WORKERS WORLD

 

 

Le lezioni delle elezioni del 2014: lottate per un partito dei lavoratori

By Fred Goldstein on November 13, 2014

 

"Ogni quanti anni agli oppressi viene permesso di decidere quali particolari rappresentanti delle classi oppressive li rappresenteranno e li reprimeranno in parlamento".

Karl Marx, “La guerra civile in Francia

Le elezioni di medio termine negli USA hanno provocato agitazione perché il Partito Democratico ha perduto il controllo del Senato e ha perduto ulteriore terreno nella Camera dei Rappresentanti. La bassa affluenza record, il 35% degli aventi diritto al voto, ha attirato molti commenti. Vi è stato un torrente di analisi che cerca di spiegare la sconfitta del Partito Democratico.

Molti indicano il fallimento dei democratici e dell'amministrazione Barack Obama di proporre qualsiasi programma che si occupi dei reali problemi delle masse posti di lavoro, povertà, razzismo, la condizione degli immigrati, la chiusure di cliniche per l'aborto ecc. Altri sostengono che Obama è stato alla larga dalla pista della campagna e che i democratici sono scappati da lui specialmente nel sud razzista ma anche in molti altri stati. Altri indicano la decisione Citizens United ed il denaro delle corporation che corrompe il processo politico durante queste elezioni si è speso vicino ai $4 miliardi, principalmente da parte delle grandi imprese e dei ricchi. Ed a migliaia è stato anche impedito di votare dalle leggi di soppressione del voto.

Tutto questo e molto di più è certamente vero. E vi è molta comprensibile demoralizzazione per la vittoria schiacciante dei repubblicani. La tentazione è di venire attirati nel dibattito su cosa sia andato male, cosa questo significhi per il 2016 e per il relativo dibattito su come sistemare i problemi del Partito Democratico.

Ignorata la lotta delle masse

Nelle analisi degli esperti borghesi, omettono il fatto che decine di migliaia di persone stanno lottando contro le uccisioni e le vessazioni della polizia come pure contro l'incarcerazione di massa. La campagna per fermare la soppressione del voto è assai diffusa. Milioni di immigrati lottano dal 2006 per ottenere diritti e legalizzazione.

Per tutto il paese i lavoratori malpagati manifestano per un salario minimo di $15 l'ora ed il diritto di avere un sindacato. In settembre circa 400.000 persone hanno manifestato nella sola New York City contro il cambiamento climatico. Migliaia stanno dimostrando contro la conduttura Keystone ed il fracking dei predatori delle compagnie petrolifere.

Sopra tutto, milioni sono disoccupati, sottoccupati o hanno lasciato la forza lavoro, tuttavia durante la campagna non vi è stata una parola su un vero programma per posti di lavoro per rimetterli a lavorare ad un minimo vitale.

Nessuna di queste, o di molte altre lotte popolari e necessarie, è stata riflessa dalle campagne nazionali dei partiti capitalisti. Questo perché sono partiti capitalisti e queste questioni sono problemi dei lavoratori!

Per la classe lavoratrice e per tutti gli oppressi, cercare di capire come sistemare il Partito Democratico sarebbe un'inutile diversione. Ciò che i lavoratori hanno bisogno di capire da queste elezioni è che sono un altro drammatico esempio sul perché hanno bisogno del loro partito politico. Hanno bisogno di un partito che lotti per i loro bisogni quotidiani, con metodi della lotta militante. Hanno bisogno di un partito che utilizzerà il processo elettorale, non per promuovere illusioni elettorali, ma per esporre il capitalismo e la bancarotta del sistema del profitto.

E hanno bisogno di un partito che lotterà per superare completamente l'incubo capitalista.

Il problema non è cominciato in questo momento. Quasi 145 anni fa, mentre Karl Marx analizzava la lotta dei lavoratori francesi durante la Comune di Parigi, presentò le cose quanto meglio si possa fare riguardo alle elezioni sotto il capitalismo: "Ogni quanti anni agli oppressi viene permesso di decidere quali particolari rappresentanti delle classi oppressive li rappresenteranno e li reprimeranno in parlamento".

I ricchi al comando del Partito Democratico

Marx stava parlando di come le elezioni decidono di dirigerà il governo capitalista. Date uno sguardo ai funzionari scelti da Obama per dirigere il vertice del governo.

Chuck Hagel, capo del Pentagono. Alcune fonti danno una stima prudente del valore dei suoi beni a $5 milioni. Ma, in maniera più importante, è nel CdA della Chevron, della Deutsche Bank e della Wolfensohn Co., fondata dal capo della Banca Mondiale. Quando nel 2009 ha lasciato il Senato, è andato al CdA di Corsair Capital, che possiede titoli di istituzioni finanziarie in Argentina, brasile, Bermuda, Germania, Corea, Polonia e Svezia.

Hagel è un banchiere/finanziere che ora dirige la macchina bellica degli USA e sta prendendo decisioni per intensificare l'intervento degli USA in Iraq, per lo spiegamento di altre forze per la NATO per combattere il movimento di resistenza ucraino, per inviare $3 miliardi annui ad Israele ecc. (USA Today, 14 gennaio 2013)

Oppure prendete il Segretario del Tesoro Jacob Lew. Lew è un multimilionario. Proviene dal dipartimento Alternative Investment della Citibank e prima di quello dal dipartimento Global Wealth Management della Citi. Alternative Investment è un nome di fantasia per i derivati finanziari ed il gioco d'azzardo speculativo. Global Wealth Management maneggia il denaro degli individui più ricchi del mondo. I milionari sono appena considerati. Lew è stato implicato nel contribuire a causare il crollo finanziario del 2008.

Poi c'è il Segretario di Stato John Kerry, valore $300 milioni in amministrazioni fiduciarie che provengono dalla consorte Teresa Heinz Kerry, erede della fortuna del ketchup Heinz. Kerry vive di un impero aziendale che difende, assieme ad altri, come capo del Dipartimento di Stato. I segretari di Difesa, Tesoro e Stato sono il nucleo del governo capitalista.

E cosa della legislatura? Questo è il primo anno che il reddito dei rappresentanti della Camera è stato di circa più di $1 milione ciascuno. Alcuni dei congressisti importanti del Partito Democratico sono tra i 25 membri più ricchi per valore dei beni, a decorrere dal 2012. Per esempio, Mark Warner della Virginia a $257 milioni; Richard Blumenthal del Connecticut a $103 milioni; Nancy Pelosi a $87 milioni; Dianne Feinstein a $68 milioni; Alan Grayson a $40 milioni e così via. (Net Worth, 2012, a opensecrets.org, pubblicato dal Center for Responsiveness in Politics)

Come possono essere ascoltati gli interessi o le preoccupazioni dei lavoratori, per non parlare dell'occuparsene, tra questa tana di ladri corporativi e di squali di Wall Street? Non c'è niente da meravigliarsi che austerità, tagli e salvataggi per i ricchi prevalgano sull'eliminazione della povertà e della disoccupazione.

Proprio i capitalisti ai quali i politici sono legati sono quelli che stanno ridimensionando, licenziando, tagliando ore, guadagnando denaro pagando meno salario, tagliando i benefici, eseguendo il fracking, istituendo scuole charter e prigioni private, impegnandosi nel saccheggio all'estero e nel saccheggio di città come Detroit ecc.

Il mito del Partito Democratico 'progressista'

La mitologia del Partito Democratico, che esiste sin da Franklin Roosevelt, deve essere demolita. Al suo posto deve arrivare la dedizione per l'indipendenza della classe lavoratrice e lo smascheramento della democrazia capitalista come una falsità, un modo per trattenere i lavoratori.

I fallimenti dell'amministrazione Obama rispetto ai lavoratori non sono nuovi. Roosevelt e Lyndon Johnson sono stati costretti ad approvare delle leggi progressiste soltanto perché  erano in moto milioni di persone. Il New Deal era considerato "assicurazione tumulti" per salvare il capitalismo, che era sotto attacco da scioperi a braccia incrociate, scioperi generali e dimostrazioni di massa durante gli anni 1930.

Johnson firmò la Civil Rights Act, la Voting Rights Act e la cosiddetta Great Society perché milioni di afroamericani ed altri erano nelle strade ad affrontare i poliziotti ed il Ku Klux Klan durante gli anni 1950 e 1960.

Tuttavia, appena la lotta si spense, la leadership del Partito Democratico si spogliò del suo travestimento di amico del popolo. L'amministrazione Jimmy Carter negli anni 1970 aprì l'attacco allo stato sociale. Carter diceva "la vita non è giusta" quando rispondeva ad una domanda sulla proibizione messa al finanziamento dell'aborto per le donne povere. Cominciò il rafforzamento militare e progettò l'attacco antisindacale alla Professional Air Traffic Controllers Association, che più tardi attuò Ronald Reagan.

Bill Clinton distrusse completamente il sistema del welfare. Dichiarò che "l'era del grande governo è finita" mentre milioni di donne povere, in modo sproporzionato afroamericane e latine, furono gettate fuori dalle liste. Introdusse le prime leggi "antiterrorismo", approvò la Effective Death Penalty Act ed in effetti deregolamentò Wall Street distruggendo la Glass-Steagall Act, approvata dopo la Grande Depressione per tenere a freno le banche.

Così l'amministrazione Obama sta seguendo una lunga tradizione di attacchi della leadership del Partito Democratico ai lavoratori ed agli oppressi. Ora è un partito capitalista della grande impresa e lo è da più di 100 anni. Serve gli interessi dei ricchi, dei banchieri e dei padroni.

Naturalmente, il Partito Repubblicano è più sfacciato nel perseguimento degli interessi estremi dei ricchi. Non ha nulla da nascondere perché la loro base è l'impresa. La leadership del Partito Democratico è assillata dal dover celare le sue manovra anticlasse lavoratrice, razziste e reazionarie perché la sua base sono i sindacati, le popolazioni di afroamericani e latini, le donne, la gente lesbiche-gay-bi-trans, la classe media progressiste, gli studenti e così via. E' per questo che i due partiti hanno richiami diversi, due diverse immagini. Ma non vi è nulla di sostanziale sul quale differiscono quando si tratta di servire gli interessi fondamentali del capitale.

Ferguson e la democrazia borghese

V.I. Lenin espose bene le cose quando citò Frederick Engels che affermava che "lo stato rappresentativo moderno è uno strumento di sfruttamento del lavoro salariato da parte del capitale". (Citato in "La rivoluzione proletaria ed il rinnegato Kautsky" di Lenin)

Lenin aggiunse: "Prendete le leggi fondamentali degli stati moderni, prendete la loro amministrazione, prendete la libertà di assemblea, la libertà di stampa o l''uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge' e vedrete sempre prove dell'ipocrisia della democrazia borghese con la quale ogni lavoratore onesto e con coscienza di classe è familiare. Non vi è un singolo stato, per quanto democratico che nella sua costituzione non abbia delle scappatoie o delle riserve che garantiscono alla borghesia la possibilità di inviare truppe contro i lavoratori, di proclamare la legge marziale e così via, in caso di una 'violazione dell'ordine pubblico' ed effettivamente in caso la classe sfruttata 'violi' la sua posizione di schiavitù e tenti di comportarsi in maniera non servile".

Si deve soltanto guardare a Ferguson, Mo., con la militarizzazione della polizia e la violenza contro i dimostranti che cercano giustizia o all'esclusione di milioni di prigionieri ed ex prigionieri dalle liste elettorali, per vedere la conferma dell'opinione di Lenin.

Sotto queste circostanze, i lavoratori e gli oppressi non hanno nessun'altra alternativa che dichiarare la loro rottura con i partiti capitalisti ed il capitalismo e lottare per un loro partito indipendente un partito che parli e lotti apertamente per i lavoratori, contro la classe capitalista e per la rivoluzione socialista.