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La "generazione perduta" ed il fallimento del capitalismo

18 settembre 2013

 

 

Una misura fondamentale della possibilità di sopravvivenza di un sistema politico e sociale è la condizione economica dei giovani. Una società che per la generazione più giovane offre delle prospettive che sono peggiori di quelle offerte ai loro genitori e nonni è una società che ha cessato di progredire e che comincia a regredireuna società che ha perduto qualsiasi pretesa di legittimità storica.

Come è paragonabile a questo standard il capitalismo contemporaneo? Cinque anni dopo il crollo economico del 2008, i giovani hanno sofferto un declino a livello globale che in molte maniere è senza precedenti storici. Secondo ogni misuraprospettive di impiego, reddito, proprietà della casa, indebitamentole condizioni oggi sono molto peggiori di ogni periodo dagli anni '30. E non vi è nessuna prospettiva di ripresa.

Questo declino ha le implicazioni di più vasta portata nel centro del capitalismo mondiale, gli Stati Uniti. Un articolo apparso durante il fine settimana sul Wall Street Journal ha sottolineato l'impatto della crisi occupazionale in particolare per quella che ha chiamato la "nuova generazione perduta".

Il Journal ha additato certi indici del declino. La parte della popolazione degli USA dell'età di 16-24 anni che è occupata è 5,6 punti percentuali più bassa di quanto lo fosse prima del crollo ed è rimasta largamente fissa dal 2008. Il reddito settimanale medio di questo gruppo è calato più del 5% dal 2007, un prodotto sia dei salari che diminuiscono che delle ore in declino.

"Poco più della metà [dei giovani] lavora a tempo pienoparagonato a circa l'80% in generaleed il 12% guadagna il salario minimo o meno", ha osservato il Journal.

L'esperienza comune di milioni di giovani è l'insicurezza economica permanente. Molti sono ritornati a vivere con i genitori, privi delle risorse finanziarie per cominciare una famiglia o acquistare una casa.

I laureati lasciano la scuola con un peso del debito che è paralizzante sia economicamente che psicologicamente. Le banche e gli esattori di crediti aspirano qualsiasi entrata sia rimasta dopo le spese per le necessità fondamentali come cibo, vestiario e riparo. Nelle famiglie che sostengono debiti studenteschi, l'ammontare medio del debito è triplicato dal 1989, a più di $26.000.

Tra il 2000 ed il 2012, i salari per recenti laureati sono calati dell'8%, secondo uno studio recente dell'Economic Policy Institute, mentre i salari per recenti diplomati di scuola superiore sono diminuiti di uno sbalorditivo 13%. Il fenomeno di laureati altamente qualificati con titoli avanzati che lavorano in posti di lavoro del settore sottopagato dei servizi è diventata cosa ordinaria.

Queste condizioni vengono ripetute in forme differenti a livello globale. L'Europa, in particolare, ha visto un crollo degli standard di vita della generazione più giovane. Nell'Unione Europea la disoccupazione giovanile si trova a più del 23%, mentre in Spagna è del 56,1% ed in Grecia del 62,9%. Nel "mondo sviluppato" vi sono 26 milioni di giovani che sono classificati come non nel lavoro, nell'istruzione o nella formazione (NEETS). La povertà e l'essere senza tetto sono diventati fenomeni di massa.

Le implicazioni politiche di queste trasformazioni sociali sono di vasta portata e stanno cominciando a trovare espressione più aperta e non soltanto in relazione alle questioni economiche e sociali. La generazione più giovane è "perduta" non soltanto nel senso che sotto il capitalismo non ha nessun futuro, ma anche nel senso che è sempre più "perduta" per la classe dominante ed il suo establishment politico. Le forme attraverso le quali la borghesia cerca di mantenere il controllo politico stanno perdendo presa.

L'enorme opposizione popolare alla spinta alla guerra contro la Siria è un'espressione di questoun'opposizione che esiste tra tutti i settori della popolazione, ma che è specialmente pronunciata tra gli americani più giovani e più poveri. La classe dominante è stata colta alla sprovvista dal livello dell'opposizione. Le menzogne e la propaganda sparate fuori dai media dell'establishment e l'imperialismo dei "diritti umani" del Partito Democratico e delle sue organizzazioni ausiliarie non è riuscito a spostare l'opposizione popolare a un'altra guerra fondata sulle bugie.

Il sostegno maggiore per il delatore della National Security Agency (NSA) Edward Snowden è venuto dagli adulti più giovani. Con ampi margini, i giovani negli USA preferiscono di più la spesa sui programmi sociali, tasse più alte sui ricchi e maggiori restrizioni alle grandi imprese. Una percentuale più alta ha un'opinione favorevole del socialismo che del capitalismoun fatto straordinario dato che il socialismo non può essere menzionato nei media dell'establishment eccetto che come una parolaccia.

Questi sentimenti possono essere meglio compresi se si considerano le esperienze della generazione più giovane. Coloro oggi nei primi anni 30 si sono diplomati dalla scuola superiore attorno alla svolta del secolo, contemporanei al furto delle elezioni del 2000, all'arrivo al potere dell'amministrazione Bush, al crollo della bolla delle dot.com ed al lancio della "guerra al terrorismo". La loro esperienza politica consapevole è stata dominata da crisi economica senza fine, guerra, smantellamento dei diritti democratici, banditismo politico e corruzione.

L'elezione di Obama è stata un'esperienza chiave. Coloro che ora sono all'inizio degli anni '20 possono avere votato per la prima volta nel 2008, appoggiando Obama nella speranza di rovesciare il corso dell'amministrazione Bush. Lo stesso anno ha portato il crollo finanziario del 2008.

I cinque anni trascorsi hanno dimostrato l'impossibilità di cambiare nulla entro l'esistente sistema politico. La disuguaglianza è cresciuta enormemente. La borsa è fiorente, i Forbes 400 sono più ricchi che mai, tuttavia le condizioni per i giovani ed i lavoratori sono disastrose. La guerra continua senza fine e Obama è andato molto oltre Bush nel rendere lettera morta la Carta dei Diritti.

I rappresentanti dell'establishment politico più sagaci sono preoccupati delle implicazioni per la stabilità sociale e per la preservazione del loro sistema. Cercano qualche mezzo per allargare la loro base di sostegno. La politica identitaria è stata adottata come parte ufficiale della politica borghese, utilizzando i servizi dei rappresentanti della pseudo-sinistra dei settori più privilegiati della classe medio-alta.

Ma la classe dominante non ha nulla da offrire alla vasta massa del popolo. Il suo sistema, il capitalismo, ha fallito.

La bancarotta storica del capitalismo non determina il suo crollo automatico. L'alienazione dalla politica ufficiale non produce essa stessa una rivoluzione socialista.

E' necessario che i giovani compiano un serio studio delle esperienze attraverso le quali sono passati ed attraverso le quali la classe lavoratrice nell'insieme è passata nel corso del 20° secolo. La delusione si sta trasformando in un'opposizione sempre più focalizzata e determinata. Questa deve essere trasformata in una lotta politica consapevole.

E' necessario sviluppare una critica investigante della società esistente e trarre da questa critica le necessarie conclusioni politichevale a dire il bisogno di formare il partito rivoluzionario della classe lavoratrice per lottare per il socialismo.

Joseph Kishore