I veterani di guerra USA: ‘Uccidere i civili iracheni è una politica’
Doug Lorimer
24 gennaio
2008
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"L'uccisione di civili innocenti è una politica", ha raccontato il veterano della guerra in Iraq Mike Blake in un incontro pubblico tenuto il 19 gennaio al Different Drummer Cafe di Watertown, Stato di New York, vicino al confine canadese. "E' la linea di condotta di unità ed è la politica dell'esercito". Non è politica ufficiale, ma è ciò che accade sul terreno ogni giorno. E' quello che i comandanti di unità promuovono individualmente". Il veterano della guerra in Iraq Matt Howard ha convenuto: "Queste decisioni arrivano dall'alto verso il basso", ha detto. "Le tattiche che utilizziamo, le politiche che i militari impiegano, creano situazioni, creano dinamiche, creano — in definitiva — atrocità". Blake e Howard erano tra i quattro veterani della guerra in Iraq che hanno parlato all'evento di Watertown. Le loro osservazioni sono state più tardi riportate quel giorno sul canale di notizie TV 24h via cavo, News 10 Now. Il canale ha riferito che i quattro veterani, "parte dell'organizzazione nazionale chiamata Veterani dell'Iraq (IVAW) contro la guerra, progettano un evento da tenersi il prossimo marzo a Washington, DC, chiamato 'Soldato d'inverno' che avrà veterani che parleranno tutti dei crimini di guerra da loro commessi o dei quali sono stati testimoni durante il loro turno di servizio ... La IVAW spera di avere 100 veterani a parlare all'evento. Una volta finito, documenteranno la testimonianza e la impacchetteranno per il Congresso". Watertown, con 27.000 abitanti, è la più vicina grande città a Fort Drum, sede della 10^ Divisione da Montagna (fanteria leggera) dell'esercito USA ed è la principale destinazione di servizio e acquisti per i 12.000 del personale della base. Nell'ultimo decennio questa divisione di fanteria, che è destinata all'impiego rapido dovunque nel mondo, è stata coinvolta in più spiegamenti all'estero di ogni altra nell'esercito USA. Durante il 2007, circa 7.000 dei suoi soldati sono stati portati in Iraq, principalmente nella regione ricca di petrolio e mista con arabi e kurdi di Kirkuk, nell'Iraq settentrionale. Altri 3.200 "Guerrieri di montagna" sono stati schierati in Afghanistan.
News 10 Now ha riportato che "l'IVAW dice che si aspetta che
parecchi veterani di Fort Drum saranno all'evento e spera di
ottenere che altri veterani partecipino e parlino all'evento e che
contribuirà a pagare per qualsiasi soldato in servizio attivo che
voglia andare ed ascoltare".
Nelle prime tre settimane di
questo anno sono morti in Iraq 26 soldati USA, invertendo la
tendenza in discesa dei morti in combattimento mensili che è avvenuta
nella seconda metà del 2007. In dicembre in Iraq sono morti 23
soldati USA
— la cifra più bassa di qualsiasi mese nella guerra dal febbraio
2004 (quando morirono solamente 20 soldati). I militari USA hanno tentato di farlo dividendo i 6 milioni di abitanti di Baghdad in ghetti sunniti e sciiti, circondati da muri alti 4 metri e quindi in aprile, maggio e giugno eseguendo attacchi in grande scala contro questi ghetti. Questi assalti hanno portato al più alto livello di soldati USA morti in qualsiasi periodo di tre mesi della guerra, con oltre 100 soldati USA morti in ciascuno di quei mesi. In maggio sono morti 126 soldati USA, un record mensile superato solamente dai totali delle morti USA in combattimento di aprile e novembre 2004, quando morirono rispettivamente 135 e 137 soldati USA durante gli assalti in grande scala dei militari USA sulla città di Fallujah — allora controllata dalle forze di resistenza anti-occupazione. Il declino nelle morti mensili delle truppe USA da agosto — quando morirono 84 soldati — è stato in gran parte il risultato dell'abbandono da parte dei comandanti USA di questa strategia di "attacchi a ondate" con grandi numeri di soldati nei quartieri ghetto sunniti e sciiti di Baghdad.
Invece, i comandanti USA si sono
concentrati in operazioni più limitate in aree popolate in modo più
sparso per "inseguire" l'assai molto disprezzato gruppo di
Al Qaeda in Iraq (AQI), che la resistenza irachena prevalente
combatte dall'inizio del 2006. In queste più limitate operazioni “anti-AQI”, i comandanti USA hanno contato in modo crescente sulla potenza aerea piuttosto che sugli assalti da parte di truppe di terra. Il Washington Post del 17 gennaio riferiva che i "in Iraq militari USA lo scorso anno hanno eseguito più di cinque volte degli attacchi aerei di quanto fecero nel 2006 ... La coalizione a guida USA lo scorso anno ha sganciato sull'Iraq 1447 bombe, una media di quasi quattro al giorno, paragonate a 229 bombe, ovvero quattro ogni settimana, nel 2006". Il Post del 20 gennaio riportava che "il balzo negli attacchi aerei pare abbia giocato un ruolo vitale sia nel ridurre le vittime USA negli ultimi mesi che a contribuire a distruggere e demoralizzare gli insorti, dicono ufficiali militari". Comunque, l'unica prova che gli ufficiali USA citano a sostegno della loro pretesa che i combattenti della resistenza prevalente irachena siano "demoralizzati" è la riduzione nel livello degli attacchi della resistenza irachena alle truppe USA da giugno.
Ciò è stato afferrato da
alcuni politici USA per sostenere che la guerra di
Washington in Iraq ha "svoltato l'angolo" verso il "successo
militare". Parlando il 22 gennaio alla NBC News, il generale
David Petraeus, l'alto comandante USA in Iraq, ha respinto tali
affermazioni come totalmente infondate: "Abbiamo detto ripetutamente
che non vi è nessuna luce alla fine del tunnel ... Non stiamo
certamente ballando nell'area finale o qualcosa del genere". Mentre non vi è nessuna credibile prova di demoralizzazione tra i combattenti della resistenza irachena, vi è prova — dagli stessi soldati USA — che la demoralizzazione tra i loro ranghi sta "infrangendo" la guerra di controinsurrezione del Pentagono, contribuendo ad abbassare i livelli delle vittime USA. Lo scorso ottobre, il giornalista dell'Inter Press Service (IPS) Dahr Jamail ha riferito che i veterani della guerra in Iraq di base a Fort Drum gli avevano raccontato che il morale tra i soldati USA in Iraq "è così scadente che molti semplicemente parcheggiano i loro Humvee e fingono di essere di pattuglia, una pratica nominata missioni 'cerca ed evita'". Secondo il sito web USA ICasualties, nella guerra in Iraq sono morti 92 soldati della 10^ Divisione da Montagna. Il totale di perdite in Iraq della divisione è stato di tre nel 2003, di 12 nel 2004, di 10 nel 2005 e di 20 nel 2006. Ma, nel 2007, in Iraq sono morti 47 "Guerrieri di montagna", prevalentemente per mine stradali. Phil Aliff, un soldato in servizio attivo della divisione che era tornato a Fort Drum solamente tre settimane prima da un turno di servizio nella regione irachena di Kirkuk dopo diversi turni in Afghanistan, ha detto all'IPS che il suo plotone era stato "colpito da così tante mine stradali che siamo diventati incredibilmente demoralizzati. Così abbiamo deciso che l'unico modo nel quale non saremmo saltati in aria era di evitare di guidare per tutto il tempo. "Così andavamo a trovare un campo aperto e parcheggiavamo e chiamavamo la nostra base ogni ora per dir loro ch stavamo perlustrando per nascondigli di armi nei campi e facendo pattugliamento armato e tutto andava bene". Eli Wright, un assistente sanitario della divisione di 26 anni, ha raccontato all'IPS: "Andavamo alla fine del nostro itinerario di pattugliamento e ci piazzavamo sopra un ponte e lo utilizzavamo come posizione di osservazione aperta. Ci sedevamo solamente con i nostri binocoli ed osservavamo piuttosto che perlustrare. Chiamavamo per controlli radio ogni ora e dicevamo che stavamo facendo perlustrazioni". Wright ha aggiunto: "Era una tattica comune, lo faceva un sacco di gente. Giusto passavamo il tempo, ascoltavamo musica, fumavamo sigarette e fingevamo" di pattugliare. Geoff Millard, un soldato della Guardia Nazionale dell'esercito USA che è stato in Iraq per 12 mesi dall'ottobre 2004 lavorando per un generale ad un centro operativo tattico, ha raccontato all'IPS: "Uno dei miei commilitoni è a Baghdad proprio ora e ci mandiamo sempre email. Mi ha appena detto che quasi ogni giorno si fermano in un parcheggio, bevono soda e sparano alle lattine. Pagano i ragazzini iracheni per portare loro delle cose e spargere la voce che non stanno facendo nulla e per favore di lasciarli soltanto stare".
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