata nello stesso modo in cui i governi occidentali usano il termine "ribelli moderati". In entrambe i casi, i democratici, rivoluzionari e moderati passano innominati. Questo è perché le forze effettive che combattono il regime Assad consistono di milizie settarie sunnite collegate ad al Qaeda, incluso l'ISIS, il Fronte al Nusra ed Ahrar al-Sham.

La posizione di queste organizzazioni è resa ancora più esplicita dall'Organizzazione Socialista Internazionale degli USA in un articolo postato sul suo sito web il 9 dicembre che denuncia la Russiain gran parte nella stessa maniera del Dipartimento di Stato USAdi bombardare non l'ISIS, ma gruppi di opposizione non ISIS", che nuovamente, per ovvie ragioni, sono passati innominati.

L'articolo dichiara: "Anche se la politica ufficiale USA richiede la rimozione di Assad, l'intervento della Russia ha rinforzato la posizione del regime, creando una nuova serie di calcoli sul futuro della Siria che è stata accettata quasi immediatamente da una corrente significativa dell'establishment della politica estera USA.

Continua: "In termini pratici, le forze armate USA hanno già fatto pace con Assad. La loro opposizione agli attacchi aerei russi sulle forze sul terreno appoggiate dagli USA è stato al massimo retorica..."

La forte spinta dell'argomento dell'ISO è diretto al dibattito in corso all'interno dell'establishment politico e del complesso dei militari e dell'intelligence USA sulla politica verso la Siria. Questa organizzazione apparentemente di sinistra interviene a sostegno delle fazioni più bellicose all'interno dell'elite dominante e del Pentagono, che domandano che Washington continui a portare avanti la guerra per il cambio di regime affrontando la Russia.

Rovesciando il mondo, tutte queste organizzazioni presentano la Russia come una potenza imperialista ed il principale aggressore in Medio Oriente, mentre descrivono l'imperialismo USA come sfortunato e forza sempre più esaurita.

Mentre l'intervento lanciato dal governo di Vladimir Putin in Siria manca di ogni contenuto progressista, eseguito in difesa degli interessi degli oligarchi criminali che governano la Russia, è di carattere difensivo, progettato per salvare l'ultimo alleato della Russia in Medio Oriente e la sua unica base militare al di fuori dell'ex Unione Sovietica dall'essere presi in ancora un'altro aggressivo intervento dell'imperialismo USA, che essi stessi hanno 800 basi militari all'estero, per non menzionare un reddito interno lordo che è 39 volte quello della Russia.

La peculiare mania della pseudo-sinistra sulla narrativa dell'"imperialismo russo" ha un significato minaccioso. Avendo promosso e difeso gli interventi imperialisti in Libia ed in Siria sotto la falsa bandiera dei "diritti umani", ora presta i suoi sforzi nel promuovere conflitti molto più sanguinosi, compresa una potenziale guerra tra USA e Russia, le due maggiori potenze nucleari mondiali.

Formare un genuino movimento di massa contro la guerra può avere luogo soltanto attraverso una lotta implacabile per smascherare queste organizzazioni di pseudo-sinistra e sradicare la loro influenza politica, come parte della lotta per mobilitare la classe lavoratrice internazionale in quella porre fine al militarismo ed alla sua fonte, il sistema capitalista.

Bill Van Auken