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Lagos dissente dall'egemonia del FMI
Nigeria:
Il prossimo fronte per l'AFRICOM
In un recente viaggio in Africa Occidentale, il direttore di
recente nomina del Fondo Monetario Internazionale,
Christine Lagarde
ha ordinato ai
governi di Nigeria, Guinea, Camerun, Ghana e Ciad di rinunciare alle
vitali sovvenzioni per il carburante. Molto per la costernazione della popolazione di questi paesi, i prezzi del
carburante e dei trasporti sono quasi triplicati durante la notte
senza avviso, provocando violenza generale nelle strade della
capitale nigeriana
Abuja
e nel suo centro economico, Lagos. Tanto quanto i tumulti indotti dal
FMI in Indonesia durante la crisi finanziaria asiatica del 1997, lo
scontento pubblico in Nigeria viene incanalato verso un'elite
domestica incompetente ed egoista, compiacente agli interessi di
istituzioni straniere fraudolente.
Sebbene la Nigeria detenga le
maggiori riserve
petrolifere dimostrate in Africa
dietro la Libia, ora ci si aspetta che il suo popolo paghi una tassa
più vicina a quella che paga l'americano medio per il costo del
carburante, una somma esorbitante in contrasto ai suoi vicini
regionali. Alternativamente,
altri paesi
produttori di petrolio come Venezuela, Kuwait
ed Arabia Saudita offrono alla loro
popolazione il carburante per tanto poco quanto $0,12 USD al
gallone. Mentre Lagos ha una delle più alte concentrazioni di
miliardari dell'Africa, la vasta maggioranza della popolazione si
affanna quotidianamente con meno di $2,00 USD. Tra uno sconcertante
tasso di
disoccupazione giovanile del 47% e
migliaia di morti
l'anno collegati a malattie evitabili,
il FMI ha improvvisamente portato via un sostegno
importante ad un paese dove l'acqua da bere sicura è un lusso per
attorno all'80% della sua popolazione.
Sebbene la Nigeria produca 2,4 milioni di barili di petrolio
greggio al giorno destinato ad uso esportazione, il paese si dibatte
per generare energia elettrica sufficiente e per mantenere le sue
infrastrutture. Molto ironicamente, in Nigeria meno del
6%
dei depositanti
possiede
l'88% di tutti i
depositi bancari.
I
dipendenti di Goldman Sachs coprono quelli
statali,
in aggiunta all'ex vicepresidente della Banca Mondiale,
Ngozi
Okonjo-Iweala, che da molti
viene ampiamente considerato essere il primo ministro di fatto.
Anche dopo decenni che produce redditizie esportazioni petrolifere,
la Nigeria non è riuscita a mantenere raffinerie proprie,
costringendola ad acquistare illogicamente importazioni petrolifere
da altri paesi. La società in generale non ha beneficiato delle
ricchezze naturali della Nigeria, così non è una sorpresa che sia
mantenuto un rigido livello di diffidenza verso il governo, che
sostiene che i sussidi per il carburante debbano essere tolti per
stornare i fondi per migliorare
la qualità della
vita all'interno del paese.
Come tanti altri paesi, il popolo nigeriano ha sofferto di un
livello di vita ridotto sistematicamente dopo essere stato soggetto
alle Politiche di Aggiustamento Strutturale (SAP). Prima di potere
prendere un prestito dalla Banca Mondiale o dal FMI, un paese prima
seguire rigorose politiche economiche, che comprendono la
svalutazione monetaria, l'abolizione delle tariffe commerciali, la
rimozione dei sussidi e dannosi tagli di bilancio ai servizi
pubblici critici del settore sanitario e dell'istruzione.
Le SAP incoraggiano i paesi mutuatari a concentrarsi sulla
produzione e l'esportazione di merci e risorse domestiche per
incrementare il cambio estero, che può spesso essere soggetto a
drammatiche fluttuazioni di valore. Senza la protezione dei
controlli dei prezzi e di un autentico tasso valutario, sussistono
inflazione e povertà estreme al punto di agitazione civile, come
visto in un'ampia schiera di paesi per il mondo (solitamente in ex
protettorati coloniali). Il popolo della Nigeria è stato uno dei più
rumorosi al mondo contro le misure di austerità indotte dal FMI,
le proteste
studentesche hanno ricevuto una dura repressione
dal 1986
e da allora diverse
volte, avendo come risultato centinaia di morti civili. Come un
testamento del successo del prestito, il
lavoratore medio
in Nigeria
negli anni '70
guadagnava il 35% in più di quanto guadagni nel 2012.
Operando attraverso la diretta rappresentanza delle istituzioni
finanziarie occidentali e del FMI nel governo nigeriano,
delle nuove
condizioni del FMI richiedono
la creazione di
un fondo di ricchezza sovrano. Olusegun Aganga,
l'ex ministro delle
finanze della Nigeria, ha commentato su come il fondo sia stato
rudemente fatto accettare e decretato prima delle elezioni nazionali
del paese. Se enormi risparmi vengono accumulati dalle esportazioni
di petrolio e dalle misure di austerità,
basandosi
sull'attuale pista di comportamento del governo nigeriano non ci si può
realisticamente aspettare che questi fondi saranno investiti per lo
sviluppo di infrastrutture. Ancora di più, è sempre più probabile
che ogni ricavato da un fondo sovrano sarebbe giovevole alle
istituzioni ed ai mercati occidentali, che hanno inizialmente
richiesto la sua creazione. Il filantropo nigeriano
Bukar Usman
scrive
profeticamente: "Ho genuini timori che il fondo sovrano non ci
servirebbe meglio di altri "rimedi" raccomandati da stranieri che
avevamo implementato a nostro detrimento in passato o che veniamo
spinti ad implementare oggi".
La simultanea improvvisa rimozione dei sussidi per il
carburante in diversi paesi dell'Africa occidentale è una chiara
indicazione di chi sia realmente al comando delle cose nell'Africa
post coloniale. Il tempismo della sua attuazione senza
ammortizzatore non potrebbe essere affatto peggiore, il presidente
della Nigeria
Goodluck Jonathan recentemente
ha dichiarato lo
stato d'emergenza
dopo che
quaranta persone sono state uccise nell'attentato in una chiesa il
giorno di Natale, un atto secondo quanto si dice compiuto dal
gruppo
separatista islamista Boko Haram. Il gruppo sostiene la causa della divisione degli stati settentrionali in
modo prevalente musulmani dagli stati meridionali cristiani, una
situazione spiacevole simile alla recente divisione del Sudan.
Mentre l'African Command (AFRICOM)
degli Stati Uniti inizia a
guadagnare un punto d'appoggio nel continente con le sue truppe
presenti ufficialmente in Eritrea ed Uganda nel tentativo di
mantenere la sicurezza e di rimuovere altri gruppi religiosi
teocratici come l'Esercito di Resistenza del Signore, la violenza
settaria in Nigeria fornisce un pretesto conveniente per
l'intervento militare nella continua guerra per le risorse. Per
l'ulteriore comprensione di questa teoria, è interessante osservare
che sotto l'amministrazione Obama la Scuola di guerra dell'esercito
degli Stati Uniti di
Carlisle, Pennsylvania
ha condotto una
serie di scenari africani di giochi di guerra in preparazione all'espansione
dell'AFRICOM.
Alla presenza di funzionari del Dipartimento di Stato USA, dei
dipendenti della
Rand Corporation e
personale militare israeliano, è stata intrapresa
un'esercitazione militare che ha esaminato come risponderebbe
l'AFRICOM ad una Nigeria che si disintegra sul punto del collasso in
mezzo a una guerra civile. Lo scenario prevedeva delle fazioni
ribelli che rivaleggiavano per il controllo dei giacimenti
petroliferi del delta del Niger (la fonte di una delle massime
importazioni petrolifere dell'America), che potenzialmente sarebbe
difesa da circa 20.000 truppe USA se non riuscisse ad avere luogo un
colpo di stato amico verso gli USA. Ad una conferenza stampa della
Commissione Servizi Armati della Camera il 13 marzo 2008, il
comandante dell'AFRICOM, generale
William Ward,
ha poi continuato a dichiarare sfacciatamente che la questione
di priorità della crescente dipendenza americana dal petrolio
africano sarebbe appoggiata dall'AFRICOM che opera in base alla
dottrina di obiettivo di teatro di "combattere il terrorismo".
Ad una conferenza dell'AFRICOM tenuta a
Fort McNair il 18 febbraio 2008, il
vice ammiraglio
Robert T. Moeller ha dichiarato
apertamente
che il principio informatore dell'AFRICOM era di proteggere "il libero
flusso di risorse naturali dall'Africa al mercato globale", citando
prima la crescente presenza della Cina nella regione come
provocatoria per gli interessi americani. Dopo l'ingiustificato
cambio di regime mordi e fuggi condotto in Libia, alimentare
destabilizzazione economica, tensioni civili e conflitto settario in
Nigeria è in definitiva un tentativo concreto per mettere al sicuro
le seconde maggiori riserve petrolifere dell'Africa. Durante il
saccheggio della Libia, i suoi fondi sovrani del valore di più di
1,2 miliardi di dollari USA sono stati congelati ed essenzialmente
assorbiti dalle potenze franco-anglo-americane; sarebbe realistico
assumere che molto dello stesso accadrebbe se la Nigeria non
accondiscendesse agli interessi occidentali. Mentre gli agenti del
capitale straniero hanno già infiltrato il suo governo, vi sono
pochi dubbi che la Nigeria diventerà un nuovo fronte nella Guerra al
Terrore.
Nile Bowie è uno scrittore e fotogiornalista
indipendente;
ha contribuito regolarmente a
Land Destroyer Report
di
Tony Cartalucci ed a
Infowars di
Alex Jones
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