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La Coalizione della Sinistra Radicale
(Syriza) è stata eletta il 25
gennaio a governare la Grecia, promettendo di porre fine
all'austerità. Tre mesi dopo, il partito è diventato per il capitale
finanziario lo strumento chiave per continuare ad imporre tagli sociali
sulla classe lavoratrice. Il significato di questa capitolazione va
molto oltre le frontiere della Grecia.
Un giorno prima delle elezioni il
World Socialist Web Site
ha avvertito che Syriza non
offriva nessuna alternativa all'austerità, ma piuttosto difendeva il
regime del debito dell'Unione Europea (UE). Abbiamo
scritto:
"Nonostante la sua facciata di sinistra, Syriza è un partito
borghese che si fonda su strati benestanti della classe media. Le sue
politiche sono determinate da burocrati sindacali, accademici,
professionisti e funzionari parlamentari che cercano di difendere i loro
privilegi preservando l'ordine sociale. ... Un governo Tsipras sarebbe
disposto non soltanto ad intraprendere il lavoro sporco della UE e del
FMI, ma anche ad agire violentemente contro la classe lavoratrice, che
si oppone alla sua promessa di 'rafforzare l'eurozona' e di 'mantenere un
bilancio equilibrato'.
Questo giudizio è stato pienamente confermato. Lunedì, il primo
ministro e presidente di Syriza
Alexis Tsipras ha
chiarito inequivocabilmente che imporrebbe praticamente tutti i tagli
richiesti dalla UE. Allo scopo di ottenere i fondi del salvataggio che
ammontano a €7,2 miliardi ha ristrutturato la sua squadra di trattative
e ha fatto concessioni ad ampio raggio.
Nel processo, ha continuato senza difficoltà le odiate politiche
del precedente governo conservatore, sia in termini di contenuto che di
personale. Il capo negoziatore nominato di recente,
Giorgos Chouliarakis,
in precedenza ha fatto parte
della squadra di negoziazione sotto l'ex primo ministro
Antonis Samaras e gode della fiducia delle
istituzioni della UE.
Allo stesso tempo,
Tsipras ha abbandonato le ultime
restanti linee rosse che il suo governo aveva stabilito nei colloqui. Ha
dichiarato la sua prontezza a tagliare le pensioni, ad aumentare
l'IVA ed a rinviare ogni incremento al salario minimo. Su queste basi,
Tsipras spera di concludere domenica
un accordo temporaneo con la troika.
La proposta di
Tsipras per un referendum sui tagli
era rivolto a coprire le sue tracce ed a mantenere l'unità all'interno
delle sue fila. In realtà, il governo di Syriza ha già preso una
decisione a favore dei dettati di austerità della UE
saccheggiando le finanze dei fondi pensione, dell'assicurazione
sanitaria e delle imprese pubbliche allo scopo di pagare €2 miliardi al
FMI.
Le riforme annunciate intensificheranno la crisi sociale in Grecia.
Più del 25% dei greci sono già disoccupati. Di quelli che hanno un
lavoro, il 40% sono pagati meno di €630 al mese. Spesso intere famiglie
sono dipendenti da una misera pensione.
Il saccheggio continuo della società greca, cui è già stato
prosciugato il sangue, è destinata a servire come esempio per tagli ad
ampio raggio attraverso l'intero continente europeo. Il fatto che i
preparativi per questo assalto sociale siano guidati da Syriza è un
chiaro avvertimento ai lavoratori. Illustra la natura di classe
reazionaria di questa organizzazione.
Dall'inizio Syriza è stata un fenomeno internazionale. Il partito è
stato lodato dalle forze della piccola borghesia per il mondo e
proclamata come un modello da imitare. Partiti come Podemos in Spagna o
il Partito della Sinistra in Germania hanno celebrato la vittoria
elettorale di Syriza, poiché i ora loro alleati erano al potere in
Grecia.
Come
Syriza, queste tendenze si basano su
strati privilegiati della piccola borghesia, che sono strettamente
legati all'apparato dello stato e delle
istituzioni della UE e che considerano le richieste sociali della
classe lavoratrice con estrema ostilità.
La loro pretesa che la UE possa essere riorganizzata per attuare
delle politiche più accettabili socialmente e che la crisi capitalista
possa essere risolta con delle riforme serve semplicemente a difendere
l'organizzazione attuale ed a disarmare la classe lavoratrice. Di fronte
a conflitti sociali estremi, queste forze vengono sempre più integrate
nella politica ufficiale. I partiti fratelli di Syriza si stanno
ardentemente mettendo in coda per seguire il suo esempio.
Un ruolo particolarmente spregevole viene giocato dalle varie
organizzazioni della pseudo-sinistra allineate con Syriza. Mentre
criticano l'una oppure l'altra decisione presa da
Syriza con
assistenza liberal o creazione di frasi verbose di "sinistra",
difendono l'orientamento sostanziale sociale e politico del partito.
Mercoledì il leader dell'ala "sinistra" di
Syriza,
Panagiotis Lafazanis,
ha pubblicato una dichiarazione
che respingeva concessioni significative alla UE.
"Syriza non firmerà ed appoggerà mai
nuove misure a spese delle classi lavoratrici", ha dichiarato.
Il governo di
Syriza ha liberato la Grecia "dalle
catene della servitù e della dipendenza".
Con tutto il patos nazionalista, il ministro delle riforme
strutturali
Lafazanis evita di attaccare
concretamente gli annunci del primo ministro. Infatti,
venerdì scorso in parlamento la sua fazione del partito ha votato
all'unanimità per saccheggiare le finanze pubbliche, aumentando quindi
la dipendenza della Grecia dalla troika.
Le frasi di sinistra ipocrite sono rivolte a smobilitare i
lavoratori in una situazione in cui il governo si sta preparando a
grandi conflitti. Syriza non ha lasciato nessun dubbio che è disposta ad
adottare misure brutali se i lavoratori cercano di resistere ad attacchi
sociali.
Due settimane fa,
Tsipras ha ordinato
lo sgombero dell'Università Tecnica di Atene dopo che poco più di
una dozzina di attivisti avevano mantenuto un'occupazione. Successivo al
massacro perpetrato dal regime dei colonnelli, in Grecia lo spiegamento
della polizia in questa università è altamente simbolico.
Mercoledì
Tsipras
ha incontrato il dittatore
egiziano Abdel Fattah Al-Sisi
ed ha concordato di ampliare la cooperazione sulla sicurezza e la
"lotta contro il terrorismo"—eufemismi per interventi
militari ed ulteriori attacchi ai diritti democratici.
I lavoratori devono prendere questo come un serio avvertimento.
Nella loro lotta contro l'austerità, affrontano non soltanto l'elite
finanziaria e le istituzioni della UE, ma anche i loro difensori della
pseudo-sinistra.
L'unico modo per combattere questi gravi pericoli è attraverso la
mobilitazione politica indipendente dell'intera classe lavoratrice
europea contro le banche e le corporation. E' questa la lezione più
importante dell'esperienza del governo di Syriza. Una simile lotta
richiede una prospettiva socialista e la costruzione del Comitato
Internazionale della Quarta Internazionale
(ICFI) come partito rivoluzionario
internazionale.
Chiediamo a tutti i nostri lettori di parteciparvi e di registrarsi
oggi per il Raduno Internazionale Online del 1° Maggio.
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