
Tony Blair ha ordinato gli attentati di Londra
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Ex agente del MI6: I mezzi di informazione ignorano le prove basilari di una strage di stato |
Commento
di Michael James, Francoforte, Germania
10 luglio 2005
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Riposato dopo una intera notte di sonno al Gleneagles Hotel, Tony Blair diede nervosamente uno sguardo al suo orologio e si chiese se gli attentati al sistema dei trasporti di Londra avrebbero avuto luogo secondo l'orario stabilito. Il comandante della polizia di Londra, Sir Ian Blair, ed il capo del MI 5, Eliza Manningham-Buller, avevano promesso di tenerlo costantemente informato, e Jack Straw gli aveva notificato che gli israeliani erano stati calmati. Blair intravide la propria immagine allo specchio ed esaminò il suo profilo. Carole, il suo consigliere di immagine, gli aveva detto di ammorbidire la sua pronunciata mascella quando sedeva vicimo a Bush. "Carichi troppo la posa di Winston", le aveva detto apertamente. "Ammazzare gente andava bene ieri, oggi il trucco sono gli africani affamati e le foreste pluviali". Naturalmente, sulle stragi aveva torto. Il buon Miz Caplin non capirebbe mai i suoi riti del passaggio, almeno non nel senso fraterno del termine. Nonostante tutto ciò, qualcosa ancora lo infastidiva. I servizi segreti erano stati presi di sorpresa dalla sgradita intrusione del Mossad in materie che essi consideravano un affare rigorosamente britannico. Avere il titolo "Israele avvisò Blair due giorni prima degli attentati" annunciato a caratteri cubitali sulle prime pagine di una stampa altrimenti complice era qualcosa che doveva essere evitato a tutti i costi. Binyamin Netanyahu avrebbe proseguito con i preparativi della sua conferenza stampa ed avrebbe acconsentito ad essere "avvisato" da Scotland Yard poco prima della prima esplosione. Se il MI5 doveva trastullarsi con i suoi attacchi ai pendolari non avrebbe avuto altra scelta che affermare che Scotland Yard lo aveva avvisato prima del fatto e che il governo Blair doveva sperare che il popolo britannico non avesse notato l'ovvia irregolarità. A Londra, Netanyahu trascurò i protocolli di sicurezza e guardò cautamente fuori della sua finestra di hotel. Riflettendo sui suoi lunghi anni di esperienza nell'aiutare a finanziare ed organizzare attacchi terroristici sui cittadini israeliani per provocare nel mondo oltraggio contro gli abitanti legittimi del suo paese rubato, sapeva che sarebbero stati fatti degli errori e dei funzionari si sarebbero lasciati scappare qualche parola una volta che l'atmosfera si fosse surriscaldata. I resoconti stampa avrebbero dovuto essere modificati a breve scadenza ed il volume alzato finché tutto il mondo non avesse sentito altro che "al Qaeda, al Qaeda, al Qaeda". Aveva funzionato prima ed avrebbe funzionato ancora. I goyim, sia americani che inglesi, sarebbero stati ancora una volta portati a credere alla versione ufficiale dei fatti. Binyamin rise internamente al nome scelto da Eliza Manningham-Buller per il gruppo terrorista fittizio. L'assurdo "Gruppo segreto dell'organizzazione al Qaeda in Europa" gli suggeriva che la Manningham-Buller probabilmente aveva passato la sua infanzia leggendo niente altro che i libri di avventura "Famous Five" e "Secret Seven" di Enid Blyton. Si, era così. i Secret Seven il 7 di luglio. Molto appropriato. Molto cabala. Ad ogni modo, i britannici avevano insistito per un attentato vicino al locale che era stato pagato per tenere un importante seminario, se non altro per dare agli attentati, nelle parole di un ufficiale di collegamento del MI6, "un soffio reale di al Qaeda". L'attentato di Liverpool Street avrebbe persino sollevato l'albergo nel quale stava l'ex sindaco di New York Rudy Giuliani. Anche il primo ministro dell'Ontario Dalton McGuinty si trovava vicino all'epicentro. Il governo britannico ed i suoi pagatori massoni nella City di Londra erano sicuri di inviare un messaggio ad americani e canadesi: "Ora siamo di nuovo in controllo del gioco del terrorismo. Questa volta la corona britannica è dentro permanentemente". Ma l'orologio segnava i minuti ed ancora non una parola. "Hashem," ringhiò silenziosamente Netanyahu, "dipendere dagli ignoranti goyim e dalle loro ottuse maniere". Alle 8,40, "Mad Dog" Spencer entrò nel terzo vagone di un treno del metrò diretto alle stazioni di Aldgate e Liverpool. Sapeva che avrebbe avuto molto poco tempo per lasciare dietro il pacco in una malandata borsa di plastica e mettere una distanza sufficiente tra se stesso e le dieci libbre di esplosivo ad alto potenziale legate ad un timer. Il trucco con il latex, che gli aveva dato le sembianze di un poveraccio, stava cominciando a prudere. Tale inconveniente non avrebbe significato nulla per lui all'epoca nella quale lavorava a Kabul con il suo vecchio amico del MI6 Clive Newell. Era stato Newell a presentarlo al leggendario collaboratore della CIA Osama bin Laden, allora noto con il nome in codice americano di "Tim Osman". Quelli erano tempi: combattere i sovietici fianco a fianco dei gruppi terroristici islamici artificiali finanziati da Londra, cortesia della Bank of Credit and Commerce International. Spencer ricordava Clive adulare Osama come "il nostro baby" ed il suo inveire contro le ingiustificate incursioni della CIA nel diritto della corona britannica di utilizzare la banda principiante di al Qaeda come le pareva adatto. Dopo tutto, i britannici avevano costituito la occulta Fratellanza Musulmana in Egitto durante gli anni '20 con lo scopo esplicito di distruggere il nazionalismo arabo filoamericano come forza contraria al continuo dominio imperiale britannico e come un mezzo per infamare la religione in più veloce crescita al mondo. L'11 settembre 2001 l'America aveva pagato per la sua ostinazione, sebbene l'amministrazione Bush avesse deliberatamente lasciato i cancelli bene aperti per tutti coloro in arrivo, compresi il Mossad e l'ala mercenaria delle SAS britanniche. Bush ha avuto ciò che voleva. Adesso era il nostro turno. Se "J-boy" avesse avuto doti telepatiche, avrebbe senza dubbio condiviso i pensieri di Spencer, Erano vecchi amici ed erano passati attraverso le stesse esperienze. J-boy scorse i volti dei suoi concittadini pendolari nel treno sud della Piccadilly Line. Saranno tutti morti fra meno di tre minuti, pensò. Ancora, tutto è per il bene della regina e del paese, e Tony otterrà le sue lucenti carte d'identità nazionali. Un peccato che debba essere un "lavoro sporco", ma i suoi molti anni di esperienza nel collaborare con l'IRA ad eseguire atrocità terroriste in Irlanda del Nord e sul suolo britannico gli avevano dimostrato che soltanto l'approccio attivo per arrivare a certe soluzioni portava dei benefici politici. L'attentato del 1974 nel pub di Birmingham. Si, signore, siamo stati noi, ed andarono in prigione sei ragazzi innocenti. E non è finita lì. Per J-boy i bei tempi iniziarono sul serio lavorando per l'indipendente Gordon Kerr. Come agente della 14^ squadra DET dell'intelligence, J-boy aveva ucciso sia repubblicani che lealisti, cambiando parte così frequentemente come veniva richiesto sia dal MI5 che dalle SAS. L'uccisione del pensionato Francisco Notarantonio era stato il momento migliore per J-boy, perché, in contrasto agli attentati con un alto numero di vittime civili, questo richiese un livello di sotterfugio senza pari in ogni precedente assassinio del MI5 in Irlanda e Gran Bretagna. Alla fine Sir John Stevens la finì, nonostante i tentativi del MI5 di eliminare anche lui. Ma ancora il governo di Sua Maestà ne venne fuori impedendo alla stampa di rivelare ogni altro nome. Non che la stampa necessiti della censura oggigiorno, i ragazzi dei media ufficiali lo fanno da soli. E' una passeggiata. J-boy permise al pacchetto di scivolare abilmente tra i suoi piedi e lo spostò dolcemente nell'angolo della sala d'attesa di fronte alle doppie porte della carrozza. Quando il treno si spinse nella stazione, J-boy era andato. Scomparve tra la folla ed uscì velocemente prima che l'esplosione spegnesse le vite di ventuno "inutili consumatori" e lasciasse almeno cento sopravvissuti per il resto della loro vita senza parti vitali del corpo. Mentre J-boy svaniva nel sedile posteriore di una Astra Cabrio prima di essere portato in un rifugio del MI5, Tony Blair entrava nella lobby del Gleneagles Hotel con un sorriso sul viso. Sapeva che le prime tre bombe erano state fatte esplodere appena frazioni di secondo l'una dall'altra. Mentalmente, corse velocemente tra le righe che aveva preparato la notte precedente. Avrebbe detto qualcosa alla Churchill con una allusione alle incursioni del tempo di guerra ed all'inesauribile coraggio dei londinesi. Sarebbe stato un discorso coraggiosamente provocatorio. Nessuno avrebbe sospettato che gli attentati erano opera sua. Ancora, fino a quel momento sarebbe dovuto rimanere zitto ed aspettare che Jonathan Powell o Ian Gleeson lo informassero ufficialmente. Sapeva che Powell non era stato informato, ma lo sarebbe stato presto una volta che John Scarlett lo avesse avvertito della faccenda. Sir Ian Blair, il Comandante della polizia di Londra, cercò di sembrare sorpreso quando informato degli attentati. Come concordato in precedenti esercitazioni, la polizia dei trasporti aveva già fatto un rapporto alla stampa su un sovraccarico di tensione. La ratio di tale spiegazione sarebbe stata fondata sulla asserita necessità di minimizzare il panico e, come utile corollario, di massimizzare le vittime potenziali nei siti dove le bombe dovevano ancora essere detonate. Il MI5 aveva piuttosto deliberatamente disinformato Sir Ian sul numero delle esplosioni che avevano programmato, proprio per tenerlo pronto. Era la prima volta che un'operazione così enormemente complessa era nota a figure autorevoli dell'esecutivo britannico, di Scotland Yard e dei servizi segreti. Infatti, considerando il potenziale di divulgazione accidentale, era senza precedenti per portata ed audacia. Sir Ian era nervoso, ed a buon diritto. Aveva voluto sospendere tutti i servizi della rete dei cellulari, ma era stato interrotto sia da Eliza Manningham-Buller che da Tony Blair, che disse che "ai pendolari dovrebbe essere data la possibilità di registrare il completo orrore degli attentati". Nondimeno, Sir Ian sapeva che i giornalisti sarebbero stati curiosi sul perché venne permesso ai servizi di continuare, dato il fatto ampiamente noto che le esplosioni di Madrid erano state attivate da telefoni cellulari. Sarebbe stato un compito difficile. Naturalmente, non poteva dire che sapeva ben in anticipo che gli esplosivi erano stati fatti detonare da timer. Avrebbe soltanto dovuto SPERARE CHE I GIORNALISTI AVESSERO IGNORATO QUESTA PROVA SCHIACCIANTE ed avessero capitolato per il mantra sul quale i loro direttori avrebbero insistito ripetendo: "al Qaeda, al Qaeda, al Qaeda". Sir Ian fece un profondo respiro e nel suo cuore ringraziò tranquillamente Moloch per aver fatto del vero giornalismo investigativo una cosa del passato. Eliza Manningham-Buller scoprì di avere fatto un salto di qualità, Questa era la prima volta che le era stato permesso di partecipare all'uccisione di un grande numero di persone innocenti. Era un grande giorno per l'Inghilterra. Ciò significava che lei e John Scarlett avrebbero ripreso il pieno controllo di al Qaeda e di tutti gli altri gruppi terroristici di facciata che avevano disertato per la CIA in seguito agli attacchi missilistici simbolici e disciplinari di Clinton ai talebani. Eliza aveva anche fatto le pulizie di casa. Non vi era più nessun David Shayler intorno a spifferare su pagamenti ad Osama. Più nessun tentativo di esporre la sua protezione per terroristi addestrati e finanziati dai britannici come Abu Qatada, un gentiluomo filobritannico ed antiamericano con modi impeccabili ed amore per la regina. Il Dipartimento K aveva già confermato che sia Spencer che J-boy erano al sicuro ed a rapporto. Con il successo anche dell'esplosione a Edgware Road, Simpson non doveva essere molto lontano. Rimaneva solamente 'Green Eagle', Lawton e Pettigrew. Adesso Blair sarebbe stato completamente informato e lei avrebbe preso da sola la chiamata della conferenza. C'era ancora la faccenda del sito web della fasulla al Qaeda. Il DNS ancora INDICAVA UN INTERNET SERVICE PROVIDER IN MARYLAND, AMERICA. L'interno israeliano aveva fatto, secondo un ufficiale di servizio che parla farsi ed arabo classico fluenti, un lavoro mediocre della grammatica ed aveva persino citato erroneamente i versi selezionati dal Corano. Il traduttore della MSNBC TV Jacob Keryakes stava già dicendo che al Qaeda non avrebbe mai pubblicato una dichiarazione su un sito web secolare e che la rivendicazione di responsabilità conteneva errori rivelatori. L'intera cosa è falsa, si scherniva. "Non è qualcosa che al Qaeda farebbe", ha detto. Eliza, essendo una perfezionista e la prima a ridere delle ovvie produzioni domestiche video ed audio della CIA sulla false PR di al Qaeda, non era del tutto contenta del lavoro scadente. Comunque, la stampa sarebbe stata intimidita, i blogger in rete accantonati come svitati teorici della cospirazione ed il sito web chiuso non appena fosse servito al suo scopo. Poteva solamente sperare che la squadra specializzata incaricata di impiantare "indizi" e manomettere le prove "giudiziarie" nelle stazioni della metropolitana avesse fatto un lavoro molto migliore per incastrare degli estremisti islamici fittizi. Ma, cari, nessun minivan pieno di Corani o passaporti arabi miracolosamente intatti da essere trovati vicino all'epicentro delle esplosioni. Manningham-Buller ridacchiò nella sua tazza di caffé della grossolana stoltezza dell'amministrazione Bush. Il terrorismo britannico aveva sempre avuto un tocco di classe. Nel frattempo, a Tel Aviv era scoppiato l'inferno. Il Ministro degli Esteri Silvan Shalom sbraitava al telefono con l'ambasciatore israeliano Zvi Heifetz, furibondo non perché i britannici, dopo i suoi allarmi su un attacco alla metropolitana, non avessero agito ma che invece avessero mancato di comunicare che si trattava di una strage di stato. Come osavano mettere in pericolo la vita di Netanyahu? Ora affermavano che il ministro delle finanze era stato avvisato prima degli attentati e stavano preparando un esercizio di limitazione danni che puntava al Mossad nel caso che le cose fossero andate storte. Shalom aveva di fronte il rapporto della Associated Press che sarebbe subito stato redatto: (Gerusalemme-AP) 7 luglio 2005 - "Qualche minuto prima delle esplosioni di giovedì la polizia britannica disse all'ambasciata israeliana a Londra che aveva ricevuto avvisi di possibili attacchi terroristici nella città, ha raccontato un alto funzionario israeliano. Il Ministro delle Finanze israeliano Benjamin Netanyahu aveva in programma di assistere ad una conferenza economica in un albergo sopra la fermata della metropolitana dove si è verificata una delle esplosioni e l'allarme invece lo ha indotto a rimanere nella sua stanza d'albergo, ha detto un funzionario governativo. ...Appena prima delle esplosioni, Scotland Yard chiamò il funzionario della sicurezza dell'ambasciata israeliana per dirgli che avevano ricevuto avvertimenti su possibili attentati, ha detto il funzionario. Non ha detto se la polizia britannica ha fatto qualche collegamento alla conferenza economica. "Il funzionario ha parlato a condizione dell'anonimato a causa della natura del suo incarico". Shalom era consapevole della ricaduta politica che ciò avrebbe provocato. I britannici cercavano di rivoltare le cose nella loro direzione ed il suo opposto, John Scarlett, rifiutava di prendere le sue chiamate. Tutto ciò nonostante i ripetuti avvertimenti da parte degli israeliani sin dal 4 luglio. Si, abbiamo detto loro che sarebbe accaduto, e TONY BLAIR RIPOSO' SULL'INFORMAZIONE E NON FECE NULLA. Shalom sapeva che alla fine la AP redatto il rapporto di notizie (e lo fece: nomorefakenews.com), così fu compiaciuto di leggere quello che aveva messo fuori Stratfor: "Contrariamente alle originali affermazioni che Israele venne avvertito "minuti prima" del primo attentato, voci non confermate nei circoli dell'intelligence indicano che a quanto pare il governo israeliano ha dato altri allarmi riguardo a possibili attentati che si sono rivelati operazioni abortite. Il governo britannico non voleva scompigliare il summit del G-8 a Gleneagles, Scozia, o richiamare le visite di dignitari stranieri a Londra, nella speranza che questo fosse un altro falso allarme. "Il governo britannico riposò su questa informazione per giorni e mancò di rispondere. Sebbene il governo israeliano pubblicamente continui a recitare, potrebbe non rimanere tranquillo a lungo. Questo di sicuro per usare pressioni su Blair molto presto per il suo insuccesso nell'evitare questo grande attacco terroristico". Heifetz terminò la sua conversazione con Shalom e adocchiò il suo mobiletto dei liquori. Se la stampa insiste su questo, pensava ansiosamente, Blair verrà smascherato come l'assassino della sua gente. Si possono uccidere israeliani e passarla liscia. Si possono uccidere americani e loro vi faranno presidente per la seconda volta. Ma i britannici sono più accorti. Appenderanno Blair al più alto lampione di Londra. Ad Heifetz era anche stato detto che Sir Ian Blair si era rifiutato di disattivare la rete dei telefoni cellulari. Questa è una aperta ammissione che Blair sapeva bene in anticipo che le esplosioni non erano state attivate da cellulari. Heifetz fischiò alla sfrontatezza di tutto ciò, e pensava se soltanto un giornalista curioso avesse spinto la faccenda fino alla sua logica conclusione. Naturalmente non uno delle puttane dei media della stampa di Murdoch. O persino del quotidiano socialista fabiano Guardian. La BBC naturalmente avrebbe riferito la versione dei fatti approvata dal governo e tutte le domande imbarazzanti sarebbero state soffocate dal generale grido per la vendetta e per accresciuti poteri dello stato di polizia. Mentre i rapporti sull'esplosione dell'autobus colpivano l'etere, il volto di Tony Blair animava la trasmissione dal vivo. Fiancheggiato da Chirac e Bush, Blair entrò in modalità Churchill ed iniziò il rivolgimento dei fatti. Cercando di apparire scosso e turbato, ma internamente pieno di gioia, Blair fece uscire il repertorio che aveva preparato la notte precedente. Sarebbe ritornato a Londra per incontrare i capi della polizia e dei servizi segreti ed avrebbe presieduto ad una operazione di controllo della stampa e della propaganda nota come COBRA. "Uno sforzo coordinato sta lentamente portando ordine dal caos", disse Sir Ian Blair a Sky News in una rivelatoria traduzione diretta del motto satanico massone "Ordo Ab Chao".
Il popolo
britannico era stato ancora ingannato. Un'altra guerra è nelle
carte. Sabato 10 luglio, un giornalista freelance britannico con molta esperienza nell'annusare attività illegali del MI6 in Germania, fece una passeggiata lungo la Muenchner Strasse a Francoforte e ricordò la calda sera dell'estate del 1997 quando un agente del MI6 cercò di ucciderlo sparandogli: un incidente del quale furono testimoni diversi passanti ed un caso ancora aperto per l'ispettore Werner Dietz alla centrale di polizia di Francoforte. L'attacco rafforzò solamente la determinazione di Michael James di ritornare un politico popolare dall'esilio forzato dalla sua patria in Kenya e di continuare in terra africana la sua indagine sull'assassinio da parte del MI6 di Robert Ouko, ministro degli esteri antibritannico del Kenya. Lo stesso giornalista stava rimuginando sulla chiamata di un ex agente del MI6 che nel 1997 lo aveva avvertito che la sua vita era in pericolo. Persino se sapeva già che Tony Blair era stato informato degli imminenti attentati a Londra, ciò che gli era stato raccontato in termini del coinvolgimento diretto di Blair sembrava quasi troppo fantastico. Che Tony Blair godesse nell'ammazzare bambini arabi era un fatto provato. Ma cittadini britannici su suolo britannico? "Allora raccontala come una breve storia con il contorno dei fatti che ho riferito, amico mio", implorò il suo confidente. "I fatti parleranno da soli". E questi sono i fatti: Tony Blair ha sostenuto un ruolo esecutivo diretto negli attentati terroristici false flag di Londra, uccidendo più di 60 civili innocenti e mutilandone centinaia, forse migliaia e più. Ha operato in stretta collaborazione con omonimo e compare occultista Sir Ian Blair e con il capo del MI5 Eliza Manningham-Buller. Anche Jack Straw, il Segretario degli Esteri, è stato tenuto al corrente dei fatti che hanno portato alle atrocità. La prima rivelazione che sicuramente farà appendere Tony Blair è arrivata sotto forma di rapporti della Associated Press e degli specialisti di intelligence della Stratfor che gli israeliani avvertivano sistematicamente il governo britannico sin dal 4 luglio e che Blair scelse di ignorare sia Shalom che Heifetz. I rapporti della AP, che sono stati rapidamente ritirati dalla vista dell'opinione pubblica, sono stati salvati dalla cache di Google e sono in mostra, tra molti altri siti web, a nomorefakenews.com. La seconda è rappresentata da una grande gaffe nella pianificazione e reazione, cioè la decisione di Sir Ian Blair di non chiudere le reti dei telefoni cellulari. La decisione era fondata interamente sulla sua conoscenza che gli esplosivi non erano stati detonati con cellulari, come nel caso con fatti egualmente che colpì Madrid il 3 marzo 2004 ed il suo deferire al desiderio di Toni Blair di immagini drammatiche della carneficina. Una terza rivelazione risiede nel fatto che l'MI5 ha fatto diversi errori vistosi e molto significativi nella sua presentazione del sito web di "al Qaeda", permettendo persino ad semplice trace del DNS ad un server negli Stati Uniti. Un'altra anomalia potrebbe emergere dal fatto che pare che gli esecutori siano in qualche modo fuggiti mentre filmati dalla vasta rete di telecamere di sorveglianza di Londra, un fatto degno di nota se si considera che il londinese medio viene ripreso dalle telecamere trecento volte al giorno e certamente è una ulteriore prova che queste operazioni sono state eseguite da agenti esperti. Senza dubbio, nei prossimi giorni verranno rastrellati diversi arabi ed interrogati dalla polizia finché le accuse potranno sembrare credibili. Quando Tony Blair raccontò alla stampa che gli attentati portavano i segni caratteristici di al Qaeda ruppe con la tradizione ed in realtà disse la verità. Il colpevole designato, la rete al Qaeda, è il figlio bastardo dei servizi segreti britannici e della scuola terrorista massonica, la occultista Fratellanza Musulmana. Il MI5, il MI6 ed al Qaeda sono in effetti indistinguibili. Si, Mr Blair, gli attentati portavano i segni caratteristici del MI5, e tu lo sai, precisamente perché sei stato tu che hai autorizzato gli attacchi. Non è la prima volta che il MI5 è stato attivo nel perpetrare atti di terrorismo contro il popolo britannico. Recenti rivelazioni hanno dimostrato che la maggior parte degli attentati eseguiti dall'IRA durante la sua lunga campagna contro l'illegale occupazione britannica dell'Irlanda del Nord, di fatto erano provocati, istigati ed eseguiti da agenti del MI5 sotto copertura che fingevano di essere dei patrioti irlandesi. Questo modello di sotterfugio ed inganno nel creare terrore per manipolare le percezioni dell'opinione pubblica è stata per cinquanta anni una specialità dei governi americano e britannico. I ricercatori diligenti ed i veri giornalisti che non si fanno raggirare dalla propaganda governativa e dai media ufficiali sanno già che la CIA, il MI5 ed il MI6 hanno finanziato al Qaeda nei suoi giorni di splendore come il principale organizzatore contro l'occupazione sovietica dell'Afghanistan. Sanno pure che Osama bin Laden era, e probabilmente lo è ancora, nel libro paga della CIA, operando con il nome di "Tim Osman". La relazione d'affari tra la mercuriale e sinistra famiglia Bush ed i bin Laden è ben nota. Tutti questi fatti ora possono essere verificati su documentazione pubblica grazie agli sforzi di giornalisti indipendenti e sostenitori della verità. Meno ben conosciuto è l'integrale ruolo giocato dai servizi di intelligence britannici (sia il MI5 che il MI6) nel creare, manovrare e finanziare la rete terroristica ed anche nel proteggere agenti chiave dal pubblico smascheramento e dall'arresto. Blair ha ottenuto i risultati che voleva: il crollo di ogni resistenza all'imminente introduzione delle Carte di identità nazionali, infiammare la collera del pubblico contro l'Islam in preparazione di un attacco all'Iran e alla Siria, una distrazione dalla continua illegalità della guerra in Iraq e da temi che minacciano di sopraffare la sua amministrazione, come il memorandum di Downing Street, che prova la frode ed il tradimento ai più alti livelli dello stato. Tony Blair ha un'altra aspirazione che resta incompiuta. Ha dichiarato che desidera diventare il primo presidente di un superstato europeo, un progetto fatto recentemente deragliare dal formidabile rifiuto francese ed olandese alla proposta costituzione europea. Desidera anche, nella sua carica di nuovo Principe d'Europa, rimodellare l'entità europea come una base avanzata di USA, UK e Israele per l'espansione imperiale in Medio Oriente ed Asia centrale; desidera anche timbrare questa iniziativa con l'imprimatur della corona britannica, costringendo gli Stati Uniti a recitare il ruolo di minore in un nuovo ordine mondiale plasmato dai banchieri internazionali della City di Londra. Gli attacchi a Londra ed i prossimi in Francia e Germania sono perciò anche destinati a risuscitare il fiasco del progetto europeo come la risposta alle richieste di maggiore sicurezza e sorveglianza ed all'incessante negazione alle libertà civili, richieste che ora saranno sentite ed amplificate attraverso l'unione europea da impauriti ed ingenui cittadini. Sono stato il primo, molto prima di Harold Pinter, a chiedere pubblicamente l'arresto legale e l'esecuzione di Tony Blair per strage ed alto tradimento e vorrei rinnovare questo appello qui e ora. Con un cenno contorto in direzione del Consolato britannico a Francoforte, che ha già tentato di inchiodarmi per sano giornalismo, nella qualità di uno che possiede un diploma in Legge britannica, Costituzione e Governo, sottolineare che tali misure non solo sono legittime, ma sono in realtà obbligatorie in base codice relativo agli statuti sull'arresto dei cittadini. Tony Blair è un pericoloso psicopatico che deve essere fermato prima che possa ammazzare e mutilare nuovamente. Secondo lo psicologo Dr Paul Broks, le sue ripetute menzogne e la sua libidine per il sangue di persone innocenti evidenziano "un plausibile psicopatico, affascinante, intelligente, emozionalmente manipolante, spietatamente ambizioso ed egoista". Quanto a lungo permetteremo a Blair di rimanere in libertà? Quanti altri morti e falsi attacchi terroristici ci vorranno prima che gli uomini e le donne di coraggio invochino la legge ed arrestino questo mostro?
Per
parafrasare un altro
serial killer, George W. Bush, se non possiamo portare Tony Blair
davanti alla giustizia, dobbiamo portare la giustizia davanti a Tony
Blair. Michael James è un giornalista freelance e traduttore britannico, residente da quasi 13 anni in Germania. Il permesso di ripubblicare la sua opera su qualsiasi media è liberamente garantito. |
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