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Le lezioni della Grecia: La pseudo-sinistra al potere

15 luglio 2015

 

Gli eventi in Grecia dall'arrivo al potere del governo guidato da Syriza alla fine di gennaio sono un'immensa esperienza strategica della classe lavoratrice a livello internazionale.

Le azioni della "Coalizione della Sinistra Radicale" si collocano tra i più grandi tradimenti della classe lavoratrice degli ultimi decenni. Portata al potere sull'onda dell'opposizione popolare ai dettati dell'Unione Europea, ora Syriza ha accettato ciò che equivale alla trasformazione della Grecia in una colonia dell'imperialismo tedesco ed europeo.

Questo tradimento è a maggior ragione sfacciato poiché è avvenuto entro pochi giorni dal massiccio ripudio popolare degli ultimatum della UE in un referendum che lo stesso governo ha indetto come parte di una cinica manovra politica.

Lunedì l'ex ministro delle finanze del primo ministro Alexis Tsipras, Yanis Varoufakis, ha dato una intervista alla Australian Broadcasting Corporation confermando che Syriza, mentre pubblicamente invitava gli elettori a respingere le richieste di austerità della UE, non si aspettava né desiderava un voto per il "no" nel referendum tenuto il 5 luglio. L'intenzione reale era di ottenere un voto per il "si" in modo che Syriza potesse incolpare della sua capitolazione il popolo greco.

Chiesto dall'intervistatore Phillip Adams se era vero che Tsipras non si attendeva un voto per il "no", Varoufakis ha risposto: "Nemmeno io mi aspettavo un voto per il 'no'". Ha aggiunto che con "una settimana intera di banche che erano chiuse con assi e di ATM che sfornavano un massimo di 60 euro a carta per persona al giorno. Avevo dato per scontato e credo così avesse il primo ministro che il nostro sostegno ed il voto per il 'no' svanissero esponenzialmente..."

Varoufakis ha affermato che la notte del referendum, dopo che più del 61% della popolazione aveva votato contro le richieste di austerità della UE, nell'ufficio del primo ministro vi era un "certo senso di rassegnazione", "un'aria di sconfitta".

L'intervista conferma l'analisi fatta al tempo dal World Socialist Web Site che la proclamazione del referendum era una "frode reazionaria, progettata per conferire un'apparenza di legittimazione democratica al saccheggio della Grecia da parte delle banche". Essa inoltre dimostra la fondatezza dall'opinionista del Daily Telegraph Ambrose Evans-Pritchard, che ha scritto che il piano di Tsipras era di "battersi bene, accettare una sconfitta onorevole [nel referendum] e consegnare le chiavi di Palazzo Maximos".

La classe lavoratrice greca ha subito una grave sconfitta politica. La reazione all'interno della Grecia ed a livello internazionale è di violenta emozione e di rabbia. Com'è che un governo che pretendeva di essere di sinistra, persino socialista, ora sostiene degli attacchi alla classe lavoratrice che vanno oltre qualunque cosa che sia passata prima? La capacità della classe lavoratrice di ricuperare da questa sconfitta e di evitare tradimenti simili per tutta Europa ed a livello internazionale, richiede la chiara comprensione delle forze politiche che ne sono responsabili.

Ciò significa prima di tutto la comprensione della natura di Syriza e dei suoi co-pensatori politici, che il WSWS ha definito come "pseudo-sinistra". Le azioni intraprese da Tsipras derivano inesorabilmente dalla base di classe di Syriza, un partito borghese che conta sugli strati più privilegiati della classe medioalta. Syriza non poteva resistere alle richieste delle banche europee perché fare questo richiederebbe la mobilitazione della classe lavoratrice contro la borghesia nazionale all'interno della stessa Grecia, che funziona come una quinta colonna dell'imperialismo europeo.

Mentre a volte i gruppi come Syriza impiegano fraseologia che suona come radicale o marxista, lo fanno soltanto per coprire politiche di destra e la difesa del sistema capitalista. In Grecia, la pseudo-sinistra è arrivata al potere e la sua natura è stata dimostrata conclusivamente.

In risposta, i promotori di Syriza sono disperati per giustificare quello che ha compiuto e per assicurarsi che ogni critica a Syriza non porti a rompere con la politica della piccola borghesia che ha prodotto il disastro. Come misura di autodifesa, stanno cercando di coprire il loro ruolo, indossando i loro salvagente, politicamente parlando, mentre si preparano a fuggire dalla nave che affonda.

Una delle strategie è di guardare intorno per una presunta "fazione di sinistra" all'interno di Syriza. Negli USA l'International Socialist Organization (ISO) sta promuovendo le opinioni della Sinistra Internazionalista dei Lavoratori (DEA), una forza di primo piano nella cosiddetta "Piattaforma di Sinistra" di Syriza. Per sei mesi, in seguito alla vittoria elettorale di Syriza ed all'assunzione del potere, la Piattaforma di Sinistra ha realizzato il compito di copertura delle menzogne e delle manovre di Tsipras. La sua vuota critica era rivolta a convincere la classe lavoratrice che Syriza poteva essere spinta a sinistra.

Le sue azioni nel corso delle due settimane passate esemplificano il suo ruolo privo di scrupoli e disonesto. Il 1° luglio, Piattaforma di Sinistra ha emesso una dichiarazione, pubblicata nel sito web dell'ISO, che dichiarava che "La decisione del governo di respingere l'ultimatum dei creditori, di rifiutarsi di firmare un nuovo Memorandum che impone iper-austerità e di chiedere l'espressione della volontà del popolo con un referendum il 5 luglio è una decisione che trasforma la politica greca".

Il referendum, proclamava la dichiarazione, "libera Syriza e le speranze popolari di cambiamento dal vicolo cieco di continui negoziati con i creditori". La proclamazione del referendum, continuava, "prova che noi, tra le voci più critiche all'interno di Syriza, abbiamo insistito nei mesi che sono trascorsi dalle elezioni: Syriza non può essere trasformata facilmente in un partito dell'austerità... Una vittoria il 6 luglio non farà ritornare la situazione a dove stavano le cose quando i negoziati sono franati con lo spregevole ultimatum dei creditori".

Quanto rapidamente sono state smascherate queste affermazioni!

Persino dopo che Syriza è tornata ai negoziati con la UE e chiarito che avrebbe accettato richieste ancora più pesanti di quelle respinte nel referendum, il leader della DEA Antonis Davenellos ha dichiarato (10 luglio) che la "dimensione inattesa" del voto per il "no" aveva "dato un importante incoraggiamento al governo ed alla leadership di Syriza”. Davenellos ha aggiunto che "è perfettamente comprensibile che il governo si senta obbligato a prendere parte a nuovi negoziati con i creditori", con il presunto scopo di raggiungere un "compromesso onorevole".

Syriza doveva essere difesa a tutti i costi. Davenellos ha insistito che "Il collegamento tra il potere del popolo espresso nel voto per il 'no' e la strategia e le tattiche della sinistra radicale richieste per affrontare le nuove condizioni dopo il referendum non può essere niente altro che il partito di Syriza".

Altro dello stesso si troverà in International Viewpoint, la pubblicazione di pseudo-sinistra degli antitrotskyisti che ruppero con la Quarta Internazionale più di mezzo secolo fa. Questa pubblicazione, che è affiliata con il gruppo Antarsya (Cooperazione della Sinistra Anticapitalista per l'Abbattimento) in Grecia, il 7 luglio ha scritto: "Le vittorie di Syriza, come le avanzate di Podemos nello stato spagnolo, mostrano la strada da intraprendere in tutti i paesi d'Europa..."

Persino dopo la spudorata capitolazione di Tsipras, il 13 luglio il membro di Antarsya Panagiotis Sotiris in un articolo pubblicato sulla rivista Jacobin ha denunciato quelli che criticavano Syriza. Mentre ha dichiarato che i diversi giorni precedenti segnavano la "fine della strada sia per Syriza che per Tsipras”, Sotiris ha attaccato la "patologia del settarismo e dei micro-intrighi della sinistra radicale".

Ha proposto di salvare quello che poteva del puzzolente letame di Syriza. "Abbiamo esattamente bisogno della convergenza di forze politiche e della dinamica di movimenti che potrebbe", ha scritto, "in una certa maniera, incorporare dialetticamente ed allo stesso tempo andare oltre l'eredità di Syriza come fronte ampio, l'esperienza dell'unità anticapitalista di Antarsya, l'esperienza di tutte le forme di organizzazione nel movimento".

Le azioni di Syriza hanno dimostrato ai lavoratori a livello internazionale che tutti questi gruppi e movimenti presumibilmente "anticapitalisti" sono delle trappole mortali per la classe lavoratrice, Se qualcuno di loro fosse stato nella posizione di Syriza,avrebbero agito precisamente nella stessa maniera in cui ha agito Tsipras.

Questi eventi hanno giustificato l'analisi politica del Comitato Internazionale della Quarta Internazionale. Sulla base di una valutazione di classe di Syriza, il WSWS, ben prima dell'elezione di Syriza in gennaio, l'ha esposta come un partito borghese che avrebbe tradito le aspirazioni dei lavoratori e dei giovani greci. Per tutta la sua intera storia, l'ICFI ha eseguito una critica spietata di tali forze politiche, insistendo che soltanto sulla base di questa critica si può formare un movimento politico indipendente della classe lavoratrice.

In Grecia non si è ancora sentita la parola finale. Vi saranno altre lotte in futuro. Nessuno può pretendere che una sconfitta sia stata inflitta sulla classe lavoratrice perché i lavoratori non volevano combattere. Quello che è mancato è stata la leadership politica.

Dopo questi eventi, è impossibile negare il significato critico di prospettiva, teoria e programma. Esortiamo i nostri lettori in Grecia ed a livello internazionale a studiare il programma dell'ICFI, ad esaminare interamente l'esperienza dei sei mesi passati e ad intraprendere il compito di costruire una leadership socialista rivoluzionaria della classe lavoratrice internazionale.

Joseph Kishore