WORKERS WORLD

 

 

Il marxismo spiega la crescita della disoccupazione a lungo termine

di Fred Goldstein il 28 marzo 2014

 

Cinque anni dentro la ripresa capitalista, la crisi della disoccupazione a lungo termine, di massa non se ne andrà.

Il Dipartimento del Lavoro definisce la disoccupazione a lungo termine come stare 27 settimane o più a lungo senza un posto di lavoro. In febbraio il numero ufficiale dei disoccupati a lungo termine era di 3,8 milioni di lavoratori.(Los Angeles Times, 20 marzo)

"Per comprendere cosa ciò significhi per la salute e la futura crescita dell'economia", ha scritto il 15 febbraio il Christian Science Monitor, "considerate che da soli i 'Disoccupati a lungo termine' contano per il 2,3% della forza lavoro del paese una quota che è quasi tanto alta quanto non lo è mai stata durante l'intensità di ogni precedente recessione da quando sono iniziati nel 1948 i calcoli del Dipartimento del Lavoro. E' questo il caso anche se questa non sia una recessione ma all'incirca l'Anno 5 di una ripresa che è iniziata ufficialmente nel giugno del 2009".

Milioni di disoccupati dei quali non si da conto

Tuttavia, la cifra di 3,8 milioni di disoccupati a lungo termine è enormemente minimizzata. E' basata sulla definizione ufficiale di disoccupazione, secondo il Bureau of Labor Statistics, che definisce un lavoratore disoccupato come chiunque stia cercando un lavoro. cioè determinato soltanto da una stima del BLS.

Ma un record di 91 milioni di persone non erano nella forza lavoro nei cinque mesi da ottobre 2013 a febbraio 2014 compreso. Numeri paragonabili si applicano all'intero anno passato. Il BLS non fornisce cifre su quanti milioni di queste persone sono considerati ritirati dalla forza lavoro molto tempo fa perché erano lavoratori disoccupati, a lungo termine che hanno cessato di cercare di trovare lavoro.

La classe dominante è preoccupata di questa tendenza. Nella stampa della grande impresa sono apparsi molti articoli su questo. E sull'argomento sono state fatte ricerche. Alcuni studi sostengono che il problema è che i lavoratori non hanno le necessarie abilità. Altri affermano che i padroni discriminano e non assumono nessuno che sia stato disoccupato per sei mesi o più. Altri dicono che lo scoraggiamento sulla disoccupazione a lungo termine fiacca il morale dei lavoratori e loro abbandonano.

Marx ha dato la spiegazione

Naturalmente c'è differenziazione tra i padroni. Per esempio, i lavoratori neri sono il 22% dei disoccupati a lungo termine ma il 13% della popolazione. Naturalmente alcuni lavoratori non hanno le abilità che possono essere necessarie. E non ci vuole uno studio complesso per sapere che stare senza lavoro per mesi ed anni è totalmente demoralizzante.

Ma Karl Marx ha impostato una spiegazione più fondamentale per la persistenza della disoccupazione a lungo termine che si applica allo stadio attuale del capitalismo. Lo ha spiegato nel Volume I della sua monumentale opera "Il Capitale".

In questa opera Marx ha sviluppato la Legge dell'Accumulazione capitalista. Per sommi capi, la legge afferma che, come il capitalismo si sviluppa generazione dopo generazione, i capitalisti competono l'uno con l'altro per la quota di mercato cercando costantemente di rendere più efficiente la loro produzione, in modo che possano avere un vantaggio competitivo sui loro concorrenti, ottenere più profitti e distruggere o inghiottire la loro competizione.

Il vantaggio competitivo deriva dall'introdurre sempre più tecnologia in modo che risultino sempre meno lavoratori e sempre più beni e servizi (merci) in sempre meno tempo per salari sempre più bassi.

L'effetto di questo processo è di sbarazzarsi di sempre più lavoratori sostituendoli con le macchine. Nell'era dell'high-tech nella quale ora viviamo, i lavoratori vengono rimpiazzati da robot, software, computer, sensori ed ogni sorta di altri mezzi tecnologici. Le abilità dei lavoratori vengono semplificate, molte abilità non sono più necessarie e tutto intorno esistono meno posti di lavoro.

La crescita dell''esercito di riserva dei disoccupati'

Questo porta a quello che Marx ha sostenuto sarebbe la crescita di un "esercito di riserva di disoccupati". Ha predetto che il bisogno relativo per i padroni del lavoro sarebbe stato ridotto come i capitalisti ed i banchieri investivano sempre più nella tecnologia. Sarebbe sorta una popolazione di lavoratori eccedente. Ciò è precisamente quello che è alla base del problema intrattabile della disoccupazione a lungo termine che sta affliggendo la classe lavoratrice a questo nuovo stadio di capitalismo in un vicolo cieco.

Uno sguardo all'economia capitalista USA da quando nel 2007 è iniziata la crisi conferma l'analisi di Marx. Esso rivela che la Legge dell'Accumulazione capitalista ha portato devastazione alle masse.

Nell'anno 2007, il prodotto interno lordo, intendendo tutti i beni e servizi prodotti negli USA, ammontava a $14,5 trilioni. (useconomy.about.com/od/GDP-by-Year, 5 febbraio) Nel 2013 il PIL degli USA è salito a $16,8 trilioni.

Quando la crisi è scoppiata per la prima volta, il PIL è precipitato. Da allora, non soltanto ha raggiunto il picco del 2007, ma il valore dei beni e servizi prodotti è aumentato di $2,3 trilioni in dollari costanti.

Ora osserviamo la forza lavoro. Secondo le statistiche del BLS, nel dicembre 2007, erano occupati 146,2 milioni di lavoratori, che era compatibile con il numero medio di occupati durante l'intero anno. Questo è quanti lavoratori hanno prodotto i $14,5 trilioni di beni e servizi.

Lo scorso dicembre, 144,6 milioni di lavoratori erano occupati, che è leggermente sopra la scala mensile per l'anno. Questo significa che nel 2013 almeno 1,6 milioni in meno di lavoratori hanno prodotto $2,3 trilioni in più di beni e servizi di quanto era stato prodotto nel 2007..

Quindi, mentre i padroni hanno impiegato sempre più tecnologia durante la crisi e la cosiddetta" ripresa", hanno ridotto il loro bisogno di lavoratori di milioni di persone. Non importa quali abilità i lavoratori abbiano oppure no; non importa se i padroni discriminano contro di loro oppure no e persino se non si demoralizzano mai e continuano a cercare lavoro, i lavoratori non riescono a trovare impiego.

I lavoratori non possono lavorare se i padroni non hanno bisogno di sfruttarli allo scopo di fare profitti. Se i padroni fanno i loro profitti con sempre meno lavoratori, allora vi è, come si è espresso Marx, la crescita permanente dell'"esercito di riserva dei disoccupati".

Gli economisti capitalisti non saranno mai in grado di capirlo perché sono totalmente dediti allo sfruttamento capitalista. Ma i lavoratori, con l'aiuto del marxismo, possono capire chiaramente il problema. E' questa la condizione necessaria per sbarazzarsi del problema che è il capitalismo stesso.

Fred Goldstein è l'autore di “Low-Wage Capitalism” e di “Capitalism at a Dead End”, che è stato tradotto in spagnolo come “El capitalismo en un callejón sin salida”. Entrambe i libri sono disponibili da librai online.