DISSIDENT VOICE

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Stato e Rivoluzione di Lenin oggi

"La prefazione"

di Thomas Riggins / 14 gennaio 2014

 

Sono 97 anni da quando Lenin scrisse per la prima volta quello che da allora è diventato un "classico" del marxismo Stato e Rivoluzione: La dottrina marxista dello stato ed i compiti del proletariato nella rivoluzione, in futuro riferito come SR.  Propongo di discutere il significato di quest'opera per oggi (il principio del 21° secolo) e così non impiegherò molto tempo a discuterne la rilevanza nel mondo di 97 anni fa.

Quindi, i compiti della classe lavoratrice nelle rivoluzioni russe del 1905 e del 1917 saranno soltanto accennati ed invece mi concentrerò sulla teoria marxista dello stato. Lenin ed i bolscevichi ai loro giorni applicarono con successo questa teoria e furono in grado di rovesciare la classe dominante capitalista ed i suoi sostenitori in Russia e nelle zone circostanti e nel 1922 a fondare l'Unione Sovietica. Come dovremmo comprendere oggi questa teoria mentre lottiamo per portare avanti gli interessi dei lavoratori per il mondo nel loro tentativo di liberarsi dallo sfruttamento e dall'oppressione capitalista (compresi i lavoratori degli ex paesi socialisti)?

Inizierò con alcune osservazioni sulla "Prefazione" di Lenin alla prima edizione di SR. In primo luogo, la caratterizzazione dello stato di Lenin è tanto accurata oggi quanto lo era quando scrisse la sua prefazione: L'"oppressione dei lavoratori da parte dello stato che si fonde sempre più con le onnipotenti associazioni capitaliste, sta diventando mostruosa in modo crescente".

Ormai gli stati capitalisti hanno praticamente completato la fusione. Negli USA, l'attuale depressione economica, iniziata, tra le altre ragioni, da fraudolente pratiche di prestito e da altre attività illegali da parte delle banche e delle grandi società, ha visto lo stato salvare le grandi imprese capitaliste mentre ha lasciato i lavoratori, le vittime della depressione, a difendersi da soli. Recentemente lo stato ha tagliato i buoni alimentari ed i sussidi per l'assicurazione contro la disoccupazione per i lavoratori mentre ha dato sovvenzioni ai grandi interessi agricoli e dell'energia. Non vi è nessun dubbio di quali interessi serva lo stato.

Nei paesi europei lo stato sta imponendo regimi di estrema austerità sulla popolazione lavoratrice allo scopo di estrarre ricchezza da girare ai possessori di titoli di stato ed alle banche o costringendo ad accettare delle misure per riorganizzare le leggi sul lavoro ed i piani di pensionamento dei lavoratori a loro svantaggio perché le imprese possano licenziare la gente più facilmente e non avere le loro imposte aumentate per sostenere i programmi sociali.

Nel Terzo Mondo, da Bangladesh, Cambogia e Indonesia a Messico, Haiti e Africa, e punti in mezzo, vediamo lo stato alleato degli interessi commerciali e che utilizza la polizia ed i militari per stroncare gli scioperi e le interruzioni del lavoro a sostegno dei possessori del capitale.

Lenin inoltre ha messo in evidenza che quelli che pretendono di essere dei difensori della classe lavoratrice, specialmente i cosiddetti leader "socialisti", si sono schierati con la classe capitalista contro i lavoratori dei loro paesi, ma anche a livello internazionale. Per esempio, il governo socialista francese sostiene apertamente gli elementi più reazionari della classe dominante USA nella sua ricerca internazionale di dominare i paesi del Terzo Mondo. Questo è in linea con l'osservazione di Lenin che "la maggioranza delle cosiddette grandi potenze da lungo tempo sfruttano ed assoggettano un numero intero di piccole e deboli nazioni". Il mondo oggi è affatto diverso?

Uno dei modi più efficaci con cui la classe capitalista mantiene in soggezione e non preparati i lavoratori è il patriottismo (USA! USA!) e mettendo i lavoratori di un paese contro quelli di un altro ("Acquistate il made in America!"). L'idea che lo stato sia in qualche modo neutrale riguardo alla classe o che possa essere obbligato a difendere i lavoratori contro gli interessi finanziari ed industriali è vista da Lenin come un ostacolo nel mobilitare i lavoratori a lottare per i LORO interessi piuttosto che per gli interessi degli sfruttatori. Lenin utilizza il termine "opportunismo" per descrivere i leader della classe lavoratrice che operano per raggiungere conquiste limitate a breve termine a spese degli interessi a lungo termine della classe lavoratrice. L'opportunismo non è lo stesso del riformismo che provoca cambiamenti sostanziali a lungo termine sotto il capitalismo che rafforzeranno la consapevolezza della classe lavoratrice (come la lotta per i diritti civili e politici).

Le lotte per le riforme aumentano la coscienza di classe della classe lavoratrice, mentre l'opportunismo la diminuisce. E' per questo che Lenin pensa che comprendere la natura dello stato sia di importanza vitale. "La lotta per liberare i lavoratori dell'influenza della borghesia in generale e della borghesia imperialista in particolare è impossibile senza una lotta contro i pregiudizi opportunistici riguardo allo "stato".

Fino a questo punto penso che le idee espresse da Lenin nella sua prefazione siano ancora applicabili oggi. Tuttavia, vi sono tre questioni alle quali ora mi rivolgo che oggi hanno un merito discutibile. (1)  "La rivoluzione mondiale del proletariato sta chiaramente maturando". Questa era una posizione eccessivamente, anche se comprensibile, nel 1917. Ma gli eventi successivi hanno in realtà portato al deragliamento della "rivoluzione proletaria mondiale" che non mostra nessun segno di ritorno sul sentiero molto presto. Tuttavia, gli eventi in Nord America ed in Europa, a Cuba ed in Sud America, come pure in Africa ed in Medio Oriente sono indicativi di un generale malessere dell'ordine capitalista internazionale il cui risultato non è ora prevedibile. (2) Mentre vi sono molte lezioni che si possono apprendere dalla Rivoluzione Russa, Lenin era inesatto, penso, nel vederla come il primo anello di una catena di rivoluzioni che avrebbero rovesciato il capitalismo. In definitiva il capitalismo la rovesciò, speriamo per il momento. (3) L'enfasi nel rifiutare le idee di Karl Kautsky, mentre essenziale all'epoca della IGM, non è più tanto rilevante quanto lo era alla luce degli sviluppi della teoria marxista attribuibili a Gramsci, Trotsky, Mao ed altri.

Infine, Lenin termina la prefazione con le seguenti parole in relazione alla comprensione della natura dello stato e del suo rapporto alla lotta per il socialismo, che afferma "è il problema del giorno più urgente, il problema di spiegare alle masse cosa dovranno compiere ben presto per liberarsi dalla tirannia capitalista". Bene, è molto tempo dal "ben presto" di Lenin ma il problema è ancora urgente e la spiegazione deve ancora essere resa.

Prossimo — SR Primo CapitoloLa società di classe e lo Stato”.

Thomas Riggins è attualmente condirettore di Political Affairs online. Leggete altri articoli di Thomas.