Negli anni conclusivi della repubblica tedesca di Weimar,
tra il 1930 ed il 1932, il programma di austerità implementato
dal governo
Brüning
in risposta alla fuga di capitali ed alla crisi economica
mondiale fece precipitare la catastrofe che seguì:
disoccupazione di massa, nazismo e guerra. Per anni, questo è
stato considerato come evidente ed era insegnato nelle scuole.
Comunque, gli attuali sviluppi in Europa dimostrano che la
classe dominante non è capace di imparare dalla storia.
In giorni recenti, i governi greco e spagnolo hanno
concordato misure d'austerità che eccedono di molto le misure di
emergenza implementate dal governo
Brüning.
Anche se la Grecia è in recessione da sei anni, il governo
greco ha concordato un ulteriore turno di austerità ammontante a
€11,5 miliardi. Secondo i calcoli del governo, la produzione
economica scenderà del 25% paragonato al 2008—un
declino sbalorditivo. La maggior parte dei tagli sono eseguiti
alle pensioni, alla sanità ed alla spesa sociale, che urtano
contro gli strati più poveri della popolazione.
La scorsa settimana, il gabinetto spagnolo ha tagliato il
bilancio del 2013 di €40 miliardi aggiuntivi. I cinque pacchetti
di austerità approvati dal governo
Rajoy
nell'ultimo anno ora ammontano a €127 miliardi. Ciò equivale ad
un quarto del bilancio nazionale annuale.
Per ampi settori della popolazione queste misure
significano palese povertà. Nondimeno, per l'Unione Europea e,
soprattutto, per il governo tedesco, non vanno abbastanza
lontano. La UE, con la Germania che precede, sta incalzando per
tagli aggiuntivi, anche se questi producono una catastrofe
sociale.
Gli attacchi sociali non sono limitati ai paesi altamente
indebitati dell'Europa meridionale. Un enorme trasferimento di
ricchezza verso coloro in cima sta avendo luogo nei paesi più
ricchi del nord. In Germania le fortune private sono aumentate
di €1,4 trilioni dallo scoppio della crisi economica cinque anni
fa, mentre la povertà al polo opposto della società si diffonde
come un cancro.
Alla luce delle esperienze storiche del secolo scorso, un
corso simile potrebbe sembrare follia assoluta. Nondimeno, è
sostenuto da tutti i partiti dell'establishment,
sia che si chiamino conservatori, liberali, verdi,
socialdemocratici o "sinistra".
I partiti socialdemocratici come il Partito Social
Democratico tedesco (SPD) sotto
Gerhard Schröder,
il Partito Laburista britannico sotto
Tony Blair
e, più di recente, il PASOK della Grecia sotto
George Papandreou
ed il PSOE della Spagna sotto
José Zapatero
hanno sostenuto la causa della distruzione delle condizioni
sociali e di tutte le conquiste del passato della classe
lavoratrice. Lo stesso sta avvenendo in Francia sotto il Partito
Socialista in seguito alla recente elezione a presidente di
François Hollande.
Questo da solo dimostra che gli sviluppi attuali hanno
radici oggettive profonde. Marx aveva ragione quando scriveva
che "la storia di tutta la società esistente fino ad ora è la
storia delle lotte di classe". Non sono la ragione ed i nobili
ideali che determinano le politiche della classe dominante, ma
gli interessi sociali.
Nei trenta anni passati, sono avvenuti dei cambiamenti
socioeconomici fondamentali che rendono impossibile un ritorno
alla politica del compromesso sociale. La globalizzazione della
produzione ha oltrepassato i confini nazionali ed il mercato
nazionale all'interno della struttura in cui i sindacati avevano
negoziato a beneficio del compromesso tra le classi. Le
industrie nazionali si sono confrontate con la spietata
competizione globale, spingendo ciascuna borghesia nazionale ad
attaccare la "propria" classe lavoratrice.
Durante il boom della borsa degli anni '90, il settore
finanziario si è in gran parte separato dal processo di
produzione reale ed è diventato sempre più parassitario.
Stipendi annui e premi che ammontano a decine di milioni, che
trenta anni fa sarebbero stati inconcepibili, ora sono la norma
in banche e grandi società. E' sorta un'insaziabile aristocrazia
finanziaria che, nel nome di "salvare l'euro", sta attaccando
senza limitazioni tutte le conquiste sociali ottenute dalla
classe lavoratrice nel corso degli ultimi 65 anni. I partiti
politici ed i mass media giacciono ai suoi piedi.
Senza spezzare il potere dell'aristocrazia finanziaria, una
catastrofe non può essere evitata. Ciò che è richiesto è una
rivoluzione sociale. Le grandi banche e le grandi società devono
essere espropriate e poste sotto controllo democratico, i
profitti degli speculatori devono essere confiscati e le grandi
fortune devono essere tassate massicciamente.
Un simile cambiamento radicale è possibile soltanto
attraverso la mobilitazione della classe lavoratrice attraverso
l'intervento indipendente delle masse in politica. Le condizioni
per questo si stanno sviluppando rapidamente. La rabbia cresce
visibilmente. Il numero di scioperi, proteste e dimostrazioni
sta chiaramente aumentando, sebbene i sindacati facciano tutto
quello che possono per isolarli e strangolarli. I sondaggi
d'opinione trovano una profonda ostilità verso le banche, anche
tra settori della classe media.
I sindacati ed i partiti socialdemocratici temono una
simile mobilitazione più di ogni altra cosa al mondo. Questi
apparati burocratici hanno da lungo tempo troncato ogni
connessione agli interessi della gente che lavora. I loro
operativi appartengono alle fila della classe media benestante e
sono collegati a banche, società e governi da un migliaio di
fili. Respingono la trasformazione socialista della società e
vedono loro compito come reprimere la lotta di classe e
difendere il capitalismo.
Questo si applica anche a partiti come il Partito della
Sinistra in Germania, il Fronte della Sinistra in Francia e la
Coalizione della Sinistra Alternativa
(SYRIZA) in Grecia. Essi tentano di contenere la
radicalizzazione della classe lavoratrice e dei giovani facendo
critiche limitate del capitalismo ed incoraggiando illusioni suo
potenziale per riforme. Allo stesso tempo, collaborano
strettamente con i sindacati isolando e tradendo le lotte di
classe dei lavoratori.
Si preparano simultaneamente ad entrare al governo nel caso
che il controllo scivoli via dagli altri partiti borghesi.
Tali governi di "sinistra" agirebbero soltanto per
puntellare il capitalismo soffocando brutalmente la resistenza
sociale. Inoltre, la delusione politica generata da queste
politiche di destra in abiti di "sinistra" lavora a vantaggio
delle tendenze di estrema destra, come visto nei risultati
elettorali del Fronte Nazionale di
Marine Le Pen in Francia
e l'ascesa di
Fidesz
e
Jobbik in Ungheria.
La costruzione di un partito nuovo, indipendente della
classe lavoratrice che combatta per un programma socialista
internazionale è il compito politico più urgente del giorno.
Peter Schwarz