3 giugno 2010

Gli indicatori chiave di una nuova depressione
di Neeraj Chaudhary  

EURO PACIFIC capital

 

Con i media mainstream che puntano sul livellamento del tasso di disoccupazione nel paese, le vendite al dettaglio che migliorano e la nascente ripresa dell'edilizia (i nuovi dati del 4 giugno hanno frantumato anche questa campagna propagandistica n.d.r.), si potrebbe pensare che il governo USA ha navigato l'economia con successo attraverso la recessione e che è tornata la crescita. Ma argomenterò che uno sguardo sotto il proverbiale cappuccio rivela un quadro molto diverso. Credo che i dati mostrino che l'economia degli USA sia fortemente danneggiata e che sia iniziata una depressione dei nostri giorni. Infatti, proprio come originariamente la I Guerra Mondiale era stata chiamata la Grande Guerra (e fu retroattivamente rinominata dopo la II Guerra Mondiale), Peter Schiff ha affermato che un giorno il mondo parlerà dell'era 1929-41 come Grande Depressione I e dell'attuale periodo come Grande Depressione II.

Tanto per cominciare, guardate la disoccupazione. Durante la Grande Depressione I la disoccupazione superò il 25%. Se le statistiche governative sono prese alla lettera, l'attuale tasso di disoccupazione è il 9,9%, ma uno sguardo più attento rivela che la misura più ampia della disoccupazione è attualmente al 20% - e cresce. Così, le cifre di oggi sono nello stesso campo di quelle degli anni '30 anche se il governo federale sta usando misure senza precedenti per tenere a galla l'economia. Ricordate, nella Grande Depressione I FDR non ha mai gestito un deficit grande come quello del presidente Obama. Inoltre, la Federal Reserve degli anni '30 aveva ancora un gold standard con il quale contendere, mentre la Fed di oggi ha aumentato la base monetaria con impunità. Nondimeno anche con tutti questi interventi, i numeri della disoccupazione indicano ancora che siamo entrati nel territorio della depressione.

Ciò che è demoralizzante per una persona disoccupata non è semplicemente l'essere lasciata andare, è l'essere incapace di trovare un nuovo posto di lavoro per un periodo esteso di tempo. E questo è dove la Grande Depressione II alza veramente la sua sgradevole testa. Secondo i dati del governo federale USA, la durata media della disoccupazione ora è di oltre cinque mesi - e cresce. Questa è la più alta da quando il BLS ha cominciato a compilare la statistica nel 1965. Mentre i lavoratori iniziano a passare questo lungo periodo senza posto di lavoro, consumano i loro risparmi. Alla fine - e specialmente in un paese con un tasso di risparmio basso come il nostro ed un debito alto come il nostro - esauriscono l'ammortizzatore ed escono all'aperto. Persone in passato della classe media devono prendere delle decisioni che non avevano mai pensato possibili: mangio in un ricovero o soffro la fame a casa mia?

Quindi non è una sorpresa che circa 40 milioni di persone - ovvero un americano su otto - stiano ricevendo buoni alimentari nella Grande Depressione II. Durante il culmine della Grande Depressione I, il rapporto era soltanto di un americano su trentacinque. Anche con i programmi di stimolo, la Grande Depressione II è realmente peggiore in questa misura della Grande Depressione I - e l'USDA stima che il programma potrebbe aumentare di un altro 50%. Chi pagherà per questo crescente programma se tutti sono senza lavoro?

Nonostante i crediti d'imposta abbiano creato un'ondata di acquisti questa primavera, l'edilizia è esattamente in cattiva forma. Durante la Grande Depressione I, i prezzi delle case caddero di circa il 15% dal loro picco pre-depressione (raggiunto nel 1925). Nella Grande Depressione II, l'edilizia è giù di almeno il 30% dal picco pre-depressione (raggiunto nel 2005), con alcuni mercati giù più del 50%.

Così, molte delle persone che ci si aspetta continuino a fare i pagamenti del mutuo mentre mangiano tonno per restare vivi pagheranno il doppio del valore di rivendita della loro casa. Questo in questi tempi difficili è un tremendo incentivo ad allontanarsi dal problema, con conseguenze disastrose per il tessuto sociale del paese. Le case vuote generano crimine e vandalismo, incoraggiando altri a fuggire in un cappio di controreazione. Inoltre, i molti 'fuggiaschi' possono creare una classe di americani con credito fallito - proprio quando molti datori di lavoro hanno cominciato a controllare i punteggi del credito prima di assumere.

Ancora più preoccupante, l'attuale caduta dei prezzi delle abitazioni è opposta ad uno sfondo di inflazione dei prezzi. Nella Grande Depressione I, i nostri nonni possono avere perduto il valore della casa, ma allo stesso tempo i beni di tutti i giorni (latte, pannolini, automobili ecc.) diventavano più economici. Ciò rese il loro 'ammortizzatore' di risparmi più ampio quando più ne avevano bisogno. Oggi, mentre il valore delle case (adesso la nostra principale riserva di risparmi) declina, i prezzi dei beni di consumo salgono. E' davvero una difficile situazione finanziaria.

Dal posto di lavoro al cibo al tetto sulla testa, l'attuale periodo di trambusto economico è tanto spiacevole almeno quanto la Prima Grande Depressione, sia che i media finanziari vogliano riconoscerlo oppure no. La differenza principale è che, diversamente dagli anni '30, adesso il dollaro USA è la valuta di riserva piatta, così per un po' siamo in grado di spingere i nostri problemi oltremare. La condizione dei cinesi rurali è veramente la nostra condizione - viviamo prodigamente sulla ricchezza che creano. Se dovessero abbandonare questa vile intesa,  in America gli effetti si sentirebbero completi della Grande Depressione II.

Per contrasto, durante la Grande Depressione I gli USA erano nel gold standard come tutti gli altri, che ci obbligava a vivere entro i nostri mezzi. Questo, a sua volta, rendeva più facile riconoscere che l'economia era in declino e che si dovevano fare dei cambiamenti.

Sfortunatamente, a causa delle risposte dell'amministrazione e della Federal Reserve, che ritengo essere profondamente incaute, rimango preoccupato che la Grande Depressione II potrebbe svilupparsi in qualcosa di molto più devastante del suo predecessore, qualcosa che nel mondo altri paesi hanno sperimentato ma che veniva pensato impossibile negli Stati Uniti: una depressione iperinflazionistica. Tanto grave quanto l'attuale crisi economica, l'inflazione la renderebbe incommensurabilmente peggiore. Richiederebbe un'onesta spiegazione dei problemi che oggi abbiamo di fronte per evitare il disastro che oggi vediamo arrivare.

Neeraj Chaudhary
è consulente d'investimenti nella filiale di Los Angeles di Euro Pacific Capital. Condivide le opinioni di Peter Schiff sul dollaro USA, sull'importanza del gold standard e sull'ascesa dell'Asia come potenza economica. Detiene un B.A. in Economia dell'Università della California a Berkeley.