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"Ogni quanti anni agli oppressi viene permesso di decidere quali
particolari rappresentanti delle classi oppressive li rappresenteranno e
li reprimeranno in parlamento".
Karl Marx, “La guerra civile in Francia”
Le elezioni di medio termine negli USA hanno provocato agitazione
perché il Partito Democratico ha perduto il controllo del Senato e ha
perduto ulteriore terreno nella Camera dei Rappresentanti. La bassa
affluenza record, il 35% degli aventi diritto al voto, ha attirato molti
commenti. Vi è stato un torrente di analisi che cerca di spiegare la
sconfitta del
Partito Democratico.
Molti indicano il fallimento dei democratici e dell'amministrazione
Barack Obama
di proporre qualsiasi programma che si occupi dei reali problemi delle
masse
—
posti di lavoro, povertà, razzismo, la condizione degli immigrati, la
chiusure di cliniche per l'aborto ecc. Altri sostengono che Obama è
stato alla larga dalla pista della campagna e che i democratici sono
scappati da lui
—
specialmente nel sud razzista ma anche in molti altri stati. Altri
indicano la decisione
Citizens United
ed il denaro delle corporation che corrompe il processo politico
—
durante queste elezioni si è speso vicino ai $4 miliardi, principalmente
da parte delle grandi imprese e dei ricchi. Ed a migliaia è stato anche
impedito di votare dalle leggi di soppressione del voto.
Tutto questo e molto di più è certamente vero. E vi è molta
comprensibile demoralizzazione per la vittoria schiacciante dei
repubblicani. La tentazione è di venire attirati nel dibattito su cosa
sia andato male, cosa questo significhi per il 2016 e per il relativo
dibattito su come sistemare i problemi del Partito Democratico.
Ignorata la lotta delle masse
Nelle analisi degli esperti borghesi, omettono il fatto che decine
di migliaia di persone stanno lottando contro le uccisioni e le
vessazioni della polizia come pure contro l'incarcerazione di massa. La
campagna per fermare la soppressione del voto è assai diffusa. Milioni
di immigrati lottano dal 2006 per ottenere diritti e legalizzazione.
Per tutto il paese i lavoratori malpagati manifestano per un
salario minimo di $15 l'ora ed il diritto di avere un sindacato. In
settembre circa 400.000 persone hanno manifestato nella sola
New York City
contro il cambiamento climatico. Migliaia stanno dimostrando contro la
conduttura
Keystone
ed il
fracking
dei predatori delle compagnie petrolifere.
Sopra tutto, milioni sono disoccupati, sottoccupati o hanno
lasciato la forza lavoro, tuttavia durante la campagna non vi è stata
una parola su un vero programma per posti di lavoro per rimetterli a
lavorare ad un minimo vitale.
Nessuna di queste, o di molte altre lotte popolari e necessarie, è
stata riflessa dalle campagne nazionali dei partiti capitalisti. Questo
perché sono partiti capitalisti e queste questioni sono problemi dei
lavoratori!
Per la classe lavoratrice e per tutti gli oppressi, cercare di
capire come sistemare il Partito Democratico sarebbe un'inutile
diversione. Ciò che i lavoratori hanno bisogno di capire da queste
elezioni è che sono un altro drammatico esempio sul perché hanno bisogno
del loro partito politico. Hanno bisogno di un partito che lotti per i
loro bisogni quotidiani, con metodi della lotta militante. Hanno bisogno
di un partito che utilizzerà il processo elettorale, non per promuovere
illusioni elettorali, ma per esporre il capitalismo e la bancarotta del
sistema del profitto.
E hanno bisogno di un partito che lotterà per superare
completamente l'incubo capitalista.
Il problema non è cominciato in questo momento. Quasi 145 anni fa,
mentre
Karl Marx
analizzava la lotta dei lavoratori francesi durante la Comune di Parigi,
presentò le cose quanto meglio si possa fare riguardo alle elezioni
sotto il capitalismo: "Ogni quanti anni agli oppressi viene
permesso di decidere quali particolari rappresentanti delle classi
oppressive li rappresenteranno e li reprimeranno in parlamento".
I ricchi al comando del Partito Democratico
Marx
stava parlando di come le elezioni decidono di dirigerà il governo
capitalista. Date uno sguardo ai funzionari scelti da Obama per dirigere
il vertice del governo.
Chuck Hagel, capo del Pentagono. Alcune
fonti danno una stima prudente del valore dei suoi beni a $5 milioni.
Ma, in maniera più importante, è nel CdA della
Chevron,
della Deutsche Bank
e della Wolfensohn Co.,
fondata dal capo della Banca Mondiale. Quando nel 2009 ha lasciato il
Senato, è andato al CdA di
Corsair Capital,
che possiede titoli di istituzioni finanziarie in Argentina, brasile,
Bermuda, Germania, Corea, Polonia e Svezia.
Hagel è un banchiere/finanziere che ora dirige la macchina bellica
degli USA e sta prendendo decisioni per intensificare l'intervento degli
USA in Iraq, per lo spiegamento di altre forze per la NATO per
combattere il movimento di resistenza ucraino, per inviare $3 miliardi
annui ad Israele ecc.
(USA Today, 14 gennaio 2013)
Oppure prendete il Segretario del Tesoro
Jacob Lew. Lew
è un multimilionario.
Proviene dal dipartimento
Alternative Investment della Citibank e prima di quello dal dipartimento
Global Wealth Management della Citi.
Alternative Investment
è un nome di fantasia per i derivati finanziari ed il gioco
d'azzardo speculativo.
Global Wealth Management
maneggia il denaro degli individui più ricchi del mondo. I
milionari sono appena considerati. Lew è stato implicato nel contribuire
a causare il crollo finanziario del 2008.
Poi c'è il Segretario di Stato
John Kerry, valore $300 milioni in
amministrazioni fiduciarie che provengono dalla consorte
Teresa Heinz Kerry,
erede della fortuna del
ketchup
Heinz.
Kerry vive di un impero aziendale che
difende, assieme ad altri, come capo del Dipartimento di Stato. I
segretari di Difesa, Tesoro e Stato sono il nucleo del governo
capitalista.
E cosa della legislatura? Questo è il primo anno che il reddito dei
rappresentanti della Camera è stato di circa più di $1 milione ciascuno.
Alcuni dei congressisti importanti del Partito Democratico sono tra i 25
membri più ricchi per valore dei beni, a decorrere dal 2012. Per
esempio,
Mark Warner
della Virginia
a $257 milioni;
Richard Blumenthal
del Connecticut a $103 milioni;
Nancy Pelosi a $87 milioni;
Dianne Feinstein a $68 milioni;
Alan Grayson a $40 milioni e così via.
(Net Worth, 2012, a opensecrets.org, pubblicato dal Center for Responsiveness in Politics)
Come possono essere ascoltati gli interessi o le preoccupazioni dei
lavoratori, per non parlare dell'occuparsene, tra questa tana di ladri
corporativi e di squali di
Wall Street? Non c'è niente da meravigliarsi che austerità, tagli
e salvataggi per i ricchi prevalgano sull'eliminazione della povertà e
della disoccupazione.
Proprio i capitalisti ai quali i politici sono legati sono quelli
che stanno ridimensionando, licenziando, tagliando ore, guadagnando
denaro pagando meno salario, tagliando i benefici, eseguendo il fracking,
istituendo scuole charter e prigioni private, impegnandosi nel
saccheggio all'estero e nel saccheggio di città come Detroit ecc.
Il mito del Partito Democratico 'progressista'
La mitologia del Partito Democratico, che esiste sin da
Franklin Roosevelt, deve essere demolita.
Al suo posto deve arrivare la dedizione per l'indipendenza della
classe lavoratrice e lo smascheramento della democrazia capitalista come
una falsità, un modo per trattenere i lavoratori.
I fallimenti dell'amministrazione Obama rispetto ai lavoratori non
sono nuovi.
Roosevelt
e Lyndon Johnson sono stati costretti ad
approvare delle leggi progressiste soltanto perché
erano in moto milioni di persone. Il New Deal era
considerato "assicurazione tumulti" per salvare il capitalismo, che era
sotto attacco da scioperi a braccia incrociate, scioperi generali e
dimostrazioni di massa durante gli anni 1930.
Johnson
firmò la Civil Rights Act,
la Voting Rights Act
e la cosiddetta Great Society
perché milioni di afroamericani ed altri erano nelle
strade ad affrontare i poliziotti ed il
Ku Klux Klan durante gli anni 1950 e 1960.
Tuttavia, appena la lotta si spense, la leadership del Partito
Democratico si spogliò del suo travestimento di amico del popolo.
L'amministrazione
Jimmy Carter negli anni 1970 aprì l'attacco allo stato sociale.
Carter diceva "la vita non è giusta" quando rispondeva ad una domanda
sulla proibizione messa al finanziamento dell'aborto per le donne
povere. Cominciò il rafforzamento militare e progettò
l'attacco antisindacale alla
Professional Air Traffic Controllers Association,
che più tardi attuò
Ronald Reagan.
Bill Clinton
distrusse completamente il sistema del welfare.
Dichiarò che "l'era del grande
governo è finita" mentre milioni di donne povere, in modo
sproporzionato afroamericane e latine, furono gettate fuori dalle liste.
Introdusse le prime leggi "antiterrorismo", approvò la
Effective Death Penalty Act ed in effetti deregolamentò
Wall Street
distruggendo la
Glass-Steagall Act,
approvata dopo la Grande Depressione per tenere a freno le banche.
Così l'amministrazione Obama sta seguendo una lunga tradizione di
attacchi della
leadership del Partito Democratico
ai lavoratori ed agli oppressi. Ora è un partito capitalista della
grande impresa e lo è da più di 100 anni. Serve gli interessi dei
ricchi, dei banchieri e dei padroni.
Naturalmente, il Partito Repubblicano è più sfacciato nel
perseguimento degli interessi estremi dei ricchi. Non ha nulla da
nascondere perché la loro base è l'impresa. La
leadership del Partito Democratico è
assillata dal dover celare le sue manovra anticlasse lavoratrice,
razziste e reazionarie perché la sua base sono i sindacati, le
popolazioni di afroamericani e latini, le donne, la gente
lesbiche-gay-bi-trans, la classe media progressiste, gli studenti e così
via. E' per questo che i due partiti hanno richiami diversi, due diverse
immagini. Ma non vi è nulla di sostanziale sul quale differiscono quando
si tratta di servire gli interessi fondamentali del capitale.
Ferguson e la democrazia borghese
V.I. Lenin
espose bene le cose quando citò
Frederick Engels che affermava che "lo stato rappresentativo moderno è
uno strumento di sfruttamento del lavoro salariato da parte del
capitale". (Citato in "La rivoluzione proletaria
ed il rinnegato
Kautsky" di Lenin)
Lenin aggiunse: "Prendete le leggi fondamentali degli stati
moderni, prendete la loro amministrazione, prendete la libertà di
assemblea, la libertà di stampa o l''uguaglianza di tutti i cittadini di
fronte alla legge' e vedrete sempre prove dell'ipocrisia della
democrazia borghese con la quale ogni lavoratore onesto e con coscienza
di classe è familiare. Non vi è un singolo stato, per quanto democratico
che nella sua costituzione non abbia delle scappatoie o delle riserve
che garantiscono alla borghesia la possibilità di inviare truppe contro
i lavoratori, di proclamare la legge marziale e così via, in caso di una
'violazione dell'ordine pubblico' ed effettivamente in caso la classe
sfruttata 'violi' la sua posizione di schiavitù e tenti di comportarsi
in maniera non servile".
Si deve soltanto guardare a
Ferguson, Mo.,
con la militarizzazione della polizia e la violenza
contro i dimostranti che cercano giustizia o all'esclusione di milioni
di prigionieri ed ex prigionieri dalle liste elettorali,
per vedere la conferma dell'opinione di Lenin.
Sotto queste circostanze, i lavoratori e gli oppressi non hanno
nessun'altra alternativa che dichiarare la loro rottura con i partiti
capitalisti ed il capitalismo e lottare per un loro partito indipendente
— un partito che parli e lotti apertamente per i
lavoratori, contro la classe capitalista e per la rivoluzione
socialista.
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