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Una lettera da Atene: Valutare attentamente la capitolazione di Syriza

di Evel Economakis
22 luglio 2015

 

Il World Socialist Web Site ha ricevuto da un lettore di Atene, Grecia, il seguente rapporto sulle reazioni all'accordo di Syriza su una nuova serie di brutali misure di austerità.

Qui la rabbia tra il 62% che ha votato "no" al referendum del 5 luglio può descriversi soltanto come infocata. In modo caratteristico, Danae, una maestra d'asilo di circa 40 anni, mi ha detto questo il 16 luglio mentre stavamo in fila ad un ATM: "Quello che è accaduto non è stato un colpo di stato da parte dellatroika—è stata una capitolazione totale ed incondizionata da parte di Syriza".

Catturando in modo adatto lo stato d'animo qui, la burla che in questi giorni circola ad Atene riguarda il significato di ATM: in greco l'acronimo sta proprio per “Aristero Trito Mnimonio”, ovvero "Terzo Memorandum di Sinistra".

Nikos, un elettricista disoccupato che ha votato per Syriza, mi ha dichiarato questo: "Negli ultimi sei mesi, ho vissuto molte morti. La speranza è arrivata, la speranza ha visto ed ora la speranza è andata".

"Tu ora sei un nemico, Tsipras", ha scritto un anonimo blogger di sinistra. "Spiega la polizia antisommossa e le traverse di ferro della polizia—avrai bisogno di loro". Un altro blogger, il cui avatar su Facebook è “Maria Magdalena”, ha ricordato al primo ministro che "Nessun Cesare è morto a letto pacificamente".

Il soprannome del primo ministro Alexis Tsipras tra la sinistra estrema ora è “Tsiprakoglou”, un riferimento indiretto a Georgios Tsolakoglou, l'ufficiale che divenne il primo primo ministro del governo collaborazionista greco durante l'occupazione dell'Asse.

Le persone di sinistra amareggiate dicono che la storia scriverà il nome di Alexis Tsipras vicino a quello di altri leader che soprintesero ai precedenti pacchetti di austerità: George Papandreou del PASOK, l'educato al MIT Lucas Papademos e Antonis Samaras dell'estrema destra. Un altro blogger ha postato: "Non diventare un Tsipras—è ciò che dirò a ciascun altro per anni a venire"!

Anastasia,una militante di un tempo di Syriza, ha relegato il partito al "catalogo dei partiti socialdemocratici e socialisti traditori che sono in realtà dei partiti capitalisti borghesi", compresi, come scrive, "il Partito dei Lavoratori di Hollande, la SPD della Germania, il Partito Laburista della Gran Bretagna, il Partito Socialista della Francia, il Partito Socialista dei Lavoratori della Spagna, il PASOK della Grecia (ora ce ne sono due!), il PSI dell'Italia, il Partito Laburista dell'Australia, il Partito Socialista della Bulgaria ed il MSZP dell'Ungheria".

Gli anatemi accatastati sul giovane leader della Grecia non sono rimasti senza risposta. In uno scritto emanato dal suo ufficio il 16 luglio, il PM Tsipras ha rimproverato i 32 deputati che il giorno prima hanno votato contro l'approvazione del memorandum da parte di Syriza. Ha criticato quei "compagni" per essere andati contro la "tradizione di cameratismo socialista" e si è lamentato che il suo governo abbia ora perduto la maggioranza.

A molti di coloro che il 25 gennaio hanno votato per metterlo al potere, il “Che Guevara” della Grecia sembra oggi più come Giuda Iscariota. Invece di interpretare il massiccio voto del "no" al referendum come un semaforo verde per resistere alla Troika, Tsipras lo ha letto—come ha fatto il "nemico", vale a dire tutti i partiti pro-austerità—come un "ordine" perché la Grecia non lasci l'Eurozona.

Con allegra malizia, alcune persone sperano che la moglie di Tsipras da 20 anni lo lasci. Betty Batziana, un ingegnere elettrico, è risoluta, dinamica, militante ed odia fare compere. A quanto pare si è espressa pubblicamente affermando che lascerebbe il suo compagno (non sono ufficialmente sposati) se attraversasse alcune delle linee rosse di Syriza—e lui le ha attraversate tutte! Dato il fatto che si è scombussolata con uno dei suoi professori universitari citandolo per avere minato il suo lavoro nella tesi del dottorato, per alcuni le possibilità che questo avvenga sembrano divertenti.

“Sexi Alexi” (così soprannominato per il suo bell'aspetto) ritornerà a battere? Come molti altri di Syriza, è il rampollo di una famiglia borghese. Suo padre Pavlos era un ingegnere civile che conduceva contratti statali assai remunerativi durante la dittatura militare di George Papandreou (1967-1973). Nessuno di tali lavori è stato mai assegnato a chiunque sospettato di avere delle opinioni politiche da qualunque parte che di estrema destra. Il padre di Tsipras inoltre ha donato somme generose alla Chiesa. Alcuni elettori scontenti di Syriza hanno suggerito nei media che questo potrebbe spiegare perché il governo non ha preso di mira un'istituzione con miliardi di euro in proprietà immobiliari ed altri beni, una che inoltre ha tradizionalmente goduto di un trattamento fiscale preferenziale.

Maria, un vigile del fuoco con sede a Rafina, una piccola città portuale fuori Atene, ha coperto di insulti tutti i politici senza eccezione. "Destra o sinistra, sono tutti lo stesso", mi ha raccontato. "Da ora in avanti, mi fiderò soltanto dei poveri per guidarci! Le uniche eccezioni possibili sono dei ricchi che hanno sofferto per le loro idee e passato del tempo in prigione"!

Molti descrivono la recente capitolazione di Syriza alla Troika come una "Varkiza antiausterità", un riferimento al Trattato di Varkiza del 12 febbraio 1945. Quel giorno e contro forti proteste (persino lacrime amare) della base del partito, il segretario del KKE, o Partito Comunista di Grecia, firmò con il ministro degli affari esteri greco appoggiato dai britannici un accordo che costringeva i combattenti della resistenza dell'EAM-ELAS guidato dai comunisti—che controllava la maggior parte della Grecia—a consegnare le armi e abbandonare la lotta.

Tsipras ha interpretato la scelta che doveva compiere come una tra morte improvvisa e morte lenta. Ha scelto la seconda. Tuttavia questo è stato un falso dilemma, dicono molti. I "bankster della troika", ho sentito un anziano riflettere irosamente in coda ad un ATM, "volevano che scegliessimo tra la nostra vita ed il nostro denaro—e Syriza ha scelto il primo".

I segni sono stati lì per tutto il tempo. Il blogger Ilias A. deride gli amici e gli elettori di Syriza che "brontolano come sposi ingannati". Effettivamente, chi ha mai sentito di un governo di sinistra in buona fede che esce dalla sua strada per soffocare un movimento popolare vigile? Non è stata Syriza, indietro nel 2012, che ha tirato via la gente dalle strade per servire la logica dell'opposizione legale, rispettabile? Non è stata Syriza che ha messo la sordina alla lotta dei lavoratori licenziati dell'ERT (la stazione televisiva di stato del paese che è stata chiusa l'11 giugno 2013)? E chi può dimenticare i viaggi e gli incontri che Tsipras ha avuto negli Stati Uniti, dove ha dichiarato ripetutamente che era contro il confronto con l'Unione Europea? I suoi incontri al lago di Como con i lupi dello status quo economico e politico europeo, i suoi colloqui segreti con i fondi di Londra? La gente non è stata né informata né consultata, neppure i sostenitori organizzati di Syriza.

Sin da quando ha cominciato a muoversi, Syriza portava i semi del fallimento di oggi. Secondo Vangelis, che lavora in una pizzeria vicino a Piazza Omonia, "lo sperma del tradimento delle nostre lotte popolari era impresso nella strategia di Syriza e nel suo ingenuo punto di vista che poteva cambiare l'Europa al tavolo della contrattazione—questa Europa che si identifica con l'Eurozona ed i suoi leader che rappresentano gli oligarchi ed i banchieri contro gli interessi del popolo".

Ora molti a sinistra ammucchiano insulti contro Yanis Varoufakis. "La superstar della seduzione popolare ci ha ingannati", ha scritto Eleni nel suo blog. "L'ex ministro delle finanze non si è fatto vedere ad ogni manifestazione per più di dieci minuti. Questo sorprende qualcuno? Dopo tutto, chi esprimono Tsipras, Varoufakis, Stathakis, Tsakalotos o Papadimoulis—i lavoratori delle fabbriche del Pireo che guadagnano 600 euro al mese"?

Molti temono che il salto indietro di questo governo della "prima volta di sinistra" diventerà la pietra tombale del popolo greco. Nelle poche settimane passate sono rimasto ripetutamente sgomento e stupito di come questi tempi significativi hanno portato sulle labbra delle persone parole e frasi potenti. Myrto, una madre single di due che non si è mai diplomata alle suole superiori, lavora al turno di notte di una fabbrica di pane in Viale Marathon fuori Atene. L'altro giorno mi ha sconcertato con questa folgore: "Noi siamo tutte le parole dell'epitaffio di questo paese".

L'ironia di questa storia è che la maggior parte della folla pro-austerità, persone che nel referendum hanno votato "si", ora appoggia il governo. Non così molto tempo fa, questa gente era piena di fuoco e zolfo sulla minaccia "comunista-bolscevica". Niki, un giovane avvocato, ha sostenuto di essere "molto impressionata" da Alexis Tsipras. Mentre temeva che il primo ministro avrebbe messo il suo partito sopra il suo paese, ha fatto il contrario—"e per questo ci vuole coraggio" ha aggiunto.

Stratis, un operaio edile disoccupato, mi ha ricordato qualcosa che Lenin una volta disse: "Quando il tuo nemico ti elogia, fermati e guarda indietro a vedere cosa hai fatto di sbagliato"! Si riferiva ad Alexis Tsipras.

Delle malelingue scherzano che il nostro giovane PM potrebbe presto diventare il capo del partito di destra Nuova Democrazia! Panos, un architetto navale, ha celiato in una email che per la prima volta nella storia, Tsipras potrebbe diventare simultaneamente il capo di due partiti, Syriza e Nuova Democrazia! Manolis, un giovane elettricista il cui figlio gioca a calcio con il mio di dieci anni, mi ha lasciato la sua "formula" per determinare quali deputati di Syriza si siano venduti al sistema. E' la maniera in cui li trattano i mass media, ha svelato. "Dopo questo nuovo memorandum, sapremo presto chi è il peggior deputato di Syriza di tutti—sarà lui o lei ad apparire tutto il giorno sui canali televisivi degli oligarchi".

Alcuni hanno espresso la speranza che la capitolazione di Syriza possa trasformarsi per la Germania e la troika in una vittoria di Pirro. Sono ottimisti che questo "accordo" abbia strappato il velo alla Germania, rivelando le elite europee (ed i loro collaboratori greci) per quello che sono veramente: dei cinici egoisti depravati che hanno combattuto con le unghie e con i denti contro il governo di sinistra della Grecia e che alla fine lo hanno annientato trasformandolo. "L'Europa sta cambiando", mi ha raccontato Antonis, un tassista pro-euro. "Sarebbe una vergogna se il giorno dopo saremo fuori dall'unione". In maniera piuttosto impenetrabile, ha aggiunto: "La Grecia non sarebbe dovuta entrare nell'euro, ma non dovremmo neppure mai lasciare l'euro".

Vi erano due strategie che Syriza poteva avere seguito. Una era di cercare di cambiare l'Europa dall'interno. L'altra: salvare la Grecia tramite un ben formulato Piano B, o Grexit. Non ha fatto nessuna delle due. Per ammissione di Varoufakis, Atene non ha compiuto nessun serio tentativo per ottenere l'appoggio di masse favorevoli in Europa, nemmeno quelle del partito populista spagnolo Podemos. D'altra parte, il leader e fondatore con la coda di cavallo di Podemos, Pablo Iglesias Turrión, di recente è  venuto fuori con il sostegno alla capitolazione di Syriza alla Troika come "realistico". La popolarità del suo partito è calata immediatamente nei sondaggi. Chi ha bisogno di perdenti? Come mi ha raccontato Katerina, una cassiera al locale supermercato Lidl: "Mi sembra che quegli spagnoli siano fatti della stessa pasta dei nostri 'di sinistra'—vedono il dilemma attraverso gli stessi occhiali. O è sottomissione servile alla Troika o uscita dall'Eurozona"!

Il settantaseienne Stelios, un vedovo la cui pensione è così piccola che arriva alla fine del mese alla mensa per i poveri, mi ha offerto spontaneamente le sue opinioni. "Vergogna su Syriza", ha farfugliato animatamente. "Non aveva nessun Piano B—ed è andata in guerra impreparata. Il governo non ci ha mai arruolato nella lotta. Non ha mai preparato il popolo per le dure battaglie. Se questa non è incompetenza criminale, non so cosa sia"!