Fine della vicenda? Il BND, la CIA e lo stato parallelo in Kosovo
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Quando il 19 novembre tre agenti del servizio di intelligence estera tedesca, il Bundesnachrichtendienst (BND), sono stati arrestati a Pristina, questo ha rivelato le estese operazioni clandestine di quel paese nel cuore dei Balcani. Il 14 novembre, è stata fatta esplodere in centro a Pristina una bomba piantata nell'ufficio del Rappresentante Speciale dell'Unione Europea. Mentre i danni sono stati lievi e non vi è stato nessun ferito, i "peacekeepers" dell'ONU hanno detenuto uno degli agenti del BND che ore dopo l'esplosione è stato osservato prendere delle foto dell'edificio danneggiato. I suoi due colleghi aspettavano in auto ad agire come sentinelle. L'agente ha nominato questi due colleghi come testimoni che al momento dell'attacco era nel suo ufficio. L'ufficio, identificato dalla stampa come la "ditta di sicurezza privata" Logistics-Coordination & Assessment Service o LCAS, in realtà era una copertura per le operazioni del BND. Tre giorni più tardi i suoi locali sono stati perquisiti ed in seguito il trio è stato arrestato ed accusato dalle autorità kosovare della responsabilità di avere fatto saltare in aria l'edificio della UE. Come risultato degli arresti, il BND è stato costretto ad ammettere la reale identità dei suoi agenti e la vera natura del LCAS. Uno scandalo scoppiato che porta ad una lite diplomatica tra Berlino e Pristina. Il governo tedesco ha etichettato le accuse come "assurde" e ha minacciato un taglio dei fondi al governo del Kosovo. Predominava un'atmosfera da circo mentre le foto del trio venivano mostrate alla TV kosovara ed annunciate con titoli a caratteri cubitali sulle prime pagine dei giornali. Sono abbondate le voci e storie misteriose, basate su fuoruscite che gli osservatori ritengono siano state emanate dall'ufficio del primo ministro del Kosovo, l'"ex" signore della guerra Hashim Thaci, leader nominale del governo contaminato dal crimine organizzato dello staterello. Quando presi dalle autorità, uno degli agenti del BND, Andreas J., ha dimostrato un'abilità davvero molto scarsa. Tra gli articoli recuperati dalla polizia, sono stati esaminati il passaporto dell'agente assieme ad un notebook contenente delle informazioni confidenziali ed altamente incriminanti della situazione in Kosovo. Secondo i rapporti dei media, il notebook conteneva i nomi di informatori ben piazzati del BND nell'entourage del primo ministro. Secondo questa interpretazione, gli arresti sono stati un atto di vendetta di Thaci inteso a metter in imbarazzo il governo tedesco. Ma le cose non sempre sono come sembrano. Il 29 novembre, il trio--Robert Z., Andreas J. ed Andreas D.--è partito dal Kosovo con un volo speciale diretto a Berlino dove "affronterà una commissione di parlamentari tedeschi che si sono interessati al loro caso", secondo un resoconto su Spiegel Online.
Più strana che un attacco
violento nelle strade di Pristina, una città decimata dagli omicidi
della malavita, dirottamenti di auto, rapimenti ed assalti è la
provenienza della stessa bomba. In altre parole, perché degli agenti
dei servizi segreti tedeschi attaccherebbero i loro? Ma prima di
tentare di rispondere a questa domanda, una sinistra storia di
sfondo alla faccenda leva il suo sgradevole capo. Questo ultimo scandalo arriva come ancora un altro colpo al BND, considerando le rivelazioni di agosto del sito web di divulgazioni Wikileaks che l'agenzia di intelligence esterno tedesca aveva spiato ampiamente sui giornalisti. Come la loro controparte CIA, al BND è proibito per legge eseguire operazioni domestiche. Secondo i documenti di Wikileaks, dei giornalisti che lavorano per Focus Magazine e Der Spiegel erano collaboratori in un progetto dell'agenzia per venire a conoscenza delle loro fonti come anche per ottenere informazioni su politici di sinistra, compresi i leader del Partito del Socialismo Democratico (PDS) Gregor Gysi ed Andreas Lederer. Effettivamente, il giornalista di Focus Magazine Josef Hufelschulte, nome in codice 'Jerez', ha scritto degli articoli basati su rapporti forniti dal BND "intesi a provocare una cronaca favorevole". Il corrispondente di Wikileaks Daniel Schmitt ed il redattore investigativo Julian Assange commentano che "Il documento in generale dimostra l'estensione alla quale è diventata comune la collaborazione di giornalisti con i servizi segreti ed a che dimensione viene fabbricato il consenso nell'interesse di quelli coinvolti". In novembre, Wikileaks ha pubblicato un successivo documento ottenuto dal gigante delle telecomunicazioni T-Systems. In aggiunta a rivelare due dozzine di indirizzi IP segreti utilizzati dal BND per operazioni di sorveglianza, il documento fornisce "Prove di un segreto robot del BND fuori controllo che scansiona siti web selezionati. Nel 2006 gli amministratori di sistema dovettero bandire gli indirizzi IP "BVOE" per impedire ai server di essere distrutti". Inoltre, Wikileaks ha rivelato l'"attività su un sito web di prostituzione di Berlino--prova che le seduzioni di intelligence, le celebri "trappole al miele" della guerra fredda sono vive e vegete"?
Mentre il documento non dice
esplicitamente chi gestiva il sito web di sesso a noleggio, non si
può fare a meno di chiedersi se i sindacati del crimine organizzato
collegati ai Balcani, inclusi i trafficanti del sesso kosovari ed
albanesi lavorino in tandem con il BND in cambio che l'agenzia
chiuda un occhio per il sordido traffico in donne rapite. Quando in febbraio il Kosovo proclamò la propria "indipendenza", i media occidentali acclamarono al provocatorio smembramento della Serbia, una mossa che ha completato la distruzione della Jugoslavia da parte degli Stati Uniti, dell'Unione Europea e della NATO, come mezzo esemplare per portare "pace e stabilità" alla regione. Se per "pace" si intende impunità per incontrollabili sindacati del crimine e per "stabilità" libertà d'azione senza dare alcuna spiegazione da parte dei militari e delle agenzie di intelligence degli USA e della NATO, per non menzionare il saccheggio economico su vasta scala da parte di società multinazionali a ruota libera, allora il Kosovo ha tutto questo! Dal principio, la provincia secessionista serba è servita da avamposto militarizzato per le potenze capitaliste occidentali determinate a stendere i loro tentacoli ad est, accerchiando la Russia e penetrando le precedenti sfere d'influenza dell'ex Unione Sovietica. Come modello per le contemporanee operazioni di destabilizzazione della CIA in Georgia ed Ucraina, possibili membri della EU e "partner" della NATO, il Kosovo dovrebbe servire da avvertimento per quelli stolti abbastanza da credere ai cliché americani sulla "libertà" o ai discutibili benefici della "globalizzazione". Camp Bondsteel, situato su colline ondulate e terreno coltivabile vicino alla città di Ferizaj/Urosevac, è la più grande installazione militare USA sul continente europeo. Visibile dallo spazio, oltre a servire come posto di ascolto della NSA puntato alla Russia e come terminale operativo della CIA nei Balcani ed oltre, alcuni osservatori ritengono che il notebook di Andreas J. possa aver contenuto delle informazioni che Camp Bondsteel continui a servire da "sito sporco" della CIA. Una ragione per partecipare all'operazione di intelligence del BND possono essere stati i timori USA che questa informazione tossica diventasse pubblica, fermando bruscamente le pretese USA che non rapiscono e torturano più sospetti "terroristi". Quando, all'inizio degli anni '90 durante i giorni esaltanti del trionfalismo post Guerra Fredda,, i partner NATO Germania ed USA decisero di conficcare un piolo attraverso il cuore della Jugoslavia la loro strategia geopolitica non non poteva raggiungere il "successo" senza la connivenza, in realtà la collaborazione attiva tra i rivali nazionalisti della Jugoslavia. Come ha documentato il giornalista investigativo Misha Glenny, Comunque, più scioccante di tutto è come i banditi ed i politici che alimentavano la guerra tra i loro popoli in privato cooperavano come amici e come stretti soci in affari. I finanzieri ed i gangster croati, bosniaci, albanesi, macedoni e serbi erano veramente molto vicini. Hanno acquistato, venduto e scambiato tutti i tipi di merci, sapendo che gli alti livelli di fiducia personale tra loro erano molto più forti dei vincoli temporanei di isterico nazionalismo. Hanno fomentato questa ideologia tra la gente comune essenzialmente per mascherare la loro venalità. Come lo ha descritto un commentatore, le nuove repubbliche erano governate da "un cartello di parastato che era emerso da istituzioni politiche, il dominante Partito Comunista ed i suoi satelliti, le forze armate, una molteplicità di forze di polizia, la mafia, intellettuali di corte e con il presidente della repubblica al centro della ragnatela...Il nazionalismo tribale era indispensabile per il cartello come mezzo per pacificare i propri subordinati e come copertura per l'ininterrotta privatizzazione dell'apparato statale. (McMafia: A Journey Through the Global Criminal Underworld, New York: Alfred A. Knopf, 2008, p. 27) La descrizione di Glenny della convergenza di elite politiche, economiche e della sicurezza con sindacati del crimine organizzato in operazioni dei servizi segreti occidentali negli anni '90 è la definizione quintessenziale dello stato parallelo capitalista. In Deep Politics and the Death of JFK, Peter Dale Scott descrive come lo stato parallelo possa essere caratterizzato da "la simbiosi tra governi (ed in particolare le loro agenzie di intelligence) ed associazioni criminali, particolarmente trafficanti di droga, nella stabilizzazione del terrore di destra in Vietnam, Italia, Bolivia, Afghanistan, Nicaragua ed in altre parti del mondo". Effettivamente, "le rivelazioni negli anni '70 e '80 sulla 'strategia della tensione', per mezzo della quale servizi segreti, operando in associazione internazionale, consolidarono il motivo della loro sopravvivenza fomentando proprio la violenza, ricorrendo ripetutamente all'alleanza con trafficanti di droga". L'analisi di Scott è forse più pertinente oggi dal momento che "stati falliti" come il Kosovo, caratterizzati dal saccheggio economico su scala industriale, dall'assenza dello stato di diritto, dalla dipendenza da terroristi di estrema destra (di entrambe le varietà "religiose" e "secolari") per ottenere obiettivi politici, sindacati del crimine organizzato, nello stesso modo entrambe risorse ed esecutori della politica occidentale ed elite compradore sono i partner internazionali preferiti da Washington. Per le elite dominanti della ex Jugoslavia ed i loro alleati occidentali , il Kosovo è un'autentica miniera d'oro. Situato nel cuore dei Balcani, il governo del Kosovo è profondamente legato alle strutture del crimine organizzato: narcotraffico, contrabbando d'armi, bande di furti d'auto e traffico di esseri umani che alimenta l'"industria" degli schiavi del sesso. Queste operazioni sono intimamente collegate alle campagne di destabilizzazione americane ed ai loro intimi legami a sporadiche risorse di intelligence che comprendono "al Qaeda" ed altre bande terroriste di estrema destra. Come ha documentato il giornalista investigativo Peter Klebnikov nel 2000, I trafficanti kosovari trasportano eroina esclusivamente dalla Mezzaluna D'Oro asiatica. A quanto pare è una fonte inesauribile. Da un lato della mezzaluna si trova l'Afghanistan, che nel 1999 ha superato la Birmania come maggior produttore mondiale di papaveri da oppio. Da lì. l'eroina base passa attraverso l'Iran alla Turchia, dove viene raffinata, e quindi nelle mani delle 15 famiglie che operano dalle città di confine senza legge che collegano Macedonia, Albania e Serbia. In modo non sorprendente, lì ha anche prosperato il KLA (UCK). Secondo il Dipartimento di Stato, ogni mese passano attraverso la Turchia da quattro a sei tonnellate di eroina. "Non molta viene fermata", dice un funzionario. "Prendiamo soltanto una frazione del totale". ("Heroin Heroes," Mother Jones, gennaio-febbraio 2000) Da allora non molto è cambiato. Effettivamente, il modello di intelligence della CIA per le operazioni di destabilizzazione clandestina è una costante formula per il "successo". A cominciare dagli anni '40, quando la mafia corsa fu arruolata dall'Agenzia per annientare il Partito Comunista Francese, fino a sanguinosi titoli odierni che compaiono da Afghanistan e Pakistan, i signori della droga globali e gli operatori dell'intelligence vanno a braccetto. Non è per nulla sorprendente allora che, secondo un rapporto dell'Istituto di Berlino per la Politica Europea, il crimine organizzato sia l'unico settore redditizio dell'economia kosovara. Quasi un quarto del risultato economico del paese, circa €550 milioni, proviene da attività criminali. Sebbene il ruolo degli Stati Uniti e dei loro partner della NATO sia centrale al dramma che oggi accade, la vicenda del BND rivela anche che, sotto la facciata accuratamente fabbricata di "unità" occidentale nella "Terra della libertà", ribollono profonde rivalità inter-imperialiste. Come riferisce il giornalista socialista Peter Schwarz, La speculazione è stata da allora abbondante sullo sfondo al caso, ma è dubbio se mai sarà chiarito. Il Kosovo è una giungla di servizi segreti rivali. A questo riguardo, somiglia a Berlino prima della caduta del Muro. Gli USA, la Germania, la Gran Bretagna, l'Italia e la Francia hanno tutti nel paese considerevoli operazioni dei servizi segreti, che operano sia assieme che contro l'uno con l'altro. Inoltre, in questo paese di soltanto 2,1 milioni di abitanti, sono stazionati circa 15.000 soldati della NATO e 1.500 agenti di polizia dell'ONU, come pure 400 giudici, agenti di polizia e di sicurezza appartenenti alla missione EULEX dell'ONU. (Peter Schwarz, "Kosovo's Dirty Secret: The Background to Germany's Secret Service Affair," World Socialist Web Site, 1° dicembre 2008) In questa giungla di lealtà ed interessi in conflitto, i sindacati del crimine internazionale in stretta vicinanza--ed effimera alleanza--con questo o quel servizio di sicurezza, spadroneggiano. E' a maggior ragione ironico che il governo Thaci abbia preso a bersaglio il BND, considerando, come ha rivelato l'analista dei Balcani Christopher Deliso: Nel 1996, il BND tedesco ha stabilito una importante stazione a Tirana...ed un'altra a Roma per selezionare ed addestrare futuri combattenti del KLA. Secondo Le Monde Diplomatique, "le forze speciali a Berlino hanno procurato l'addestramento operativo e fornito le armi e l'equipaggiamento di trasmissione dalle riserve della Stasi della ex Germania Est come pure uniformi nere". Il quartier generale italiano ha reclutato immigrati albanesi passando per porti come Brindisi e Trieste, mentre il servizio segreto militare, il Militaramschirmdienst, e le Forze Speciali del Kommando Spezialkräfte (KSK), hanno offerto addestramento militare e vettovaglie al KLA nelle remote montagne di Mirdita nell'Albania settentrionale, controllate dal deposto presidente Sali Berisha. (The Coming Balkan Caliphate, Westport: Praeger Security International, 2007, p. 37) Ma, come Schwarz ha osservato, perché il governo Thaci rischierebbe di alienarsi lo stato tedesco, dato il fatto che, dopo cli USA, la Germania "è il secondo maggiore finanziatore del Kosovo e si classifica tra i più importanti fautori della sua indipendenza". In realtà perché? Secondo Balkan Analysis, l'International Crisis Group (ICG) finanziato dall'Open Society Institute (OSI) del miliardario George Soros e strettamente allineato con "interventisti liberali" negli Stati Uniti, è stato strumentale nel sostenere che gli Stati Uniti e la Germania dovrebbero garantire "futura stabilità" sviluppando il Corpo di Protezione del Kosovo (TMK), l'organizzazione successore del KLA, in un esercito ben equipaggiato. Verso questo fine, gli USA e la Germania, oltre ad armare lo staterello collegato al crimine organizzato, hanno procurato fondi ed equipaggiamento per un sofisticato centro di comunicazioni militari nella capitale. Proliferano come funghi dopo una pioggia calda l'abbondante speculazione ed i resoconti conflittuali. Una teoria è che i maggiori politici kosovari siano arrabbiati dalle critiche del BND che collegano funzionari del KLA, inclusi gli amici personali di Thaci e lo stesso primo ministro al crimine organizzato. Schwarz riferisce efficacemente che questo "è contrario alla posizione presa dalla CIA".
La vicenda quindi è
semplicemente un disaccordo tra ladri su come sarà diviso il
bottino? Come sopra fatto rilevare, i programmi di destabilizzazione e le operazioni clandestine contano su estese reti di provocatori di estrema destra e di signori della droga (spesso attori intercambiabili) per facilitare il lavoro sporco delle elite politiche USA e delle società multinazionali americane. Per tutta la sua avventura balcanica la CIA ha fatto un uso senza pregiudizi di queste preesistenti reti dei narcotici per armare il KLA e fornirlo di bersagli. Comunque, nelle loro dichiarazioni ed analisi pubbliche non viene detta una singola severa parola. Secondo la CIA, l'economia del Kosovo è un disastro secondo ogni standard, ma questo non impedisce all'Agenzia di notare "progressi significativi"! Negli ultimi anni passati l'economia del Kosovo ha mostrato un progresso significativo nella transizione ad un sistema a base di mercato, ma è ancora altamente dipendente dalla comunità internazionale e dalla diaspora per l'assistenza finanziaria e tecnica. Le rimesse dalla diaspora--situata principalmente in Germania e Svizzera--conta per circa il 30% del PIL. I cittadini del Kosovo sono i più poveri in Europa con un reddito medio annuale pro capite di soltanto $1.800--circa un terzo del livello della confinante Albania. La disoccupazione-ad oltre il 40% della popolazione--è un grave problema che incoraggia l'emigrazione verso l'esterno. (Central Intelligence Agency, The World Factbook, 20 novembre 2008) Inutile dire, che un "fatto" innominabile scomparso dal profilo del paese della CIA è la schiacciante dipendenza dello staterello dall'economia sommersa. Suppongo che questo sia quello che intende l'Agenzia quando loda la transizione del Kosovo ad un "sistema a base di mercato"! Ma come ha raccontato a B92 l'ex investigatore della DEA e delatore Michael Levine, autore di The Big White Lie, una delle ali dell'Esercito di Liberazione del Kosovo (KLA) era "collegata con tutti i cartelli del narcotraffico conosciuti in Medio Oriente ed in Estremo Oriente", e che quasi tutti i servizi di intelligence e le polizie europei hanno archivi sui "legami tra i ribelli di etnia albanese ed il narcotraffico". E, per estensione, oserei affermare la CIA stessa. Il pomo della discordia che potrebbe aver portato Thaci ed i suoi scagnozzi a cercare la vendetta contro i suoi alleati tedeschi di un tempo è stata una analisi di 67 pagine del BND sul crimine organizzato in Kosovo. Come ha sottolineato Schwarz, il dossier, prodotto nel febbraio 2005 e successivamente trapelato alla stampa, "accusa Ramush Haradinaj (capo del governo dal dicembre 2004 al marzo 2005), Hashim Thaci (primo ministro dal gennaio 2008) e Xhavit Haliti, che siede nel presidium del parlamento, di essere profondamente implicati nel narcotraffico". Secondo il rapporto del BND, "Riguardo gli attori chiave (cioè Haliti, Thaci, Haradinaj), vi sono i più stretti legami tra politica, affari e strutture di OC [crimine organizzato] operanti a livello internazionale in Kosovo. Le reti criminali dietro ciò incoraggiano l'instabilità politica. Non hanno nessun interesse nell'edificare uno stato funzionante, che potrebbe danneggiare il loro fiorente traffico". (WSWS, op. cit.) Haradinaj, un protetto degli americani, divenne primo ministro nel 2004. Comunque, fu costretto a dimettersi dalla carica nel marzo 2005 quando il Tribunale Penale Internazionale per la ex Jugoslavia lo accusò di crimini contro l'umanità. Tra le altre cose, Haradinaj era accusato di rapimento di civili, detenzione illegale, tortura, assassinio e stupro. Schwarz osserva che fu assolto nell'aprile del 2008 "per mancanza di prove, dopo che nove su dieci testimoni dell'accusa sono morti di morte violenta ed il decimo ha ritirato la propria dichiarazione dopo essere sfuggito per poco ad un tentativo di assassinio". Parlate di amici ai posti alti! A conferma delle prove scoperte da giornalisti ed investigatori riguardo il controllo del traffico di droga da parte di 15 famiglie criminali albanesi, l'Istituto di Berlino per la Politica Europea ha presentato accuse simili contro Thaci, dichiarando che in Kosovo il potere reale è esercitato da 15 a 20 clan che controllano "quasi tutte le considerevoli posizioni sociali chiave" e sono "strettamente collegati ad importanti politici". Secondo lo Spiegel, quando l'operazione del BND è stata demolita con la probabile connivenza della CIA, la sua rete segreta di informatori, strumentale per riuscire a vedere in fondo alle interconnessioni tra attori di stato e crimine organizzato è stata compromessa. Il Dipartimento Cinque del BND, responsabile per il crimine organizzato, ha scritto un rapporto confidenziale che collega Thaci come "personaggio chiave nella rete della mafia kosovara-albanese". Il Dipartimento Due, secondo lo Spiegel, era responsabile della sorveglianza delle telecomunicazioni. Nel 1999, il BND lanciò l'operazione "Mofa99", un programma di intercettazione telefonica che prese di mira membri del KLA di alto grado--e rivelò i loro collegamenti ad elusivi sindacati criminali ed alleati islamisti, "al Qaeda". Secondo lo Spiegel, il programma ebbe così successo che da allora "il BND ha mantenuto una estesa rete di informatori tra i funzionari di alto grado del KLA e l'amministrazione kosovara". Funzionari in possesso di molti segreti pericolosi e verità scomode! Come ha scritto il ricercatore ed analista Michel Chossudovsky nel 2001, tra le "verità scomode" non investigate dai media occidentali vi è la stretta prossimità di gruppi terroristici islamisti di estrema destra ed operazioni di destabilizzazione USA planetarie. Dalla guerra sovietico-afgana, reclutare mujaheddin ("guerrieri sacri") per combattere guerre clandestine per ordine di Washington è divenuto parte integrale della politica estera degli USA. Un rapporto del Congresso USA ha rivelato come l'amministrazione USA--dietro il parere del Consiglio per la Sicurezza Nazionale diretto da Anthony Lake--aveva "contribuito a trasformare la Bosnia in una base islamica militante" conducendo il reclutamento attraverso la cosiddetta "Rete Militante Islamica" di migliaia di mujaheddin dal mondo islamico. Il "modello bosniaco" è stato da allora replicato in Kosovo, in Serbia meridionale ed in Macedonia. Tra i mercenari stranieri che ora combattono con il KLA-NLA sono i mujaheddin dal Medio Oriente e dalle repubbliche dell'Asia Centrale della ex Unione Sovietica come pure "soldati di ventura" da diversi paesi della NATO, incluse Gran Bretagna, Olanda e Germania. Alcuni di questi mercenari occidentali avevano in precedenza combattuto con il KLA e l'esercito musulmano bosniaco. (Michel Chossudovsky, "Washington Behind Terrorist Assaults in Macedonia," Global Research, 10 settembre 2001) Avanti rapidamente di sette anni e si può ipotizzare che il BND, muovendosi sui passi della CIA e dell'intima "comprensione" di intelligence di quell'agenzia con i combattenti del KLA collegati alla mafia e con le risorse di "al Qaeda", avrebbe tutte le ragioni per sabotare le operazioni relative al crimine organizzato del BND--non che le mani del servizio segreto militare tedesco siano affatto più pulite! Mentre potremmo non conoscere mai tutti i fatti che circondano questa curiosa vicenda, una cosa è certa: il ruolo giocato da potenti bande della mafia come fonte di fondi neri, risorse di intelligence e "agenti di influenza" della CIA continuerà. Le amministrazioni vanno e vengono, ma come la maternità ed il succo di mele, le oscure attività dello stato parallelo americano sono una verità eterna sulla quale potete contare! Antifascist
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