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Le lezioni della capitolazione di Syriza

di Christoph Dreier
1
° maggio 2015

 

La Coalizione della Sinistra Radicale (Syriza) è stata eletta il 25 gennaio a governare la Grecia, promettendo di porre fine all'austerità. Tre mesi dopo, il partito è diventato per il capitale finanziario lo strumento chiave per continuare ad imporre tagli sociali sulla classe lavoratrice. Il significato di questa capitolazione va molto oltre le frontiere della Grecia.

Un giorno prima delle elezioni il World Socialist Web Site ha avvertito che Syriza non offriva nessuna alternativa all'austerità, ma piuttosto difendeva il regime del debito dell'Unione Europea (UE). Abbiamo scritto:

"Nonostante la sua facciata di sinistra, Syriza è un partito borghese che si fonda su strati benestanti della classe media. Le sue politiche sono determinate da burocrati sindacali, accademici, professionisti e funzionari parlamentari che cercano di difendere i loro privilegi preservando l'ordine sociale. ... Un governo Tsipras sarebbe disposto non soltanto ad intraprendere il lavoro sporco della UE e del FMI, ma anche ad agire violentemente contro la classe lavoratrice, che si oppone alla sua promessa di 'rafforzare l'eurozona' e di 'mantenere un bilancio equilibrato'.

Questo giudizio è stato pienamente confermato. Lunedì, il primo ministro e presidente di Syriza Alexis Tsipras ha chiarito inequivocabilmente che imporrebbe praticamente tutti i tagli richiesti dalla UE. Allo scopo di ottenere i fondi del salvataggio che ammontano a €7,2 miliardi ha ristrutturato la sua squadra di trattative e ha fatto concessioni ad ampio raggio.

Nel processo, ha continuato senza difficoltà le odiate politiche del precedente governo conservatore, sia in termini di contenuto che di personale. Il capo negoziatore nominato di recente, Giorgos Chouliarakis, in precedenza ha fatto parte della squadra di negoziazione sotto l'ex primo ministro Antonis Samaras e gode della fiducia delle istituzioni della UE.

Allo stesso tempo, Tsipras ha abbandonato le ultime restanti linee rosse che il suo governo aveva stabilito nei colloqui. Ha dichiarato la sua prontezza a tagliare le pensioni, ad aumentare l'IVA ed a rinviare ogni incremento al salario minimo. Su queste basi, Tsipras spera di concludere domenica un accordo temporaneo con la troika.

La proposta di Tsipras per un referendum sui tagli era rivolto a coprire le sue tracce ed a mantenere l'unità all'interno delle sue fila. In realtà, il governo di Syriza ha già preso una decisione a favore dei dettati di austerità della UE saccheggiando le finanze dei fondi pensione, dell'assicurazione sanitaria e delle imprese pubbliche allo scopo di pagare €2 miliardi al FMI.

Le riforme annunciate intensificheranno la crisi sociale in Grecia. Più del 25% dei greci sono già disoccupati. Di quelli che hanno un lavoro, il 40% sono pagati meno di €630 al mese. Spesso intere famiglie sono dipendenti da una misera pensione.

Il saccheggio continuo della società greca, cui è già stato prosciugato il sangue, è destinata a servire come esempio per tagli ad ampio raggio attraverso l'intero continente europeo. Il fatto che i preparativi per questo assalto sociale siano guidati da Syriza è un chiaro avvertimento ai lavoratori. Illustra la natura di classe reazionaria di questa organizzazione.

Dall'inizio Syriza è stata un fenomeno internazionale. Il partito è stato lodato dalle forze della piccola borghesia per il mondo e proclamata come un modello da imitare. Partiti come Podemos in Spagna o il Partito della Sinistra in Germania hanno celebrato la vittoria elettorale di Syriza, poiché i ora loro alleati erano al potere in Grecia.

Come Syriza, queste tendenze si basano su strati privilegiati della piccola borghesia, che sono strettamente legati all'apparato dello stato e delle istituzioni della UE e che considerano le richieste sociali della classe lavoratrice con estrema ostilità.

La loro pretesa che la UE possa essere riorganizzata per attuare delle politiche più accettabili socialmente e che la crisi capitalista possa essere risolta con delle riforme serve semplicemente a difendere l'organizzazione attuale ed a disarmare la classe lavoratrice. Di fronte a conflitti sociali estremi, queste forze vengono sempre più integrate nella politica ufficiale. I partiti fratelli di Syriza si stanno ardentemente mettendo in coda per seguire il suo esempio.

Un ruolo particolarmente spregevole viene giocato dalle varie organizzazioni della pseudo-sinistra allineate con Syriza. Mentre criticano l'una oppure l'altra decisione presa da Syriza con assistenza liberal o creazione di frasi verbose di "sinistra", difendono l'orientamento sostanziale sociale e politico del partito.

Mercoledì il leader dell'ala "sinistra" di Syriza, Panagiotis Lafazanis, ha pubblicato una dichiarazione che respingeva concessioni significative alla UE. "Syriza non firmerà ed appoggerà mai nuove misure a spese delle classi lavoratrici", ha dichiarato. Il governo di Syriza ha liberato la Grecia "dalle catene della servitù e della dipendenza".

Con tutto il patos nazionalista, il ministro delle riforme strutturali Lafazanis evita di attaccare concretamente gli annunci del primo ministro. Infatti, venerdì scorso in parlamento la sua fazione del partito ha votato all'unanimità per saccheggiare le finanze pubbliche, aumentando quindi la dipendenza della Grecia dalla troika.

Le frasi di sinistra ipocrite sono rivolte a smobilitare i lavoratori in una situazione in cui il governo si sta preparando a grandi conflitti. Syriza non ha lasciato nessun dubbio che è disposta ad adottare misure brutali se i lavoratori cercano di resistere ad attacchi sociali.

Due settimane fa, Tsipras ha ordinato lo sgombero dell'Università Tecnica di Atene dopo che poco più di una dozzina di attivisti avevano mantenuto un'occupazione. Successivo al massacro perpetrato dal regime dei colonnelli, in Grecia lo spiegamento della polizia in questa università è altamente simbolico.

Mercoledì Tsipras ha incontrato il dittatore egiziano Abdel Fattah Al-Sisi ed ha concordato di ampliare la cooperazione sulla sicurezza e la "lotta contro il terrorismo"eufemismi per interventi militari ed ulteriori attacchi ai diritti democratici.

I lavoratori devono prendere questo come un serio avvertimento. Nella loro lotta contro l'austerità, affrontano non soltanto l'elite finanziaria e le istituzioni della UE, ma anche i loro difensori della pseudo-sinistra.

L'unico modo per combattere questi gravi pericoli è attraverso la mobilitazione politica indipendente dell'intera classe lavoratrice europea contro le banche e le corporation. E' questa la lezione più importante dell'esperienza del governo di Syriza. Una simile lotta richiede una prospettiva socialista e la costruzione del Comitato Internazionale della Quarta Internazionale (ICFI) come partito rivoluzionario internazionale. Chiediamo a tutti i nostri lettori di parteciparvi e di registrarsi oggi per il Raduno Internazionale Online del 1° Maggio.