Dite addio
alla vostra 'democrazia'

(Ma l'avete mai avuta?)

di William Bowles • Venerdì, 21 ottobre 2005

 

Vi sono ... dei limiti potenzialmente desiderabili all'estensione indefinita della democrazia politica ... Un governo che difetta di autorità ... avrà poca capacità, eccetto nel caso di crisi catastrofiche, di imporre al suo popolo i sacrifici che potrebbero essere necessari.  -  Rapporto 1975 della Commissione Trilaterale 'Governabilità delle democrazie'

Quanto assai diffuso sia il mito dei nostri 'diritti inalienabili' è illustrato dalla seguente citazione da un articolo dell'Independent che, persino mentre avverte della "deriva...verso uno stato di polizia", ci racconta che

...  il governo sta insidiando le libertà che i cittadini danno per scontate da secoli e che la Gran Bretagna rischia di essere trascinata verso uno stato di polizia. - Judges liken terror laws to Nazi Germany’ di Marie Woolf, Raymond Whitaker e Severin Carrell, The Independent, 16 ottobre 2005 [mia enfasi WB]

Contrariamente al mito popolare, il processo democratico, il suffragio universale, l'habeas corpus, i 'diritti inalienabili' e via di seguito dei quali i sapienti parlano a getto continuo, lungi dall'essere un 'diritto inalienabile' risalente alla Magna Carta circa ottocento anni fa, la nostra estremamente limitata democrazia ha appena cento anni ed è qualcosa che non è per niente 'data per scontata', come hanno rivelato i fatti in Irlanda del Nord e la quantità di leggi, come l'infame 'D' notice, che non è altro che l''accordo' tra proprietari e dirigenti dei media di non stampare o trasmettere storie che potrebbero essere imbarazzanti per lo stato, sotto la maschera della 'sicurezza dello stato'.

Con letteralmente centinaia di leggi che allo stato piace chiamare collettivamente la nostra 'costituzione non scritta' e senza ricorso ad una chiaramente definita serie di regole che stabilisca dei limiti su quali poteri lo stato detenga sui cittadini, fino a che il Regno Unito, con riluttanza e con tutti i tipi di clausole, firmò la Legge sui Diritti umani dell'Unione Europea, lo stato poteva fare tranquillamente qualsiasi cosa volesse. Ed ora, sotto la maschera di combattere la 'guerra al terrore', vuole decidere di non partecipare a sezioni chiave di quella legge.

Infatti, il Regno Unito è probabilmente la più regolamentata, controllata e sorvegliata di tutte le cosiddette democrazie. Con 6 milioni stimati di videocamere installate in tutto il paese sulle quali non vi è nessuna supervisione, davvero nessun controllo comunque su quello che accade ai filmati, chi li vede o chi finisce per possederli, il controllo dello stato sui cittadini è quasi completo.

E se qualcuno ha qualche dubbio sul pericoloso stato della nostra 'democrazia', il voto del 18/10/05 sulle carte ID ha avuto solamente 20 deputati del Labour a votare contro, e la maggior parte di essi sulla base del costo del progetto. Il pubblico dibattito sull'argomento è praticamente inesistente. Il governo ha massicciamente ingannato il pubblico sulla vera natura della carta ID, nascondendone completamente la vera ragione, vale a dire la creazione di un database nazionale dei cittadini, un'accusa che, naturalmente, esso nega strenuamente. L'enorme costo di creare un database nazionale di 60 milioni di persone, un database che conterrà informazioni di ogni tipo, non semplicemente del tipo che si presume fermerà 'il furto di identità' o che si dice identificherà i 'terroristi', le 'frodi assistenziali' e quelli che partecipano al 'crimine organizzato', per aggiungere l'insulto al danno, saranno costretti a pagarlo i cittadini.

Dunque, cosa sta accadendo? Nessuno potrebbe negare che in realtà lo stato sta intraprendendo attacchi basilari ai limitati diritti civili che abbiamo conquistato nel secolo passato o circa di lotta, ma, innanzitutto, perché elementi della professione legale e dei media si accorgono solamente ora del fatto? Potrebbe essere che, finché erano soltanto 'estremisti' ed altri 'compagni di viaggio' ad essere il presunto oggetto degli attacchi, la nostra 'intellighenzia liberal' non era poi tanto preoccupata, ma, adesso che essi vedono minacciate le loro posizioni di privilegio, hanno finalmente parlato chiaro?

Quello che è qui svelato è qualcosa molto più fondamentale e molto più insidioso, perché le stesse persone che ora parlano di una "deriva verso uno stato di polizia" vedono da almeno otto anni la scritta sul muro ma non hanno detto niente ed in realtà erano piuttosto contenti di accettare la 'deriva' finché non li riguardava.

Inoltre, ciò rivela l'incestuosa relazione tra la nostra cosiddetta intellighenzia e lo stato, perché altrimenti essi continuano a spacciare la linea secondo la quale quello che sta accadendo è un qualche tipo di violazione di questi mitici 'diritti' che si è supposto abbiamo avuto per secoli?

La sgradevole verità è che la democrazia, persino la forma limitata che abbiamo attualmente esiste solamente finché è conveniente mantenerla. Ed è una 'democrazia' che è estremamente strettamente definita, cioè un sistema a due partiti che esiste all'interno di una struttura definita da una burocrazia statale ereditata e trincerata che, ci viene detto, è neutrale ed indipendente dal processo politico.

Ma l'‘establishment’, come viene chiamato, è un'istituzione riconosciuta composta di persone che controllano gli organi dello stato; il sistema giudiziario, l'amministrazione civile, la polizia ed i servizi di sicurezza, l'istruzione, le forze armate e, attraverso i loro collegamenti, i media e le grandi imprese. Questa è gente che è collegata tramite le scuole e le università che ha frequentato, i club ai quali appartiene e tramite relazioni familiari e d'affari.

Comunque, raramente persino ci si riferisce all'‘establishment’ come centrale al mantenimento del potere dello Stato. Ci viene presentato come un'amorfo ed ereditata serie di relazioni che sono intrinsecamente 'inglesi'. L'illusione è completa e rinforzata dalle presunzioni fatte su questa 'inevitabile' natura, di qui la dichiarazione "le libertà che i cittadini hanno date per scontate da secoli" deriva logicamente da simili presunzioni.

Il ruolo dell'intellighenzia è perciò mantenere l'illusione di una società governata dal popolo che ha una qualche sorta di 'diritto naturale' a governare, capite benevolmente, suggerire altrimenti sarebbe 'non inglese' e va sotto il nome di una 'meritocrazia', coloro che governano attraverso la sola competenza, almeno questo è quello che ci viene raccontato. L'establishment è così potente che assorbe facilmente persino quelli che 'si elevano dai ranghi' e finiscono per appartenere ad esso, simili a quelli che guidano l'attuale governo 'laburista', incurante che provengano da un passato nella classe lavoratrice.

Perché questo è importante per l'attuale violento attacco ai nostri 'diritti inalienabili' diviene evidente quando tracciamo la traiettoria dei nostri governi, specialmente dalla fine della II G.M. e quella del Partito Laburista, il cui ruolo storico è stato di gestire il capitalismo quando il partito tradizionale del capitale e dell'establishment, il Partito Conservatore, alla fine diventò una forza ridondante.

Non vi potrebbe essere un esempio più chiaro della natura obsoleta del Partito Conservatore dell'attuale 'concorso' per trovare un Tory Blair. Quindi, a parte gli inutili liberal-democratici, ora abbiamo di fatto un sistema monopartitico. Così è imperativo costituire una struttura 'legale' per custodire gelosamente il sistema monopartitico, in altre parole, lo stato corporativo e della sicurezza così caro a Mussolini, uno stato che se è governo necessita di un ordinamento assolutista di leggi con le quali proteggere se stesso e controllare e reprimere ogni opposizione.

Il ruolo della 'guerra al terrore' è perciò di giustificare uno stato che ha perduto ogni legittimazione e deve per forza governare con la forza, dichiaratamente senza ricorso ad un equivalente inglese delle SS e, dato il fatto che la maggioranza dei cittadini ha deciso di non partecipare al processo politico sul quale non hanno nessun potere, non ve ne sarà bisogno, ancora; eccetto naturalmente reprimere quelli che soddisfano il ruolo di 'nemici dello stato', musulmani, 'estremisti' ed altri insoddisfatti, che possono essere trattati senza correre rischi dagli esistenti organi dello stato, MI5, MI6 ed i molti e vari servizi di 'sicurezza' (nei regimi autoritari vengono chiamati polizia segreta) tutti amministrati con le leggi 'antiterrorismo'. Aggiungete media commerciali e statali, che sono solamente troppo felici di mantenere l'illusione di una democrazia, ed abbiamo uno stato di polizia 'tipicamente inglese'.

Addio contratto sociale

Quello al quale ci si riferisce come il 'contratto sociale' tra capitale e lavoro, formulato dal governo laburista del dopo guerra come risposta dello stato alla richiesta dei lavoratori di una maggiore quota di ricchezza e per una autentica partecipazione al processo politico, è stato alla fine abbandonato. Le ragioni sono complesse ma non inspiegabili.

In primo luogo, la crisi del capitale che arrivò dopo la prima 'crisi petrolifera' dei primi settanta, lanciò l'attacco alla classe lavoratrice rappresentato dalla cosiddetta agenda neoliberista di Thatcher/Reagan che cercava di prendere di mira il problema del tasso di profitto in diminuzione riprendendo i vantaggi che i lavoratori avevano conquistato durante gli 'anni dorati' 1945-75, il più lungo periodo di costante crescita che il mondo occidentale abbia mai sperimentato.

In aggiunta, la sconfitta degli USA in Vietnam segnalò al mondo in via di sviluppo che, nonostante lo schiacciante potere militare ed economico degli USA, l'imperialismo poteva essere sconfitto, dichiaratamente con un grande costo umano e materiale, e forse ad un costo che nel lungo termine non poteva sopportare. Questa è stata una sconfitta che gli USA semplicemente non potevano tollerare ed una alla quale doveva essere risposto e che, comunque secondo la mia opinione, portò direttamente all'intervento USA in Afghanistan ed alla conseguente e decisiva guerra 'per procura' tra gli USA e l'Unione Sovietica, una guerra che i sovietici persero.

Non vi può essere nessun dubbio che l'origine del 'contratto sociale' era in non piccola parte dovuta al successo di attrazione verso il socialismo della classe lavoratrice e, seguente ai disastri degli anni '20 e '30, il fallimento del capitalismo nel risolvere le frequenti crisi che lo assediano. Come prova di questo dobbiamo guardare non oltre che al ruolo dei successivi governi laburisti durante questo periodo nel 'gestire' il capitalismo. Ma ogni successivo governo laburista si è spostato sempre più a destra ad ogni cambiamento, ha abbandonato pezzi del suo mandato storico come 'partito del lavoro' mentre il fascino del socialismo svaniva, dovuto non soltanto ai fallimenti dell'Unione Sovietica ma anche alla propaganda della Guerra Fredda.

Infine, la 'controrivoluzione' thatcheriana, che era incardinata sulla deregolamentazione o sull'abbandono della regolazione statale del 'mercato', che permise al capitale di muoversi non ostacolato per tutto il pianeta e che a sua volta permise allo stato di montare un assalto frontale ai lavoratori organizzati mentre la produzione industriale si spostava verso mercati non organizzati ed a basso costo, molto spesso in regimi repressivi di un tipo o dell'altro dove la mancanza di leggi del lavoro ed ambientali non infastidiva gli affari.

Comunque, l'assalto frontale alla classe lavoratrice non fece niente per modificare la crisi fondamentale del capitale, se mai inasprì il problema poiché portò non soltanto ad un crescente flusso di prodotti, ma di prodotti che sempre meno gente poteva permettersi di acquistare. La risposta del capitale a questa crisi fu di investire il surplus di capitale nei mercati finanziari, ora anche essi deregolamentati. Così il profitto è sempre di più stato generato attraverso la speculazione, specialmente nei mercati valutari, che ha ulteriormente destabilizzato le economie deboli e vulnerabili del mondo, i paesi in via di sviluppo.

Subito dopo, in mancanza di una alternativa genuinamente progressista, creò le condizioni per una molteplicità di movimenti 'fondamentalisti' per riempire il vuoto politico, alcuni senza dubbio creati dall'imperialismo utilizzando le classiche tattiche dividi e domina, altri dalla completa disperazione.

Perciò si può capire che vi è una relazione diretta ed organica tra la repressione all'estero e la repressione interna; esse sono due facce della stessa moneta e risultano dallo stesso processo, la crisi del capitale. Senza ancora una volta entrare nel ed occuparsi del processo politico, penso sia accurato ritenere che, in mancanza di una opposizione organizzata e coerente all'attuale regime a guida del governo laburista, e di una che non sia guidata da un drappello di interessati 'liberal', la cui posizione di privilegio si riconosce solamente ora minacciata, i presagi sono seriamente malvagi. E, se mi perdonate il ripetermi, dipende da voi liberarvi dall'illusione, così abilmente congegnata, che gli attacchi ai nostri diritti si applichino solamente agli 'estremisti', dal momento che verranno a bussare alla vostra porta al mattino, di questo potete esserne certi, la storia ce lo ha insegnato, ripetutamente.