Il FMI e l'US African Command (AFRICOM) si alleano

 nel saccheggio del continente africano

di Nile Bowie

Global Research, 6 gennaio 2012

 

 

Lagos dissente dall'egemonia del FMI

Nigeria: Il prossimo fronte per l'AFRICOM

In un recente viaggio in Africa Occidentale, il direttore di recente nomina del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde ha ordinato ai governi di Nigeria, Guinea, Camerun, Ghana e Ciad di rinunciare alle vitali sovvenzioni per il carburante. Molto per la costernazione della popolazione di questi paesi, i prezzi del carburante e dei trasporti sono quasi triplicati durante la notte senza avviso, provocando violenza generale nelle strade della capitale nigeriana Abuja e nel suo centro economico, Lagos. Tanto quanto i tumulti indotti dal FMI in Indonesia durante la crisi finanziaria asiatica del 1997, lo scontento pubblico in Nigeria viene incanalato verso un'elite domestica incompetente ed egoista, compiacente agli interessi di istituzioni straniere fraudolente.

Sebbene la Nigeria detenga le maggiori riserve petrolifere dimostrate in Africa dietro la Libia, ora ci si aspetta che il suo popolo paghi una tassa più vicina a quella che paga l'americano medio per il costo del carburante, una somma esorbitante in contrasto ai suoi vicini regionali. Alternativamente, altri paesi produttori di petrolio come Venezuela, Kuwait ed Arabia Saudita offrono alla loro popolazione il carburante per tanto poco quanto $0,12 USD al gallone. Mentre Lagos ha una delle più alte concentrazioni di miliardari dell'Africa, la vasta maggioranza della popolazione si affanna quotidianamente con meno di $2,00 USD. Tra uno sconcertante tasso di disoccupazione giovanile del 47% e migliaia di morti l'anno collegati a malattie evitabili, il FMI ha improvvisamente portato via un sostegno importante ad un paese dove l'acqua da bere sicura è un lusso per attorno all'80% della sua popolazione.

Sebbene la Nigeria produca 2,4 milioni di barili di petrolio greggio al giorno destinato ad uso esportazione, il paese si dibatte per generare energia elettrica sufficiente e per mantenere le sue infrastrutture. Molto ironicamente, in Nigeria meno del 6% dei depositanti possiede l'88% di tutti i depositi bancari. I dipendenti di Goldman Sachs coprono quelli statali, in aggiunta all'ex vicepresidente della Banca Mondiale, Ngozi Okonjo-Iweala, che da molti viene ampiamente considerato essere il primo ministro di fatto. Anche dopo decenni che produce redditizie esportazioni petrolifere, la Nigeria non è riuscita a mantenere raffinerie proprie, costringendola ad acquistare illogicamente importazioni petrolifere da altri paesi. La società in generale non ha beneficiato delle ricchezze naturali della Nigeria, così non è una sorpresa che sia mantenuto un rigido livello di diffidenza verso il governo, che sostiene che i sussidi per il carburante debbano essere tolti per stornare i fondi per migliorare la qualità della vita all'interno del paese.

Come tanti altri paesi, il popolo nigeriano ha sofferto di un livello di vita ridotto sistematicamente dopo essere stato soggetto alle Politiche di Aggiustamento Strutturale (SAP). Prima di potere prendere un prestito dalla Banca Mondiale o dal FMI, un paese prima seguire rigorose politiche economiche, che comprendono la svalutazione monetaria, l'abolizione delle tariffe commerciali, la rimozione dei sussidi e dannosi tagli di bilancio ai servizi pubblici critici del settore sanitario e dell'istruzione.

Le SAP incoraggiano i paesi mutuatari a concentrarsi sulla produzione e l'esportazione di merci e risorse domestiche per incrementare il cambio estero, che può spesso essere soggetto a drammatiche fluttuazioni di valore. Senza la protezione dei controlli dei prezzi e di un autentico tasso valutario, sussistono inflazione e povertà estreme al punto di agitazione civile, come visto in un'ampia schiera di paesi per il mondo (solitamente in ex protettorati coloniali). Il popolo della Nigeria è stato uno dei più rumorosi al mondo contro le misure di austerità indotte dal FMI, le proteste studentesche hanno ricevuto una dura repressione dal 1986  e da allora diverse volte, avendo come risultato centinaia di morti civili. Come un testamento del successo del prestito, il lavoratore medio in Nigeria negli anni '70 guadagnava il 35% in più di quanto guadagni nel 2012.

Operando attraverso la diretta rappresentanza delle istituzioni finanziarie occidentali e del FMI nel governo nigeriano, delle nuove condizioni del FMI richiedono  la creazione di un fondo di ricchezza sovrano. Olusegun Aganga, l'ex ministro delle finanze della Nigeria, ha commentato su come il fondo sia stato rudemente fatto accettare e decretato prima delle elezioni nazionali del paese. Se enormi risparmi vengono accumulati dalle esportazioni di petrolio e dalle misure di austerità, basandosi sull'attuale pista di comportamento del governo nigeriano non ci si può realisticamente aspettare che questi fondi saranno investiti per lo sviluppo di infrastrutture. Ancora di più, è sempre più probabile che ogni ricavato da un fondo sovrano sarebbe giovevole alle istituzioni ed ai mercati occidentali, che hanno inizialmente richiesto la sua creazione. Il filantropo nigeriano Bukar Usman scrive profeticamente: "Ho genuini timori che il fondo sovrano non ci servirebbe meglio di altri "rimedi" raccomandati da stranieri che avevamo implementato a nostro detrimento in passato o che veniamo spinti ad implementare oggi".

La simultanea improvvisa rimozione dei sussidi per il carburante in diversi paesi dell'Africa occidentale è una chiara indicazione di chi sia realmente al comando delle cose nell'Africa post coloniale. Il tempismo della sua attuazione senza ammortizzatore non potrebbe essere affatto peggiore, il presidente della Nigeria Goodluck Jonathan recentemente ha dichiarato lo stato d'emergenza dopo che quaranta persone sono state uccise nell'attentato in una chiesa il giorno di Natale, un atto secondo quanto si dice compiuto dal gruppo separatista islamista Boko Haram. Il gruppo sostiene la causa della divisione degli stati settentrionali in modo prevalente musulmani dagli stati meridionali cristiani, una situazione spiacevole simile alla recente divisione del Sudan.

Mentre l'African Command (AFRICOM) degli Stati Uniti inizia a guadagnare un punto d'appoggio nel continente con le sue truppe presenti ufficialmente in Eritrea ed Uganda nel tentativo di mantenere la sicurezza e di rimuovere altri gruppi religiosi teocratici come l'Esercito di Resistenza del Signore, la violenza settaria in Nigeria fornisce un pretesto conveniente per l'intervento militare nella continua guerra per le risorse. Per l'ulteriore comprensione di questa teoria, è interessante osservare che sotto l'amministrazione Obama la Scuola di guerra dell'esercito degli Stati Uniti di Carlisle, Pennsylvania ha condotto una serie di scenari africani di giochi di guerra in preparazione all'espansione dell'AFRICOM.

Alla presenza di funzionari del Dipartimento di Stato USA, dei dipendenti della Rand Corporation e personale militare israeliano, è stata intrapresa un'esercitazione militare che ha esaminato come risponderebbe l'AFRICOM ad una Nigeria che si disintegra sul punto del collasso in mezzo a una guerra civile. Lo scenario prevedeva delle fazioni ribelli che rivaleggiavano per il controllo dei giacimenti petroliferi del delta del Niger (la fonte di una delle massime importazioni petrolifere dell'America), che potenzialmente sarebbe difesa da circa 20.000 truppe USA se non riuscisse ad avere luogo un colpo di stato amico verso gli USA. Ad una conferenza stampa della Commissione Servizi Armati della Camera il 13 marzo 2008, il comandante dell'AFRICOM, generale William Ward, ha poi continuato a dichiarare sfacciatamente che la questione di priorità della crescente dipendenza americana dal petrolio africano sarebbe appoggiata dall'AFRICOM che opera in base alla dottrina di obiettivo di teatro di "combattere il terrorismo".

Ad una conferenza dell'AFRICOM tenuta a Fort McNair il 18 febbraio 2008, il vice ammiraglio Robert T. Moeller ha dichiarato apertamente che il principio informatore dell'AFRICOM era di proteggere "il libero flusso di risorse naturali dall'Africa al mercato globale", citando prima la crescente presenza della Cina nella regione come provocatoria per gli interessi americani. Dopo l'ingiustificato cambio di regime mordi e fuggi condotto in Libia, alimentare destabilizzazione economica, tensioni civili e conflitto settario in Nigeria è in definitiva un tentativo concreto per mettere al sicuro le seconde maggiori riserve petrolifere dell'Africa. Durante il saccheggio della Libia, i suoi fondi sovrani del valore di più di 1,2 miliardi di dollari USA sono stati congelati ed essenzialmente assorbiti dalle potenze franco-anglo-americane; sarebbe realistico assumere che molto dello stesso accadrebbe se la Nigeria non accondiscendesse agli interessi occidentali. Mentre gli agenti del capitale straniero hanno già infiltrato il suo governo, vi sono pochi dubbi che la Nigeria diventerà un nuovo fronte nella Guerra al Terrore.


Nile Bowie
è uno scrittore e fotogiornalista indipendente; ha contribuito regolarmente a Land Destroyer Report di Tony Cartalucci ed a Infowars di Alex Jones