Il razzismo celato dalla religione dello yeshiva israeliano

di Joyce Chediac

13 marzo 2008

 

Immaginate che un gruppo di membri del KKK e di altri credenti nella supremazia bianca avesse la sua "chiesa" che in realtà era un centro per giustificare ed organizzare attacchi omicidi contro gli afroamericani. Immaginate che un afroamericano, stanco dei linciaggi, delle torture, delle percosse e delle umiliazioni del suo popolo sia entrato in questa chiesa sparando a raffica.

Vi sarebbe qualche dubbio che questa sia stata una reazione al razzismo e non odio per i cristiani? Non sarebbe chiaro chi fossero gli oppressi e chi gli oppressori?

Qualcosa di molto simile a questo è recentemente avvenuto a Gerusalemme, ma la vera relazione di forze è stata deliberatamente nascosta dai governi israeliano ed USA e dai media corporativi.

Cosa è accaduto?

Armato fino ai denti con le ultime armi high-tech USA, due settimane fa Israele ha invaso Gaza dalla terra e dall'aria uccidendo 126 persone, metà dei quali civili, compresi 24 bambini, dei quali 13 piccoli o infanti.

Ala Abu Dhaim, un lavoratore palestinese del quartiere di Jebel Mukaber a Gerusalemme Est, secondo la sorella "è rimasto pietrificato dal massacro a Gaza". (Associated Press 8 marzo) Il 6 marzo, Abu Dhaim, un autista che talvolta eseguiva consegne alla Mercaz Harav yeshiva di Gerusalemme, è entrato in quel recinto e ha scaricato raffiche sui giovani studenti, uccidendone otto e quindi rimanendo ucciso lui stesso.

Mentre tace sui morti palestinesi, la stampa USA era inorridita per il "sacrilegio" dell'abbattimento di "innocenti studenti religiosi". Tutta la compassione è stata con le famiglie degli studenti yeshiva. Il New York Times portava nel suo sito web foto aggiuntive del funerale.

Ala Abu Dhaim è stato etichettato come una canaglia antisemita, come lo sono stati altri individui e qualsiasi organizzazioni che abbia lodato il suo eroismo. Il governo israeliano ha utilizzato le sue azioni per giustificare i suoi genocidi assalti ai palestinesi a Gaza, rivendicando la necessità di "proteggere" il suo popolo.

Ma la Mercaz Harav non era un comune yeshiva. La reazione dei suoi studenti all'attacco è stata di intonare "Morte agli arabi"! Il rabbino David Shalem, direttore dell'Istituto di Studi Talmudici della scuola, ha richiesto al governo di Ehud Olmert di attaccare i palestinesi "dovunque, a Gaza, al nord ed all'interno". Ha emanato un appello sottilmente velato per lo sterminio dei palestinesi riferendosi a loro come agli attuali Amalekiti, che erano "nomadi indigeni che attaccarono gli israeliti nel loro esodo dall'Egitto e che furono annientati da re David". (New York Times, 7 marzo)

Centro del movimento di colonizzazione

Questo yeshiva è il centro ideologico ed organizzativo del movimento dei coloni israeliani della supremazia bianca. Dissimulati nella religione, questi arcirazzisti si oppongono a qualsiasi forma di sovranità palestinese e cercano di rubare tutta la terra palestinese scacciando o uccidendo i suoi occupanti legittimi. Braccio ufficioso del governo israeliano, allargano i confini dello stato dei coloni in una "annessione strisciante"—come la chiamava persino il generale israeliano Moshe Dayan.

Non è una coincidenza che tre giorni dopo l'attacco alla Mercaz Harav Israele abbia annunciato dei progetti per ampliare ancora un altro insediamento di coloni, Givat Ze’ev, cinque miglia da Gerusalemme centrale.

Molti palestinesi considerano la Mercaz Harav una organizzazione paramilitare di destra, non una organizzazione religiosa. Di conseguenza, i palestinesi a Gaza ed altrove hanno manifestato ed acclamato quando hanno appreso che qualcuno si è aperto un varco nella sicurezza attaccandola nel cuore di Gerusalemme.

Il gruppo principale dell'odio verso gli arabi

Anche gli israeliani conoscono, e qualcuno vi si oppone, della Mercaz Harav. Gideon Levy, notista di Haaretz, quotato quotidiano israeliano, il 10 marzo ha scritto: "Dalla Mercaz Harav sono sorti i rabbini che hanno guidato il più ignobile movimento della storia del sionismo. La maggior parte dei maniacali perpetratori e seminatori di odio per gli arabi sono venuti da questo gruppo principale gruppo".

La Mercaz Harav è la base del Gush Emunim, il più aggressivo dei gruppi dei coloni. Levy spiega: "Senza il movimento del Gush Emunim, appoggiato da successivi governi israeliani, non vi sarebbe stato nessun insediamento e senza la yeshiva di Mercaz Harav non vi sarebbe stato nessun Gush Emunim. Questa istituzione quindi è stata la culla dell'impresa della colonizzazione ed il suo motore. La maggior parte degli studenti uccisi nell'attacco terrorista erano coloni della seconda generazione".

Mentre molti studenti religiosi ebrei cercano l'esenzione dal servizio militare, il Gush Emunim incoraggia i propri membri ad arruolarsi nell'esercito ed attaccare i palestinesi. Uno dei suoi eroi è Baruch Goldstein, che nel 1994 irruppe nella moschea di Hebron con la sua mitragliatrice in azione ed uccise 30 palestinesi. (Come molti di quelli che la pensavano come lui, Goldstein era dagli USA e mentre era qui era membro della incorrettamente chiamata "Lega di difesa ebraica", una organizzazione razzista che si fa le ossa attaccando fisicamente le Pantere Nere a Harlem).

Moshe Levinger, uno dei diplomati della Mercaz Harav, ha impiantato un insediamento al Park Hotel  nel cuore della città palestinese di Hebron, dove una volta uccise un negoziante palestinese. Levinger ed i suoi seguaci attaccano continuamente uomini, donne e bambini palestinesi di Hebron.

Un altro diplomato è il rabbino Dov Lior, che, secondo Levy, nel 2004 decretò che alle Forze di Difesa Israeliane era permesso uccidere gente innocente.

Sapendo perfettamente bene che questo yeshiva utilizzava la religione per mascherare il razzismo estremo, George W. Bush, il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon e l'Alto Rappresentante dell'Unione Europea Javier Solana per la morte degli otto studenti hanno tutti condannato l'attacco ed inviato le condoglianze al Primo Ministro israeliano Ehud Olmert.

Le morti israeliane compiante, le morti palestinesi ignorate

Un giorno prima dell'attacco alla Mercaz Harav, la ventenne Amira Abu Aser, uccisa da un proiettile israeliano alla testa, è stata seppellita a Gaza. Nessun scalpore internazionale ne seguì, nessuna condoglianza dai leader mondiali o da Condoleezza Rice, che allora era in Medio Oriente. Il sito web del New York Times non mostrava nessuna foto supplementare del suo funerale. Ma il popolo palestinese ed i suoi sostenitori non la dimenticheranno.

Le potenze imperialiste non sono né osservatori obiettivi né mediatori, ma condividono gli obiettivi israeliani: impedire al popolo del Medio Oriente di utilizzare la propria terra ed il proprio petrolio. Per difendere questi obiettivi, mascherano la vera relazione di forze in Medio Oriente e cercano di confondere e calmare coloro che sosterrebbero i palestinesi.

Israele rimane uno stato oppressore, un avamposto del Pentagono in Medio Oriente. L'oppresso popolo palestinese combatte ancora una lotta di liberazione nazionale per l'autodeterminazione e la sovranità. E la sua lotta merita il sostegno di tutti.


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