13 settembre 2009
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Due disastri. Uno un disastro naturale, l'Uragano Katrina a New Orleans nel 2005. L'altro, un disastro posto in atto dall'uomo, il bombardamento a tappeto del Libano nel 2006. Entrambe hanno inflitto morte e distruzione molto estese. Negli USA, il paese più ricco del mondo, Washington coordina lo sforzo di ripresa. In Libano, una nazione piccola e distrutta dalla guerra, Hezbollah, un movimento di resistenza della società di base che Washington ha chiamato "terrorista", organizza la maggior parte della ricostruzione. Hezbollah riceve in questo sforzo aiuti consistenti dalla Siria e dall'Iran, paesi che Washington chiama pure "terroristi". Quale è la situazione diversi anni dopo? Su quale gruppo fareste affidamento per ricostruire se perdeste la vostra casa? Secondo il Center for Constitutional Rights, a New Orleans i fondi federali sono andati alle grandi imprese. Gli affittuari ed i proprietari di case anziani, il 60% della popolazione, non hanno avuto nulla dei $10 miliardi stanziati per riparare le abitazioni; 37.000 famiglie sono idonee per il programma governativo Road Home ma non è stato dato loro il denaro. In Libano, Hezbollah ha priorizzato di affrontare le necessità delle aree sciite più povere. Immediatamente dopo la guerra, Hezbollah ha assegnato a ciascuna famiglia sfollata $12.000 USA in contanti, una somma molto grande. Circa $2.000 erano per l'affitto di un anno, mentre le loro case venivano ricostruite, e $10.000 erano per la mobilia. Oggi, i residenti indigenti di New Orleans sono ancora sparpagliati in tutto il paese. Vengono spinti fuori da alberghi, rifugi e dai programmi di assistenza abitativa, con nessun posto dove andare. A New Orleans, migliaia di buone unità di alloggio pubbliche sono state demolite ed un terzo delle case sono vuote. Il numero dei senza tetto è alto. L'ospedale di beneficienza è ancora inaccessibile alla maggior parte dei poveri. In Libano, entro un anno la maggior parte delle famiglie erano tornate nei loro villaggi o quartieri, alcune aspettando ancora nuove abitazioni. E' in corso un enorme sforzo di ricostruzione per ricostruire le centinaia di villaggi e quartieri, negozi, uffici, magazzini, ospedali e scuole che l'attacco israeliano ha demolito. La costruzione dovrebbe essere completata per dicembre 2009. Oggi, la Lower Ninth Ward prevalentemente afro-americana di New Orleans "sembra un enorme cimitero". (New York Times, 31 agosto) Dahia, un ghetto di Beirut di un milione di poveri e la zona più duramente colpita dal bombardamento israeliano, è piena di case con molti piani in costruzione. Viene ricostruito molto meglio di prima. Secondo i costruttori, avrà "spazi più luminosi ed aperti, riduzione del traffico attraverso il miglioramento delle strade, nuovi parcheggi e giardini per dare alle vie ed agli edifici un maggiore senso di luogo e carattere". La gente avrà una scelta di superfici ed altre variabili per i suoi nuovi appartamenti. A New Orleans, molti ospedali e scuole pubblici restano chiusi. Gli affitti sono stati raddoppiati o triplicati. Dahia vanta un nuovo ospedale specialistico cardiaco donato dall'Iran. Lì gli ospedali forniscono assistenza sanitaria gratuita. Un grande ristorante serve cibo tradizionale libanese a prezzi bassi per le famiglie di lavoratori. Vestiario, cibo ed altre necessità sono più a buon mercato a Dahia che in altre parti di Beirut. —Joyce Chediac & Paul Wilcox
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